Beh, non per dire, ma alla Liegi U23 ha vinto Busatto (che è uno scalatore) e terzo De Pretto (che è uno forte su salite non lunghissime, ma non uno sprinter). Quindi anche da U23 un po' di spazio c'è,
Gli U23 italiani sono competitivi eccome. E' il passaggio a pro che è più problematico. E bisogna anche considerare che ora tanti talenti vengono presi da junior (Christen, Philipsen, etc..) e li in Italia mi sembra si sia ancora indietro. Nel senso che girano idee un po' vecchie e da rivedere.
ora le vincono corridori sempre diversi e di nazionalità differenti...tutto qua
Molto dipende dagli investimenti che si fanno. I paesi dominanti sono quelli che hanno la tradizione, e per froza di cose quindi bacini enormi ed anche (relativamente) investimenti. Quando però altri paesi investono parecchio ed hanno la lungimiranza di mettere gente competente al volante i risultati vengono.
Quindi non direi che è solo una questione che ora si sono messi a pedalare tutti, ma della qualità con cui vengono fatte le cose. Uk docet nell'ultimo decennio.
Italia, Francia e Belgio non mi sembrano cosi decadenti ciclisticamente. Ci hanno messo un po' a superare il trauma di farsi sorpassare per mentalità e metodi da altri. Ma basta fare un po' di turnover generazionale e si torna in paro senza problemi. Ma non è una questione di materiale umano, ma di "management", per me.
Poi quando ci sarà il bike-boom in Cina o in India ne riparleremo...



