preparazione alle corse a circuito

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Bici
Tecnotrat
Tra gli utenti di questo forum, sia tra quelli registrati, sia tra quelli che si limitano a leggere, c' è gente veramente esperta che però non interviene mai...... perchè ?
1-non vogliono svelare i loro segreti
2-non vogliono passare per fenomeni sboroni
3-lo hanno già fatto e non vogliono ripetersi.

Per chi ha voglia consiglio di leggere questa discussione aperta da BOSE:http://bdc-forum.it/showthread.php?t=40468


secondo me andrebbe messa in rilievo....
 

markus

Moderatur
9 Settembre 2005
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legnano
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Cervelo R3 2012
Tra gli utenti di questo forum, sia tra quelli registrati, sia tra quelli che si limitano a leggere, c' è gente veramente esperta che però non interviene mai...... perchè ?
1-non vogliono svelare i loro segreti
2-non vogliono passare per fenomeni sboroni
3-lo hanno già fatto e non vogliono ripetersi.

Per chi ha voglia consiglio di leggere questa discussione aperta da BOSE:http://bdc-forum.it/showthread.php?t=40468


secondo me andrebbe messa in rilievo....

fatto:mrgreen:
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
grazieo-o, BOSE aveva avuto una bella idea, si parla tanto di allenamento ma spesso ci si dimentica della testa, dell' intelligenza, del saper valutare le varie situazioni di gara......
quante volte, parlando di qualche vostro amico, avete pensato: " ha la forza di un bisonte ma la testa di un somaro...." ?
 

Riki80

Apprendista Scalatore
4 Luglio 2006
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Verona
www.fotomiglio.com
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Atala,BMC,Colnago,Princycles,Zullo
Faccio solo circuiti, per quanto mi riguarda, non seguo tabelle.
Forse nella settimana l'unico punto di riferimento dove l'allenamento è sempre lo stesso è il lunedì dove scarico (tranne quando vado a correre il lunedì sera a modena).
Per il resto cambia tutto viste le variabili:
- lavoro
- gare in settimana
- voglia di allenarmi (da non sottovalutare)
- temperatura
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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quoto quello scritto sopra da altri, soprattutto phenomena ha centrato il punto: allenarsi ai cambi di ritmo, ripetute tra soglia e fuorisoglia, fartlek, interval training, il tutto distribuito su sedute relativamente brevi (da 1h e mezza a massimo 2h e mezza). Massimo 2 allenamenti così intensi a settimana, lontani dalle gare, e gli altri giorni a far girare le gambe col 39 senza forzare.
Qui qualche dritta: http://www.softvelo.com/index.php/it/allenamento-ciclismo/50-allenamento-gran-fondo-agonismo.html

ci vuole la testa oltre che il fisico per fare allenamenti del genere
 

kekko r4

Pignone
12 Giugno 2008
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se vi puo interessare da novembre che ho cominciato ad allenarmi ed ho piu di mille km di montanbike quasi tutto sterrato sul vesuvio ed ho circa 1500 km di bdc e se puo essere utile sappiate che ho circa una 40 di ore di rullo! premetto che questo e il terzo anno che pratico questo fantastico sport e non ho mai fatto gare. quest anno mi sono iscritto alla nove colli pero a dire la verita mi attirano piu le corse a circuito che ne dite posso provare?
 

kekko r4

Pignone
12 Giugno 2008
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chi mi aiuta a preparami magari con qualche tabbella ? potrei fare :
lunedi rullo
martedi un uscita di due ore
mercoledi rullo
giovedi come martedi
venerdi rullo
sabato potrei fare pure 4 o 5 ore
domenica come sabato
Questo per dirvi il tempo che ho a disposizione ! grazie in anticipo!
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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varese
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chi mi aiuta a preparami magari con qualche tabbella ? potrei fare :
lunedi rullo
martedi un uscita di due ore
mercoledi rullo
giovedi come martedi
venerdi rullo
sabato potrei fare pure 4 o 5 ore
domenica come sabato
Questo per dirvi il tempo che ho a disposizione ! grazie in anticipo!
ma per cosa ti vuoi preparare?se vuoi fare il medio o il lungo della nove colli l'impostazione del lavoro e' completamente diversa da quella x le gare a circuito
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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quoto quello scritto sopra da altri, soprattutto phenomena ha centrato il punto: allenarsi ai cambi di ritmo, ripetute tra soglia e fuorisoglia, fartlek, interval training, il tutto distribuito su sedute relativamente brevi (da 1h e mezza a massimo 2h e mezza). Massimo 2 allenamenti così intensi a settimana, lontani dalle gare, e gli altri giorni a far girare le gambe col 39 senza forzare.
Qui qualche dritta: http://www.softvelo.com/index.php/it/allenamento-ciclismo/50-allenamento-gran-fondo-agonismo.html

ci vuole la testa oltre che il fisico per fare allenamenti del genere
l'ho visto,ottimo programma x gare in circuito dove sono ben spiegati i ritmi allenanti e come usarli
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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kekko, ascolta phenomena, se ti devi preparare alla 9 colli è un'altra cosa. Una dritta (tabelle) le trovi al link postato sopra, ma se hai iniziato da 3 anni e non hai mai fatto gare le dovrai necessariamente adattare, o meglio adeguare alle tue capacità.
Poi per la 9 colli lungo il lavoro è completamente diverso: ciò non toglie che tu possa prepararti e fare allenamenti intensi e brevi, ma ad un certo punto dovrai cominciare a mettere su distanza, ore in bici e tutto quanto serve per portare a casa una gara di 200 km con quel dislivello. E a quel punto non avrai tempo per preparati ai circuiti, ai quali però potrai partecipare ogni tanto per fare un allenamento diverso, un allenamento sul ritmo. Se ti piace l'idea dei circuiti, provaci ed allenati, quindi al sabato e domenica invece di fare 4-5 ore vai a gareggiare. Ma a quel punto per la 9 colli ti converrà dirottarti sul medio.
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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la preparazione x le gare a circuito e' fondamentale,ti permette di affrontare le prime gare senza "morire",poi se tu non le hai mai fatte,vedrai che avrai un impatto molto duro,ma non devi scoraggiarti.poi dall'inizio delle gare oltre all'allenamento e' fondamentale correre tutte le domeniche(poi se avrai voglia potrai farlo anche in settimana e al sabato)perche' solo con le corse alzi il livello di forma e ti adatti al ritmo gara,correre ogni tanto e' sicuramente piu' dispendioso x il fisico.con la mia esperienza personale ti posso dire che dovendomi allenare x queste gare e dovendo necessariamente correre tutti i weekend,trovavo difficile se non impossibile fare le distanze,quindi decidi bene su cosa vuoi puntare.non l'ho mai fatta,ma ti posso garantire che anche il percorso da 130 km della 9 colli se non lo prepari bene non arrivi al traguardo con le tue gambe
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Bici
Tecnotrat
ti posso garantire che anche il percorso da 130 km della 9 colli se non lo prepari bene non arrivi al traguardo con le tue gambe
Dai..... non esagerare..... le GF e le MF sono fatte apposta per far partecipare e arrivare al traguardo più gente possibile..... bisogna proprio stare malissimo per non arrivare in fondo....
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Dai..... non esagerare..... le GF e le MF sono fatte apposta per far partecipare e arrivare al traguardo più gente possibile..... bisogna proprio stare malissimo per non arrivare in fondo....

sì sono d'accordo, se uno fa allenamenti intensi e qualche circuito, aggiungendo ogni settimana un lungo dalle 4 alle 5 ore, non dovrebbe aver problemi. Certo è che anche in una mediofondo così, se presa ad un ritmo di molto superiore alla norma, il rischio di rimanere senza benzina e di arrivare arrancando al traguardo esiste. Ma lì, come dicevi sopra, è una questione anche di testa: una gara del genere, magari la prima della propria esperienza ciclistica, va pensata e poi corsa, sapendo che l'entusiamo farà comunque fare cose esagerate.
 

alone80

Pignone
10 Ottobre 2008
118
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confine veneto/trentino
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prima cosa (tralasciando il fattore influenze e infortuni) deve essere fatta una buona preparazione invernale tra dicembre e gennaio.
Febbraio si dedica 3 giorni a steiimana ai cambi di ritmo e quindi al cuore fino alla prima gara.
Dalla prima gara in poi io non faccio più carichi specifici ma utilizzo le gare per alzare la condizione fino a raggiungere il massimo:
da lun a ven: dedico 2 giorni di agilità, minimo 60km col 39 in pianura o percorso vallonato senza alzare troppo il cuore (diciamo fino ad un massimo di fondo medio). Inoltre deidoc un giorno per il carico (al massimo 1.30' per non affaticarmi inultilmente) in base alla gara che mi aspetta: se è pianura faccio cambi di rimto fino a soglia, e volate; se è salita mi alleno in salita.

Quindi la preparazione solo d'inverno. Da metà febbraio in poi mantenimento e allenamento in gara.

NB: non bisogna credere che i forti non sofrano in gara. Le prime due gare di quest'anno, visto il rigido inverno, ho sofferto tremendamente, ma almeno la settimana dopo stavo benone. Quindi sempre soffrire!!!
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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varese
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Dai..... non esagerare..... le GF e le MF sono fatte apposta per far partecipare e arrivare al traguardo più gente possibile..... bisogna proprio stare malissimo per non arrivare in fondo....
e' che a me succedeva questo:abituato ai ritmi alti delle gare udace affrontavo le mediofondo a tutta all'inizio senza problemi per per poi calare progressivamente e prendere delle cotte allucinanti!adesso invece con la preparazione giusta,parto a tutta e arrivo a tutta!
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.848
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Bici
Tecnotrat
e' che a me succedeva questo:abituato ai ritmi alti delle gare udace affrontavo le mediofondo a tutta all'inizio senza problemi per per poi calare progressivamente e prendere delle cotte allucinanti!adesso invece con la preparazione giusta,parto a tutta e arrivo a tutta!
E' l' errore che facevo anch' io...... ho risolto il problema non partendo più :mrgreen:
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.161
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varese
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prima cosa (tralasciando il fattore influenze e infortuni) deve essere fatta una buona preparazione invernale tra dicembre e gennaio.
Febbraio si dedica 3 giorni a steiimana ai cambi di ritmo e quindi al cuore fino alla prima gara.
Dalla prima gara in poi io non faccio più carichi specifici ma utilizzo le gare per alzare la condizione fino a raggiungere il massimo:
da lun a ven: dedico 2 giorni di agilità, minimo 60km col 39 in pianura o percorso vallonato senza alzare troppo il cuore (diciamo fino ad un massimo di fondo medio). Inoltre deidoc un giorno per il carico (al massimo 1.30' per non affaticarmi inultilmente) in base alla gara che mi aspetta: se è pianura faccio cambi di rimto fino a soglia, e volate; se è salita mi alleno in salita.

Quindi la preparazione solo d'inverno. Da metà febbraio in poi mantenimento e allenamento in gara.

NB: non bisogna credere che i forti non sofrano in gara. Le prime due gare di quest'anno, visto il rigido inverno, ho sofferto tremendamente, ma almeno la settimana dopo stavo benone. Quindi sempre soffrire!!!
assolutamente giusto,la differenza tra un pedalatore e un agonista e' imporsi di soffrire tanto negli allenamenti che contano,sia fisicamente che di testa,ma le soddisfazioni non mancheranno
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.848
16.761
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Bici
Tecnotrat
assolutamente giusto,la differenza tra un pedalatore e un agonista e' imporsi di soffrire tanto negli allenamenti che contano,sia fisicamente che di testa,ma le soddisfazioni non mancheranno
Anche su questo non sono d' accordo del tutto.....
è giusto soffrire, è giusto applicarsi, ma se uno è un somaro non riesce comunque a competere con i cavalli da corsa...... lo scrivo perchè ho provato ad applicarmi ma senza risultato..... ho visto solo dei numeri che poi, sulla strada non avevano nessun significato.....
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
675
3
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Anche su questo non sono d' accordo del tutto.....
è giusto soffrire, è giusto applicarsi, ma se uno è un somaro non riesce comunque a competere con i cavalli da corsa...... lo scrivo perchè ho provato ad applicarmi ma senza risultato..... ho visto solo dei numeri che poi, sulla strada non avevano nessun significato.....

Scusa vadabrut se ti tiro in ballo.
Soffrire, dolore, sono causa della fatica. Qui i libri di gestione della fatica e dello stress tirano in ballo Epitteto “La gente non è turbata dalle cose in sé, ma dall’opinione che ha di esse.”
Cioè non è tanto la fatica che ci turba ma da come l’interpretiamo.
Ci sono i “forti”, anche loro sentono la fatica, ma la giudicano come un’opportunità, come un mezzo necessario e utile per migliorare la prestazione.
Anche gli altri la sentono (la fatica), ma ne sono sopraffatti, non riescono a reagire, ne vengono travolti e abbandonano.
Non serve fare esempi, sappiamo bene quante volte abbiamo girato la bicicletta perché il panico della fatica ha avuto ragione.
C’è un detto: quando la fatica bussa alla porta i “marroni” sono andati ad aprire, ma non hanno trovato nulla. Ma questo non fa per noi.
Soluzioni per chi non ha i marroni?
Indico la mia, ma ognuno potrebbe trovare la propria dimensione.
La fatica, lo stress, si possono anche non ascoltare o perlomeno non dedicarci importanza.
I pensieri, il focus mentale, possono essere grandi alleati. Se mi concentro in qualcosa, pertinente o meno all’oggetto del mio allenamento, è facile che il mio cervello “senta” meno i sintomi della fatica e dello stress. Posso anche concentrarmi su dei riferimenti ritmici ad esempio la respirazione oppure sulla pedalata dei miei compagni di avventure, oppure sul contare le mie pedalate durante le SFR. Sono tutte strategie che mi occupano il cervello e non lasciano entrare il “rumore “della fatica che bussa alla porta.
Ti faccio tre esempi per descrivere che il sintomo della fatica, della brutta sensazione che a volte ci blocca e fa interrompere i nostri giri in bicicletta, ma che a volte è solo un sintomo.
1) Airone del Chianti – durante la prima gara del 2009 – arrivava allo strappo finale in debito di energie, ma durante lo scatto, si “dimentica” della fatica, fa la volata, scavalca alcuni avversari e scopre che magari poteva dare ancora qualcosa di più
2) Io – allenamento della scorsa settimana – sono cotto, ho dato tutto, già da 15 minuti avevo detto alle mie gambe di portarmi a casa, perché proprio non sapevo come riuscirci. Poi ad un tratto mi accorgo che sto per passare l’entrata di una salita dove 15 anni fa feci una cronoscalata. Con la coda dell’occhio vedo un ciclista che sta scalando. Ho un flash, mi vedo 15 anni più giovane, mi vedo cavalcare la bicicletta di allora, indossare il body di allora, sento gli odori di quella volta. D’un tratto prendo la borraccia e la getto via, imbocco la stradina in salita, metto il 39, scatto, rifaccio dopo 15 anni la cronoscalata. Stesse sensazioni, stessa emozione. Supero di brutto il ciclista che ha innescato la storia e faccio un tempone. Poi ritorno indietro a prendere la borraccia, e mi faccio un’altra ora di allenamento.
3) Tu – la prossima volta che ti senti cotto – va a trovare un cane rabbioso, di quelli che hanno la fama di azzannare gli stinchi dei ciclisti. Poi vedi se hai non ancora energie e forza per un attacco alla Tchmil.
Vinta una volta la fatica ci si sente un po più forti. Magari le prossime volte che usciamo, ci facciamo intimorire un po meno dalla fatica e sarà un po’ più facile gestirla.
La prossima volta che Airone è sopraffatto dalla fatica “pensera” a quella volata e vedrai che qualche fibra muscolare ancora integra da spremere la troverà di sicuro.
La prossima volta che voglio fare una ripetuta in più, prenderò la borraccia e la getto via per alleggerirmi e vedrai che ripetuta da dio ne verrà fuori.
La prossima volta che ti senti fuso pensa la cane che ti vuol lasciare il segno dei suoi denti.

Scusate non volevo andare in offtopic.
Ma imparare a gestire la fatica è la base del nostro allenamento.
 
Ultima modifica:
22 Marzo 2007
4.413
3.139
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Bici
human-powered
Scusate non volevo andare in offtopic.
Ma imparare a gestire la fatica è la base del nostro allenamento.
Saremo anche OT ma... bellissimo e verissimo, come tutti i tuoi interventi. o-o
Qualcosa di simile mi è successo ieri. Giretto del martedì, di solito sono ancora cotto dal "carico" del fine settimana.
Infatti poca voglia e gambe stanche, come da copione, ma per tirar fuori un allenamento utile ho utilizzato le PowerCranks e ho fatto ripetute su una gamba.
Tecnica di pedalata, principalmente pianura, pulsazioni basse: perfetto per un giro di recupero attivo.
Nella seconda parte dell'uscita, imboccata la facilissima salita (9 km al 3.5% medio) che era in previsione, ho provato a fare ripetute dello stesso tipo anche in salita: faticaccia di cui non vedevo utilità, nelle condizioni in cui mi sentivo.
Poi, d'un tratto, mi è passata per la mente la mail di conferma di preiscrizione al sorteggio della Oetzy, arrivata poche ore prima... e involontariamente ho ripensato alle mie due precedenti esperienze a Soelden. Mi sono sentito forte, pienamente coinvolto nell'esercizio, automaticamente mi sono concentrato sulla rotondità della pedalata, sul mantenere una posizione in sella corretta, sul ritmo del respiro. Anche le pulsazioni, che sembravano non volerne sapere di salire oltre al fondo lungo, sono arrivate con facilità al medio, e poi un breve tratto al veloce, in progressione. E soprattutto gambe che rispondevano bene... tutta la salita alternando 2 minuti gamba destra e 2 minuti gamba sinistra: mi è dispiaciuto arrivare in cima.
Di sicuro riproverò a breve lo stesso tipo di esercizio, certamente merito delle sensazioni positive che son riuscito a tirare fuori anche in una giornata che sembrava una giornata-no.
Peccato non essere ancora in grado di visualizzare volontariamente ogni volta che mi trovo in "condizioni difficili", come dici tu la gestione della fatica fisica ne guadagnerebbe non poco.