giulio.gennari
Velocista
- 1 Gennaio 2011
- 5.305
- 2.843
- 44
- Bici
- Tarmac SL7, Specialissima Pantani, Lee Cougan Cross Fire
Vorrei essere bravo la metà di @Airone del Chianti nel descrivere quanto sia speciale questa gara, ci provo comunque.
Parto da casa venerdì mattina carico di valigie e borsoni quasi dovessi stare via un mese.
Dopo 3 ore d’auto raggiungo San Leonardo e imbocco il Rombo.
Il paesaggio non è quello degli ultimi anni, pioggia e freddo mi fan capire fin da subito cosa mi aspetterà.
Mi fermo a pranzare al solito ristorante situato a metà salita dove viene allestito il ristoro, locale per me bellissimo con vista sugli ultimi tornanti e dove si mangia molto bene.
Giunto a Sölden scarico le valigie al Park Hotel, ritiro il numero e mi fermò a guardare un po’ la cronoscalata.
Cerco senza successo @Brescia1911 che scopro poi aver fatto un ottima prestazione.
Sabato mi alzo presto come tradizione anche se accantono quasi subito l’idea della sgambata visto la pioggia.
Il grande @never give up!, con cui avrei dovuto farla, é uscito comunque per un paio d’ore e incredibile non ha preso una goccia d’acqua, l’esperienza dei saggi!
Lo stare in albergo forzato però ha i suoi lati positivi, in breve tempo conosco diversi ragazzi, bellissime persone alla prima esperienza, a cui si aggiungono uno alla volta i vari amici del forum come @pedalone della bassa, @rottweiller e tutti gli altri.
Sabato sera come tradizione andiamo a cenare al Arena dove colpa la grande affluenza mangiamo un po’ sparpagliati e poi tutti a letto con gli incoraggiamenti del grande @Tapinaz che da casa ci suona la carica.
La sveglia suona presto, non sono neanche le 4:00, faccio colazione in camera ed esco in griglia.
Non piove e non fa neppure freddo, saluto @marko che grazie ad una super cronoscalata si é guadagnato la prima griglia e tra una chiacchiera e l’altra arriva presto il momento della partenza.
Pronti via e in compagnia di @Doctor Speck, che scopro poi aver fatto una grande prestazione, scendiamo abbastanza forte tanto è vero che passero sul tappeto di inizio salita nei primi 50.
Salendo il Kuthai ci si rende conto che le previsioni della meteorologa erano troppo ottimiste, in alto spiovvigina e fa freddo e in discesa la situazione peggiora tanto é che a valle attraverso il momento più difficile della Granfondo.
Per fortuna salgo il Brennero con un ottimo gruppo che fa un buon ritmo senza strappare e piano piano mi scaldo e ritrovo le gambe.
Mi fermo al ristoro e mi ritrovo solo in discesa, poco male, il Giovo arriva presto dove salgo regolare senza esagerare pensando già al Rombo e ai suoi ultimi tornanti.
La discesa come già raccontato da altri é in mezzo alla nebbia e perdo tempo rispetto agli altri anni.
L’obbiettivo sportivo era quello di migliorarmi di 4 minuti e centrare la prima griglia per soddisfazione personale.
Salgo il Rombo e seppur provando a gestirmi gli ultimi tornanti sono sempre durissimi.
Passo la galleria e mi accoglie un bel temporale e temperature vicino allo zero.
Scollino con lo stesso tempo dello scorso anno e capendo che l’obbiettivo di migliorarmi non é fattibile scendo senza rischiare verso Solden.
L’emozione di passare quel ponticello é sempre indescrivibile, impossibile spiegarla vuole vissuta.
Dopo una bella doccia ritorno in zona arrivo dove tra tutto mi ricorderò @Ipercool accolto al arrivo dal figlio con tanto di coperta e abbraccio, scena da copertina.
Torno da Solden con la mia quarta maglia da finisher, tantissimi ricordi e qualche amico in più.
Provabilmente la mia Oetzaler più bella...
Parto da casa venerdì mattina carico di valigie e borsoni quasi dovessi stare via un mese.
Dopo 3 ore d’auto raggiungo San Leonardo e imbocco il Rombo.
Il paesaggio non è quello degli ultimi anni, pioggia e freddo mi fan capire fin da subito cosa mi aspetterà.
Mi fermo a pranzare al solito ristorante situato a metà salita dove viene allestito il ristoro, locale per me bellissimo con vista sugli ultimi tornanti e dove si mangia molto bene.
Giunto a Sölden scarico le valigie al Park Hotel, ritiro il numero e mi fermò a guardare un po’ la cronoscalata.
Cerco senza successo @Brescia1911 che scopro poi aver fatto un ottima prestazione.
Sabato mi alzo presto come tradizione anche se accantono quasi subito l’idea della sgambata visto la pioggia.
Il grande @never give up!, con cui avrei dovuto farla, é uscito comunque per un paio d’ore e incredibile non ha preso una goccia d’acqua, l’esperienza dei saggi!
Lo stare in albergo forzato però ha i suoi lati positivi, in breve tempo conosco diversi ragazzi, bellissime persone alla prima esperienza, a cui si aggiungono uno alla volta i vari amici del forum come @pedalone della bassa, @rottweiller e tutti gli altri.
Sabato sera come tradizione andiamo a cenare al Arena dove colpa la grande affluenza mangiamo un po’ sparpagliati e poi tutti a letto con gli incoraggiamenti del grande @Tapinaz che da casa ci suona la carica.
La sveglia suona presto, non sono neanche le 4:00, faccio colazione in camera ed esco in griglia.
Non piove e non fa neppure freddo, saluto @marko che grazie ad una super cronoscalata si é guadagnato la prima griglia e tra una chiacchiera e l’altra arriva presto il momento della partenza.
Pronti via e in compagnia di @Doctor Speck, che scopro poi aver fatto una grande prestazione, scendiamo abbastanza forte tanto è vero che passero sul tappeto di inizio salita nei primi 50.
Salendo il Kuthai ci si rende conto che le previsioni della meteorologa erano troppo ottimiste, in alto spiovvigina e fa freddo e in discesa la situazione peggiora tanto é che a valle attraverso il momento più difficile della Granfondo.
Per fortuna salgo il Brennero con un ottimo gruppo che fa un buon ritmo senza strappare e piano piano mi scaldo e ritrovo le gambe.
Mi fermo al ristoro e mi ritrovo solo in discesa, poco male, il Giovo arriva presto dove salgo regolare senza esagerare pensando già al Rombo e ai suoi ultimi tornanti.
La discesa come già raccontato da altri é in mezzo alla nebbia e perdo tempo rispetto agli altri anni.
L’obbiettivo sportivo era quello di migliorarmi di 4 minuti e centrare la prima griglia per soddisfazione personale.
Salgo il Rombo e seppur provando a gestirmi gli ultimi tornanti sono sempre durissimi.
Passo la galleria e mi accoglie un bel temporale e temperature vicino allo zero.
Scollino con lo stesso tempo dello scorso anno e capendo che l’obbiettivo di migliorarmi non é fattibile scendo senza rischiare verso Solden.
L’emozione di passare quel ponticello é sempre indescrivibile, impossibile spiegarla vuole vissuta.
Dopo una bella doccia ritorno in zona arrivo dove tra tutto mi ricorderò @Ipercool accolto al arrivo dal figlio con tanto di coperta e abbraccio, scena da copertina.
Torno da Solden con la mia quarta maglia da finisher, tantissimi ricordi e qualche amico in più.
Provabilmente la mia Oetzaler più bella...
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