Riepilogo cadenza e %l battito cardiaco

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Nell'atletica leggera si corre esclusivamente in piano (tranne la corsa o marcia su strada che a livello "olimpico" comunque son sempre gare pianeggianti), quindi una volta stabiliti i fattori limitanti la prestazione (modello prestativo o modello di gara) ci si allena per migliorare proprio tutte quelle molteplicità di fattori che intervengono nella prestazione.

L'unica analogia tra ciclismo e "corsa" è la ciclicità dell'azione. Tuttavia la differenza abnorme è che nel ciclismo la potenza erogata è determinata da due fattori: rpm e rapporti. Per la serie che, in piano ad esempio, potrei erogare potenze analoghe con un 53x15, piuttosto che con un 53x13 variando "semplicemente" la frequenza di pedalata.

In realtà non c'è nessuna differenza, nella corsa la potenza erogata e quindi la velocità dipendono dalla lunghezza della falcata e dalla frequenza del passo, per cui è esattamente come per il ciclismo.
La differenza semmai è che nella corsa su pista puoi allenarti basandoti sulla potenza in modo indiretto attraverso i tempi di percorrenza, cosa più difficile da realizzare su strada perchè la resistenza è variabile, mentre nel ciclismo su strada non è possibile perchè la velocità dipende da molteplici fattori.
Tuttavia, utilizzare un powermeter consente di eseguire tecniche di allenamento del tutto analoghe a quelle che vengono usate per l'atletica su pista.
 

Salvo@ing

Passista
23 Luglio 2011
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Messina
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Trek Emonda SL6
In realtà non c'è nessuna differenza, nella corsa la potenza erogata e quindi la velocità dipendono dalla lunghezza della falcata e dalla frequenza del passo, per cui è esattamente come per il ciclismo.
La differenza semmai è che nella corsa su pista puoi allenarti basandoti sulla potenza in modo indiretto attraverso i tempi di percorrenza, cosa più difficile da realizzare su strada perchè la resistenza è variabile, mentre nel ciclismo su strada non è possibile perchè la velocità dipende da molteplici fattori.
Tuttavia, utilizzare un powermeter consente di eseguire tecniche di allenamento del tutto analoghe a quelle che vengono usate per l'atletica su pista.

DA un punto di vista squisitamente numerico è esatto, ma in realtà la frequenza di falcata non ha alcuna correlazione con la prestazione.
Non mi risulta che ad oggi esistano studi "seri" che dimostrano valori statistici significativi tra prestazione nella corsa a piedi e cadenza della falcata.
Qualche anno fa provammo ad eseguire dei test di Mader a Tirrenia (CPO) con alcuni atleti di livello da buono ad ottimo, rilevando anche la lunghezza della falcata all'aumentare del ritmo di percorrenza.
Il risultato è stato "nulla di significativo".

Con la corsa in bici, c'è un passaggio in più (la trasformazione di forza muscolare in forza motrice tramite un mezzo meccanico), e già questa è una differenza abnorme rispetto alla corsa. Non parliamo poi delle resistenze esterne (salite, resistenza dell'aria, ecc.).

A parte ciò la mia osservazione era sulla metodologia di allenamento; vista la mia inesperienza sarei lieto di capire se quando penso sia effettivamente valido, oppure son baggianate.
Sinceramente, pur uscendo da poco, non ho ancora incontrato ciclisti che seguono tabelle di allenamento; di norma si allenano a "quasi tutta", cosa che in atletica sarebbe comunque impensabile (gli sport antigravitari ti obbligano a tempi di recupero molto lunghi dopo sforzi sub-massimali).
Ritengo che allenamento del genere non ti permetteranno mai di migliorare oltre certi livelli, visto che manca un enorme assortimento di mezzi.
L'unico allenamento che vedo fare, da cui il mio post precedente, sono le famose uscite in salita con il 53x19 (pignone variabile in funzione della salita) a 35/45 rpm. Per me errate, se non utilizzate occasionalmente.
Ciao
 

Ilceko

Apprendista Scalatore
30 Luglio 2010
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caad10
DA un punto di vista squisitamente numerico è esatto, ma in realtà la frequenza di falcata non ha alcuna correlazione con la prestazione.
Non mi risulta che ad oggi esistano studi "seri" che dimostrano valori statistici significativi tra prestazione nella corsa a piedi e cadenza della falcata.
Qualche anno fa provammo ad eseguire dei test di Mader a Tirrenia (CPO) con alcuni atleti di livello da buono ad ottimo, rilevando anche la lunghezza della falcata all'aumentare del ritmo di percorrenza.
Il risultato è stato "nulla di significativo".

Con la corsa in bici, c'è un passaggio in più (la trasformazione di forza muscolare in forza motrice tramite un mezzo meccanico), e già questa è una differenza abnorme rispetto alla corsa. Non parliamo poi delle resistenze esterne (salite, resistenza dell'aria, ecc.).

A parte ciò la mia osservazione era sulla metodologia di allenamento; vista la mia inesperienza sarei lieto di capire se quando penso sia effettivamente valido, oppure son baggianate.
Sinceramente, pur uscendo da poco, non ho ancora incontrato ciclisti che seguono tabelle di allenamento; di norma si allenano a "quasi tutta", cosa che in atletica sarebbe comunque impensabile (gli sport antigravitari ti obbligano a tempi di recupero molto lunghi dopo sforzi sub-massimali).
Ritengo che allenamento del genere non ti permetteranno mai di migliorare oltre certi livelli, visto che manca un enorme assortimento di mezzi.
L'unico allenamento che vedo fare, da cui il mio post precedente, sono le famose uscite in salita con il 53x19 (pignone variabile in funzione della salita) a 35/45 rpm. Per me errate, se non utilizzate occasionalmente.
Ciao



Io nè sò meno di te ma leggendo ho potuto capire che le SFR sono utilizzate da molti come allenamento per migliorare le prestazioni in salita, evidentemente qualche beneficio lo portano.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
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DA un punto di vista squisitamente numerico è esatto, ma in realtà la frequenza di falcata non ha alcuna correlazione con la prestazione.
Non mi risulta che ad oggi esistano studi "seri" che dimostrano valori statistici significativi tra prestazione nella corsa a piedi e cadenza della falcata.
Qualche anno fa provammo ad eseguire dei test di Mader a Tirrenia (CPO) con alcuni atleti di livello da buono ad ottimo, rilevando anche la lunghezza della falcata all'aumentare del ritmo di percorrenza.
Il risultato è stato "nulla di significativo".

Con la corsa in bici, c'è un passaggio in più (la trasformazione di forza muscolare in forza motrice tramite un mezzo meccanico), e già questa è una differenza abnorme rispetto alla corsa. Non parliamo poi delle resistenze esterne (salite, resistenza dell'aria, ecc.).

A parte ciò la mia osservazione era sulla metodologia di allenamento; vista la mia inesperienza sarei lieto di capire se quando penso sia effettivamente valido, oppure son baggianate.
Sinceramente, pur uscendo da poco, non ho ancora incontrato ciclisti che seguono tabelle di allenamento; di norma si allenano a "quasi tutta", cosa che in atletica sarebbe comunque impensabile (gli sport antigravitari ti obbligano a tempi di recupero molto lunghi dopo sforzi sub-massimali).
Ritengo che allenamento del genere non ti permetteranno mai di migliorare oltre certi livelli, visto che manca un enorme assortimento di mezzi.
L'unico allenamento che vedo fare, da cui il mio post precedente, sono le famose uscite in salita con il 53x19 (pignone variabile in funzione della salita) a 35/45 rpm. Per me errate, se non utilizzate occasionalmente.
Ciao

Vuoi dire che tra una corsa sui 100mt la lungh della falcata e la frequenza del passo sono uguali rispetto a chi corre i 400, 5000 o 10000mt?
Sicuramente c'è il mezzo meccanico, ma se misuri lo sforzo sulla bici i sistemi di produzione energetica li alleni nello stesso modo.
Le ripetute di forza resistente io le farei tra 55 e 65rpm su salita al 5-6%, con il misuratore di potenza si possono fare in modo molto preciso.
Le ripetute in salita si fanno anche nella corsa, anzi qualche allenatore spagnolo consiglia ai ciclisti le ripetute in salita a piedi durante il periodo invernale.
 
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Salvo@ing

Passista
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Trek Emonda SL6
Vuoi dire che tra una corsa sui 100mt la lungh della falcata e la frequenza del passo sono uguali rispetto a chi corre i 400, 5000 o 10000mt?

Ovviamente no. Voglio solo dire che sui 10.000 metri ci sono atleti che corrono in modo completamente differente da altri. E la differenza è talmente tante che è come se nel ciclismo ci fossero atleti che salgono a 50 rpm ed altri a 100.

Sicuramente c'è il mezzo meccanico, ma se misuri lo sforzo sulla bici i sistemi di produzione energetica li alleni nello stesso modo.

Beh, su questa affermazione ho da ridire, se non altro perché lo sforzo muscolare in bici e quasi esclusivamente concentrico. Ciò comporta contrazioni lunghe, altri interventi di fibre, e di conseguenza concentrazioni di lattato differenti. Concordo pienamente, invece, che se faccio 20 km in salita a 170 bmp lo sforzo organico è del tutto uguale a quello nella corsa a piedi (ma anche dello sci di fondo, ecc.)

Le ripetute di forza resistente io le farei tra 55 e 65rpm su salita al 5-6%, con il misuratore di potenza si possono fare in modo molto preciso.
Le ripetute in salita si fanno anche nella corsa, anzi qualche allenatore spagnolo consiglia ai ciclisti le ripetute in salita a piedi durante il periodo invernale.

Ecco, questo è quello che realmente volevo sapere: ossia, mi confermi che quelli che fanno SFR a 35 rmp fanno delle stupidaggini assurde poiché sono del tutto fuori dal range di pedalata tipico?

Grazie
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Io pedalo da pochissimo (2500 km finora), ma la prossima settimana vorrei iniziare a fare le prime ripetute (blande) e credo che mi metterò su una salita di 10 km (pendenza media 5/6%) e farò 2' spinti + 3' di recupero più lenti. Il mio obiettivo a medio periodo sarebbe quello di spingere un rapporto 2 (ad esempio 38x19) in quella salita a 75 rpm.
Quindi imposterò il mio allenamento con una rpm fissa a 70/80, nei 2' forti metterò il rapporto 50x23, mentre nel recupero scenderò alla 34x23. In questo modo, nella fase di recupero, spingerò un rapporto "banale", ma sempre con la stessa rpm.

L'approccio è IMHO sbagliato, nel senso che sulla bici il rapporto è una conseguenza e non ha senso deciderlo a tavolino. L'obbiettivo deve essere Cadenza+Potenza o in assenza di un misuratore di potenza, Cadenza+Frequenza cardiaca.
Un allenamento tipo di forza resistente può essere fare 5-6 ripetute con 6' a 50-55 RPM in Zona 5 bassa o Zona 4 alta (o equivalentemente con cuore poco sotto soglia) e poi 4' minuti di recupero in Zona 1 a 85-95 RPM, ovvero pedalando "leggeri".

Rapporto e Pendenza sono irrilevanti.
Adegui il rapporto per mantenere la giusta cadenza e la giusta potenza/ range di frequenza cardiaca.

Massimo
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Se sei in una condizione di "steady state" non esiste ragione per la quale i battiti debbano salire all'aumentare della distanza percorsa.
Pertanto se sei sotto soglia, questi aumenteranno in proporzione alla potenza erogata (in modo lineare). Se invece sei sopra soglia...è tutta un'altra storia.

E' così nel breve e a potenze ridotte ma non nel lungo o a potenze elevate.
Il livello cardiaco sale nel tempo anche a pari potenza.
Lo si vede bene quando si fanno test di potenza critica sul 20' o sui 60'.
Si chiama decoupling ed è una caratteristica di Fondo che va allenata.
Più è basso l'aumento cardiaco e più si è allenati su quella distanza.

Massimo
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
L'approccio è IMHO sbagliato, nel senso che sulla bici il rapporto è una conseguenza e non ha senso deciderlo a tavolino. L'obbiettivo deve essere Cadenza+Potenza o in assenza di un misuratore di potenza, Cadenza+Frequenza cardiaca.

Un allenamento tipo di forza resistente può essere fare 5-6 ripetute con 6' a 50-55 RPM in Zona 5 bassa o Zona 4 alta (o equivalentemente con cuore poco sotto soglia) e poi 4' minuti di recupero in Zona 1 a 85-95 RPM, ovvero pedalando "leggeri".

Condivido la prima parte ma non in toto la seconda, non tutti gli atleti riescono a mantenere un lavoro a così bassa cadenza in/a quelle intensità che sono più indicate per lavori a cadenze autoselezionate (= massima priorità al mantenimento della zona).
55-65 rpm in SST (Z3alta-Z4bassa) è un livello più accessibile a molti, poi ovviamente il carico e gli obiettivi di miglioramento vanno selezionati in funzione delle esigenze del singolo.
 
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sunboy

Maglia Gialla
15 Ottobre 2007
11.713
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Non mi risulta che ad oggi esistano studi "seri" che dimostrano valori statistici significativi tra prestazione nella corsa a piedi e cadenza della falcata.
Qualche anno fa provammo ad eseguire dei test di Mader a Tirrenia (CPO) con alcuni atleti di livello da buono ad ottimo, rilevando anche la lunghezza della falcata all'aumentare del ritmo di percorrenza.
Il risultato è stato "nulla di significativo".
alcuni sostengono che una cadenza 90 sia ideale...


[url]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20581720[/URL]

[url]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2674599[/URL]

[url]http://www.endurancescience.com/blog/?p=230[/URL]