Stamattina ho scritto a Alessandro Spada:
Caro Alessandro,
stamattina alle 4.04 dormivo.
La notizia di per sè non è molto interessante me è fondamentale farle capire ciò che vuol dire per me: questo è l' ultimo regalo di una Nove Colli stupenda, di un Gruppo Sportivo Fausto Coppi formidabile e di un presidente Alessandro Spada profondamente sensibile e professionale.
Dormivo, dicevo, per la stanchezza accumulata durante i 200km della granfondo percorsi pur senza grande allenamento, ma percorsi. Perchè dal 20 maggio 2012 è stato difficile alzarsi e partire senza che ci assalisse il pensiero di lasciare casa e famiglia per andare a godere della nostra passione. Percorsi anche per onorare un presidente che ci aveva fatto un grande dono, quello di tendere una mano simbolica a chi la stessa domenica di un anno prima non aveva lasciato la casa dove viveva "scosso" dal terribile terremoto che in quei giorni mise in ginocchio l' Emilia intera.
Ho dormito e questo è un dono. Non vorrei essare patetico. In questi giorni sui social network gli utenti emiliani si sfogano e "urlano" il loro ricordo, misto a rabbia e paura di quella notte. In molti sono rimasti svegli anche questa notte, perchè può sembrare strano ma un evento di questa portata, il "rombo" della scossa, le distruzioni e i giorni trascorsi nell' incertezza ti si incarniscono sotto la pelle. Pare sempre che non ci siano, ma quando c'è un piccolo sussulto, un camion che fa sobbalzare il tavolo, un rumore di un temporale lontano o la semplice ricorrenza dell' evento, un brivido scorre lungo la schiena.
Questo è l' ultimo dono della Nove Colli: la stanchezza. Che mi ha fatto riposare. Che non mi ha fatto pensare.
Grazie ancora di tutto presidente.
Dino Raimondi.
Presidente Team ProEthics
Ferrara
P.s. le allego una a caso delle "esternazioni" su Facebook di un amico geometra, colpito dal sisma e che si è tanto prodigato nella fase della ricostruzione, Umberto Boicelli di Bondeno (FE):
"Un anno.... Mancano poco meno di due ore a quel momento...a quel boato...ruggito sommesso del terreno...alla sensazione di essere preso e spinto con violenza...lanciato come una pallina attraverso la camera nel buio assoluto.... Mentre tutto intorno si muoveva .... Senza riferimenti... Solo le urla dei ragazzi .... i rumori dei mobili e delle cose che cadevano.....e il silenzio....lo sgomento...i pianti dei bimbi sul pianerottolo....cercando di calmare....di dire che era tutto finito...sperandolo in cuor tuo...sperando che fosse vero.....ecco meno di due ore ad un momento che ci ha fatto sentire piccoli e indifesi...che ci ha tolto ...certezze....illusioni di essere al sicuro...ma che ci ha fatto conoscere la solidarietà tra le persone...tra la gente...forse quella che in fondo abbiamo dimenticato per la nostra frenesia...il nostro correre senza guardarci mai intorno...ecco questa voglio ricordare di quei tragici momenti e di quello che è seguito dopo....l'umanità...tra le persone....lo voglio ricordare... Si! Perchè ad un anno da quella notte...sembra che quella sia piano piano andando giù per le scale della cantina....dimenticata. Non mi voglio invece scordare della .... Non saprei come definirla... Presunzione .... Piccolezza... Di alcune persone... Perchè se da una parte certe tragedie esaltano le caratteristiche di alcuni....esaltano quanto di peggio esiste in altri...rivelandoli per quello che sono. Ma è tardi e vorrei arrivare dormendo alle 4,04....come se nulla fosse accaduto.....come se non si fossero perse persone care e vista tanta desolazione e dolore...ed insieme tanta speranza....Buonanotte e scusate se avete perso tempo a leggere questi pensieri contorti di una mente contorta...Buonanotte a tutti e un Ciao a Leo...che da quella notte non c'è più. Manchi a tutti noi. Ciao Leo."