Mi sono riletto questa discussione e dopo averci pensato un po' ho deciso che potrebbe
forse essere utile (specie per me) aggiungere qualche ulteriore considerazione.
Ho pensato di fare questo test per trovare la cadenza migliore per me:
- su rullo, trovo una velocità che corrisponde alla mia frequenza di soglia con 100 rpm per 10 minuti (sarà sufficiente?).
- con la stessa velocità e 80, poi 90, poi 110 rpm, guardo la FC. Quella cadenza che corrispondere a minore FC sarà la migliore.
Dopo ripeto questo con un rapporto più lungo (per simulare una salita) e candenze minore (60,70,80).
Secondo voi, c'è senso fare questo? C'è qualche modo di trovare la migliore cadenze?
Ciao, quello che dici non è insensato (anche se l'uso della F.C. - comunque l'unico dato che io controllo- ha il grosso limite della scarsa riproducibilità e della ridotta linearità con la potenza), ma quando ciclotrainer dice
"tempo perso...", significa (in sintesi secondo me) che uno dovrebbe, se mai, fare il test per n situazioni (pianura, controvento, in scia, con vento a favore, in falsopiano, in salita al 2%, 3%...10%...ecc..) ed inoltre ripeterlo ad ogni variazione di preparazione. Il tutto prendendo per buoni i dati ottenuti con la sola osservazione della F.C.!
Però il principio è giusto, bisognerebbe determinare (o essere in grado di percepire) per ogni situazione la cadenza più economica alla propria potenza di soglia.
..un amatore può avere una qualsiasi potenza ad FTP, ma anche se tale potenza è molto bassa farà cmq meno fatica ad esempio a fare il 150% dell'FTP a 95-100rpm piuttosto che a 75-80rpm, come invece fanno solitamente quando si cerca di resistere ad andature elevate o alle variazioni di ritmo. Mentre al contrario poi fanno 100rpm al 50-60% dell'FTP per fare agilità. Quindi la potenza aumenta solo se si fanno esercizi tendenti ad impiegare a parità di forza un numero maggiore di rpm, quindi fino ai livelli di potenza al di sotto dell'FTP non conviene esercitare tali potenze ad rpm eccessivamente elevate,.....
A me questo passaggio pare molto interessante, anche se mantengo i miei dubbi sulla prima parte perché, fra l'altro, le rpm a cui si esprime la potenza (nell'ipotesi molto elevata) dipendono dalla situazione (pianura, salita pedalabile, salita dura) oltre che dalle caratteristiche individuali. Ma capisco che ciclotraining esprime un concetto generale (su cui si può essere d'accordo).
Sul resto inviterei a riflettere gli amici ciclisti che ad ogni post continuano a suggerire agilità,agilità,agilità... intendendo però alte rpm (addirittura 110) a velocità (potenze) relativamente molto basse.
Ma secondo me non è un problema di prestazione, se uno si allena sulla forza resistente, specialmente in salita, alla fine possono anche fare potenze elevate, però a quale costo? indubbiamente con un ritmo di pedalata non adeguato alla potenza espressa si esercitano livelli di forza che alla lunga possono danneggiare muscoli, cartilagini e quanto altro, rendendo poi problematica la pratica sportiva regolare.
Su questo, se la intendi come regola generalizzabile, permettimi di contraddirti. Ho esperienza certa di sessantenni tuttora perfettamente integri e (relativamente) performanti che hanno fatto per anni della forza resistente il principale (per non dire unico) allenamento specifico.
Quando scrivi ..
.un ritmo di pedalata non adeguato alla potenza espressa ... ovviamente non è detto che andare a 75 rpm sia inadeguato mentre andare a 90 lo sia (dipende dal percorso e dall'atleta!)
Bisognerebbe valutare cmq in termini di prestazione, quanto è l'effettivo impegno, perchè se poi le uscite non comportano sforzi su potenze oltre l'FTP, per intenderci se si rimane sempre su potenze medio-basse un ritmo di pedalata di 60-65rpm in salita e 75-80rpm in pianura va benissimo, il problema è quando si cerca la variazione di velocità indurendo il rapporto anzicchè aumentare la frequenza di pedalata, per cui la pratica dovrebbe tendere, in caso di variazioni di velocità, ad aumentare prima la frequenza e dopo il rapporto. Infatti nell'esercizio descritto il rapporto non cambia cambia solo la frequenza, aumenta la potenza e rimane più o meno invariata la forza necessaria.
Anche la mia (modesta) esperienza mi dice che sono parole da condividere pienamente.
Scusate la mia ignoranza,cos'è FTP?Credo di aver capito..ma vi faccio tirare a voi le somme..
La FTP (Functional Threshold Power) rappresenta la potenza massima che uno è teoricamente in grado di tenere per 1 ora (circa la potenza di soglia aerobica).
Ecco..in salita con il 39x25,sono attorno alle 60/70rpm,dipende poi dalla pendenza,in pianura,53x21/19,restando attorno a 90/100rpma secondo del percorso,vento,scia..Se scalo un pignone per aumentare la velocità,l'rpm si abbassano,ma vado avanti per poco tempo!!Mi si imballano le gambe,diventano di legno e basta!Credo perchè non ho la forza necessaria per tenere il rapporto,ad alta frequenza!!Riesco ad arrivare attorno alle 130rpm,solo in scia..tipo tir,con il 53x11,ma se dovessi far le stesse rpm,con un rapporto più agile,non ci riuscirei di sicuro e mi farei scappare il camion!!

ciao
Non è detto che il problema sia la mancanza di forza . Se vuoi aumentare la velocità devi aumentare la potenza; quindi o aumenti le rpm a parità di rapporto o scali di rapporto a parità di rpm. Può essere preferibile la prima soluzione, ma se sei già alla potenza di soglia qualunque cosa tu faccia, poco dopo ti imballerai!
Un consiglio (si fa per dire...), quando esci in allenamento e non hai intenzione di fare fatica, per esempio affronti una salita lentamente (al 50% della FTP circa 75% FC di soglia -), sali con basse cadenze es 50rpm, continuerai a non fare fatica ,ma almeno eserciterai una forza non troppo bassa sui pedali. (Se qualcuno ti dice che stai salendo troppo duro fagli notare che a quelle potenze (velocità) non ha senso parlare di duro-agile!!). Molti vanno su "frullando" a potenze molto basse: Serve a poco o nulla.
La potenza funzionale di soglia o FTP è un valore X personale che dipende da molte cose, fitness del periodo, preparazione etc. etc., ma cmq non dipende dal sesso, e nemmeno dalla forza effettiva disponibile.
Beh, la FTP è mediamente inferiore nella donna rispetto all'uomo; anche perchè di norma la donna ha una minor forza disponibile.
Comunque è certamente vero che in generale la potenza di soglia non è in diretta relazione con la effettiva forza disponibile.
Nella MF di domenica nel mio gruppo c'erano 2 ragazze, una andava agile, l'altra andava più dura, alla fine la prima mi è arrivata davanti di circa 3', la seconda sull'ultima salita si è piantata in un tratto al 12% e non l'ho più vista.
Questo però non dimostra che conviene comunque andare agile, ma semplicemente che bisogna saper usare il rapporto adatto in relazione al percorso, alla propria preparazione e alle proprie caratteristiche (ieri Evans nella cronoscalata di Plan de Corones è salito nettamente più duro di Basso, ma è andato un po' più forte)
La frequenza di pedalata dovrebbe essere accoppiata con il tipo di potenza impiegata, normalmente per potenze superiori all'FTP si dovrebbero impiegare frequenze elevate, tanto è vero che in pista, dove si esprimono potenze molto elevate per breve tempo, solitamente si viaggia a frequenze molto +elevate rispetto alla strada.
Fare potenze elevate a basse rpm, o relativamente basse rpm, non è economico, infatti quando scali il pignone diminuendo la frequenza in effetti aumenti oltre che la potenza impiegata anche la forza, quindi sarebbe +corretto in caso di variazione di velocità aumentare prima la frequenza e successivamente scalare il pignone, si usa complessivamente meno forza, moltiplica questa meno forza per tutte le variazioni di ritmo di una gara e scoprirai che il risparmio di forza è notevole, con vantaggi sull'endurance.
In effetti, tolta la salita e le crono, il ciclismo su strada non è altro che un susseguirsi di sforzi brevi ma molto intensi, sempre nella MF di domenica ho circa 150 picchi >300watts e <30", moltissimi <20", soprattutto nelle prime 2 ore.
Su pista stabilire la cadenza più utile è possibile studiando la curva di potenza sulla distanza o tempo prestabilito, e quindi di conseguenza stabilire il rapporto corretto da montare rispetto alle capacità funzionali relative al tipo di gara.
Tutto ciò è
secondo me convincente (nel senso che non è in alcuna contraddizione con la mia esperienza), ma sottolineo ancora che quando scrivi
basse rpm o relativamente basse non parli in assoluto (credo), ma sempre in relazione alla propria preparazione e alle proprie caratteristiche individuali. Voglio, dire che per me potrebbe essere economico fare una salita a 70 rpm mentre per un altro (a parità di potenza) a 80 rpm.
Mi scuso per la lungaggine
..