Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?

Gamba_tri

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Provo a fare una domanda.
Uno inizia ad allenarsi a 30 anni per 2/3 anni per 10k annui, fa gare e si classifica nel primo 15/20%.
Lascia gli allenamenti per un paio d'anni e poi ritorna a farne 3/4k all'anno.
Finirebbe le gare poco dopo il 15/20% della classifica o andrebbe a finire nella parte molto bassa della classifica (magari vicino a chi fa 3/4k da anni)??

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Difficile a dirsi, ma, probabilmente, non nella parte molto bassa, ma bassa. Comunque 3/4 mila km per una Granfondo, oltre i 100 km sono pochi anche per uno mediamente dotato, a meno di non farli solo in estate e passare il resto del tempo a correre a piedi, nuotare, etc.

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golias

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il riposo, lo stile di vita equilibrato (non incentrato troppo sulla bici, ma ben bilanciato anche con le attività s....ociali :mrgreen:), la psiche ovvero ridurre gli stati d'ansia, non avere paura di sbagliare, di perdere tempo, di riposare, di cadere, di allenarsi troppo o troppo poco, di saltare!, trovare le giuste motivazioni, avere la giusta fiducia in se stessi piuttosto che un atteggiamento troppo remissivo. Avere la giusta posizione in bici sul giusto mezzo (argomento molto sottovalutato). L'alimentazione più centrata sulle proprie esigenze, gusti e relazioni sociali...e, soprattutto, trovare la giusta interazione tra tutto ciò.
Ellapeppa e in un simil stato di grazia che senso avrebbe poi andare a cimentarsi con altri in Gf o gare a circuito o qualsivoglia forma agonistica ?
 

Maxfire

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Sarebbe interessante piu che i pareri personali ed eaperienze dirette, avere riferimenti di letteratura sull argomento. Se no ai voglia a discutere in maniera incocludente come fatto fino a qui.

Un esempio :
https://www.freeletics.com/it/knowledge/gene-dello-sport-verita/


E se c e un doping genetico ? Allora il gene conta ?
http://m.my-personaltrainer.it/sport/doping-genetico.html
Nelle prime pagine è stato già fatto, con tanto di citazioni e riferimenti, ma non mi sembra si sia poi arrivati ad avere un parere univoco.

È vero che si sarebbe potuto fare anche in maniera più approfondita, ma sono convinto che non si sarebbe arrivati comunque ad avere una sentenza definitiva

Io rimango della mia idea, che ho espresso sin da subito, la genetica conta eccome, sia fra i ciclipedalatori della domenica, sia fra gli amatori che fra i professionisti.

Poi che contino anche altre cose nella prestazione non ci piove, il problema è che li dove uno non arriva per limiti genetici non può farci nulla, mentre per tutto il resto è solo questione di volontà.

Mi sembra di capire che ci sia chi dice che prima di arrivare ai limiti genetici e piangersi addosso, bisognerebbe ottimizzare tutto il resto che è già tanta roba e si può arrivare già lontano, più di quanto si possa immaginare; vero, anzi verissimo, ma ciò non toglie l’importanza che ha la genetica nella prestazione ciclistica, che per me rimane l’unico vero fattore discriminante
 
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gx2

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Gigiant
ma ciò non toglie l’importanza che ha la genetica nella prestazione ciclistica, che per me rimane l’unico vero fattore discriminante

Infatti, alla fine della fiera che la genetica conti è fuori discussione...il discorso è quanto si possa sopperire ad una genetica...diciamo sfavorevole.
Che poi...genetica...essere più o meno responder, avere più o meno capacita di resistenza o forza, ma nessuno si chiede quanto invece conta la testa che fa muovere tutto? Come se la capacità di astrarre la fatica o la capacità di imparare dagli errori o di commettene pochi, piuttosto che fare lacosa giusta al momento giusto sia una capacità standard, uguale per tutti. Non è genetica anche quella?
Conta più avere una mente brillante capace di spingersi al limite o avere limiti fisici molto ampi senza avere la capacità di raggiungerli?

Ovviamente sono domande che non hanno risposta (ne ce l avranno nei prossimi decenni), così come non ha risposta la domanda iniziale, d altronde. Francamente non so neanche quanto valga la pena domandarselo, viste quante sono le variabili in gioco.
 

Gamba_tri

via col vento
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Per dare una risposta bisognerebbe disporre di gemelli omozigoti, stessa genetica, ed allenarli in modo differente, in pratica sacrificare alcune stagioni sportive del gemello che si allenerà peggio, perché è chiaro che andrà peggio, ma quanto peggio lo dirà lo studio. Considerato che uno studio, per essere attendibile, deve coinvolgere più soggetti possibile, servirebbero molti gemelli, e, comunque, in uno studio non in laboratorio, ma nella vita reale, è impossibile considerare, e controllare, tutte le variabili.

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Maxfire

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Per dare una risposta bisognerebbe disporre di gemelli, stessa genetica, ed allenarli in modo differente, in pratica sacrificare alcune stagioni sportive del gemello che si allenerà peggio, perché è chiaro che andrà peggio, ma quanto peggio lo dirà lo studio. Considerato che uno studio, per essere attendibile, deve coinvolgere più soggetti possibile, servirebbero molti gemelli, e, comunque, in uno studio non in laboratorio, ma nella vita reale, è impossibile considerare, e controllare, tutte le variabili.

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si portrebbe fare
simon e adam yates.
:-)
i studi come tu hai detto ancora non hanno dato esiti definitivi. La statistica e una scienza ma anche no. E da li che parte lo studio sulla popolaziine con la stocastica non sempre ci si prende, ma ci si approssima ad un modello.
Di ripetibilita cosa neceasaria e sufficiente per la prova scientifica siamo lontani. Se no avremmo sconfitto le malattie e camperemmo per sempre. E questo non e detto che sia un bene :-)
 

steu60

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rose
comunque ci sono delle caratteristiche genetiche fondamentali per il ciclista che possono solo essere parzialmente migliorate con l'allenamento .
mi viene in mente

-Il VO2 max è una caratteristica genetica .Con l'allenamento il suo valore può essere incrementato dal 10% al 25%
-presenza(patrimonio genetico) nei muscoli utilizzati di un maggior numero di fibre rosse (a contrazione lenta )
e chissa' quanto altro.
c'e' chi nasce avvantaggiato sotto questo punto di vista. e potenzialmente almeno, puo' diventare piu' forte.

detto questo a mio avviso fa molto anche iniziare da giovani , la differenza a livello amatoriale e' li' , difficile competere contro chi ha iniziato in giovane eta' , e' troppo avvantaggiato a mio avviso.
 

golias

Factotum :-)
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Ma se non fosse genetica significa che la differenza che vediamo nei pro sarebbe data solo dal tipo di allenamento ?
Io non credo un Cipollini non sarebbe mai diventato un Pantani e viceversa.
 

Maxfire

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Nessuno studio potrà mai dare esiti definitivi.
Non esistono esiti definitivi, la parola "definitivo" non è presente nel vocabolario della scienza, solo in quello dei giornalisti.
la falsificazione che intende Popper non si applica a tutta la scienza. La terra gira intorno al sole, in salita servono piu watt che in discesa. Come vedi definizioni definitive c e ne sono. Poi se si parla di modelli come il big bang allora li ancora non abbiamo risposte e quelle attuali saranno sicuramente riviste anche radicalmente in futuro. Ma qui non si parla di materia oscura. :-)
 
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fabrylama

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22 Marzo 2012
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una
la falsificazione che intende Popper non si applica a tutta la scienza. La terra gira intorno al sole, in salita servono piu watt che in discesa. Come vedi definizioni definitive c e ne sono. Poi se si parla di modelli come il big bang allora li ancora non abbiamo risposte e quelle attuali saranno sicuramente riviste anche radicalmente in futuro. Ma qui non si parla di materia oscura. :-)
Il fatto che la terra giri più o meno intorno al centro di massa terra-sole è una osservazione, non una teoria. Stesso discorso per i watt in salita.
La falsificazione non si applica alle osservazioni, ma alle teorie.
Il "fatto" (previsione) che domani sorga il sole all'ora che calcoliamo, invece, è basato su una teoria e non è dimostrabile definitivamente.

Uguale uguale, ma diversa è l'ipotesi che la genetica determini una fascia di prestazioni sportive nella quale si è condannati a restare.
Potranno accatastare miliardi di pagine di studi approfonditi che mostreranno una correlazione elevatissima, ma di definitivo non ci sarà mai niente.
Quindi chi ha un'idea opposta (senza alcuna prova) potrà sempre appellarsi alla non definitività dei risultati, sfruttando un problema di linguaggio non condiviso fra scienza e società.
 
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Lightwave

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26 Luglio 2013
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B'Twin Triban 5
Una curiosità che potrebbe essere connessa all'argomento: gli amatori forti sono tutti "alti", relativamente parlando? I pro mi sembra di sì, i top veleggiano oltre il metro e ottanta mi sembra, a parte le eccezioni (ma ho una conoscenza limitata perciò la mia è più una supposizione che si basa su pochi casi)
Quindi nascere diciamo tra il metro e ottanta e il metro e ottantacinque circa è un vantaggio in partenza anche per gli amatori? Considerando certo percorsi misti e non salite al 20% dove magari il peso comincia a farsi sentire anche maggiormente di un rapporto peso/potenza più favorevole. In genere vedo che chi è più alto va forte in piano e più lento in salita, viceversa per i fisici più minuti, ma non si tratta certo di soggetti attenti al rapporto peso/potenza in modo quasi ossessivo come i top pro.
Oppure per gli amatori il discorso cambia proprio in base alle differenze sia di allenamento sia di massa?
 

Dragon77

Passista
25 Maggio 2016
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Una curiosità che potrebbe essere connessa all'argomento: gli amatori forti sono tutti "alti", relativamente parlando? I pro mi sembra di sì, i top veleggiano oltre il metro e ottanta mi sembra, a parte le eccezioni (ma ho una conoscenza limitata perciò la mia è più una supposizione che si basa su pochi casi)
Quindi nascere diciamo tra il metro e ottanta e il metro e ottantacinque circa è un vantaggio in partenza anche per gli amatori? Considerando certo percorsi misti e non salite al 20% dove magari il peso comincia a farsi sentire anche maggiormente di un rapporto peso/potenza più favorevole. In genere vedo che chi è più alto va forte in piano e più lento in salita, viceversa per i fisici più minuti, ma non si tratta certo di soggetti attenti al rapporto peso/potenza in modo quasi ossessivo come i top pro.
Oppure per gli amatori il discorso cambia proprio in base alle differenze sia di allenamento sia di massa?



io tempo fa ho incontrato per strada un tizio che pareva un elefante accovacciato su una bici da corsa. alto era alto, penso sul metro e 90, e anche grosso, ma non di quelli grossi con la panzona, era molto robusto. credo che il suo peso si aggirava sui 100 kg, se non di più.

andava come un siluro, io ho faticato a stargli dietro per pochi km!!! ma eravamo in piano, sarei stato curioso di vedere come andava in salita, ma le nostre strade si sono divise e mai più incrociate...
 

Gamba_tri

via col vento
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Una curiosità che potrebbe essere connessa all'argomento: gli amatori forti sono tutti "alti", relativamente parlando? I pro mi sembra di sì, i top veleggiano oltre il metro e ottanta mi sembra, a parte le eccezioni (ma ho una conoscenza limitata perciò la mia è più una supposizione che si basa su pochi casi)
Quindi nascere diciamo tra il metro e ottanta e il metro e ottantacinque circa è un vantaggio in partenza anche per gli amatori? Considerando certo percorsi misti e non salite al 20% dove magari il peso comincia a farsi sentire anche maggiormente di un rapporto peso/potenza più favorevole. In genere vedo che chi è più alto va forte in piano e più lento in salita, viceversa per i fisici più minuti, ma non si tratta certo di soggetti attenti al rapporto peso/potenza in modo quasi ossessivo come i top pro.
Oppure per gli amatori il discorso cambia proprio in base alle differenze sia di allenamento sia di massa?
il femore lungo e' una caratteristica genetica che avvantaggia i ciclisti, mentre la tibia lunga avvantaggia i podisti, questo a parita' di motore aerobico. Immagina come sia difficile determinare il fisico ideale per un triatleta! :)
 

M02

Novellino
7 Ottobre 2013
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da corsa
Forse mi ripeto.
Sono decenni che vado in bici e non ho ancora 40 anni, centinaia di gare tra FCI, GF MF Salita e Circuito

Dopo un adeguato allenamento fatto bene partendo dall'inverno, il resto della prestazione di basa essenzialmente su 2 fattori (livello amatoriale)


1 Genetica. Chi di genetica ha una capacità polmonare e emoglobina più alta, muscoclatura migliore, ha un incredibile vantaggio, così come un metabolismo non troppo veloce ne troppo lento. Un peso corporeo magro ma non troppo.

2 Stress, nella parola stress rientra il lavoro, la famiglia, le ore di sonno sono la 1 posto.

La misura del primo sul secondo è 70-30, 30 solamente perchè il 20-22% lo fa il sonno legato per l'appunto a questioni lavorative e familiari.

Poi, sono assolutamente certo di quello che dico, faccio un esempio, il mio amico xxxxxxx che pedala si allena, ha cambiato lavoro andando a fare il semplice impiegato per la bici non potrà e non c'è mai riuscito a star davanti al sottoscritto con (in quel periodo) la panza 12kg in più sonno spezzettato da continui risvegli per figli neonati, età identica.

Così come yyyyyy al pari nei tempi migliori allenato come me, più magro di me, con valori sangue (DATI AVIS) migliori, su salita secca mi staccava, in una gf lo perdevo.

Portato a 100 naturalmente il tuo corpo, il resto è genetica.

Poi si può intervenire sulla genetica, quello si chiama doping.

La parola doping però comprende i 2 spruzzi di ventolin che prende l asmatico, il reactine farmaco da banco così... al pari che i testosteroni e le eritropoietine.


I primi non fanno assolutamente nulla sulla genetica e la performance, mentre i secondi la incrementano.

Il tutto a discapito delle VS salute.
 
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Marietto64

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14 Dicembre 2010
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Forse mi ripeto.
Sono decenni che vado in bici e non ho ancora 40 anni, centinaia di gare tra FCI, GF MF Salita e Circuito

Dopo un adeguato allenamento fatto bene partendo dall'inverno, il resto della prestazione di basa essenzialmente su 2 fattori (livello amatoriale)


1 Genetica. Chi di genetica ha una capacità polmonare e emoglobina più alta, muscoclatura migliore, ha un incredibile vantaggio, così come un metabolismo non troppo veloce ne troppo lento. Un peso corporeo magro ma non troppo.

2 Stress, nella parola stress rientra il lavoro, la famiglia, le ore di sonno sono la 1 posto.

La misura del primo sul secondo è 70-30, 30 solamente perchè il 20-22% lo fa il sonno legato per l'appunto a questioni lavorative e familiari.

Poi, sono assolutamente certo di quello che dico, faccio un esempio, il mio amico xxxxxxx che pedala si allena, ha cambiato lavoro andando a fare il semplice impiegato per la bici non potrà e non c'è mai riuscito a star davanti al sottoscritto con (in quel periodo) la panza 12kg in più sonno spezzettato da continui risvegli per figli neonati, età identica.

Così come yyyyyy al pari nei tempi migliori allenato come me, più magro di me, con valori sangue (DATI AVIS) migliori, su salita secca mi staccava, in una gf lo perdevo.

Portato a 100 naturalmente il tuo corpo, il resto è genetica.

Poi si può intervenire sulla genetica, quello si chiama doping.

La parola doping però comprende i 2 spruzzi di ventolin che prende l asmatico, il reactine farmaco da banco così... al pari che i testosteroni e le eritropoietine.


I primi non fanno assolutamente nulla sulla genetica e la performance, mentre i secondi la incrementano.

Il tutto a discapito delle VS salute.
Rispetto molto la tua esperienza, che certo è molto maggiore della mia, però la mia è un poco diversa. Io ho notato che sempre, regolarmente, chi va forte si allena di più. Chi va più forte di me o è molto più giovane, o si allena di più. Se io mi alleno 12 ore vado più forte di quando mi alleno 8. Idem i tanti miei amici di pedale con i quali mi confronto da anni. Ci sono alcune eccezioni, in questa "regola" esperienziale ma saranno un 5%. Probabilmente quelli veramente dotati geneticamente.
Il fatto è che pochissimi amatori raggiungono il proprio potenziale genetico, intervenendo prima altri fattori limitanti, che anche tu hai citato.
Quello che conta per la maggior parte di noi è la Triade allenamento/riposo/alimentazione e la gestione di una vita quasi sempre molto impegnativa.


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