Tour 2026 mercoledi 15.07 11a tappa Vichy-Nevers

bianco222

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Qui il contatto con Bittner

Contatto c'è ma si è visto di peggio.
Diciamo che se dessero cartellino giallo per ogni contatto così ad ogni volata ce ne sarebbero 4-5. E non è detto che sarebbe un male!
 

bradipus

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qualunquemente
Non so, cercando velocemente ho trovato che il minimo era il 14, come rapporto standard e 5 o 6 totali col 23 massimo.
Ma @bradipus dice che l’11 era diffuso.
Sono andato a memoria, e non è detto che la mia non faccia cilecca, oramai ho una certa età gandalf
Mi pareva che la mia prima bici 'seria', un condorino con cinque rapporti e guarnitura doppia, regalatami da mio nonno quando avevo più o meno dieci anni, avesse le corone 53/42 ed i pignoni 12/23 (o era 13/25?). Le bdc 'vere' mi pare avessero rapporti più lunghi.
Però parliamo della seconda metà dergli anni settanta... gruppo Campagnolo Valentino con i manettini fissati all'orizzontale con una fascetta, che potevi stringere alla morte ma scivolava inesorabilmente verso il basso (quante viti spanate!).
 
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lorenzom89

Gregario
1 Febbraio 2012
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Ancora alla fine degli anni '70, inizio anni '80, oltre ai fili dei freni esterni, le gabbiette sui pedali e i manettini del cambio (ovviamente non indicizzati) sul tubo obliquo, lo standard era 42/52 davanti e 5 o 6 pignoni dietro dal 13 al 21/23.

Sono andato a memoria, e non è detto che la mia non faccia cilecca, oramai ho una certa età gandalf
Mi pareva che la mia prima bici 'seria', un condorino con cinque rapporti e guarnitura doppia, regalatami da mio nonno quando avevo più o meno dieci anni, avesse le corone 53/42 ed i pignoni 12/23 (o era 13/25?). Le bdc 'vere' mi pare avessero rapporti più lunghi.
Però parliamo della seconda metà dergli anni settanta... gruppo Campagnolo Valentino con i manettini fissati all'orizzontale con una fascetta, che potevi stringere alla morte ma scivolava inesorabilmente verso il basso (quante viti spanate!).
secondo me è inutile scervellarsi a capire un record fatto nel 63... a quei tempi il ciclismo era uno sport moolto di nicchia, telecamere poco o niente, le giurie erano quel che erano (anche adesso non è che siano chissà che) , quindi un record di velocità fatto nel 63 secondo il mio parere (che non conta niente) va preso moolto con le pinze, può anche essere che sia stato calcolato su un kilometraggio molto più lungo del reale, quindi la media si alza notevolmente, o può anche essere che qualcuno sia salito in ammiraglia e sia poi sceso a pedalare molto più avanti, a quei tempi ne succedevano un pò di tutti i colori...
 
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bradipus

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secondo me è inutile scervellarsi a capire un record fatto nel 63... a quei tempi il ciclismo era uno sport moolto di nicchia, telecamere poco o niente, le giurie erano quel che erano (anche adesso non è che siano chissà che) , quindi un record di velocità fatto nel 63 secondo il mio parere (che non conta niente) va preso moolto con le pinze, può anche essere che sia stato calcolato su un kilometraggio molto più lungo del reale, quindi la media si alza notevolmente, o può anche essere che qualcuno sia salito in ammiraglia e sia poi sceso a pedalare molto più avanti, a quei tempi ne succedevano un pò di tutti i colori...
Non direi che allora il ciclismo fosse uno sport di nicchia.
Era invece uno sport popolare, molto più di adesso. Il passaggio di una tappa del Giro era un evento, le città si fermavano, non come ora che viene visto dai più come un fastidio.
Anche le gare dilettantistiche attiravano pubblico, e non c'era festa di paese che non avesse come corollario la sua gara ciclistica (almeno dalle mie parti, in Piemonte: mi ricordo che ad una gara nel paesino dei miei nonni parteciparono dei ragazzi della squadra giovanile Molteni, tra cui Mario Anni e Guerrino Tosello).
Fino alla fine degli anni settanta aveva un seguito popolare non molto distante da quello del calcio.
 
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secondo me è inutile scervellarsi a capire un record fatto nel 63... a quei tempi il ciclismo era uno sport moolto di nicchia, telecamere poco o niente, le giurie erano quel che erano (anche adesso non è che siano chissà che) , quindi un record di velocità fatto nel 63 secondo il mio parere (che non conta niente) va preso moolto con le pinze, può anche essere che sia stato calcolato su un kilometraggio molto più lungo del reale, quindi la media si alza notevolmente, o può anche essere che qualcuno sia salito in ammiraglia e sia poi sceso a pedalare molto più avanti, a quei tempi ne succedevano un pò di tutti i colori...

Nel '63 no, c'erano già le tv. Mica erano gli anni '20.
 

lorenzom89

Gregario
1 Febbraio 2012
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insomma era solo per far capire il concetto

mi aiuto con l'AI


Ecco le infrazioni e gli aneddoti più strani ed eclatanti di quell'era:

Il Tour de France in treno (1904)
Il Tour de France del 1904 è passato alla storia come il più caotico di sempre. Il vincitore iniziale, Maurice Garin, e gli altri primi tre classificati furono squalificati mesi dopo. Il motivo? Molti corridori avevano preso il treno durante le tappe notturne o erano stati trainati da auto utilizzando fili invisibili.

Squalificati per "troppa acqua" (Giro d'Italia 1953)
Il leggendario Fausto Coppi vinse il Giro d'Italia del 1953, ma rischiò grosso a causa di un regolamento fiscale sui rifornimenti. All'epoca era vietato ricevere borracce al di fuori delle zone stabilite. Per aggirare la norma e rinfrescarsi, i corridori pagavano i tifosi a bordo strada per farsi lanciare secchi d'acqua, venendo spesso multati o penalizzati di preziosi secondi dai giudici di gara per "rifornimento abusivo".

Alcol e veleno come "integratori"
Fino agli anni '60 non esistevano controlli antidoping stringenti. I ciclisti assumevano regolarmente sostanze che oggi comporterebbero radiazioni immediate:
  • Vino e birra: Usati per alleviare il dolore e dissetarsi (l'acqua pubblica era spesso considerata poco sicura).
  • Stricnina e arsenico: Assunti in piccolissime dosi come stimolanti del sistema nervoso. Nel 1924, i fratelli Pélissier si ritirarono dal Tour mostrando a un giornalista la loro farmacia da viaggio a base di "dinamite" (anfetamine e cocaina).

Squalifiche per cibo non regolamentare
Negli anni '30 e '40 i regolamenti sull'assistenza esterna erano rigidissimi. Se un corridore rompeva la bici, doveva ripararla da solo senza aiuti. Al Tour del 1934, René Vietto cedette la sua ruota al capitano Antonin Magne. Un giudice vide la scena e, poiché il regolamento vietava il passaggio di parti meccaniche tra compagni in quel modo specifico, Magne rischiò la squalifica per aver ricevuto "aiuto non autorizzato" prima che la giuria chiudesse un occhio.

Il "giallo" delle spinte e delle auto
Prima dell'introduzione delle radioline e delle riprese televisive integrali, i corridori approfittavano di ogni zona d'ombra (come le gallerie o le curve coperte dagli alberi) per farsi spingere dai tifosi o attaccarsi al paraurti delle ammiraglie. Al Giro del 1914, diversi ciclisti vennero penalizzati perché sorpresi a farsi trainare durante le tappe più dure dell'Appennino.


 

lorenzom89

Gregario
1 Febbraio 2012
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Focus Izalco pro
ok ho preso un granchio

Esatto, hai citato una delle tappe più incredibili e storiche del ciclismo, un vero e proprio "volo" d'altri tempi. Il 10 maggio del 1963, durante la decima tappa della Vuelta a España da Saragozza a Lleida (144 km), il campione del mondo in carica Jean Stablinski tagliò il traguardo alla folle media di 51,556 km/h. [1, 2, 3, 4, 5]
Per l'epoca si trattò di una velocità fantascientifica, resa possibile da fattori meteorologici estremi e da una tattica spietata:
  • Il vento a favore (Cierzo): Un violentissimo vento alle spalle spinse il gruppo fin dalla partenza da Saragozza, trasformando la tappa in una cronometro a squadre gigante a ranghi compatti.
  • Il dominio della Saint-Raphaël: La squadra di Stablinski, capitanata dal leggendario Jacques Anquetil, impose un ritmo indiavolato per distruggere gli avversari sfruttando i venti laterali e i ventagli, senza concedere un solo secondo di tregua. [1]
  • Un record storico: Per decenni, quella di Stablinski è rimasta la tappa in linea più veloce della storia dei Grandi Giri, superata solo in tempi moderni grazie a biciclette e asfalti tecnologici (come la frazione vinta da Mario Cipollini al Tour del 1999 a oltre 50 km/h o più recentemente alla Vuelta del 2019 da Philippe Gilbert a 50,6 km/h).
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
23 Luglio 2009
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qualunquemente
Si, ma non si possono paragonare episodi del 1903 (!) o del '23 o del '34 con quelli de 1963 :-)xxxx

Le corse degli anni '60 erano già trasmesse in tv

Queste però erano tutte riprese con telecamere fisse. Ti ricordi quando cominciarono le riprese dalle moto?
Io ho dei ricordi di ragazzino, con le discese da brivido della moto che inseguiva Italo Zilioli (un Savoldelli dell'epoca)...
 

dinute

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oddio ... indipendentemente dalla spallata, che magari ci può stare, taglia metà strada sulla volata
Occorre riproporre il regolamento perchè ogni volta che c'è una squalifica partite in quarta con la deviazione:

E' strettamente vietato ai corridori deviare dalla linea che hanno scelto al momento in cui è stato
lanciato lo sprint
danneggiando o mettendo in pericolo gli altri.


Prima cosa, lo sprint non era partito.
Il pericolo io non lo vedo (è un normale contatto, nemmeno di quegli appoggi cattivi per prendere le ruote) ed evidentemente nemmeno la giuria ha visto una pericolosità colposa.
Il danneggiamento a bittner non c'è stato, si è comunque trovato davanti in posizione ottimale per lo sprint.
In realtà Philipsen non si tocca con Bittner ma col compagno della picNic che lo stava pilotando: che poi Bittner non abbia le gambe per sprintare non c'entra perchè comunque era in posizione ideale
 

jacknipper

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Occorre riproporre il regolamento perchè ogni volta che c'è una squalifica partite in quarta con la deviazione:

E' strettamente vietato ai corridori deviare dalla linea che hanno scelto al momento in cui è stato
lanciato lo sprint
danneggiando o mettendo in pericolo gli altri.


Prima cosa, lo sprint non era partito.
Il pericolo io non lo vedo (è un normale contatto, nemmeno di quegli appoggi cattivi per prendere le ruote) ed evidentemente nemmeno la giuria ha visto una pericolosità colposa.
Il danneggiamento a bittner non c'è stato, si è comunque trovato davanti in posizione ottimale per lo sprint.
In realtà Philipsen non si tocca con Bittner ma col compagno della picNic che lo stava pilotando: che poi Bittner non abbia le gambe per sprintare non c'entra perchè comunque era in posizione ideale
a me pare che lo sprint fosse partito, comunque se hanno deciso così va bene, rimango dell'idea che lui potesse tranquillamente interrompere a metà il suo spostamento e andare dritto, visto che lo spazio davanti ormai c'era