L'uomo ha corso sullo sterrato per 300 mila anni, arrivando a dominare il pianeta come cacciatore...
da 100 anni gli uomini bianchi si allenano solo su asfalto, adesso si meravigliano che gli africani vanno piu' veloce e non hanno infortuni
ho letto questo:
Gli scienziati si interessano da anni alle prestazioni superiori degli africani, in particolare al miracolo del podismo keniano. Se consideriamo i migliori venti di tutti i tempi nelle distanze dagli 800 metri alla maratona, più della metà viene dal Kenya. Dipende dagli elevati altopiani del loro paese, dalla loro alimentazione, oppure dal fatto che molti bambini ogni giorno corrono letteralmente a scuola per chilometri? Tutte queste spiegazioni sembrano insufficienti. Bengt Saltin e i suoi colleghi del Centro di ricerca muscolare di Copenhagen hanno scoperto che nel sangue dei keniani si accumula meno acido lattico che negli atleti bianchi nel corso di uno sforzo prolungato. La concentrazione di acido lattico è un parametro critico: se è troppo alta cala la prestazione. Questo risultato può spiegare perché i keniani riescano a resistere meglio allo sfinimento, ma non è chiaro se dipenda dallallenamento o dal patrimonio genetico. Saltin al riguardo ha dichiarato alla rivista Science: «Credo che siano i geni.». I podisti keniani di punta, inoltre, bruciano meno ossigeno degli europei per compiere lo stesso sforzo. Sono più efficienti nella corsa. La ragione non risiede nella loro struttura muscolare, ma in quella corporea, secondo Henrik Larsen del Centro di ricerca muscolare di Copenhagen. In effetti i keniani sono più leggeri dei bianchi, e le loro gambe sono più lunghe e sottili. Il movimento delle gambe consuma molta energia, e se sono più leggere sono anche più economiche. Gli esperti sono convinti che la dominazione dei keniani sia dovuta a una combinazione di struttura corporea con una grande capacità di resistenza e di prestazione. Mentre gli africani dellest spadroneggiano nelle distanze lunghe, gli atleti con radici nellAfrica occidentale - come la maggior parte dei neri statunitensi - dominano lo sprint. Gli africani dellovest pesano in media 30 kg in più di quelli dellest, grazie a una massa muscolare più imponente. Inoltre, possiedono una proporzione maggiore di fibre veloci di tipo II nei confronti dei keniani. Ci sono diversi tipi di fibre muscolari: quelle di tipo I sono lente e resistenti e sono aerobiche, ossia hanno bisogno dellossigeno. Quelle di tipo II si contraggono più velocemente e possono ricavare energia anche da processi non aerobici. Le fibre di tipo IIa sono mediamente veloci, mentre le IIb sono superveloci. Prevedibilmente, negli sprinter predominano le fibre di tipo II e negli sportivi di resistenza quelle di tipo I. Ma la struttura delle fibre muscolari non riesce a spiegare le vittorie africane. Nonostante il dominio incontrastato degli sprinter neri, i loro muscoli non si differenziano di molto da quelli dei bianchi, salvo per un lieve aumento delle fibre di tipo IIa. La proporzione delle fibre IIb, quelle superveloci, è identica nei due gruppi. E mentre prima si riteneva che i maratoneti avessero una percentuale di fibre lente vicina all80 per cento, nuovi studi dimostrano che le cose non stanno così. Secondo Kathryn Myburgh dellUniversità di Stellenbosch in Sudafrica, il motivo di tale contraddizione potrebbe essere che «anche la maratona richiede una velocità elevata, se si vuole ottenere una prestazione di alto livello». Il keniano Paul Tergat, nella sua maratona da record mondiale, ha corso ogni chilometro dei 42,195 previsti in meno di tre minuti. Ultimamente i ricercatori si sono buttati nellanalisi del genoma per scoprire il vantaggio decisivo, quello che distingue il campione dal resto del gruppo. Attualmente non si conoscono ancora veri geni atletici, ma scienziati australiani hanno identificato un gene, dellalfa-actinina-3, particolarmente attivo nelle fibre muscolari veloci. Una variante di questo gene si riscontra spesso negli sprinter.
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Beh, ricordati che per me in questo momento 20Km
sono la meta'!!!
ahhhh già dimenticavo...
