secondo [MENTION=28265]SoftMachine[/MENTION] le differenze fra una ruota e l'altra sono per noi amatori risibili e non tali da giustificare l'adozione di una ruota piuttosto che un'altra. Fintanto che si parla di giretti posso essere daccordo. Quando si parla di gare, siano esse crono che circuiti, non sono daccordo. A parità di posizionamento, allenamento, condizioni di corsa, una ruota che ti permette di viaggiare ai 40 di media rispetto ad una che con lo stesso sforzo permette i 38.094 (40 km in un'ora con 3 minuti di gap fra una ruota e l'altra) fa la differenza fra riuscire ad uscire da un gruppetto, rientrare in un gruppetto là davanti in fuga, etc etc. 3 min in 40 km sono 4,5 sec a km. per me sono semplicemente un abisso in gara
Su questo concordo, naturalmente. Mi compiaccio del fatto che tu abbia capito cosa penso senza inutili polemiche. Per precisare, credo che a livello amatoriale certe differenze siano impercettibili ovvero mi risulta difficile credere che il medio cicloamatore salga sulla bici con ruote appena acquistate e durante il solito giro pomeridiano o mattutino manifesti stupore per cambiamenti radicali e percettibili a livello prestazionale.
D'altro canto sono convinto che in gara, un forte amatore, dopo aver ottimizzato tutti gli aspetti che vanno dalla posizione, alimentazione etc. etc. possa trovare vantaggioso il fatto di non lasciare nulla al caso ed affidarsi ad una coppia di ruote che teoricamente potrebbe assicurare un vantaggio. Quantomeno che possa assicurare di non essere uno svantaggio.
Insomma, quando leggo di cicloamatori che parlano di percepibili vantaggi dati dall'acquisto di nuove ruote e poi postano dati di giri di una settantina di km con dislivelli minimi a 28 km/h, se permettete, mi faccio delle grasse risate.
P.S. Dovresti, a mio avviso, rivedere un (bel) po' il gap di vantaggio che supponi una ruota possa dare. Mi pare esagerato

