Episodio 10 - Alle 10 di mattina...
Passata la stagione delle visite mediche e degli scherzi agli amici, il nostro buon Vincenti era tornato, placidamente, a dedicarsi ai suoi passatempi preferiti, ossia fermare i camion sulla provinciale, regolare il traffico in prossimità di scuole materne e plessi scolastici in genere, fare imboscate ai motociclisti nei fine settimana, insomma, tutto il repertorio di bastardate o sornione rendite di posizione che il suo incarico pubblico era in grado di garantirgli con una qual certa, regolare, periodicità...
Vincenti era talmente rilassato e sereno che non fece neppure troppo caso al suo comandante quando, con aria sorridente ma al contempo vagamente misteriosa, arringò tutto il personale, nella sala caffè:
- Mi raccomando ragazzi, domattina alle 10 vi voglio tutti qui in sede...; chi è fuori per qualche ragione cerchi di rientrare in tempo, salvo motivi di forza maggiore... A parte Ferri che è su a Milano, dovremmo esserci tutti.. Guardate che ci tengo molto... - fu suo il commiato.
Come detto Vincenti non fece troppo caso a quell'annuncio, ma ben presto, incalzato dai suoi colleghi che ben ne conoscevano le finissime doti investigative, finì coll'occuparsi della questione..
Escludendo compleanni o anniversari vari, Vincenti giunse alla conclusione che dovesse trattarsi di una promozione, magari di quel famoso incarico esterno, alla Prefettura di Parma, cui Ralli ( "ralletta", come lo chiamavano in ufficio ) teneva tanto..
Ad ogni buon conto, quel che era certo - o almeno così credeva Vincenti - era il fatto che ci sarebbe stato qualcosa da mangiare e da bere..

I colleghi, che solitamente gli concedevano abbastanza credito, trovarono plausibile l'ipotesi di Vincenti e tornarono alle relative occupazioni che avevano, con enorme disappunto, lasciato in sospeso....
L'indomani, alle dieci meno cinque la saletta del caffè vedeva il personale al completo; una presenza discreta, compassata, tradita solamente da un lieve brusio di fondo, tipico delle situazioni di promiscuità lavorativa...
Ralli non si fece attendere ed entrò con fare vagamente altero, accompagnato da una donna dal portamento elegantissimo, alta, discretamente ingioiellata...; indossava un tailleur blu cobalto, una camicia grigio cenere intonata al colore delle scarpe, il tutto coperto da un grembiule bianco, candido ed intonso come un prato ricoperto di neve fresca....
Il brusio cessò immediatamente e, dopo alcuni secondi che a Vincenti parvero interminabili, Ralli ruppe l'incanto di quell'apparizione con la sua voce da fumatore incallito.
- Ho il piacere di presentarvi la dottoressa Innocenti, psicologa dell'USL di Parma. È qui per sottoporre ognuno di noi ad un test attitudinale... i cui esiti saranno parte di un lavoro di ricerca in coordinamento con l'Alma Mater di Bologna... Niente ragazzi, adesso verrete chiamati uno ad uno, direi prima le donne [ va bene dottoressa ?] e...mi raccomando, cercate di essere naturali e spontanei... Mi aspetto che facciate una bella figura - concluse Ralli guardando fisso Vincenti..
- Iniziamo bene - pensò un Vincenti vistosamente disorientato da quel fuori programma.
Entrarono le prime colleghe, mentre le visite duravano mediamente una mezz'oretta ciascuna..
Vincenti calcolò che, se fossero andati per ordine alfabetico, il suo turno sarebbe stato intorno alle tre del pomeriggio

, così ottenne di infilarsi in modo da terminare, così almeno pensava, prima di mezzogiorno.
Entrò con ostentata nonchalance nella stanzetta adibita ad ambulatorio improvvisato, attendendo in piedi, dalla dottoressa, il permesso di sedersi.
- Prego, si accomodi pure. Dunque, vediamo, ..... Vincenti..
- Presente - fece il nostro marmaldeggiando allegramente.
- Allora, come ho già detto ai suoi colleghi, il nostro sarà un colloquio tranquillo, i cui contenuti rimarranno riservati. I dati che ricaverò da questa giornata di lavoro rimarranno in forma anonima e nessuno, né lei né altri, potrà risentire in alcun modo, nel suo ambiente di lavoro, degli esiti del nostro incontro. Se vuole possiamo cominciare..
- Certo - le fece eco un Vincenti visibilmente ben disposto nei confronti del medico.
- Allora, incominceremo con delle semplici associazioni di idee..; io le dirò una parola, e lei mi risponderà con la prima cosa che le viene in mente, va bene?
- Okay..
La dottoressa aveva notato la notevole altezza di Vincenti, così le venne di iniziare...
- Basso => Liquigas!!
- Ferro => cancello
- chiave => brugola
- Torta => guarnitura
La dottoressa si fermò un attimo, poi si rivolse a Vincenti:
- Bene, adesso cerchi di mettere in relazione i nomi che le dico con altrettante località:
- Milano => Venezia
- Piacenza => Torino
- Parma => La Spezia
- ( Uhm, questo qui ragiona per tratte autostradali ) - pensò la dottoressa.
- Brescello => Gino Cervi
La dottoressa parve gradire la risposta di Vincenti

- Veramente si era detto di rispondere con altri nomi di località, come ha fatto prima..
- Ah, sì, è vero. In realtà volevo dire Fernandel, ma non volevo darle l'idea che conosco anche il francese

...
- Va bene, ricominciamo... Gino Cervi... Gino Cervi...
- ( No, no, fa che non lo dica ) - pensò Vincenti, iniziando a sudare..
- Sì, Cervia... =>

( l'ha detto )...
Vincenti rimase in silenzio, mentre le previsioni meteo del suo intestino incominciavano a mettersi al brutto..
- Beh, non mi dirà che non è mai andato al mare Vincenti?
- Sì, certo, ma è che, di solito, vado giù, in Liguria.
- Va bene, il mare là è senzaltro più bello, però le poteva venire in mente qualcosa, che ne so, Pinarella...
- Aahh - esclamò Vincenti, in preda ad un attacco di panico...
- Che ha Vincenti, si sente male..?
- No guardi... una fitta allo stomaco, fortissima... come una stilettata...
- Ma così, all'improvviso.. ? - si stupì la dottoressa.
- Vede dottoressa, in realtà, stamattina, non era prevista una cosa del genere. Tutti noi ci aspettavamo un discorso del comandante, seguito da un rinfresco, insomma, qualcosa da mangiare e da bere.. Naturalmente io non ho fatto colazione ( anzi, mi son tenuto leggero anche ieri sera a cena ) proprio per darci dentro alla grande alla salute del capo :)...
Dev'essere questo il motivo....
La dottoressa lo guardava con aria interrogativa...

- Guardi, io conosco uno che si è fatto un mese intero di digiuno continuando ad andare in bici a giorni alterni, non credo che lei, per poche ore di astinenza dal cibo, possa accusare improvvisi dolori addominali...
- ( Fi.., ma questa qua conosce quel ribaltato di Abu Jafar ) - pensò Vincenti.
- Va bene, non importa..; ora sta meglio Vincenti?
- Si, sì, continuiamo pure...
- Mi parli di un sogno ricorrente che le capita di fare...
La dottoressa aveva appena finito di parlare che le squillò il telefonino..

I due si guardarono negli occhi e si misero a ridere, con aria complice...
- F.. - si trattenne Vincenti -
- Cavolo, non ho ancora iniziato a raccontare il mio sogno che già squilla il telefono...

com'è che fa lei di cognome dottoressa?
- Innocenti.
- Ehi, l'anagramma di Rinaldo..
La dottoressa lo guardò con aria interrogativa

, poi proruppe:
- Ah, sì, la maglia gialla all'ultimo Tour :-)
-

Però - pensò Vincenti.
- Se non altro lei è originale Vincenti. Ma lo sa che all'esame di latino il professore, verbalizzando il voto, mi disse " Ubi maior, mini minor " :asd:..
La dottoressa assunse una aria triste, seguita immediatamente da un sorriso talmente sereno che Vincenti non ebbe bisogno del Polar per capire che stava raggiungendo il limite di soglia...
- A proposito - proruppe la dottoressa, che, nonostante il tono apparentemente cordiale della discussione, stava comunque continuando a lavorare - dalla sua ultima domanda mi è parso di capire che lei ravvisasse in me qualche somiglianza con Gigi Marzullo :rosik:...
- Ma no, ma scherza, era la situazione... poi Marzullo è orrendo, mentre lei .. sì insomma....
- Io...?
- Lei è decisamente una bella donna, se posso permettermi...

- Beh, anche lei non è male Vincenti....

- Davvero lo pensa... ?
- No, stavo solo verificando le sue reazioni ai complimenti di una donna - :asd:
ammiccò la dottoressa continuando a prendere appunti.
- Touché - esclamò Vincenti.
- Allora è vero che conosce il francese!!
- Noo, quelle cinque o sei parole che mi servivano, a Rapallo, per rimorchiare...

- Ah.... e quali sarebbero le altre cinque?
- Mah,
Tur Eiffel,
baghet,
sivuplè.... e poi non ricordo più, è passata una vita... Pensi che per un sacco di tempo ho creduto che i francesi si lavassero i capelli con lo
champselisè..

- Ci è voluto il buon Lance per farla ravvedere, eh Vincenti? - ammiccò la dottoressa...
-

- Va bene, comunque abbiamo quasi finito...; a proposito, alla fine non mi ha mica raccontato un suo sogno ricorrente...
- Ah, sì.. guardi... Io mi trovo in un bar, mentre alla tv danno una partita di calcio... nell'intervallo passa la pubblicità, finché trasmettono uno spot bellissimo... "
Cucina pesante? Traslochi Vincenti, la soluzione ai tuoi problemi.
Consegna e ritiro in tutta Italia, isole comprese. Lo spot termina con un primo piano su di me, e la gente che è nel bar inizia ad indicarmi con il dito, poi qualcuno si avvicina, pacche sulle spalle, autografi... sì, ecco, tutto sembra bellissimo.. finché mi si avvicina un tipo, uno smilzo, dalla faccia appuntita... parla con marcato accento siciliano e mi fa: - Guarda che i mobili che mi avete consegnato hanno un sacco di problemi, c'è qualcosa dentro che gratta.. e la stessa cosa è capitata anche a un sacco di miei amici... - Al ché gli rispondo: - Oh, avrete dei topi in casa... - E lui: le nostre case pulitissime sono...
Ed io: - Guarda, di campar cent'anni non me ne frega niente, quindi finiamola qui che è meglio... E mi sveglio così, ridendo come un bambino

...
- Un sogno interessante, Vincenti...; da quant'è che fa questo lavoro?
- Da otto anni, mese più, mese meno....
- Va bene, direi che può bastare...
- Posso andare?
- Certo... ah Vincenti, comunque è una quarta :-) - proruppe la dottoressa avendo notato l'insistenza dello sguardo del vigile...
-

Se le dicessi che mi stavo chiedendo se i bottoni della sua camicetta sono di madreperla oppure di plastica lei non ci crederebbe, vero...?
- Cavolo Vincenti, ma lei è peggio di Pozzato, ha sempre una scusa pronta..

- No, è che...
- Lo vede? È un tipico caso di reiterazione defettiva...
- Mi scusi, non ho ben capito l'ultima frase

..
- Sì, ha ragione..; adesso le faccio un esempio che son sicura capirà..
Cerchi di seguirmi..
- Sono già a ruota..
- Va bene, ma non perda di vista la ruota, non si distragga Vincenti

- Che rapporto devo usare, dottoressa?
- Monogamico, direi... si concentri...
- Dunque, immagini un gruppo di nove corridori guidati da un Ct dalle basette lunghe... - Ha visualizzato Vincenti?
- Sì.
- Ora, questo Ct decide, tra quei nove corridori, di puntare su uno per la vittoria finale... ci siamo? Il corridore effettua delle ricognizioni sul percorso della gara... diciamo una per ogni suo compagno di squadra... Alla fine quante ne avrà fatte, secondo lei...?
- Beh, nove meno uno... ne ha fatte otto...
- Ed è arrivato...?
- Ottavo.
- Bene... e questo non le suggerisce niente, Vincenti...?
-

... Beh, che se magari ci fosse andato una volta sola, almeno sul podio...
- Esatto.... ha capito ora cosa sono le reiterazioni defettive Vincenti?
- Credo proprio di sì, dottoressa...:eek:
- Bene, la saluto Vincenti, è stato un piacere conoscerla...
- No guardi...
- Il piacere è tutto mio - lo anticipò la dottoressa... - Voi uomini sapete essere così prevedibili...
- Allora arrivederci, dottoressa Innocenti.
Vincenti uscì dalla stanzetta e scese le scale, lentamente...
- Comunque è una terza... portata bene, ma è una terza!!

- Come dici Vinch ? le chiese la sua collega, che proprio in quel momento stava salendo al piano di sopra..
- No, niente, stavo ripensando ai test....
=== fine ===