L'unica cosa che mi preoccupa è il messaggio che recepiscono i ragazzi, anche quelli che frequentano questo forum, che ancora hanno qualche sogno nel cassetto di diventare dei Ciclisti con al "C" maiuscola.
Mi pare che, come tutte le cose italiane, c'è chi minimizza la questione portandola sul "tutto e possibile finchè non pestano i piedi a me" oppure sono tutti dei malandrini che devono andare in galera.
Certo è che in sette anni al Sig. Armostrong nessuno mai ha avuto il coraggio di guardare cosa avevesse nel comodino (ahhh già, lui si riforniva direttamente alla NASA di mamma amerika altrimenti mò ci arrivava a fare i corridore quello)
Lo hanno fatto con tutti, a cominciare dal povero Pantani che, almeno lui, ha strenuamente difeso la sua innocenza (cosa che altri non hanno avuto la forza di farlo oppure non ha potuto fare).
In gioventù sono stato un Atleta che ha sempre inseguito valori ed insegnamenti frutto di sacrificio e di fatica, dove l'unico "doping" che ho usato è stato lo "spirito canforato" (rifiutando a priori, quando ero già allievo calciatore, le gocce di "micoren" che negli anni 70 rappresentavano il famoso "aiutino" per resistere di più) e questo ancora perseguo a 51 anni facendo il Cicloamatore.
Mi preoccupa l'immagine che ne viene fuori da questa ricerca spasmodica del "risultato ad ogni costo" che fa degenerare lo sport in quanto tale e manda messaggi distorti ai giovani.
Io non potrei mai applaudire qualcuno che ha barato che, al di là se ha pagato o meno, non cancella la devastazione che un "campione" può provocare nei suoi tifosi e nella sua funzione di "Atleta" come maestro di vita.
E' vero, anche, che intorno allo sport girano tanti di quei soldi che impongono agli atleti ad avere sempre un altissimo rendimento. fatto sta che il fisico dell'uomo non è una macchina con rendimento costante ed allora bisogna, per contratto, per sponsor e per immagine, tentare di andare contronatura.
Questo in verità è quello che rovina tutto.
Meglio perdere con le mie forze anzicchè vincere barando.
Sulla partecipazione di questi personaggi nelle gare amatoriali penso che falsano il risultato e non mi spiego come mai sia permesso loro di correre in mezzo a gente che suda davvero e che la prima corsa la fa contro se stesso.
Chi alza le mani al cielo all'arrivo le deve alzare prima come uomo e poi come atleta e, da quanto leggo, sono pochi gli atleti che possono vantare questo.
Mi pare che, come tutte le cose italiane, c'è chi minimizza la questione portandola sul "tutto e possibile finchè non pestano i piedi a me" oppure sono tutti dei malandrini che devono andare in galera.
Certo è che in sette anni al Sig. Armostrong nessuno mai ha avuto il coraggio di guardare cosa avevesse nel comodino (ahhh già, lui si riforniva direttamente alla NASA di mamma amerika altrimenti mò ci arrivava a fare i corridore quello)
Lo hanno fatto con tutti, a cominciare dal povero Pantani che, almeno lui, ha strenuamente difeso la sua innocenza (cosa che altri non hanno avuto la forza di farlo oppure non ha potuto fare).
In gioventù sono stato un Atleta che ha sempre inseguito valori ed insegnamenti frutto di sacrificio e di fatica, dove l'unico "doping" che ho usato è stato lo "spirito canforato" (rifiutando a priori, quando ero già allievo calciatore, le gocce di "micoren" che negli anni 70 rappresentavano il famoso "aiutino" per resistere di più) e questo ancora perseguo a 51 anni facendo il Cicloamatore.
Mi preoccupa l'immagine che ne viene fuori da questa ricerca spasmodica del "risultato ad ogni costo" che fa degenerare lo sport in quanto tale e manda messaggi distorti ai giovani.
Io non potrei mai applaudire qualcuno che ha barato che, al di là se ha pagato o meno, non cancella la devastazione che un "campione" può provocare nei suoi tifosi e nella sua funzione di "Atleta" come maestro di vita.
E' vero, anche, che intorno allo sport girano tanti di quei soldi che impongono agli atleti ad avere sempre un altissimo rendimento. fatto sta che il fisico dell'uomo non è una macchina con rendimento costante ed allora bisogna, per contratto, per sponsor e per immagine, tentare di andare contronatura.
Questo in verità è quello che rovina tutto.
Meglio perdere con le mie forze anzicchè vincere barando.
Sulla partecipazione di questi personaggi nelle gare amatoriali penso che falsano il risultato e non mi spiego come mai sia permesso loro di correre in mezzo a gente che suda davvero e che la prima corsa la fa contro se stesso.
Chi alza le mani al cielo all'arrivo le deve alzare prima come uomo e poi come atleta e, da quanto leggo, sono pochi gli atleti che possono vantare questo.

