Forse Pizzolato parla di atleti già un po' evoluti.
Ti faccio un esempio: tizio parte da zero e prepara una maratona.. non sarà un baldini, quindi correrà piano e a lungo con tecnica approssimativa, creandosi uno stile di corsa poco efficiente. Prova con le gare più brevi sui 10k e sarà muscolarmente impreparato.
Viceversa i problemi dovrebbero essere minori.
Io parlo più di meccanica di corsa, tu di fisiologia.
No, Pizzolato si occupa principalmente di amatori, indipendentemente dal livello.
Ma tornando al discorso che fai tu, cioè chi parte da 0 nella corsa, io non parlavo solo di fisiologia, ma principalmente di una crescita complessiva di meccanica e fisiologia, perchè non penso vi siano molte altre strade, soprattutto per non farsi male.
È sbagliato a prescindere non partire dalla tecnica, perché anche correre, gesto naturale, va appreso e dal discorso che fai, sai bene quanto sia importante.
Detto questo, contrariamente a quello che si crede, correre le mezzofondo e pensare di usare la velocità per migliorare la tecnica di corsa funziona solo se si è fatto già un lavoro preliminare sulla tecnica di corsa.
La riprova è nel guardare molti amatori capaci di correre a 4' o meno, che corrono "seduti", braccia raccolte e di tallone. Non per nulla, hanno un elevato tasso di infortuni, principalmente a carico del ginocchio e poi della schiena.
Portando l'organismo al limite, con una tecnica sbagliata, ci si procurerà un infortunio con una probabilità maggiore rispetto ad un periodo di lavoro sulla corsa lenta.
Semplicemente, dopo aver consolidato i lenti (visto che muscoli e tendini devono comunque adattarsi alla nuova tipologia di lavoro) e aver lavorato sulla tecnica base (esercizi del pendolo e di propriocettività in genere, sviluppo dei muscoli del core), conviene iniziare a fare progressivi e qualche fartlek, prima di buttarsi sui medi e, soprattutto, sulle ripetute.
