Già immagino la discussione...vorrai mica farlo partire per penultimo indi per cui condannato inesorabilmente alla sconfitta
Già immagino la discussione...vorrai mica farlo partire per penultimo indi per cui condannato inesorabilmente alla sconfitta
Mah, non direi proprio. Nessuno oggigiorno usa carbonio, 12V , cambio elettronico, freni a disco etc. Tutte novita' che non hanno attecchito moltoNon mi sembra che tutte le novità o device applicati alle bici negli ultimi anni abbiano portato differenze o vantaggi sostanziali.
Il diuretico si usa come coprente o serve ad altro?2 anni di sospensione per il 51enne portoghese Luis Miguel Pinto Costa, bronzo paraolimpico a cronometro alle olimpiadi di Parigi.
Clortalidone (diuretico).
Il diuretico si usa come coprente o serve ad altro?
Ok, grazie...Puo' anche servire a perdere peso e basta. O come coprente.
Non ho detto che tutte sono state un flop, ma che non tutte hanno avuto successo, che è una cosa ben diversa.Mah, non direi proprio. Nessuno oggigiorno usa carbonio, 12V , cambio elettronico, freni a disco etc. Tutte novita' che non hanno attecchito molto
Mah...a me sembra che se mettono una qualsiasi novità sotto al c.lo dei pro,noi corriamo subito a comprarle.Non ho detto che tutte sono state un flop, ma che non tutte hanno avuto successo, che è una cosa ben diversa.
Se ha realmente fatto ricorso a certe pratiche per ottenere risultati "sportivi" la vera disabilità è localizzata appena sotto alla calotta cranica.2 anni di sospensione per il 51enne portoghese Luis Miguel Pinto Costa, bronzo paraolimpico a cronometro alle olimpiadi di Parigi.
Clortalidone (diuretico).
Ma è handbike? Non trovo niente a riguardoSe ha realmente fatto ricorso a certe pratiche per ottenere risultati "sportivi" la vera disabilità è localizzata appena sotto alla calotta cranica.
Terribile leggere certe notizie in contesti come quello paralimpico.
Affini mi ha sempre dato la sensazione di essere una persona semplice e genuina, bell'articolo
Io sta cosa che i disabili debbano vivere, non so come spiegarmi bene ma ci provo lo stesso, in un mondo quasi fatato dove non succedono le cose che succedono nel mondo "normale" la trovo un pelino discriminatoria.Se ha realmente fatto ricorso a certe pratiche per ottenere risultati "sportivi" la vera disabilità è localizzata appena sotto alla calotta cranica.
Terribile leggere certe notizie in contesti come quello paralimpico.
"Tifoso"?Affini mi ha sempre dato la sensazione di essere una persona semplice e genuina, bell'articolo
PS: interessante come l'unica parola in italiano dell'articolo sia una parolaccia
Sono d'accordo con te nella sostanza. Solo che si tende a pensare secondo me non del tutto a torto o almeno non sempre che quando hai una disgrazia o una sfortuna o una malattia grave tendi (o dovresti tendere) maggiormente ad apprezzare le cose che hai le cose vere e le cose importanti diventando meno incline a deragliare nel vacuo e nello scorretto. Poi nella realtà non è sempre così e questo ne è il caso. Però quel retropensiero resta.Io sta cosa che i disabili debbano vivere, non so come spiegarmi bene ma ci provo lo stesso, in un mondo quasi fatato dove non succedono le cose che succedono nel mondo "normale" la trovo un pelino discriminatoria.
Sono persone come noi, simpatici, antipatici, stronzi, ambiziosi, arroganti, per bene, per male...
E anche tra di loro ci sarà sempre quello che vorrà vincere a tutti i costi e con tutti i mezzi.
hai ragione, quello me lo ero perso"Tifoso"?
Hai sottolineato bene quello che intendevo nel mio intervento, grazie.Sono d'accordo con te nella sostanza. Solo che si tende a pensare secondo me non del tutto a torto o almeno non sempre che quando hai una disgrazia o una sfortuna o una malattia grave tendi (o dovresti tendere) maggiormente ad apprezzare le cose che hai le cose vere e le cose importanti diventando meno incline a deragliare nel vacuo e nello scorretto. Poi nella realtà non è sempre così e questo ne è il caso. Però quel retropensiero resta.
Discriminatorio sarebbe pretendere una punizione maggiore. Secondo me.
Non per fare polemica , ma per capire di cosa stiamo parlando forse e' meglio mettere qualche numero e percepire l'importanza di un calcolo accurato di tutto quello che puo' influenzare il risultato soprattutto in una crono che , come gia' menzionato, dura al massimo qualche 40 minuti a circa 54 km/h ( distanza di 36 km ) e che si vince con margini di qualche secondo. A tale velocità 1 secondo equivale ad una distanza di 15 metri ovvero 7,02 giri di ruota che con un rapporto ipotetico di 56/14 equivale a meno di due pedalate. Con tale ipotesi, il corridore arrivato dietro al primo col distacco di 1", se fosse stato capace di fare 2 ( due) pedalate in piu' avrebbe vinto lui (col 60/14 anche meno ). Mi sento di pensare che qualsiasi dei professionisti top sarebbe stato capace di " gestirsi" 2 pedalate in piu' durante una crono di 36 km dove si fanno circa 4216 pedalate, se solo lo avesse saputo. L'impiego accurato del tubo di Pitot ( ovviamente da dimostrarne la fattibilita' nelle pratica ) consentirebbe di calcolare puntualmente la componente del vento che investe frontalmente il corridore e che si somma ( o si sottrae a seconda della direzione ) con quella dovuta alla velocita' di avanzamento ( quella data dal computerino). Così facendo si avrebbe una stima piu' accurata della potenza spesa/spendibile dal corridore ed ipotizzare adeguate strategie di corsaHai mischiato diversi pensieri e non idee che poco centrano gli uno con le altre.
Il tubo di pitot se montato lungo la bici da la componente di velocità in quella direzione, quindi nulla si sa del vento laterale.
Il vento laterale però altera la lettura delle pressioni e falsa i dati, quindi da risultati errati che si sommano agli errori di tutti gli altri strumenti.
Quindi l’utilità di un simile strumento su una bici è relativo, poiché se è affetto da un errore variabile del 10% e la posizione ottimizzata può portare un miglioramento del 10% può essere del tutto inutile.
Ma cosa vuol dire “chi arriva secondo per una pedalata se l’avesse saputo avrebbe fatto una pedalata in più e avrebbe vinto”Non per fare polemica , ma per capire di cosa stiamo parlando forse e' meglio mettere qualche numero e percepire l'importanza di un calcolo accurato di tutto quello che puo' influenzare il risultato soprattutto in una crono che , come gia' menzionato, dura al massimo qualche 40 minuti a circa 54 km/h ( distanza di 36 km ) e che si vince con margini di qualche secondo. A tale velocità 1 secondo equivale ad una distanza di 15 metri ovvero 7,02 giri di ruota che con un rapporto ipotetico di 56/14 equivale a meno di due pedalate. Con tale ipotesi, il corridore arrivato dietro al primo col distacco di 1", se fosse stato capace di fare 2 ( due) pedalate in piu' avrebbe vinto lui (col 60/14 anche meno ). Mi sento di pensare che qualsiasi dei professionisti top sarebbe stato capace di " gestirsi" 2 pedalate in piu' durante una crono di 36 km dove si fanno circa 4216 pedalate, se solo lo avesse saputo. L'impiego accurato del tubo di Pitot ( ovviamente da dimostrarne la fattibilita' nelle pratica ) consentirebbe di calcolare puntualmente la componente del vento che investe frontalmente il corridore e che si somma ( o si sottrae a seconda della direzione ) con quella dovuta alla velocita' di avanzamento ( quella data dal computerino). Così facendo si avrebbe una stima piu' accurata della potenza spesa/spendibile dal corridore ed ipotizzare adeguate strategie di corsa
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