Quanto conta la genetica nella prestazione di un amatore?

Bad1985

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21 Settembre 2021
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Secondo me in questa discussione si confonde la predisposizione (che conta molto), con la predisposizione genetica (che verosimilmente conta poco). Mi sembra un bias generale, che tendiamo ad applicare in un'infinita' diversa di contesti, cosa non sorprendente visto che viviamo nell'epoca in cui si iniziano a capire le implicazioni del nostro patrimonio genetico, ingigantendole come avviene per tutte le novita'.
E pensa che, parlando con chi se ne intende in campo medico, le implicazioni del patrimonio genetico potrebbero ancora essere maggiori di quanto "trovato" fin ora
 
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cbr70

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Secondo me la genetica non conta finché ci si confronta con se stessi. Quando si inizia a confrontarsi con altri , ci saranno molti che si vedranno col binocolo. Sarà la vera discriminante e nel caso specifico io intendo come genetica in questo forum semplicemente la capacità naturale e poco modificabile di captare/utilizzare ossigeno. Senza scomodare la scienza
 
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Secondo me la genetica non conta finché ci si confronta con se stessi. Quando si inizia a confrontarsi con altri , ci saranno molti che si vedranno col binocolo. Sarà la vera discriminante e nel caso specifico io intendo come genetica in questo forum semplicemente la capacità naturale e poco modificabile di captare/utilizzare ossigeno. Senza scomodare la scienza
La genetica influisce sicuramente sui livelli naturali di EPO, che è correlato direttamente con il VO2max e che è la cilindrata del motore aerobico. Influisce anche sulla quantita’ e tipologia di fibre muscolari, sulle capacita’ di recupero e sulla fragilita’ rispetto a infortuni muscolari, tutte cose poco allenabili (senza doping).
 
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sepica

Ammiraglia
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pero, non limitiamoci a calcolare la genetica solo per un overboost di potenza o cmq prestazionale, la geneticamagari è anche quella ome con gente che conosco, hanno l'endurance nel sangue e dove magari km mai percorsi e mai fatti, non hanno problemi ad affrontarli, e che magari il giorno dopo si rifanno un 100 per smaltire la fatica -....
 

martin_galante

Nel Gruppetto
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cletta
Ma se la predisposizione non arriva dai geni da dove arriva?
Fattori ambientali. Che vogliono dire una infinita' di cose diverse. Come inizi a camminare da piccolo per dire, cosa mangi, cosa respiri, come il tuo fisico reagisce anche casualmente a stimoli che possono arrivare altrettanto puntualmente e casualmente, e cosi' via. Di fatto, e' molto difficile misurare l'influenza della genetica sul singolo individuo, nel senso che al piu' si verificano correlazioni tra genetica ed alcuni marker, e la correlazione di tali marker con mettiamo la prestazione (piu' spesso la possibilita' di essere affetti di taluna o talaltra patologia). Ma, come sempre accade in medicina, le correlazioni tra i marker sono poco (pochissimo) significativi. Gli studi statistici sulla genetica possono piu' significativamente avvenire sulle popolazioni, ma sia a livello di patologie che di prestazioni, a me sembra che spesso i dati dicano che c'e' davvero poca influenza della genetica in questo senso (o se volete, dicono quantomeno che la varianza del fattore genetico tra elementi della stesso gruppo e' molto maggiore di quella tra la medie delle popolazioni).
 
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sepica

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Fattori ambientali. Che vogliono dire una infinita' di cose diverse. Come inizi a camminare da piccolo per dire, cosa mangi, cosa respiri, come il tuo fisico reagisce anche casualmente a stimoli che possono arrivare altrettanto puntualmente e casualmente, e cosi' via. Di fatto, e' molto difficile misurare l'influenza della genetica sul singolo individuo, nel senso che al piu' si verificano correlazioni tra genetica ed alcuni marker, e la correlazione di tali marker con mettiamo la prestazione (piu' spesso la possibilita' di essere affetti di taluna o talaltra patologia). Ma, come sempre accade in medicina, le correlazioni tra i marker sono poco (pochissimo) significativi. Gli studi statistici sulla genetica possono piu' significativamente avvenire sulle popolazioni, ma sia a livello di patologie che di prestazioni, a me sembra che spesso i dati dicano che c'e' davvero poca influenza della genetica in questo senso (o se volete, dicono quantomeno che la varianza del fattore genetico tra elementi della stesso gruppo e' molto maggiore di quella tra la medie delle popolazioni).
infatti la sub-quetione è quanto fattori esterni o una dedizione allo sport sin dalla tenera eta possa determinare i fattori genetici favorevoli ?
 

pianpianello

Gregario
19 Dicembre 2020
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cancello a pedali
Avevo fatto una domanda in una nuova discussione, ma è stata unita in questo thread che non sapevo esistesse. Allora dico la mia:

Che ci siano differenze genetiche enormi tra le persone è ovviamente evidente a chiunque abbia praticato sport. Credo tutti voi conoscerete qualcuno che è molto forte pur trascurando molte delle buone pratiche dell’allenamento, e al contrario qualcuno che è scarso nonostante applichi molte buone pratiche.

Quanto conta la genetica? Potremmo dire che la genetica è TUTTO, perché stabilisce tutti i limiti entro i quali si può stare con l’allenamento: stabilisce la base da cui partire, stabilisce la risposta agli stimoli allenanti, stabilisce i tempi di recupero, e stabilisce il limite massimo raggiungibile.

Ma c’è un grosso problema che complica le cose: la genetica in teoria può essere modificata (parzialmente) col tempo, o comunque il nostro corpo può essere modificato anche oltre certi limiti. Per fare questo però sono necessari tempi molto lunghi, che ipotizzo essere anche superiori ai 10 anni, e degli allenamenti “segreti” che nessuno sa quali siano. Questo forum è la dimostrazione di quanto siano “segreti” gli allenamenti da fare, nel senso che tutti cercano di trovare quello miracoloso o adatto alle loro caratteristiche, ma si finisce in discussioni infinite sui dettagli, perché è difficile stabilire quale sia l’allenamento “giusto”.

La mia impressione ultimamente è che uno dei “segreti” sia quello di avere volumi molto alti di allenamento (cioè tante ore di allenamento a settimana, sicuramente oltre le 10 ore). Ovviamente si deve fare in modo che i recuperi siano adeguati, altrimenti è controproducente e si va in sovrallenamento, questo è ovvio. E questo per molti molti anni, almeno un decennio direi. Però se inizi a fare questo ad una certa età, poi hai pure il declino fisico da sottrarre, quindi diventa ancora più difficile.

Quindi credo che per chi ha una genetica di merda sia estremamente difficile e impegnativo cambiarla, soprattutto oltre una certa età (con tutti i rischi e imprevisti del caso, dal tempo insufficiente, al rischio sovrallenamento, stop per infortuni, periodi in cui si sgarra con cibo e alcol, ecc.). Questo è il motivo per cui chi è scarso geneticamente quasi sicuramente resterà scarso, a meno che non si faccia letteralmente il culo quadrato (sempre che ne valga la pena). Sui ragazzini si lavora meglio presumo, ci sono probabilmente maggiori margini di modifica. Invece i maledetti che hanno una buona genetica non hanno bisogno di impegnarsi granché per vedere buoni risultati già da subito.
 
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andry96

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23 Luglio 2018
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Avevo fatto una domanda in una nuova discussione, ma è stata unita in questo thread che non sapevo esistesse. Allora dico la mia:

Che ci siano differenze genetiche enormi tra le persone è ovviamente evidente a chiunque abbia praticato sport. Credo tutti voi conoscerete qualcuno che è molto forte pur trascurando molte delle buone pratiche dell’allenamento, e al contrario qualcuno che è scarso nonostante applichi molte buone pratiche.

Quanto conta la genetica? Potremmo dire che la genetica è TUTTO, perché stabilisce tutti i limiti entro i quali si può stare con l’allenamento: stabilisce la base da cui partire, stabilisce la risposta agli stimoli allenanti, stabilisce i tempi di recupero, e stabilisce il limite massimo raggiungibile.

Ma c’è un grosso problema che complica le cose: la genetica in teoria può essere modificata (parzialmente) col tempo, o comunque il nostro corpo può essere modificato anche oltre certi limiti. Per fare questo però sono necessari tempi molto lunghi, che ipotizzo essere anche superiori ai 10 anni, e degli allenamenti “segreti” che nessuno sa quali siano. Questo forum è la dimostrazione di quanto siano “segreti” gli allenamenti da fare, nel senso che tutti cercano di trovare quello miracoloso o adatto alle loro caratteristiche, ma si finisce in discussioni infinite sui dettagli, perché è difficile stabilire quale sia l’allenamento “giusto”.

La mia impressione ultimamente è che uno dei “segreti” sia quello di avere volumi molto alti di allenamento (cioè tante ore di allenamento a settimana). Ovviamente si deve fare in modo che i recuperi siano adeguati, altrimenti è controproducente e si va in sovrallenamento, questo è ovvio. E questo per molti molti anni, almeno un decennio direi. Però se inizi a fare questo ad una certa età, poi hai pure il declino fisico da sottrarre, quindi diventa ancora più difficile.

Quindi credo che per chi ha una genetica di merda sia estremamente difficile e impegnativo cambiarla, soprattutto oltre una certa età (con tutti i rischi e imprevisti del caso, dal tempo insufficiente, al rischio sovrallenamento, ecc.). Questo è il motivo per cui chi è scarso geneticamente quasi sicuramente resterà scarso. Sui ragazzini si lavora meglio presumo, ci sono probabilmente maggiori margini di modifica. Invece i maledetti che hanno una buona genetica non hanno bisogno di impegnarsi granché per vedere buoni risultati già da subito.
Che il volume di allenamento sia un segreto anche no, è proprio la base e la prima misura del carico allenante.
Almeno per me aumentare il volume e fare tanto di questo volume a bassa intensità ha aiutato parecchio a migliorare, e allenamenti di fondo sono ben più facili da gestire come recupero, chiaro che poi c'è da fare anche del lavoro intenso ma meno di quanto molti credono
 
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cbr70

Scalatore
6 Giugno 2018
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genova
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Specy
c'e' pero' da dire una cosa , se nasci asino non diventi cavallo si sente dire sovente ed io la penso cosi' . ma se nasco asino e inizio ad allenarmi fin da piccolo creando piu' facilmente certi adattamenti , non diventero' un pro od un cavallo ma saro' probabilmente un asino/amatore forte o molto forte.

nella pratica , quello che ho notato o percepito e' stato che l'avvento dei rulli interattivi ha permesso a molti di allenarsi con metodo e tempo , crescere ed avvicinarsi al loro potenziale , piu' di tanti discorsi . questi sono stati veramente una cosa che ha contato nella prestazione di un amatore .
 

canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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Nessuna
Che il volume di allenamento sia un segreto anche no, è proprio la base e la prima misura del carico allenante.
Almeno per me aumentare il volume e fare tanto di questo volume a bassa intensità ha aiutato parecchio a migliorare, e allenamenti di fondo sono ben più facili da gestire come recupero, chiaro che poi c'è da fare anche del lavoro intenso ma meno di quanto molti credono


nella pratica , quello che ho notato o percepito e' stato che l'avvento dei rulli interattivi ha permesso a molti di allenarsi con metodo e tempo , crescere ed avvicinarsi al loro potenziale , piu' di tanti discorsi . questi sono stati veramente una cosa che ha contato nella prestazione di un amatore .

Ci si potrebbe perdere in puntualizzazioni, ma i concetti del primo messaggio vanno presi come assiomi da mettere in pratica anche con l’ausilio dei mezzi del secondo messaggio. Fatto questo per un numero congruo di anni, solo dopo è il caso di farsi domande su quali possono essere i propri limiti
 
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pianpianello

Gregario
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Ma intendiamoci, quando io parlo di cambiamenti genetici intendo cambiamenti veramente molto grandi, non dei semplici miglioramenti come quelli di cui si parla solitamente quando si parla di semplice allenamento. Sento molta gente dire che con l’allenamento è migliorata di molto, ma quando vai a guardare si parla comunque di qualche decina di watt al massimo (per chi aveva già anni di ciclismo nelle gambe), quindi significa che chi è scarso resta scarso, e chi è forte resta forte.

Per cambiamento genetico intendo che chi ha una FTP di 200 watt, riesce a portarla col tempo intorno ai 300 watt, quindi un miglioramento del 50%. E tutto questo partendo da un livello di persona che già pratica il ciclismo (migliaia di chilometri all’anno), per molti anni, con cambi di ritmo e comunque tentativi di allenarsi. Una persona che nonostante anni di ciclismo sta comunque intorno ai 200 watt, come la porti intorno ai 300?

Probabilmente serve molto volume per molti anni per provarci (tipo 15 ore settimanali per 10 anni), ma bisogna stare attenti a gestire carichi del genere nel tempo, e comunque non ho la certezza che cambi granché. Non è nemmeno chiaro se a parità di recupero sia meglio riuscire ad inserire più volume a bassa intensità (z2), oppure inserire più intensità (più intervalli intensi), oppure provare a inserire altro ancora di diverso (tipo forza in palestra). Insomma, se esiste una ricetta magica sicuramente implica farsi molto il culo (tante ore di allenamenti), ma i dettagli della ricetta magica non credo siano chiari, e sbagliare ricetta è troppo facile.
 
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labboro

Apprendista Scalatore
15 Novembre 2005
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Ma intendiamoci, quando io parlo di cambiamenti genetici intendo cambiamenti veramente molto grandi, non dei semplici miglioramenti come quelli di cui si parla solitamente quando si parla di semplice allenamento. Sento molta gente dire che con l’allenamento è migliorata di molto, ma quando vai a guardare si parla comunque di qualche decina di watt al massimo (per chi aveva già anni di ciclismo nelle gambe), quindi significa che chi è scarso resta scarso, e chi è forte resta forte.

Per cambiamento genetico intendo che chi ha una FTP di 200 watt, riesce a portarla col tempo intorno ai 300 watt, quindi un miglioramento del 50%. E tutto questo partendo da un livello di persona che già pratica il ciclismo (migliaia di chilometri all’anno), per molti anni, con cambi di ritmo e comunque tentativi di allenarsi. Una persona che nonostante anni di ciclismo sta comunque intorno ai 200 watt, come la porti intorno ai 300?

Probabilmente serve molto volume per molti anni per provarci (tipo 15 ore settimanali per 10 anni), ma bisogna stare attenti a gestire carichi del genere nel tempo, e comunque non ho la certezza che cambi granché. Non è nemmeno chiaro se a parità di recupero sia meglio riuscire ad inserire più volume a bassa intensità (z2), oppure inserire più intensità (più intervalli intensi), oppure provare a inserire altro ancora di diverso (tipo forza in palestra). Insomma, se esiste una ricetta magica sicuramente implica farsi molto il culo (tante ore di allenamenti), ma i dettagli della ricetta magica non credo siano chiari, e sbagliare ricetta è troppo facile.
Cambiamenti genetici non è possibile farne nemmeno se ci si allena per anni , i propri limiti sono appunto "scritti" nel DNA ,si può migliorare ,ma sempre nel proprio ambito ,quindi una persona con anni di ciclismo alle spalle che sta a 200w a 300 w non arriverà mai (a meno di pratiche illegali), uno dotato geneticamente i 300w invece potrebbe farli pure con poco allenamento.
 
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cbr70

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6 Giugno 2018
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Specy
sarebbe bastato scrivere al posto di genetica , motore (quanto conta il motore nelle prestazioni di un amatore?) che le risposte sarebbero state molto differenti e forse univoche. Eppure di quello si parla
 

zanzara

zanzara
27 Maggio 2010
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Ridley Noah
per rendersi conto se la genetica conta anche nello sport amatoriale basta prendere la classifica di una qualsiasi granfondo; nei primi 15-20 ci sono praticamente giù tutti i primi di categoria, a prescindere dall'età:
Pinarello_2022.png
 
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8 Novembre 2020
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Colnago V3Rs
per rendersi conto se la genetica conta anche nello sport amatoriale basta prendere la classifica di una qualsiasi granfondo; nei primi 15-20 ci sono praticamente giù tutti i primi di categoria, a prescindere dall'età:
Vedi l'allegato 403006
;nonzo% … non ho capito perche’ questo dovrebbe aiutarci a capire se sono primi per genetica o per allenamento
 
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