LE SQUADRE PER IL GIRO 2010 E LA SOLITA IPOCRISIA...
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Per quanto riguarda l'esclusione della Flaminia ciò che colpisce è la motivazione che ci sarebbe dietro. Il condizionale è d'obbligo, perché in termini chiari Rcs e il patron del Giro, Angelo Zomegnan, non si sono mai espressi. Però lo stesso Zomegnan ha lasciato capire nei giorni scorsi - anche senza fare nomi - come proprio Riccò non fosse persona gradita (vedi intervista a Cyclingnews). "In passato abbiamo dato fiducia a molti corridori invitandoli alla corsa non appena la sospensione era terminata, ma talvolta ci hanno ricambiato ricadendo negli stessi errori. Ora vogliamo riflettere bene e lasciar passare un lasso di tempo ragionevole prima di ridare fiducia agli squalificati. Dopo questa quarantena decideremo". Una frase che vuol dire tutto e nulla, ma che lascia trasparire la solita ipocrisia che ancora regna nel mondo dei pedali. Anche se ufficialmente nessuno prende posizione in Rcs, nella vicenda Flaminia ha probabilmente giocato un ruolo importante la positività (cera) recentissima della compagna di Riccò, Vania Rossi.
Se fosse quello il vero motivo dell'esclusione e non l'improvvisata teoria della "quarantena", "sanzione"che però non è stata applicata neppure a formazioni che, alla vigilia di una corsa importante come la Tirreno-Adriatico, si sono trovate con un corridore positivo (vedi l'Androni) sarebbe davvero la fiera dell'ipocrisia. Sarebbe come se un tizio finisse in galera perché l'amico o l'amica ha rubato. Non siamo proprio noi di SportPro a dover difendere Riccò, al quale abbiamo sempre fatto discorsi chiari e schietti, senza infingimenti, specie in tema di doping; al punto da essere da lui, come dal altri corridori dopati, "messi all'indice". "La penso come Di Luca", ci disse durante il Giro 2008 l'emiliano, tronfio del suo mai del tutto indagato protagonismo in quella edizione della corsa rosa (vittoria ad Agrigento; secondo posto in classifica generale...), alludendo alla posizione che all'epoca assunse l'abruzzese rifiutandosi pubblicamente di parlare con noi. Però riteniamo profondamente ingiusto che paghi per una colpa non sua. E sopratutto che paghi una formazione la cui unica responsabilità è quella di aver dato una seconda chance al corridore di Formigine. E, se dovesse davvero essere applicato il concetto della quarantena allora dovrebbero essere lasciate a casa anche altre formazioni che recentissimamente hanno avuto problemi di doping vero, non solo di immagine compromessa.