Se n’era parlato spesso di Fabbri. Non dice cose sbagliate sul discorso delle calorie perché, fermo restando che il corpo è una macchina termodinamica comunque, il calcolo calorico è una cosa estremamente complessa da fare con precisione (esempio banale: se uno in settimana pranza alla mensa aziendale lo sfido a stimare le calorie senza sbagliare di almeno un 15-20% in difetto o in eccesso).
Ma va da sé che il suo metodo se viene rispettato alla lettera funziona bene per forza: se vuoi tenere a bada la glicemia, a prescindere dalle combinazioni alimentari, tutte le “schifezze” non le puoi toccare quindi hai già risolto metà del problema.
Ma vale per tutte le diete: giocano sull’eliminare, in modo implicito od esplicito, una o più categorie di alimenti cosicché il paziente, avendo a disposizione una scelta più ristretta, ha meno voglia di eccedere.
Anche i LCHF/Keto dicono che le calorie non contano e che conta solo la capacità del corpo di ossidare grassi, quindi cosa fanno? Eliminano tutti i carbo e tanti saluti. Voglio vederti la sera davanti alla TV a scofanarti 1000 kcal di salmone. Mentre 1000 kcal da biscotti non sono così impossibili, anzi...
Riconosco la cultura e la preparazione di Fabbri, ci mancherebbe, ma quello che dice è la scoperta dell’acqua calda.