a me risulta invece che la preparazione sportiva giovanile quando si assume un modello di preparazione rigido legato al conseguimento del massimo risultato soprattutto in tempi medio brevi fondato sul perfezionamento tecnico, conduce inevitabilmente alla specializzazione precoce. Avrai affrontato nella tua tesi, mi auguro, il capitolo relativo alla necessità di una preparazione multilaterale e quindi ci si domanda come procedere per tenere alto lo stimolo emotivo nel ragazzo, come se non realizzando una gamma di esercizi di grande varietà, con una alternanza sistematica di lavori svolti in bicicletta si ma anche a terra o meglio in palestra, con forza, velocità, forza-veloce, mobilità articolare, sviluppando le capacità di lavoro in decontrazione (scioltezza), che permetta così nel tempo una elevata economia nei movimenti specifici......
in merito poi alla frase del professore che riportavi nel post precedente, direi che è la solita vecchia espressione abusata, in verità neppure così saggia come sembri, non ho potuto neppure esimermi nel dirla anch'io in occasione di alcune lezioni a corsi allenatori: aggiungo spesso però che un errore madornale è imitare l'allenamento degli adulti infatti questo obbliga ad un utilizzo troppo sistematico dei carichi in funzione della gara, che la motivazione al successo viene troppo spesso sostituita dal desiderio di prestazione, che il numero limitato di novità diminuisce l'attrazione.
sulla questione "pliometria e pesi liberi", la chiave per applicare tali metodi, sta nella loro abile combinazione piuttosto che nell'uso esclusivo o sproporzionato di uno qualsiasi di essi..........prosopopea a parte.....:)