Riguardo alle supposizioni, com'è ovvio, chiunque può farlo.
Ma voglio ricordare che questa squalifica è fatta in base a testimonianze.
Se si facesse un processo così dettagliato, convinto, spendendo milioni in nome dell'odio personale di alcune aziende e persone, si troverebbero decine di professionisti disposti a testimoniare - specialmente se minacciati di grandi provvedimenti com'è stato fatto - sui loro leader.
Perché? Per il semplice fatto che è una situazione generalizzata, ci si adegua al contesto. E anche adesso non è di certo cambiata di molto, la situazione. Almeno, fino a prova contraria non si ha nessun dato che ci possa far dire il contrario.
Insomma, se d'ora in poi per una squalifica basta qualche testimonianza, allora la giustizia finisce male.
Dunque da condannare è sicuramente il modo di fare il processo.
Sta ad ognuno decidere se condannare o meno LO SPORT, ma non il ciclismo, tutti gli sport in generale. E tra questi, i vari campioni che si sono distinti tra gli altri e che dunque raccolgono più successo quando c'è successo e più danni quando c'è da spalare letame addosso. E' una cosa normale.
E' questione di buonsenso e di logica...
Restano di certo le grandi cose fatte e, per me in maniera particolare, il suo rientro nel 2009 - dove peraltro, assumendo sostanze dopanti rischiando di pregiudicare così tutta la sua carriera, non avrebbe certo dimostrato di essere molto intelligente, eppure è arrivato terzo all'età di 38 anni con quaranta mesi di stop.