salita consigli suggerimenti

nikemerlino

Novellino
8 Ottobre 2005
90
20
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La frequenza delle pedalate è personale, difficile dire cosa sia meglio in assoluto ma direi che, per amatori come quasi tutti noi, 70 RPM sia un riferimento.
Quanto ai rapporti mi sembra che il problema principale sia la lunghezza della salita. Sino ai 3 km mi capita di salire anche sempre con il 50.
Diverso il caso di Manghen ecc. dove passo comunque al 36.
Negli ultimi tempi uso costantemente il bion clino che mi indica la VAM in tempo reale. A quella misura faccio riferimento in base a diversi test effettuati.La prima cosa che ho cambiato è stata quella di usare il cambio molto spesso. Una salita muta continuamente e lo strumento ti aiuta a capirlo, se il mio obiettivo è tenere una VAM di 1300 per i 3 km di salita appena vedo la VAM scendere, causa la mutata pendenza, indurisco e viceversa. Questo mi fa andare molto più veloce e costante e sortisce anche l'effetto di "stroncare" gli avversari che cercano di rifiatare dove la pendenza, anche impercettibilmente, diminuisce.
Concludendo personalmente mi muovo sempre intorno a 70 RPM con il rapporto che mi permettere di raggiungere la VAM desiderata in basa alla tipologia della salita. E' un approccio diverso che mi ha dato ottimi risultati.
 

rossifumi

Maglia Iridata
9 Novembre 2005
12.138
30
Triangolo Lariano
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Bici
Cannondale SuperSix EVO
Una salita muta continuamente e lo strumento ti aiuta a capirlo, se il mio obiettivo è tenere una VAM di 1300 per i 3 km di salita appena vedo la VAM scendere, causa la mutata pendenza, indurisco e viceversa.

Ottimo espediente, appena inizio a fare di nuovo le salite seriamente provo a sfruttare il dato della Vam che mi fornisce il mio Hac4 Pro. o-o
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
5
62
SIENA
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Poi ognuno cmq ha le sue caratteristiche...Ulrich nn và agile percheè agile nn riesce a sviluppare la potenza che sviluppa con i rapportoni...Ma Ulrich è Ulrich...Come lui ce ne sono pochi..Io vedo più difficile il rapportone di Ulrich che l'agilità......

Il rapportone di Ullrich non è difficile, è impossibile, nè più ne meno dell'agilità di Armstrong, quale, a quelle frequenze produceva un numero di watt inimagginabile per qualunque bipede. E non parlo degli amatori, parlo di tutti i professionisti, visto che alla fine erano sempre solo loro due a giocarsela.
Quello che conta, per me, non è nè l'agilià nè la durezza in senso lato, quello che conta è la potenza espressa, il numero dei watt.
Ripeto, nessuno mi toglie dalla testa l'idea che, se volesse, Ullrich potrebbe salire in maniera estremamente più agile; o che LA non avesse la potenza necessaria per girare rapporti più lunghi. Ma per le loro caratteristiche fisiche, antropomorfiche, neuromuscolari, dopo anni ed anni di studi, esercizi ed allenamenti ( non è che avevano cominciato a pedalare quella mattina ! ), erano giunti alla conclusione che quella determinata cadenza era, per le loro proprie caratteristiche, la più consona ad esprimere potenza e, di conseguenza, a fare velocità.
 

nikemerlino

Novellino
8 Ottobre 2005
90
20
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La VAM in ogni caso cala naturalmente al calare della pendenze.

E' vero in parte.
Solo se la differenza è notevole, mi spiego:
una salita al 2% non potrà mai essere percorsa con una VAM di 1300, ma piccole differenze di pendenza possono essere assorbite da un corrispettivo aumento di potenza. Non espongo questo come metodo infallibile e di riferimento ma a me ha aiutato moltissimo.
 

lucaz

Pedivella
11 Ottobre 2006
415
1
udine nord
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non sono un tecnico nè un esperto, ma secondo me i due tipi di pedalata "agile" e "dura" hanno implicazioni molto diverse nell'utilizzo del nostro "motore".
Con una pedalata agile sfruttiamo la maggiore inerzia di rotolamento del sistema corona-pedivella acquisita ad alte velocità di rotazione impegnando di meno i muscoli in fase di spinta e lo sforzo + importante diventa l'assecondare un alto numero di contrazioni neuro-muscolari.
Quindi penso sia evidente che a parità di velocità sviluppata, se possediamo una ottima capacità di coordinazione muscolare facciamo uno sforzo minore con alti rpm, se poi non abbiamo abbastanza forza per far rotolare ad alte velocità una ruota + "pesante" (rapporto + pesante) allora dobbiamo allenarci a svilupparla.
Poi mi sorge un dubbio : forse qualche piccolo vantaggio sussiste anche dal punto di vista meccanico nel sistema corona-catena-pignone : con il rapporto corto il minor angolo di incidenza della catena sul pignone provoca - dispersione del vettore di forza rispetto al rapporo lungo ?
se ho detto ******* censuratemi subito.
Attendo pareri
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
7.600
90
53
Via Lattea
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In questo discorso tecnico posto un'impressione "poetica": v'e' mai capitato di andare, in solitudine, su una salita impegnativa con il sole alle spalle immersi nel silenzio ? Nelle rare occasioni in cui cio' m'e' successo ho avuto la fortuna di vedere la mia ombra, dritta sui pedali, spingere in una sorta di danza sull'asfalto.
Probabilmente sarei andato meglio seduto in sella, con un rapporto piu' agile, oppure avrei potuto strappare ancora un pochino fuori sella indurendo. Ma in quel preciso istante, con quel preciso rapporto, quella luce, quel non suono intorno, quell'immagine fantasmatica che rimandava i miei movimenti in una dimensione altra, mi sembrava che tutto concorresse alla pedalata perfetta e che ogni altra soluzione sarebbe stata vana.
 

rossifumi

Maglia Iridata
9 Novembre 2005
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Triangolo Lariano
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Bici
Cannondale SuperSix EVO
In questo discorso tecnico posto un'impressione "poetica": v'e' mai capitato di andare, in solitudine, su una salita impegnativa con il sole alle spalle immersi nel silenzio ? Nelle rare occasioni in cui cio' m'e' successo ho avuto la fortuna di vedere la mia ombra, dritta sui pedali, spingere in una sorta di danza sull'asfalto.
Probabilmente sarei andato meglio seduto in sella, con un rapporto piu' agile, oppure avrei potuto strappare ancora un pochino fuori sella indurendo. Ma in quel preciso istante, con quel preciso rapporto, quella luce, quel non suono intorno, quell'immagine fantasmatica che rimandava i miei movimenti in una dimensione altra, mi sembrava che tutto concorresse alla pedalata perfetta e che ogni altra soluzione sarebbe stata vana.

Bellissima esperienza che quando capita apprezzo infinitamente.

E' bellissimo vedersi stampati sull'asfalto ed immaginare di essere dei campioni in lotta per la vittoria. o-o
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
3.423
81
47
Nave (bs)
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La frequenza delle pedalate è personale, difficile dire cosa sia meglio in assoluto ma direi che, per amatori come quasi tutti noi, 70 RPM sia un riferimento.

Sarà ma io se scendo sotto gli 80 rpm mi sento duro.
Viaggio sempre sugli 80-90 rpm(in salita)se becco un mangiaebevi tengo anche le 100 della pianura....
E' troppo soggettivo, cmq come è già stato scritto , una maggiore cadenza permette la stessa potenza con minore forza, perchè Potenza=forzaxvelocità....
Quindi credo che visto che la forza ha un limite molto più riscontrabile, conviene poi puntare sull'agilità...Ulrich avrebbe potuto fare il sollevatore di pesi dalla forza che ha, ecco perchè và durissimo...Ma è un fenomeno(come dice Cassani:-) )...
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
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Bici
Scott Addict R2
Vi siete concentrati parlando di agilità in salita soltanto sul binomio ottimale cadenza-rapporto al fine di ottenere la maz velocità possibile. Per quanto questo sia vero, ciò non completa la discussione perché manca il concetto di RESISTENZA cioè per quanto tempo si sia in grado di mantenere quella velocità. Infatti, mentre se è vero che io riesco su una stessa salita ad andare più forte spingendo un dente in meno e andando meno agile, è quasi certo che con qualche dente in più e uina cadenza maggiore riuscirò a tenere una velocità costante su tutte le salite senza crollare.
Esempio: io che non sono uno scalatore, alla MdD sul Giau che è salita da scalatori puri ho recuperato 80 posizioni mantenendo la VAM (circa 1050) che avevo tenuto sulle altre salite che precedevano (il Giau è la 7°). Probabilmente quegli 80 erano saliti a 1100 nelle prime salite ma poi erano crollati alla distanza per aver usato rapporti più duri. Morale: quando la corsa è lunga e dura e prevede una successione di salite un'andatura più agile ti consente di salvare la gamba e di ottimizzare il risultato.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
5
62
SIENA
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Cercheò di farne tesoro a Lucca per evitare quello che mi è successo l'anno scorso.
Però, Michele, il problema è sempre il solito: fare velocità ad alte RPM.
Se io vedo che gli altri se ne vanno, è difficile che riesca ad impormi di non provare a seguirli...
 

Soccio

Maglia Amarillo
13 Gennaio 2005
8.678
30
50
Anywhere (Earth planet)
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Bici
Colnago C60
se in salita tengo 80rpm mi imballo e mi sale troppo il cuore per farlo scendere devo alzarmi sui pedali e indurire di almeno un dente (anche due alcune volte), se invece tengo il rapporto piu duro ma con rpm piu basse i battiti salgono meno ma nelle salite con poca pendenza rischio spesso di perdere le ruote perche non faccio velocità a sufficenza
consigli?

stessi tuoi problemi...facciamo le GF insieme nel 2007?
 

Soccio

Maglia Amarillo
13 Gennaio 2005
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Anywhere (Earth planet)
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Bici
Colnago C60
Il rapportone di Ullrich non è difficile, è impossibile, nè più ne meno dell'agilità di Armstrong, quale, a quelle frequenze produceva un numero di watt inimagginabile per qualunque bipede. E non parlo degli amatori, parlo di tutti i professionisti, visto che alla fine erano sempre solo loro due a giocarsela.
Quello che conta, per me, non è nè l'agilià nè la durezza in senso lato, quello che conta è la potenza espressa, il numero dei watt.
Ripeto, nessuno mi toglie dalla testa l'idea che, se volesse, Ullrich potrebbe salire in maniera estremamente più agile; o che LA non avesse la potenza necessaria per girare rapporti più lunghi. Ma per le loro caratteristiche fisiche, antropomorfiche, neuromuscolari, dopo anni ed anni di studi, esercizi ed allenamenti ( non è che avevano cominciato a pedalare quella mattina ! ), erano giunti alla conclusione che quella determinata cadenza era, per le loro proprie caratteristiche, la più consona ad esprimere potenza e, di conseguenza, a fare velocità.

quoto tutti i tuoi discorsi in merito alla salita....o-o
quella di Armostrong non è dottrina o stile......ma scienza applicata alle sue cartteristiche fisiche per avere la resa ottimale!!
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
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Bici
Scott Addict R2
Cercheò di farne tesoro a Lucca per evitare quello che mi è successo l'anno scorso.
Però, Michele, il problema è sempre il solito: fare velocità ad alte RPM.
Se io vedo che gli altri se ne vanno, è difficile che riesca ad impormi di non provare a seguirli...
A Lucca per la crisi che hai preso hai di sicuro fatto dei paurosi fuori soglia sulle prime salite (S.Gemignano in particolare) per tenere quei pazzi scatenati. Quando il duro viene alla fine conviene gestirsi e magari finire in crescendo: in questo senso il cardio aiuta molto...
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
5
62
SIENA
Visita sito
Ed io non credo affatto sia andata così, pure ripensandoci a distanza di tempo.
La prima fu fatta molto forte, la seconda quasi alla stessa andatura ma a Barga provai perfino ad andarmene e sul S. Gemignano stavo BENISSIMO, la facemmo tranquilla !
A metà Trebbio, si spense la luce di botto, al punto che io ho sempre pensato pure ad un'altra cosa...
 

Fulvio

Apprendista Cronoman
10 Dicembre 2006
2.856
40
58
Pontedera o ovunque!!!
www.ergomotioncenter.it
Bici
Specialized SL3
Ed io non credo affatto sia andata così, pure ripensandoci a distanza di tempo.
La prima fu fatta molto forte, la seconda quasi alla stessa andatura ma a Barga provai perfino ad andarmene e sul S. Gemignano stavo BENISSIMO, la facemmo tranquilla !
A metà Trebbio, si spense la luce di botto, al punto che io ho sempre pensato pure ad un'altra cosa...

Allora vai FORTE !!!
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
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Bici
Scott Addict R2
Ed io non credo affatto sia andata così, pure ripensandoci a distanza di tempo.
La prima fu fatta molto forte, la seconda quasi alla stessa andatura ma a Barga provai perfino ad andarmene e sul S. Gemignano stavo BENISSIMO, la facemmo tranquilla !
A metà Trebbio, si spense la luce di botto, al punto che io ho sempre pensato pure ad un'altra cosa...
Sulle prime due salite, noi normali eravamo tutti fuorisoglia anche se per l'adrenalina non ce se ne accorge nemmeno. Almeno finché non arriva la botta. Se non avessi girato per il medio avrei fatto la tua stessa fine! :mrgreen: