Tornando a noi, proverei a vedere la questione da un altro punto di vista, chiedendovi: cosa fa concretamente un telaista? In cosa consiste cioè il suo mestiere oggigiorno?
Finora si è sottolineato soprattutto l'"aspetto esecutivo" della professione, cioè saper realizzare un buon manufatto partendo dalla disponibilità delle materie prime (e qui il limite di giudizio che ciascuno di noi possiede è strettamente correlato con il bagaglio di conoscenze personali in merito alla tecnica ciclistica, si può tentare di valutare solo ciò che prima si è in grado di vedere)
Questo aspetto è importante, ma credo che da solo non renda piena giustizia alla professionalità di un telaista, un ottimo tecnico senza tutto il resto, che tenterò di elencare, potrebbe essere potenzialmente uno scalzacan.
Se bastasse la tecnica e/o la manualità, un telaista potrebbe essere definito un "abile saldatore", oppure un "esecutore di progetti ideati da altri", riferendomi ai terzisti...
Ma tutta la fase della progettazione del telaio, non è importante? La scelta della forma, dello spessore, del diametro delle tubazioni in funzione di un progetto, non sono parimenti importanti? E se poi il nostro telaista, "non contento" di quanto offerto dai fornitori, si facesse realizzare su proprio progetto quello che ancora non ha trovato? Qui non si parla solo di tecnica o di manualità, ma di programmazione, progettazione, ideazione e pianificazione....insomma c'è molta carne al fuoco. E la capacità di saper proporre "qualcosa di nuovo", coerentemente con il proprio credo tecnico, la voglia di sperimentare e fare ricerca, hanno un valore? Per me sì e molto grande.
E poi cosa se ne farebbe di queste doti, se fossero digiunte dalla capacità di comprendere le reali necessità del cliente (che non sempre è in grado di esplicitarle adeguatamente)?
E se a tutto questo il nostro telaista non unisse una capacità, quantomeno discreta, di promuovere il proprio operato sul mercato, sarebbero dolori...