A distanza di cinque giorni, le emozioni provate da me domenica sono ancora vive e ben presenti. A causa del freddo e della fatica, confesso di non essere riuscito a piangere una volta giunti in prossimita' del ponte (ho recuperato pero' la mattina seguente, proprio quando il mio viaggio di ritorno verso Torino stava per avere inizio). Non sono un campione (se anche i problemi sopra elencati non vi fossero stati, credo che avrei potuto avvicinarmi a un 10 ore basso, nulla di piu'), ma piu' semplicemente un appassionato che, attraverso sfide epiche come quella austriaca, intende rivendicare il proprio desiderio di sentirsi vivo. Dipendesse da me, correrei un'altra Oetztaler gia' domenica prossima: pur essendo una richiesta che rimarra' purtroppo inevasa, il ricordo di quello che e' stato per me domenica 2 settembre, sara' un qualcosa a cui aggrapparmi quando nel mio cielo non splendera' il sereno.


