Metodo norvegese

pianpianello

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Perché nessuno qui ha ancora parlato del metodo norvegese? Non mi risulta ci siano discussioni su questo forum.

Da quello che ho sentito, il metodo norvegese ha le seguenti caratteristiche principali:

  • quantità elevatissime di volume, anche oltre 30 ore a settimana, molte in Z2 ovviamente
  • volume distribuito durante la giornata, in una stessa giornata ci possono anche essere due sessioni, una mattutina e una pomeridiana
  • l'intensità massima degli sforzi è limitata, cioè meglio stare sotto soglia che fuori soglia. Tradotto: finalmente si torna al tanto amato medio e sweet spot (o al massimo in soglia)

Se è così mi sembra più sensato del polarizzato, tralasciando il fatto che solo i professionisti possono fare quei volumi e distribuirli ottimamente nelle giornate.

Ma anche solo parlando dell’intensità più moderata, è la stessa cosa che avevo ipotizzato io qualche tempo fa, quando avevo scritto in questo forum che secondo me le intensità in Z5 mi sembrano troppo stressanti e insostenibili, mentre Z3-Z4 mi sembrano molto più sensate, a livello aerobico, cioè per il consumo di ossigeno. Tradotto: invece che portare il cuore fuori soglia per brevi periodi, sembra più sensato tenerlo un po’ più basso per periodi molto più lunghi.

Per quanto riguarda l’anaerobico invece non ho visto nulla, perché presumo che il metodo norvegese si occupi quasi esclusivamente di allenamento aerobico e sia nato in sport diversi dal ciclismo. Ovviamente nel ciclismo bisognerà integrare con brevi allunghi in Z6-Z7 per l’anaerobico, ma questo probabilmente non c’entra nulla col metodo norvegese.

Cos’è per voi il metodo norvegese, e cosa ne pensate?
 

LIUL

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Perché nessuno qui ha ancora parlato del metodo norvegese? Non mi risulta ci siano discussioni su questo forum.

Da quello che ho sentito, il metodo norvegese ha le seguenti caratteristiche principali:

  • quantità elevatissime di volume, anche oltre 30 ore a settimana, molte in Z2 ovviamente
  • volume distribuito durante la giornata, in una stessa giornata ci possono anche essere due sessioni, una mattutina e una pomeridiana
  • l'intensità massima degli sforzi è limitata, cioè meglio stare sotto soglia che fuori soglia. Tradotto: finalmente si torna al tanto amato medio e sweet spot (o al massimo in soglia)

Se è così mi sembra più sensato del polarizzato, tralasciando il fatto che solo i professionisti possono fare quei volumi e distribuirli ottimamente nelle giornate.

Ma anche solo parlando dell’intensità più moderata, è la stessa cosa che avevo ipotizzato io qualche tempo fa, quando avevo scritto in questo forum che secondo me le intensità in Z5 mi sembrano troppo stressanti e insostenibili, mentre Z3-Z4 mi sembrano molto più sensate, a livello aerobico, cioè per il consumo di ossigeno. Tradotto: invece che portare il cuore fuori soglia per brevi periodi, sembra più sensato tenerlo un po’ più basso per periodi molto più lunghi.

Per quanto riguarda l’anaerobico invece non ho visto nulla, perché presumo che il metodo norvegese si occupi quasi esclusivamente di allenamento aerobico e sia nato in sport diversi dal ciclismo. Ovviamente nel ciclismo bisognerà integrare con brevi allunghi in Z6-Z7 per l’anaerobico, ma questo probabilmente non c’entra nulla col metodo norvegese.

Cos’è per voi il metodo norvegese, e cosa ne pensate?
penso sia adatto alla corsa ma poco al ciclismo, almeno al ciclismo di adesso, forse per eventi gravel di lunga distanza. le intensità sopra la soglia creano adattamenti importanti ma nella corsa lavorare a questa intensità porta facilmente a infortunarsi, da qui nasce il metodo norvegese che aumentando le ore bassa intensità riesce a replicare gli adattamenti dell'alta intensità sul vo2max. Questo problema nel ciclismo non c'è visto che non c'è contatto sul terreno
 

EliaCozzi

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Grandi volumi per grandi distanze, in passeggiata.
Allenamento per la corsa? Dipende di che corsa parliamo: a me pare un allenamento per ultra trail, nella corsa inteso come mezzofondo certamente NON è il metodo che applicano in Norvegia.
Questo un esempio:
1729770981947.png
 
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pianpianello

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Grandi volumi per grandi distanze, in passeggiata.
Allenamento per la corsa? Dipende di che corsa parliamo: a me pare un allenamento per ultra trail, nella corsa inteso come mezzofondo certamente NON è il metodo che applicano in Norvegia.
Questo un esempio:
Vedi l'allegato 466783

Ma lattato a 2 millimoli è soglia? Pensavo la "soglia", intesa anaerobica, fosse intorno a 4.

In ogni caso queste tabelle in generale secondo me non vogliono dire nulla senza le indicazioni del livello di sforzo relativo sostenuto, che ovviamente non può sapere nessuno. Per dire, se anche uno ti dicesse che Van del Poel fa 5 ripetute da 1 minuto a 700 watt, non c'è nessun modo di sapere quanto stressanti siano per lui. Magari per lui è poco, chi lo sa. Oppure è una sofferenza immane, chi lo sa. Se l'allenamento è un bilanciamento tra stress e recupero, i numeri da soli non danno nessuna indicazione di quanto stress sia applicato al corpo.
 

pietro19

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Ma lattato a 2 millimoli è soglia? Pensavo la "soglia", intesa anaerobica, fosse intorno a 4.

In ogni caso queste tabelle in generale secondo me non vogliono dire nulla senza le indicazioni del livello di sforzo relativo sostenuto, che ovviamente non può sapere nessuno. Per dire, se anche uno ti dicesse che Van del Poel fa 5 ripetute da 1 minuto a 700 watt, non c'è nessun modo di sapere quanto stressanti siano per lui. Magari per lui è poco, chi lo sa. Oppure è una sofferenza immane, chi lo sa. Se l'allenamento è un bilanciamento tra stress e recupero, i numeri da soli non danno nessuna indicazione di quanto stress sia applicato al corpo.
2mmol a quel livello è tra le soglie, i concetti di 2 e 4 mmol sono troppo generici e solitamente non applicabili ad atleti di elite.

Quella tabella è estremamente generica e non esattamente quello che poi farà ma dà un'idea della struttura generale. I ritmi al km dei lenti (Z1) e le mmol dei lavori tra le soglie (Z3) rendono molto bene l'idea di quello che è lo sforzo relativo. Anche il lattato delle ripetute in salita vo2max del sabato fa capire come sia un lavoro intenso ma non massimale.

Più che di metodo norvegese qua si può parlare di metodo bakken che è stato il primo a svolgere queste doppie sessioni con un controllo maniacale dell'intensità tramite il lattato. http://www.mariusbakken.com/the-norwegian-model.html

Il "metodo norvegese" negli sport di endurance che non è particolarmente diverso da quello delle altre nazioni e non fa altro che enfatizzare l'approccio scientifico è riassunto qua https://link.springer.com/article/10.1007/s40279-024-02067-4

Non si parla assolutamente di fare solo bassa intensità e sweetspot ma piuttosto di una distrubuzione delle intensità tendenzialmente piramidale considerando un ciclo annuale. Nella maggior parte dei casi nella fase di preparazione più specifica si passa ad un approccio polarizzato, che sembrerebbe dare ottimi benefici svolto a seguito di diversi mesi di preparazione piramidale
 
22 Marzo 2007
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Perché nessuno qui ha ancora parlato del metodo norvegese? Non mi risulta ci siano discussioni su questo forum.

Da quello che ho sentito, il metodo norvegese ha le seguenti caratteristiche principali:

  • quantità elevatissime di volume, anche oltre 30 ore a settimana, molte in Z2 ovviamente
  • volume distribuito durante la giornata, in una stessa giornata ci possono anche essere due sessioni, una mattutina e una pomeridiana
  • l'intensità massima degli sforzi è limitata, cioè meglio stare sotto soglia che fuori soglia. Tradotto: finalmente si torna al tanto amato medio e sweet spot (o al massimo in soglia)

Se è così mi sembra più sensato del polarizzato, tralasciando il fatto che solo i professionisti possono fare quei volumi e distribuirli ottimamente nelle giornate.
Non ci sono discussioni ma qualche messaggio qua e là lo trovi.
Penso che uno dei motivi è che in fondo non è qualcosa di troppo diverso da altri approcci (come correttamente osservato in altri messaggi, tendenzialmente produce una TID globalmente piramidale, che è spesso ragionevole), oltre al fatto che utilizza come parametro di controllo il lattato e non i ritmi di allenamento, quindi non è automaticamente trasferibile in termini di potenza (a maggior ragione se si vuole usare una suddivisione diversa da quella a 3 ambiti opportunamente personalizzati).
Ma anche solo parlando dell’intensità più moderata, è la stessa cosa che avevo ipotizzato io qualche tempo fa, quando avevo scritto in questo forum che secondo me le intensità in Z5 mi sembrano troppo stressanti e insostenibili, mentre Z3-Z4 mi sembrano molto più sensate, a livello aerobico, cioè per il consumo di ossigeno. Tradotto: invece che portare il cuore fuori soglia per brevi periodi, sembra più sensato tenerlo un po’ più basso per periodi molto più lunghi.
Non direi più moderata, ma più controllata. L'idea principale è quella di usare un parametro di risposta:
- per definire in modo più preciso lo stimolo che produce quella risposta;
- per controllare che la risposta non diverga troppo da quella stazionaria (ovviamente per i livelli di sforzo per cui esista, almeno per una certa durata, qualcosa di simile a una risposta quasi-stazionaria), ovvero per intervallare il carico in modo il più possibile coerente con la risposta individuale.
Più che un metodo per fare cose diverse è un tentativo di mettere in pratica ciò che si dovrebbe idealmente fare (verificando poi l'effettivo effetto).
Sicuramente sono compresi elementi (come la doppia sessione giornaliera di "soglia" / heavy intensity) che possono essere produttivi per atleti con livello di fitness elevato (il volume di un certo stimolo tende a diventare via via più rilevante al crescere della forma), e quindi come sempre (e proprio nell'ottica dell'approccio controllato anche qui utilizzato) va capito se è il modo più utile di fare le cose nel caso particolare.
 

Enea96

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Non mastico l'inglese, ma mi sembra veramente una roba...........:sbianca:
160 gr/h di carbo :azz
Se li assorbe buon per lui, sicuramente non reintegra il deficit di una sessione del genere neanche a 160g/h.

Sull allenamento... Più un test che un allenamento, non ho visto se hanno preso il lattato, ma quasi sicuramente si. Le loro lt1/2 sono tendenzialmente a ribasso rispetto al concetto FTP.
 

Luke26

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A parte quanto hanno mangiato, l'allenamento è stato 10x20min a LT1, con circa delle pause in Z2 bassa tra le serie. (ho guardato veloce il video). Questa cosa è interessante che fanno volume così in alto come Zone, secondo me.
 

andry96

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A parte quanto hanno mangiato, l'allenamento è stato 10x20min a LT1, con circa delle pause in Z2 bassa tra le serie. (ho guardato veloce il video). Questa cosa è interessante che fanno volume così in alto come Zone, secondo me.
alto? lt1 è il limite(meglio misurato) della tradizionale z2, questi lavori di z2 alta mi sembrano abbastanza diffusi, poi sicuramente non è così che fanno tutto il volume, perché sicuramente è un lavoro impegnativo se di questa lunghezza
 

Luke26

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alto? lt1 è il limite(meglio misurato) della tradizionale z2, questi lavori di z2 alta mi sembrano abbastanza diffusi, poi sicuramente non è così che fanno tutto il volume, perché sicuramente è un lavoro impegnativo se di questa lunghezza
Intendevo la Z2 che è nella vulgata dei ciclisti medi... ...quest'anno che mi sto allenando più nello specifico nei diversi "livelli" di Z2 e Z3 (alta e bassa) e si sente la differenza
 

andry96

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Intendevo la Z2 che è nella vulgata dei ciclisti medi...
appunto, lt1 è il limite alto di quella zona
...quest'anno che mi sto allenando più nello specifico nei diversi "livelli" di Z2 e Z3 (alta e bassa) e si sente la differenza
ovvio che si, cambia parecchio da z2 a z3 proprio perché passi la soglia aerobica che marca una differenza evidente di sforzo percepito
 

Enea96

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A parte quanto hanno mangiato, l'allenamento è stato 10x20min a LT1, con circa delle pause in Z2 bassa tra le serie. (ho guardato veloce il video). Questa cosa è interessante che fanno volume così in alto come Zone, secondo me.
Hanno fatto un progressivo alternando 20' a Lt1 con 20' a Lt2, con 4min di recupero dopo ogni 20'. Lt1 è partito a 300 e ha finito a 330, lt2 da 340 a 390.
Penso (e spero :prega: ) abbiano usato il lattato per gestire gli aumenti di carico.

ps. Follia mettere la bici in macchina per andare a fare i rulli :azz
 
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Luke26

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Cerco di spiegarmi meglio, fare diciamo 1h e mezzo attorno alla LT1 o fatmax costante, oppure fare la stessa quantità in Z2 diciamo medio bassa, personalmente sento parecchio la differenza come sforzo. Parlando di bpm, 153/155 bpm media contro <140bpm. Nel modello a 7zone, 1 è recovery l'altra è aerobica
 
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canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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Se volete vedere il metodo norvegese "don't try this at home" andate a guardarvi lo Strava di Jonas Abrahamsen.

A vedere come spinge c'è da pensare che quest'anno faccia qualche bel numerone
La cosa più notevole secondo me è che spesso sono indoor; per non dire che ha fatto un training camp in altura (Sierra Nevada) con parecchie sedute indoor. Insomma, io ho grosse curiosità ed aspettative