Eccomi, posso considerarmi un veterano del mal di schiena, ne soffro a fasi alterne da decenni, con varie protrusioni lombari che ogni tanto si svegliano e una vita sportiva che gli svariati fisioterapisti, osteopati e ortopedici che negli anni ho consultato hanno definito non proprio igienica.
Partirei da un assunto che nessuno ti potrà smentire: dal mal di schiena non si guarisce e ne soffre la metà della popolazione mondiale, tuttavia le crisi si possono mitigare e gestire.
Dal punto di vista fisiologico quando parte la crisi, che può essere provocata da un gesto infelice, da uno stress eccessivo o dall'infiammazione dei dischi vertebrali, l'organismo per combattere il dolore innesca una reazione di difesa che comporta la contrazione delle fasce muscolari a supporto, in pratica è come se costruisse una fascia elastica di contenimento, il problema è che questa contrazione irrigidisce la schiena e modifica tutta la postura, che assume l'atteggiamento caratteristico che hai descritto e che purtroppo ti rimane come memoria.
Nei tanti anni ho adottato vari approcci al problema, avrò speso migliaia di Euro dai fisioterapisti e osteopati con risultati alterni e mai definitivi, alterno periodi in cui sto bene a crisi improvvise che durano settimane, poi spariscono.
Per esperienza la mia strategia è questa:
- Regola 1, far regredire l'infiammazione e il dolore: se la crisi si traduce in un dolore sopportabile che non blocca, allora una settimana di FANS e riposo, magari con attività moderata (bene la bici). Se invece la botta è tipo il colpo della strega strategia di attacco, una settimana di iniezioni di Voltaren e Muscoril, il primo per il dolore, il secondo per decontratturare i muscoli.
- Regola 2, ripristinare la postura: finché rimane la contrattura (che non sparisce quando finisce il dolore) rimani storto, è un effetto memoria, la postura errata innesca altri dolori, e qui solo l'osteopata ti può rimettere in posizione corretta
- Regola 3, prevenire: in primis stretching giornaliero (lo dico ma non sempre lo faccio), poi palestra con focus sul core, infine idratazione, i dischi intervertebrali sono delle spugne e devono contenere un'alta percentuale di acqua per fare il loro lavoro, se si disidratano vanno in compressione e più facilmente si infiammano.
- Regola 4, rassegnazione: chi va per queste strade... questo raccoglie
, tutti i medici che ho consultato in decenni mi hanno ribadito che l'attività sportiva agonistica con allenamenti intensivi è stress e non è salutare, in particolare la corsa, ma anche il nuoto (ho dovuto abbandonare delfino e rana), quindi se si intende continuare ad allenarsi 7gg su 7 per gareggiare si deve mettere in conto una crisi.
- Regola 5, pazienza: sempre per esperienza, le crisi passano da sole, a volte in una settimana a volte in un mese e più, a volte senza prendere medicinali e andare dai medici, non c'è nulla da fare se non attutire i danni, aspettare e avere pazienza è la soluzione più giusta.
- Regola 6, saggezza: dopo i 50 si deve cambiare atteggiamento sportivo, e anche sei il motore aerobico è ancora potente, le articolazioni, ma in generale tutto l'organismo, non sono più efficienti, quindi una revisione critica dei propri obiettivi è necessaria, io l'ho fatto (ma a 60 anni
) e ora vivo meglio e mi diverto ancora.