Operacion Puerto

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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Ieri sera alla "Domenica sportiva" a parte i soliti servizi sul doping ecc... finalmente hanno fatto parlare una persona "seria" ovvero il Prof. Donati (consulente dell'organizzazione internazionale contro il doping) che senza ipocrisie ha detto due sacrosante verità:

1) Il doping esiste nel ciclismo come in tutti gli altri sport di alto livello facendo leva anche sul fatto di come i casi di suicidio nel mondo dello sport siano in netta crescita (esiste forse un legame tra doping e suicidi? Io credo di sì).

2) Che è generalmente la MAGISTRATURA, ovvero un organo esterno al "mondo sportivo" che per prima scopre casi di doping e che SOLO SUCCESSIVAMENTE e quindi di fronte all'evidenza che il mondo sportivo si interroga ed effettua dei controlli interni (che cmq secondo me sono anche abbastanza pilotati).

Per finire il Prof. Donati ha aggiunto che il ciclismo è sulla bocca di tutti solo perchè i corridori la fanno talmente grossa che è più semplice scoprirli, ma negli altri sport esiste e come, solo che gli atleti lo fanno in maniera più furba (in particolare ha puntato il dito contro l'atletica).

VIVA LA SINCERITA'
 

danny

Apprendista Scalatore
27 Maggio 2004
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Arezzo
www.danny.it
e di bulbarelli che durante la telecronaca dei campionati italiani ha detto testuali parole guardando fisso la telecamere "cari telespettatori il ciclismo è adesso uno degli sport più puliti", giuro l'ho sentito che lo diceva non l'ho sognato!
 

JackSawyer

Pedivella
21 Dicembre 2006
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Saltara (PU)
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e di bulbarelli che durante la telecronaca dei campionati italiani ha detto testuali parole guardando fisso la telecamere "cari telespettatori il ciclismo è adesso uno degli sport più puliti", giuro l'ho sentito che lo diceva non l'ho sognato!

qualche giorno fa nel servizio su Petacchi e Piepoli "non negativi" al salbutamolo aveva anche affermato che quei valori erano giustificabili da una spruzzatina di troppo di Ventolin... :))):
 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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Scusate la lunghezza, ma ne vale la pena: uno dei massimi esponenti della lotta al doping a livello internazionale dice questo:

"DONATI DENUNCIA: "CHI LOTTA CONTRO LA MAFIA DEL DOPING PAGA DI PERSONA: PER QUESTO HO DECISO DI CHIUDERE QUESTO CAPITOLO DELLA MIA VITA"
COPENAGHEN - "La lotta al doping di vertice è un capitolo della mia vita ormai chiuso. Una lotta che è diventata persino personalmente pericolosa da condurre. La mia decisione non è una rinuncia, ma l' ultima, definitiva, denuncia". Lo ha detto il prof. Sandro Donati, il dirigente del Coni da sempre in prima linea nella lotta al doping, nella sua relazione alla Conferenza internazionale dei media dello sport, a Copenaghen.
Dura e disperata denuncia quella del dirigente sportivo italiano, l'unico ad essere invitato come relatore alla conferenza che raccoglie i massimi esperti di doping del mondo.
"Dall'ottobre 2000, subito dopo lo scioglimento da parte del Coni della Commissione scientifica che aveva rivelato i casi anomali di GH prima di Sidney - ha spiegato Donati ad un pubblico composto da giornalisti provenienti da 50 paesi del mondo - considero conclusa la mia fase di denuncia e inutile il mio impegno contro un problema che è in continua espansione per le evidenti complicità. Connivenze allargate anche a soggetti istituzionali extrasportivi e a soggetti commerciali, che hanno reso perfino personalmente pericoloso condurre ancora tale tipo di lotta. E' socialmente più vantaggioso ed importante impiegare la mia esperienza per far comprendere e per contrastare l' altro, ben più grave, fenomeno della diffusione del doping tra i comuni praticanti". A ribadire la personale sfiducia nella lotta al doping di vertice, Donati ha sottolineato che "ci sono forti interessi politici ed economici nella saga mondiale del doping", ha puntato il dito contro le multinazionali farmaceutiche e le nazioni che vogliono promuovere la loro immagine nazionale, anche a costo del doping. Ma ora il suo interesse è quello di combattere il fenomeno ai livelli meno importanti dello sport.
"Le notevolissime e crescenti dimensioni di tale fenomeno sono dimostrate da una serie di fatti - ha aggiunto Donati - una sequenza impressionante di sequestri ed indagini dal 1997 ad oggi che hanno condotto decine di procure della Repubblica ad interessarsi del problema; le vendite ufficiali di farmaci con valenza doping; i risultati dei sondaggi svolti tra i giovani che dimostrano come una percentuale crescente sia disposta a praticarlo pur di arrivare al successo; l'insignificante ruolo dei controlli anti-doping che, peraltro, oltre ad essere parzialmente efficaci, sono riservati solo agli atleti di alto livello". Donati ha approfondito la sua analisi attraverso lo studio dell' indagine di Bologna sul doping tra gli amatori, condotta dal Pm Giovanni Spinosa a dai Nas dei Carabinieri, che tra l' altro "ha consentito di rilevare le caratteristiche dei traffici, le connessioni con le palestre e con altri luoghi di ritrovo giovanile, le connessioni internazionali, il ruolo delle multinazionali del farmaco e di una miriade di altre aziende corsare". Solo nel luglio del 2002, ha raccontato Donati, in Belgio la polizia ha quantificato il traffico di steroidi anabolizzanti in qualcosa come 550 chili di prodotti dopanti, per un valore di 137,5 milioni di euro. Prodotti destinati a Francia, Olanda, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Romania, Spagna, Russia, Turchia, Usa, Argentina, Australia..
Donati ha esposto una serie di possibili soluzioni, interne o esterne al mondo dello sport: "prima fra tutte una netta distinzione dello sport giovanile (che nelle fasce di età fino all' adolescenza significa educazione ad una pratica divertente e formativa, non necessariamente con uno sbocco di alto agonismo) da quello adulto in ambito federale. In secondo luogo una prevenzione basata sull' informazione e sulla formazione di una serie di adulti significativi (l' insegnante scolastico, l' allenatore il medico e il dirigente sportivo, gli operatori delle Asl insieme al medico e al pediatra di famiglia, i genitori, gli operatori dell'informazione), in terzo luogo un' azione giudiziaria organizzata in ambito sia nazionale che internazionale".
"Come corollario a questi interventi - ha concluso - occorre spiegare che la pratica del doping tra gli atleti di elite ha rappresentato il modello negativo di riferimento ma che la sua diffusione tra i comuni praticanti e fra gli amatori non ha una particolare 'valenza' sportiva e nazionalistica tale da giustificare un cieco atteggiamento ostile o inerte delle Istituzioni sportive. Di fronte al fenomeno diffuso anche coloro che credono alla conquista ad ogni costo delle medaglie nelle gare internazionali, dovrebbero comprendere l' ovvietà che associarsi operativamente alla lotta al doping degli sconosciuti maratoneti o ciclisti amatoriali o del body builder non contrasta neppure con gli 'interessi' dello sport di vertice che 'deve' mantenersi competitivo come può".

 

W LA RAZA!!!

Pignone
12 Aprile 2007
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Questa invece è una testimonianza

Un grande esempio di comunicazione libera, quello della conferenza “Il doping della verità”: un tema scomodo, quanto maledettamente attuale, dibattuto da personaggi altrettanto scomodi. Inizia l’ex calciatore Petrini, autore di “Scudetti dopati”, che con la sua voce toccante e cavernosa, affronta finalmente la verità, dopo quasi trent’anni di colpevole silenzio: “Partita Spal - Verona. Negli spogliatoi arriva il medico con una boccetta il cui contenuto è chiaro (…)Con quella roba toccavamo il soffitto, non sentivamo più la fatica e in campo riuscivamo a fare cose davvero meravigliose”. Ci racconta i momenti di gloria falsata, gli aiuti di medici senza scrupoli, fa nomi e cognomi di chi ancora oggi continua a gestire squadre vincenti con tanto di processi alle spalle (uno su tutti: Luciano Moggi), si ostina a descriverci i risultati così dannosi di quel cocktail di sostanze che gli hanno fatto assumere, tirando le somme della sua esistenza e di quella degli altri giocatori che erano con lui: “Quattro dei miei compagni di quel tempo non ci sono più ed io ho avuto un tumore al cervello cinque mesi fa.”
Resoconto agghiacciante, schietto, che non può non lasciare un segno, soprattutto se a rimarcarlo sono medici che in prima persona hanno visto, saputo, sentito. E raccontato, anche a costo di rimetterci la carriera. E’ il caso di Sandro Donati, Responsabile Sport Associazione Libera nonché Consulente della Procura Nazionale Anti-Mafia, che segnala l’estrema soluzione di continuità rispetto alla testimonianza apparentemente datata di Petrini, oltre a svelarci interessanti retroscena legati al laboratorio antidoping, il cui processo di falsificazione di analisi è stato bloccato dall’intervento della magistratura proprio grazie alle sue dichiarazioni al pm della Procura di Torino. Ed è ancora poco: quando lo sguardo si allarga dal mondo dello sport alla rete di traffici internazionali, eccoci di fronte alla vera caduta del velo di Maya, davanti a quella verità che tutti abbiamo intuito ma senza averne piena coscienza: “Di fronte all’internazionalità delle aggregazioni mafiose in Italia c’è un grande deficit di controlli, ad esempio sulla pericolosa sovrapproduzione di farmaci: su quattro prodotti solo uno è per il malato, gli altri tre sono per i sani che vogliono diventar malati, cioè gli sportivi”. E Donati si spinge ancora oltre, accennando che gli spettacoli infestati da muscoli in ogni dove potrebbero essere, così come lo sono stati i primi film di Schwarzenegger, finanziati dalla mafia italo-americana.
L’intervento del Dott. Botrè, Presidente della World Association of Antidoping Scientist, che si dichiara subito d’accordo con Donati sul fatto che “il dato dei dopati d’Italia non è direttamente correlato al dato di laboratorio”, mira a sottolineare che il Laboratorio Antidoping non è un organo di tutela della salute, bensì un ferreo controllo anti-frode, controllo che tuttavia può essere invalidato con estrema facilità. Senza test a sorpresa infatti, continua Botrè, l’atleta può assumere sostanze anche cinque giorni prima della gara, senza problemi. E’ qui che interviene la consapevolezza dell’atleta, sostiene il Presidente della Commissione Scientifica Antidoping del CONI Luigi Frati, a cui è richiesta attitudine “ma anche sforzo e sacrificio, e allora ecco che si propone la scorciatoia più facile farmacologia. Questa è la verità che va detta sul doping. Non ci sono atleti ignari: nei processi del 94-95 il dottor Agricola lo ha testimoniato, gli atleti sapevano benissimo quali sostanze assumevano.” Coscienza sporca che non riguarda solo i grandi campioni, ma anche i ragazzi che su Internet possono acquistare tranquillamente quei prodotti (a rischio) per la crescita dei muscoli, e persino padri di famiglia, mette in evidenza Frati riportandoci una sua testimonianza: “E’ venuto da me un ragazzo cardiopatico, eppure un talento del calcio a 13 anni. Ebbene il padre invasato è riuscito a dirmi Lei sta impedendo a mio figlio di esordire in serie A!” Come vedete per questo e per tanti altri padri è più importante il calcio che la salute dei propri figli.”
Tira le fila dei discorsi l’abile quanto agguerrito giornalista Andrea Di Caro, che denuncia l’omertà di una comunicazione “spartita e non libera”, sparando a zero anche su trasmissioni e quotidiani importanti, che tuttora preferiscono far finta di niente, oscurare una verità tanto fondamentale quanto, ribadiamo, scomoda pur di non andare contro ai propri interessi né ad amicizie altolocate. Perché è evidente che esiste da sempre un’enorme interconnessione fra i sistemi politico, economico e mediatico, per cui “se dici qualcosa sei un pazzo, un rompipalle come Zeman, un visionario come Donati. Il doping è un male gravissimo che va combattuto a tutti i livelli, da quelli verticistici che vi raccontiamo fino all’amatoriale, dove non c’è informazione. E se non c’è informazione non c’è prevenzione e purtroppo in Italia non c’è neanche repressione.”
Ribadisce il grave pericolo del doping amatoriale -quello fatto con rimedi praticoni del tipo caffè mischiato con aspirina- Vanessa Ranieri, Presidente dell’associazione Green Runners di Villa Ada, che segnala come per le gare podistiche padri di famiglia siano disposti ad assumere sostanze pur di mostrare ai figli il loro valore, pur di prevaricare l’impresario ricco, pur di vivere un effimero attimo di gloria. Ma fu vera gloria? E’ davvero più importante vincere, pure a tali costi tanto elevati anche a livello di modello familiare? Ecco che il doping, da problema sportivo-politico-mediatico, si rivela infine virus letale di una società senza valori, che sceglie l’eccesso per correre, meglio se senza fatica, verso l’abbagliante mito del successo. Sempre che lo si raggiunga davvero.

Vale la pena riflettere
 

aldoma

Gregario
19 Marzo 2007
593
3
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Padova - Mestrino
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cmq guardat dopo avere letto tutte le nostre considerazioni mi domando se ci stiamo nascondendo la verità a noi stessi, cioè crediamo veramente che rumsas o jones o negrini vincano gf come la maratona a pane e acqua???? ancor di più mai nessuno di voi ha utilizzato medicinali sospetti per usi terapeutici e si è poi stupito delle prestazioni nonostante la malattia?? ma a chi credono di fare fessi?
 

micky

Moderatoro
4 Gennaio 2006
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Ferrara
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Bici
Graziella Deluxe
Questo è veramente ridicolo:

You don't believe this - Education of Spanish national trainers by Eufemiano Fuentes
The A.E.D.D. -- Asociación Española de Derecho Deportivo is organizing an interesting
conference in Spain from the 2nd - 6th July in the University King Juan Carlos.
Key speakers a.o.: Alejandro Blanco, President of the Spanish Olympic Committe (COE):
Spanish National football coach Javier Lozano, The national coach of Spanish cycling
FRANCISCO ANTEQUERA and colleagues of many other national teams.
Wednesday 4th July - 12.00 a very interesting lecture from doctor Eufemiano Fuentes,
"big boss" of blood-doping scandal number 1: the "Operación Puerto".
Announced as the "Especialista en temas deportivos" ("specialist in sportive subjects")
he will talk about: "La medicina en el deporte" (The medicins in the sport).
sources: sportec.es / AS
Just a question: "Is Mr Fuentes such a good friend of the Spanish Olympic Committee?"
All speculations about other sporters involved in the "Operacion Puerto" can start now.

source: Cycling4all.com
 

valmarani

Pignone
19 Dicembre 2006
135
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04/07/2007Il Comitato Olimpico Spagnolo e la conferenza di FuentesIncredibile ma vero: Eufemiano Fuentes è stato uno dei relatori che parleranno al «CURSO SOBRE COMUNICACIÓN Y GESTIÓN DEPORTIVA» che si ssta svolgendo dal 2 al 6 luglio, organizzato in Spagna dalla AEDD, Associazione Spagnola di Diritto Sportivo. )
Fuentes, indicato come “Medico e specialista in temi sportivi” ha parlato oggi a mezzogiorno sul tema «La medicina nello sport».
Ai lavori - che sono stati aperti da Alejandro Blanco, presidente del Comitato Olimpico Spagnolo - prendono parte tutti i più importanti dirigenti sportivi spagnoli, presidenti di federazione, giornalisti e tecnici tra i quali anche Paco Antequera, selezionatore della nazionale spagnola di ciclismo. Per saperne di più: http://aedd.sportec.es/actualidad/
Nel suo intervento Eufemiano Fuentes si è definito un "sostenitore della tutela della salute degli sportivi" rispetto alla possibilità di potenziarne il rendimento in favore dello spettacolo. "La vita sportiva di un atleta dura tra i dieci ed i dodici anni ed il doping può essere nemico della sua salute. Fare uso di doping è illegale in Spagna e non lo consiglierei a nessuno".

Nota: a pensar male, lo sappiamo, si fa peccato. Ma è singolare che il Comitato Olimpico Spagnolo abbia invitato Eufemiano Fuentes a tenere una conferenza in un importantissimo convegno. Non sarà mica che proprio il Comitato Olimpico Spagnolo era tra i clienti di Fuentes e che abbia messo lo zampino nella “scomparsa” di tutti i nomi degli sportivi non ciclisti dell’Operacion Puerto?
 

aldoma

Gregario
19 Marzo 2007
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Padova - Mestrino
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04/07/2007Il Comitato Olimpico Spagnolo e la conferenza di FuentesIncredibile ma vero: Eufemiano Fuentes è stato uno dei relatori che parleranno al «CURSO SOBRE COMUNICACIÓN Y GESTIÓN DEPORTIVA» che si ssta svolgendo dal 2 al 6 luglio, organizzato in Spagna dalla AEDD, Associazione Spagnola di Diritto Sportivo. )
Fuentes, indicato come “Medico e specialista in temi sportivi” ha parlato oggi a mezzogiorno sul tema «La medicina nello sport».
Ai lavori - che sono stati aperti da Alejandro Blanco, presidente del Comitato Olimpico Spagnolo - prendono parte tutti i più importanti dirigenti sportivi spagnoli, presidenti di federazione, giornalisti e tecnici tra i quali anche Paco Antequera, selezionatore della nazionale spagnola di ciclismo. Per saperne di più: http://aedd.sportec.es/actualidad/
Nel suo intervento Eufemiano Fuentes si è definito un "sostenitore della tutela della salute degli sportivi" rispetto alla possibilità di potenziarne il rendimento in favore dello spettacolo. "La vita sportiva di un atleta dura tra i dieci ed i dodici anni ed il doping può essere nemico della sua salute. Fare uso di doping è illegale in Spagna e non lo consiglierei a nessuno".

Nota: a pensar male, lo sappiamo, si fa peccato. Ma è singolare che il Comitato Olimpico Spagnolo abbia invitato Eufemiano Fuentes a tenere una conferenza in un importantissimo convegno. Non sarà mica che proprio il Comitato Olimpico Spagnolo era tra i clienti di Fuentes e che abbia messo lo zampino nella “scomparsa” di tutti i nomi degli sportivi non ciclisti dell’Operacion Puerto?


magari sì!!!! siamo solo noi italiani che spariamo a zero sui nostri atleti!!!!!
 

ducadegliabruzzi

Apprendista Passista
31 Dicembre 2005
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abruzzinia
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Questo è veramente ridicolo:

You don't believe this - Education of Spanish national trainers by Eufemiano Fuentes
The A.E.D.D. -- Asociación Española de Derecho Deportivo is organizing an interesting
conference in Spain from the 2nd - 6th July in the University King Juan Carlos.
Key speakers a.o.: Alejandro Blanco, President of the Spanish Olympic Committe (COE):
Spanish National football coach Javier Lozano, The national coach of Spanish cycling
FRANCISCO ANTEQUERA and colleagues of many other national teams.
Wednesday 4th July - 12.00 a very interesting lecture from doctor Eufemiano Fuentes,
"big boss" of blood-doping scandal number 1: the "Operación Puerto".
Announced as the "Especialista en temas deportivos" ("specialist in sportive subjects")
he will talk about: "La medicina en el deporte" (The medicins in the sport).
sources: sportec.es / AS
Just a question: "Is Mr Fuentes such a good friend of the Spanish Olympic Committee?"
All speculations about other sporters involved in the "Operacion Puerto" can start now.

source: Cycling4all.com


guarda che parlera' dei problemi ginecologici delle atlete..... :mrgreen: