Recupero attivo o riposo?

ReadyToRide

Pignone
25 Luglio 2012
212
12
14
Brescia
www.readytoride.info
Bici
Custom Made
Cosa e' preferibile tra le due metodologie di recupero?

Grazie

Dipende da diversi fattori.
In primo luogo dallo "storico" dell'atleta e dal suo livello: per un ciclista che ha iniziato l'attività ciclistica da poco, un giorno di recupero attivo non andrebbe a svolgere la medesima funzione rispetto ad un giorno di riposo, ma al contrario, andrebbe a generare ulteriore stress a livello fisiologico.
Diversamente, una volta raggiunto un buon stato di fitness è possibile inserire attività specifiche di recupero attivo sia sul mezzo (Z1) - che no (massaggi, bagni caldi o freddi, abbigliamento specifico per la compressione dei muscoli interessati...) , come avviene per atleti già di buon livello, mantenendo i miglioramenti che si sono creati nelle attività più impegnative e favorendo i processi di recupero (riparazione a livello muscolare, accumulo delle scorte di glicogeno...). Il rischio principale, sempre presente per tutti gli atleti, è quello di andare a trasformare una seduta di recupero attivo in un allenamento vero e proprio, forzando troppo e, di conseguenza, annullando i benefici che la corretta attività può generare.
Anche gli studi specifici non hanno dato, ad ora, risposte concrete. In particolare ciò è dovuto:
- al mancato utilizzo di un campione significativo nello studio (limitandosi ad un numero < di 20/30 atleti);
- ad una mancanza generale nella specificità della ricerca (età, sesso, etc...), concentrandosi spesso e volentieri sul valore di fitness degli atleti sottoposti al test (misurato generalmente attraverso Vo2Max).
Uno degli studi più significativi è questo (Effect of five different recovery methods on repeated cycle performance) dove si confrontano i risultati di diverse metodologie di recupero (riposo, recupero attivo e diverse combinazioni di tecniche di compressione ed uso del freddo) dopo una frazione formata da riscaldamento + 30' 75% Vo2Max. Il recupero attivo è l'unico che ha segnato un risultato positivo nella seconda ripetuta. Alcuni limiti sono però evidenti:
- il recupero misurato nel test è un lasso di tempo breve (2h)
- la modalità scelta per il recupero: al termine della prima prova seguivano 20' di recupero tra i 5 modelli + 100 di riposo... a cui segue la seconda prova.
- i risultati di un altro studio (Effect of active versus passive recovery on metabolism and performance during subsequent exercise) che non evidenziano particolari differenze tra i due modelli (recupero attivo e riposo). In questo caso può essere stata determinante la scelta di utilizzare una diversa procedura di valutazione (15' di recupero tra i due intervalli di 20').
Personalmente penso che una seconda variante, oltre alla prima espressa (livello dell'atleta) e ai risultati degli studi (che hanno comunque dei limiti di applicabilità), sia la disponibilità di tempo: un'atleta che ha la possibilità di allenarsi molto tempo durante la settimana può trarre, probabilmente, maggiori risultati da attività di recupero attivo; diversamente un'atleta che ha già poco tempo a disposizione può ricorrere a forme di recupero alternative (non sul mezzo) ottimizzando il tempo (limitato) che ha a disposizione.
 
  • Mi piace
Reactions: RicziO