- è FISIOLOGICO e totalmente NORMALE che a determinate intensità a) ci sia una discrepanza di spinta tra gli arti inferiori b) questa possa variare in funzione di intensità/reclutamento muscolare/affaticamento/cadenza, come già scritto in precedenza; evidentemente è sfuggito a qualcuno. Per mia esperienza con Wattbike questa differenza è pienamente fisiologica anche con differenze dell’8% (es. 54-46) nella MIGLIORE delle casistiche ossia nella situazione in cui il bilanciamento NETTO diviene quanto più ottimale. Come più volte detto, il valore NETTO di bilanciamento è solo una fotografia finale di un valore che può essere compensato ampiamente e portare, per esempio, ad un bilanciamento 50-50 ma totalmente asimmetrico/compensato per curve di applicazione delle coppie nell’input 180+180°. Fasciarsi la testa su questo valore non ha alcun significato né giustificazione fisiologica; approfindire, quando e se sarà possibile, una curva e/o scomposizione vettoriale (da cui il nome Vector) della pedalata sarà il vero parametro di riferimento assieme all’utilizzo di metrics di efficienza. Letture consigliate:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/979569
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10460126
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17369798
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21055708
- il mio (n=1) valore di bilanciamento è coerente con tutti i sistemi in cui questo valore è visualizzabile ed analizzabile: il trend (ma non i valori %, differenti per unità ma perché ovviamente calcolati differentemente) sono similari nel confronto p2m vs Vector. Ossia è presente la tendenza sopra descritta. I valori tra Vector e Wattbike sono praticamente identici sia per trend che ANCHE per valori percentuali (raffrontando intensità e cadenza, non ho ancora svolto un’installazione dei pedali su Wattbike). Questo esclude che ci possano essere MARCATE differenze di errore strumentale/installazione che ovviamente va controllata scrupolosamente.