Trek, attenzione alla garanzia a vita

sembola

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è diventato un marchio assoluto con armstrong, prima era un buon/ottimo marchio ma con lui ha fatto un salto di immagine enorme
E' fuori discussione che la fornitura tecnica alla USPS di LA e i sette TdF non hanno certo nuociuto all' immagine ed alle vendite di Trek.

Ma non è vero che è stata l'"era Armstrong" a portare il marchio in auge, era già uno dei principali marchi sul mercato mondiale, sia da un punto di vista tecnico che commerciale. Occhio a non scambiare il proprio micromondo per la realta...
 

 

kestrel72

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18 Gennaio 2008
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Viner Maxima rs 4.0
E' fuori discussione che la fornitura tecnica alla USPS di LA e i sette TdF non hanno certo nuociuto all' immagine ed alle vendite di Trek.

Ma non è vero che è stata l'"era Armstrong" a portare il marchio in auge, era già uno dei principali marchi sul mercato mondiale, sia da un punto di vista tecnico che commerciale. Occhio a non scambiare il proprio micromondo per la realta...
era uno dei maggiori marchi assieme a GT Specialized e Cannondale ma sicuramente sotto Colnago Pinarello ed altri. poi con l'era armstrong a mio avviso i rapporti si sono ribaltati. però sicuramente è il mio micromondo
 

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era uno dei maggiori marchi assieme a GT Specialized e Cannondale ma sicuramente sotto Colnago Pinarello ed altri. poi con l'era armstrong a mio avviso i rapporti si sono ribaltati. però sicuramente è il mio micromondo
Esattamente. Un micromondo di un paese che rappresenta(va) una parte interessante ma assolutamente minoritaria del mercato mondiale. Tanto per capirci, un paio di anni fa Specialized Italia fatturava 50 milioni su un fatturato mondiale di un miliardo. Capisci bene che quello che vediamo o pensiamo in Italia difficilmente può essere preso a paradigma del mondo intero.
 

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Esattamente. Un micromondo di un paese che rappresenta(va) una parte interessante ma assolutamente minoritaria del mercato mondiale. Tanto per capirci, un paio di anni fa Specialized Italia fatturava 50 milioni su un fatturato mondiale di un miliardo. Capisci bene che quello che vediamo o pensiamo in Italia difficilmente può essere preso a paradigma del mondo intero.
hai ragione, ma il prestigio delll'italia nel mondo delle bici era una realtà, e infatti i marchi di prestigio all'epoca erano soprattutto itailani, poi i rapporti si sono invertiti
 

sembola

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Forse in Brianza e a Treviso…..e non è mando detto. Il mondo è un filino più grande.
Se parliamo dell' Italia occorre riconoscere che verso la fine degli anni '90 i marchi esteri nella bdc erano da molti considerati "oggetti misteriosi" mentre nella mtb avevano già un ruolo di preminenza, soprattutto tecnologica. Stiamo però parlando dell' Italia, appunto un mercato percentualmente molto piccolo rispetto a quello mondiale: per cui si potrebbe sostenere che l' "era Armstrong" abbia "portato in auge" il marchio Trek in Italia e nella bdc : appunto in un ambito abbastanza ristretto.
 

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hai ragione, ma il prestigio delll'italia nel mondo delle bici era una realtà, e infatti i marchi di prestigio all'epoca erano soprattutto itailani, poi i rapporti si sono invertiti
Vero anche questo, ma di nuovo occorre considerare il contesto: parliamo di una minoranza di appassionati o dell'universo mondo?

Il tifoso medio italiano, quello da Gazzetta per capirci, credi che nel 1997 sapesse che la Wilier aveva una storia quasi centenaria? io temo che l'abbia scoperta con Pantani...L'appassionato lo sapeva, ma l'appassionato è una nicchia...
 

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Se parliamo dell' Italia occorre riconoscere che verso la fine degli anni '90 i marchi esteri nella bdc erano da molti considerati "oggetti misteriosi" mentre nella mtb avevano già un ruolo di preminenza, soprattutto tecnologica. Stiamo però parlando dell' Italia, appunto un mercato percentualmente molto piccolo rispetto a quello mondiale: per cui si potrebbe sostenere che l' "era Armstrong" abbia "portato in auge" il marchio Trek in Italia e nella bdc : appunto in un ambito abbastanza ristretto.
io ho ricordi di persone che abitavano (al tempo) in canada e che per bici prestigiose consideravano qualsiasi cosa arrivasse dall'italia, questo lo riporto per esperienza diretta. ma commenti simili si potevano leggere o sentire in altri Pesi del mondo (e probabilmente per molti è ancora così). se poi leghiamo l'immagine di un marchio a quanto vende allora dobbiamo parlare di Giant, di Decathlon e Merida. non di Trek
 

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io ho ricordi di persone che abitavano (al tempo) in canada e che per bici prestigiose consideravano qualsiasi cosa arrivasse dall'italia, questo lo riporto per esperienza diretta. ma commenti simili si potevano leggere o sentire in altri Pesi del mondo (e probabilmente per molti è ancora così).
Certamente, ma di nuovo parliamo di nicchie, non di mercato. Nicchie di chi si può permettere oggetti di prestigio, non della massa dei praticanti.
A Central Park nel 2001 vidi un numero sproporzionato di Colnago. Ma non fu una Colnago quella che la mamma comprò ad Armstrong. Il ciclista di Manhattan non può essere il paradigma del mercato globale, come non può esserlo chi va a farsi fare un telaio su misura dai vari Crisp o Tommasini (per citarne due, di cui il secondo molto più noto oltreoceano di quanto lo sia qua, ma sempre in una nicchia).

se poi leghiamo l'immagine di un marchio a quanto vende allora dobbiamo parlare di Giant, di Decathlon e Merida. non di Trek
Per dare un ordine di grandezza, Trek vende grossomodo la metà di Giant e poco meno di Specialized, Decathlon dieci volte di piàma considerando tutti i settori merceologici.
Ma non è questo il punto, ma se Trek sia "andata in auge" grazie all' "era Armstrong" oppure no.
 
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prima di armstrong il sogno per chi amava i marhi americani erano le GT e Klein, durante/dopo Armstrong erano le trek. poi la mia è una opinione, come lo è la tua
 
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allora, prima di armstrong il sogno per chi amava i marchi americani erano le GT e Klein, durante/dopo Armstrong erano le trek. poi la mia è una opinione, come lo è la tua
Appunto, il "sogno di chi amava i marchi americani". Vale a dire una frazione del mercato italiano, che valeva (e vale) una frazione di quello complessivo.

EDIT: ho aggiunto una considerazione sul fatturato di decathlon
 

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Appunto, il "sogno di chi amava i marchi americani". Vale a dire una frazione del mercato italiano, che valeva (e vale) una frazione di quello complessivo.

EDIT: ho aggiunto una considerazione sul fatturato di decathlon
i marchi americani non venivano venduti solo in italia, ma in tutto il mondo, america compresa
 

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Vero anche questo, ma di nuovo occorre considerare il contesto: parliamo di una minoranza di appassionati o dell'universo mondo?

Il tifoso medio italiano, quello da Gazzetta per capirci, credi che nel 1997 sapesse che la Wilier aveva una storia quasi centenaria? io temo che l'abbia scoperta con Pantani...L'appassionato lo sapeva, ma l'appassionato è una nicchia...
semplicemente non aveva appeal, cosa che è cambiata con pantani, trek con armstrong ha fatto un'operazione simile anche l'appeal di partenza è diverso. trek era superblasonata per chi veniva dalla mountain bike, per gli stradisti trek era una cinesata