Aggiungo che remco mi sa tanto da sbruffone arrogante prepotente, le peggiori caratteristiche che, in generale , osservo nelle persone...
Il problema di fondo è che lo sport agonistico, specialmente ad alti ed altissimi livelli, per la quasi totalità degli spettatori è appunto solo uno spettacolo, lontano peraltro, di cui si sa poco a livello tecnico e quasi nulla a livello psicologico. Peggio ancora in uno sport come il ciclismo, ancora pervaso dalla mitologia dei "tempi eroici" e del "l'importante sono le gambe".
E' difficile, per chi appunto è solo uno spettatore, capire quale livello di determinazione ed al tempo stesso di confidenza nei propri mezzi sia necessario per arrivare, ed ancor più per rimanere, ai livelli di eccellenza. Il talento o le doti fisiche, per quanto necessari, non sono mai sufficienti, serve appunto una determinazione ferrea, una dedizione totale e talvolta maniacale ed al tempo stesso convinzione di poter raggiungere gli obiettivi. E nonostante questa dedizione feroce raggiungere certi obiettivi non è comunque garantito, per cui quando ci si arriva si festeggia. E non ha senso denigrare chi festeggia in modo "espansivo": Vettel che canta sull'aria dell' "Italiano vero" nell'interfono o Ricciardo che beveva dallo scarpino, Rossi travestito da Robin Hood a Donington, Tomba e le sue scombiccherate battute... Hanno vinto, spesso stravinto, hanno ragione loro, essere "sbruffoni" è un loro diritto. Certo, ci sono anche i campioni più "riservati" nei loro festeggiamenti ed hanno tutto il diritto di esserlo. Ma sarebbe "arrogante" decidere noi, che quel lavoro e quei sacrifici non li facciamo, chi debba festeggiare e come.
Quanto alla "prepotenza", per quanto detto sopra i campioni vogliono vincere e fanno tutto il possibile e l'impossibile per arrivare al loro obbiettivo. I concorrenti vanno battuti e superati e non solo sul piano tecnico ma soprattutto sul piano mentale: come dicevo prima è anche una questione di convinzione delle proprie capacità e minare quelle dell'avversario sul piano psicologico è un' arma potentissima nè più nè meno della superiorità tecnica ed atletica. Per cui Rossi o Verstappen fanno capire che non si tirano indietro e che sono disposti ad arrivare alla sportellata sono "prepotenti" o semplicemente sono forti anche di testa?
Non si possono giudicare persone che fanno un lavoro come questo con i parametri della vita "normale".
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(spero che Remco non ne soffra troppo e che se ne faccia una ragione... 

