Spiegatemi il "perché" delle ruote a basso profilo

luc.ele

Pedivella
23 Novembre 2009
396
8
Milano
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Bici
Bianchi Infinito Athena 12-29 R3

Invece a me, proprio esteticamente parlando, le alto profilo non piacciono affatto. Tecnicamente non so che dire, tranne che nella tappa del Giro che potremmo definire "delle cadute" ci sono state cadute causate non dai vari ostacoli stradali alla moda (restringimenti, dissuasori, spartitraffico, mattoncini etc. etc.), ma dal vento olandese tra le ruote ad alto profilo. Basta un refolo in più e giù tutti i birilli.
Questo su cyclinside.com:
<H1>Le ruote alte e il vento
Punto tecnico sul Giro 2010 - 2a tappa
</H1>


Col vento forte ci possono essere problemi
09 mag 2010


Doveva essere una tappa interlocutoria ma certamente non lo è stata. La classifica ne è uscita stravolta e non solo quella. Pensiamo alle cadute che i corridori hanno subito con conseguenze più o meno lievi ma che potrebbero avere un peso nello svolgimento delle prossime tappe.
Il punto tecnico di oggi era il vento e l’eventuale curva finale. Prima dello svolgimento della tappa erano queste le insidie con cui veniva presentata la seconda tappa del Giro. In Olanda si sa: ci sono le biciclette ma c’è anche il vento.
Lungo la strada abbiamo scoperto che ci sono anche i restringimenti di carreggiata pensati per le automobili e non per una corsa ciclistica, giacché per le biciclette ci sono normalmente le piste ciclabili che scorrono parallele alle strade principali (bellissimo vedere gli appassionati che, in alcuni tratti, seguivano i corridori affiancandoli in velocità e fotografandoli con calma).
Il vento ci ha messo lo zampino comunque. E se prima del via si temevano i ventagli si è visto poi che la selezione c’è stata sì, ma per la quantità di cadute davvero impressionante.
Roba che neanche nelle prime tappe dei Tour de France degli anni ‘90, quando venivano accusate prolunghe aerodinamiche e ruote a lame di carbonio.
La responsabilità, a ben guardare, pare essere tornata sulle ruote. In questo caso la colpa non è però da attribuire ad un componente difettoso quanto, più probabilmente, ad una scelta inappropriata da parte dei corridori e da chi li ha consigliati. La presenza massiccia di ruote ad alto profilo può essere stata una concausa di alcune cadute di oggi.
Ovviamente si è parlato anche di altre cause: prima fra tutti la voglia di stare davanti da parte di tutti i corridori (incitati troppo dalle radioline, ha detto qualcuno).
Però non va neanche sottovalutato il fatto che con il vento forte le ruote ad alto profilo possono essere una difficoltà in più. Non tanto per la ruota posteriore, quanto per l’anteriore. Qui il peso del ciclista grava in minima parte ed essendo la ruota che dà direzionalità alla bici, un problema di stabilità dell’anteriore si ripercuote direttamente sulla traiettoria del ciclista. Le conseguenze le abbiamo viste.
Alcuni corridori, d’altra parte, sono andati per terra anche in situazioni di strada “facile” perfettamente rettilinea e dritta.
Le ruote ad alto profilo sono decisamente scorrevoli. L’impiego della fibra di carbonio ha dato loro anche il comfort che i precedenti modelli in alluminio non avevano, però non bisogna trascurare il problema aerodinamico che, in giornate particolarmente difficili come è apparsa quella della seconda tappa, può risultare un pericolo per i corridori. Soprattutto se ammucchiati tutti insieme in una tappa pianeggiante.






<H1>Le ruote alte e il vento
Punto tecnico sul Giro 2010 - 2a tappa</H1>


Col vento forte ci possono essere problemi
09 mag 2010


Doveva essere una tappa interlocutoria ma certamente non lo è stata. La classifica ne è uscita stravolta e non solo quella. Pensiamo alle cadute che i corridori hanno subito con conseguenze più o meno lievi ma che potrebbero avere un peso nello svolgimento delle prossime tappe.
Il punto tecnico di oggi era il vento e l’eventuale curva finale. Prima dello svolgimento della tappa erano queste le insidie con cui veniva presentata la seconda tappa del Giro. In Olanda si sa: ci sono le biciclette ma c’è anche il vento.
Lungo la strada abbiamo scoperto che ci sono anche i restringimenti di carreggiata pensati per le automobili e non per una corsa ciclistica, giacché per le biciclette ci sono normalmente le piste ciclabili che scorrono parallele alle strade principali (bellissimo vedere gli appassionati che, in alcuni tratti, seguivano i corridori affiancandoli in velocità e fotografandoli con calma).
Il vento ci ha messo lo zampino comunque. E se prima del via si temevano i ventagli si è visto poi che la selezione c’è stata sì, ma per la quantità di cadute davvero impressionante.
Roba che neanche nelle prime tappe dei Tour de France degli anni ‘90, quando venivano accusate prolunghe aerodinamiche e ruote a lame di carbonio.
La responsabilità, a ben guardare, pare essere tornata sulle ruote. In questo caso la colpa non è però da attribuire ad un componente difettoso quanto, più probabilmente, ad una scelta inappropriata da parte dei corridori e da chi li ha consigliati. La presenza massiccia di ruote ad alto profilo può essere stata una concausa di alcune cadute di oggi.
Ovviamente si è parlato anche di altre cause: prima fra tutti la voglia di stare davanti da parte di tutti i corridori (incitati troppo dalle radioline, ha detto qualcuno).
Però non va neanche sottovalutato il fatto che con il vento forte le ruote ad alto profilo possono essere una difficoltà in più. Non tanto per la ruota posteriore, quanto per l’anteriore. Qui il peso del ciclista grava in minima parte ed essendo la ruota che dà direzionalità alla bici, un problema di stabilità dell’anteriore si ripercuote direttamente sulla traiettoria del ciclista. Le conseguenze le abbiamo viste.
Alcuni corridori, d’altra parte, sono andati per terra anche in situazioni di strada “facile” perfettamente rettilinea e dritta.
Le ruote ad alto profilo sono decisamente scorrevoli. L’impiego della fibra di carbonio ha dato loro anche il comfort che i precedenti modelli in alluminio non avevano, però non bisogna trascurare il problema aerodinamico che, in giornate particolarmente difficili come è apparsa quella della seconda tappa, può risultare un pericolo per i corridori. Soprattutto se ammucchiati tutti insieme in una tappa pianeggiante.
 

mardok80

Ammiraglia
22 Gennaio 2009
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Ovvio che il marketing e la pubblicita' fa la sua parte.
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Via Lattea
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Si potrebbe fare, ma il risultato sarebbe influenzato anche da raggi e mozzi... se si vuole valutare solo il profilo è forse meglio un test statico, a meno di non voler montare gli stessi raggi e gli stessi mozzi sui vari cerchi solo che, seguendo questa procedura, non si valuterebbero delle ruote commerciali, quanto piuttosto delle assemblate molto particolari. Il test che tu dici lo faccio con le ruote che posseggo ottenendo velocità del tutto simili con le basso profilo in cartonio, leggerissime e per tubolari (mozzi hand made, sono le Sinus) e con le medio profilo (Eurus Carbon) per copertoncini.
Tuttavia per fare correttamente la precedente prova, che ho condotto tante volte agevolato da una bella discesa che porta dal mio paese in città, dovrei aver modo di percorrere la strada preoccupandomi solo dell'assetto e non anche delle automobili, cani, bimbi, mamme etc. :-)
 

pie_tr0

Apprendista Scalatore
29 Settembre 2004
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Bici
la mia

e invece la presenza di elementi di disturbo (che non ci sono nei vari test al banco) servono proprio a dimostrare che le differenze sono proprio un'inezia.
 

Ton28

Apprendista Scalatore
18 Maggio 2005
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6
Ai piedi della collina del Monferat (TO)
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Bici
Canyon Ultimate F8 - 105 9v
Se nn ricordo male, era stato fatto anche il test a 35 km/h, valore già + alla portata dei non Pro, senza apprezzabili variazioni.

Q8 e aggiungo che, banalmente, il banco provapermette la ripezione dei test.
 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Bici
Ibrida home made
Non penserai che l'eventuale quid aerodinamico in più lo si avverta quando si è dietro a qualcuno, vero ?

:asd:


Io guadagno 5km/h passando dalla full con ruote da 56mmm gonfiate a 3 bar alla bdc non scherzo è vero


Piccolo dettaglio...

Il risparmio è esponenziale, in scia anche le pippe come me riescono a tenere le ruote di chi ha gamba (se questo me lo lascia fare) perchè chi sta dietro è quasi come se pedalasse sulla ciclette o comunque a 35 all'ora si prende il vento che prenderebbe a 15... quindi anche l'aereodinamicità sarà quella che c'è a 15...

Comunque è proprio buffa sta storia, fino a quando non esistevano nessuno ne sentiva l'esigenza adesso c'è gente che se non le ha non riesce neanche a uscire dal box di casa

Su una rivista lessi che un vantaggio tangibile si ha oltre i 50 all'ora, oggi alla crono hanno fatto i 53
 

Ton28

Apprendista Scalatore
18 Maggio 2005
1.806
6
Ai piedi della collina del Monferat (TO)
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Bici
Canyon Ultimate F8 - 105 9v
Il test in oggetto evidenzia ca 15W di differenza che equivalgono ad un delta velocità 0,5/0,7 km/hr ...... a sensazioni avrei detto molto di più.

Voi che ne dite???

1. 15W dalla ruota non è per niente trascurabile
2. altri W dalle lenticolari (qui vale per le crono dove la Vmed è elevata)
3. altri W di contributo lo danno alcuni pneumatici.
4. altri W dalla posizione ben raccolta in sella
5. altre briciole di W dai ruotismi
Insomma, tutto concorre a..., ma non come si usa raccontare al "Bar dello Sport".
 

fandango2000

Gregario
6 Ottobre 2005
583
3
Napoli
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Bici
BMC SLC01
sabato primo maggio, alla granfondo di Carovigno, valida per il circuito del sole, ci siamo presentati in 6 della squadra di cui facciamo parte.
Uno dei nostri amici usava per la prima volta delle splendide ruote full carbon ad alto profilo (non cito la marca, ma trattasi di nome molto rappresentativo).
Il manto stradale non era eccelso....alla prima buca si e' rotto un raggio (con una piccola crepa sul cerchio). Ora.... mi rendo conto che la circostanza e' riferibile anche a una sfortuna straordinaria, ma rispetto al fatto di dissolvere piu' o meno facilmente una spesa di circa 1200 euro per un buco preferisco le mie robuste dura ace in alluminio da 450 euro. di buche ne ho prese a centinaia e le ho centrate una sola volta in 3 anni.

 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
5.539
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Bici
Ibrida home made
Il test di RA venne condotto simulando una velocità di 50km/h.

E quindi torniamo alla solita domanda: ma chi è che qui dentro va a queste velocità?
Chiaro che ai pro che ieri si son fatti la crono a 55 all'ora tirando uno per volta sti 15 watt gli han fatto comodo e risparmiare 1 secondo al km è stata la differenza tra arrivare primi e arrivare a metà classifica ma non alla garetta di paese dove si vince il salame e un pacco di pasta...

La resistenza dell'aria e quindi il risparmio di watt dati dall'aereodinamicità è più che proporzionale, me lo confermate?
Se fosse così i 15 watt risparmiati a 50 all'ora diventerebbero 5watt risparmiati a 40 all'ora (ipotizzo)

Quando si sta in scia si riesce ad andare molto più veloci del proprio passo perchè non si deve contrastare il muro d'aria, ergo la presunta aereodinamicità va a farsi benedire.
 

pie_tr0

Apprendista Scalatore
29 Settembre 2004
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la mia
due numeri per rendere l'idea:

un ciclista alto 175 cm dal peso di 67 kg con un peso bici+ciclista di 75 Kg

1) velocita' 50 Km/h su asfalto discreto vestito normalmente e con ruote a basso profilo 32/36 raggi -> pontenza impiegata per vincere la resistenza aerodinamica = 559,4 Watt (con altri circa 59 Watt persi in rotolamento e resa del drivetrain)
2) stesse condizioni ma con ruota ad alto profilo > 45mm = 539,8 Watt (circa 20 Watt in meno)
3) con ruote lenticolari = 528,6 Watt ( altri 10 Watt risparmiati)
4) rimettiamo le ruote a 32/36 raggi e vestiamo in ciclista con body da crono, casco+copriscarpe e bici da crono con appendici = 491,7 Watt (quasi 68 Watt in meno)
5) se adesso rimettiamo anche le lenticolari si hanno = 464,6 Watt (... e adesso si che si ha la differenza )

Ma se consideriamo adesso lo stesso ciclista che sviluppa 559,4 Watt della situazione 1 e lo sistemiamo come quello della situazione 5 abbiamo che guadagna circa 2,9 Km/h, ma se gli cambiamo solo le ruote a stento recupera 0,9 Km/h che corrispondono a poco piu' di un secondo al Km.

La conclusione e' che influisce piu' un body che le ruote e certo un body non costa quanto un paio di ruote in carbonio ad alto profilo
sono risultati che hanno senso in una crono, ma in una gara in linea influiscono poco o niente
.... ma cosa piu' importante di tutto..... ma chi e' che e' in grado di sviluppare quasi 620 Watt di potenza continua ?


ps: ho allegato il programmino che ho usato per fare i conticini... e' veramente ben fatto
 

Allegati

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Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Ibrida home made
La conclusione e' che influisce piu' un body che le ruote e certo un body non costa quanto un paio di ruote in carbonio ad alto profilo
sono risultati che hanno senso in una crono, ma in una gara in linea influiscono poco o niente
.

La differenza è che andare in giro con le alto profilo fa figo, andare in giro vestiti con un body che pare esser di una ballerina di danza classica e un caschetto che pare quello di grande puffo no :rosik:
 

matteino

Apprendista Cronoman
21 Ottobre 2007
3.028
105
37
Pertegada
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Battaglin Compact Carbon
La differenza è che andare in giro con le alto profilo fa figo, andare in giro vestiti con un body che pare esser di una ballerina di danza classica e un caschetto che pare quello di grande puffo no :rosik:

Invece andare in giro con il body secondo me è da figone se uno ha fisico per permetterselo......aspetta che ne trovo uno in vendita e me lo compro subito
 

Fuoco

Velocista
17 Settembre 2008
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Bici
Ibrida home made
Invece andare in giro con il body secondo me è da figone se uno ha fisico per permetterselo......aspetta che ne trovo uno in vendita e me lo compro subito

Va a gusti ^^

Tornando seri... ma non è che le sensazioni di "andare più forte" date dall'alto profilo siano in realtà dovute al "semplice" fatto che una ruota ad alto profilo è sempre una ruota top di gamma?
Cioè, non è il profilo di per se a fare la differenza ma il fatto che siano ruote tecnicamente ai massimi livelli
 

pie_tr0

Apprendista Scalatore
29 Settembre 2004
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Bici
la mia

dalle mie parti si chiama "effetto placebo"