Z2 : watt o FC ??

Yamakasi

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se l'intento è fare z2 si( senza altre cose nel mezzo) assolutamente priorità a bpm e rpe

Eppure Pogacar due anni fa ha detto che lui la Z2 la fa seguendo i watt e la frequenza cardiaca varia di molto secondo a quanto è fresco/stanco e alla durata dell'allenamento...
E questo l'ha detto quando era seguito dal guru della Z2 San Millan!
 
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17 Settembre 2017
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Ho un dubbio: volendo allenare la Z2 ho scelto un allenamento preimpostato su Zwift. Questo prevedeva una fase di riscaldamento crescente sia in termini di watt che di frequenza della pedalata. Dopo il riscaldamento prevedeva ripetute da 3',30" in Z2 a 90 rpm + 30" a 115 rpm in Z4. Dopo di che 4' di scarico in Z1. Questo per 3 volte variando i 30" da Z4 a Z5 incrementando. Ora mi domando: l'allenamento era studiato per incrementare la resistenza agendo sull'allenamento della Z2. Dopo che l'ho terminato e vedendo i dati, effettivamente la potenza media calcolata è rimasta nella Z2 (circa il 75% del FTP) ma la frequenza cardiaca NON è rimasta in Z2 ma in Z3! A livello di fatica percepita direi che la frequenza di pedalata così alta mi ha fatto soffrire, come del resto ne ho sempre sofferto. Ho sempre preferito frequenze di pedalate più basse. Ho fatto nei giorni scorsi anche altri allenamenti focalizzati sulla Z2 dove la frequenza della pedalata era libera e in questi casi la FC è rimasta nei limiti.
La mia domanda è: da cosa dipende quando la FC non rimane nella soglia prevista dall'allenamento? Mentre i Watt si?
Oltre ovviamente a considerazioni circo lo stato di forma e altri fattori (vedi cadenza)considera anche che in indoor temperatura e umidità creano uno stress maggiore
 
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6 Giugno 2018
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per me il dato piu' importante e' stato seguire il rappoto watt/FC nel tempo. ero arrivato a 1.5 dopo almeno un ora di pedalata continua (da 1.1) nel mio piccolo ero migliorato . un professionista e' ampiamente sopra il 2 .
 
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23 Luglio 2018
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Eppure Pogacar due anni fa ha detto che lui la Z2 la fa seguendo i watt e la frequenza cardiaca varia di molto secondo a quanto è fresco/stanco e alla durata dell'allenamento...
E questo l'ha detto quando era seguito dal guru della Z2 San Millan!
Dipende molto da cosa vuoi ottenere, fondamentale é la deriva cardiaca durante l'allenamento, piu che i bom assoluti
Perché se i battiti si alzano troppo a pari watt stai facendo uno sforzo che non è più quello di fondo aerobico

A memoria pogi faceva anche sessioni di z2 alta o vicino a lt1 dove csmviano un po le cose ed é più facile avere deriva cardiaca( e a quel punto valutare se accettarla o meno)
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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per me il dato piu' importante e' stato seguire il rappoto watt/FC nel tempo. ero arrivato a 1.5 dopo almeno un ora di pedalata continua (da 1.1) nel mio piccolo ero migliorato . un professionista e' ampiamente sopra il 2 .
In che relazione sta questo con la domanda iniziale?

Poi si può discutere circa la bontà della metrica e del suo utilizzo: per il monitoraggio personale può essere sensata, di certo però non la userei per fare confronti tra individui; se già prendi un WT da 60kg e uno da 80kg credo che ci saranno delle differenze marcate solo per il fatto che la FC ha un range relativamente omogeneo tra gli individui, contrariamente ai watt assoluti. Forse già (Potenza/Peso)/(Fc/FcMax) potrebbe essere più indicata
 
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canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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ti chiedo umilmente scusa se mi sono permesso di dire la mia alla domanda z2: watt o fc . e di non essere stato all altezza :roll: non succederà più tranquillo
mi dispiace che tu abbia interpretato il mio messaggio in questo modo. volevo solo puntualizzare che l’utilizzo di quella metrica nel modo esposto non era adeguata, dal mio punto di vista, per le finalità accessorie legate alla richiesta dell’utente (che si stava chiedendo il perché la fc non rimanesse in Z2). Si sarebbe potuto parlare di quella metrica e del suo utilizzo per valutare il drift cardiaco in una seduta di allenamento e per monitorare l’andamento di quella stessa seduta nel tempo (e qui effettivamente sarebbe sensato parlare di un modo di tracciare il miglioramento personale, ergo aumento del rapporto watt/fc).
Nessuno ha risposto a cosa serva realmente quell'allenamento però, che viene spacciato come zona 2.
Tempo sprecato tentare di trovare la logica in una singola seduta di allenamento, per di più fornita da un SW come Zwift. Diciamo che se quelle attivazioni di 30” fossero in coda alla seduta, allora potremmo salvare qualcosa :-)xxxx
 
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Nessuno ha risposto a cosa serva realmente quell'allenamento però, che viene spacciato come zona 2.
Premesso che non si allena una zona, ma si sfrutta la permanenza in un range di intensità per applicare un certo stimolo.
Lo stimolo non ha solo a che fare col metabolismo muscolare, come da tua considerazione precedente, ma ad esempio coinvolge anche la risposta neuromuscolare e la rapidità di risposta respiratoria (cinetica del VO2).
A seconda di come rispondi e dei tuoi fattori limitanti la sessione rappresenterà qualcosa di un po' diverso, quindi otterrai qualcosa di un po' diverso.
Essendoci variazioni di cadenza e porzioni brevi a intensità variabile è ragionevole aspettarsi di aumentare un po' il carico neuromuscolare della sessione; se per il soggetto il volume è effettivamente piccolo tale stimolo può "sommarsi" abbastanza bene (almeno in soggetti allenati i due stimoli sono compatibili, quindi si può pensare di abbinarli in modo produttivo - se ne parla anche in letteratura).
Esempio tipico: inserire degli allunghi dell'ordine di 30 secondi ben distanziati in una sessione di durata (Almquist, Sandbakk - 2021, in soggetti eilte).
Da capire quanto la cosa sia trasferibile in soggetti meno allenati, soprattutto in relazione al "volume neuromuscolare" che applico. Ovvero: se i blocchi disturbano "abbastanza" il sistema verranno un po' attivati anche percorsi adattativi, diversi da un maggior carico neuromuscolare, più tipici del coinvolgimento di intensità elevate (quindi ci sarà uno stimolo "centrale" un po' maggiore e stimoli "periferici" sulle fibre IIA e magari IIx).
Il rientrare o meno in una sessione "tipo z2" (ammesso e non concesso che sia sempre rilevante saperlo e che sia sempre rilevante separare nettamente il tipo di sessione) dipenderà quindi da cosa rappresenta quel poco volume più intenso rispetto al volume di quel tipo che potrei sostenere, dallo "stress" che applico nell'insieme, dalla progressione di stimolo che sto costruendo.
Ogni aggiunta è benvenuta.
 

canserbero

los tigres no andan en manada
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Premesso che non si allena una zona, ma si sfrutta la permanenza in un range di intensità per applicare un certo stimolo.
Lo stimolo non ha solo a che fare col metabolismo muscolare, come da tua considerazione precedente, ma ad esempio coinvolge anche la risposta neuromuscolare e la rapidità di risposta respiratoria (cinetica del VO2).
A seconda di come rispondi e dei tuoi fattori limitanti la sessione rappresenterà qualcosa di un po' diverso, quindi otterrai qualcosa di un po' diverso.
Essendoci variazioni di cadenza e porzioni brevi a intensità variabile è ragionevole aspettarsi di aumentare un po' il carico neuromuscolare della sessione; se per il soggetto il volume è effettivamente piccolo tale stimolo può "sommarsi" abbastanza bene (almeno in soggetti allenati i due stimoli sono compatibili, quindi si può pensare di abbinarli in modo produttivo - se ne parla anche in letteratura).
Esempio tipico: inserire degli allunghi dell'ordine di 30 secondi ben distanziati in una sessione di durata (Almquist, Sandbakk - 2021, in soggetti eilte).
Da capire quanto la cosa sia trasferibile in soggetti meno allenati, soprattutto in relazione al "volume neuromuscolare" che applico. Ovvero: se i blocchi disturbano "abbastanza" il sistema verranno un po' attivati anche percorsi adattativi, diversi da un maggior carico neuromuscolare, più tipici del coinvolgimento di intensità elevate (quindi ci sarà uno stimolo "centrale" un po' maggiore e stimoli "periferici" sulle fibre IIA e magari IIx).
Il rientrare o meno in una sessione "tipo z2" (ammesso e non concesso che sia sempre rilevante saperlo e che sia sempre rilevante separare nettamente il tipo di sessione) dipenderà quindi da cosa rappresenta quel poco volume più intenso rispetto al volume di quel tipo che potrei sostenere, dallo "stress" che applico nell'insieme, dalla progressione di stimolo che sto costruendo.
Ogni aggiunta è benvenuta.
Diciamo che in questo rivedo un po’ la filosofia M. Bakken, che lui si dice applicasse per mezzo di varie sedute in giornata, condensata in una seduta; in estrema sintesi fare dei giorni di carico in cui andare a toccare, in proporzione diversa ad ogni seduta, le componenti centrali e periferiche.

Detto questo, il nodo principale, dal punto di vista pratico, è la programmazione. Alla fine “tutto” può avere una sua logica se inserito in un contesto che renda quel qualcosa sostenibile, sviluppabile nel tempo e magari propedeutico ad altro. Mi rendo conto che questo uccide dal punto di vista concettuale la discussione, ma credo abbia un peso maggiore (e mi pare sia parte integrante del tuo messaggio) rispetto ad analizzare una sessione nello specifico
 
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Detto questo, il nodo principale, dal punto di vista pratico, è la programmazione. Alla fine “tutto” può avere una sua logica se inserito in un contesto che renda quel qualcosa sostenibile, sviluppabile nel tempo e magari propedeutico ad altro. Mi rendo conto che questo uccide dal punto di vista concettuale la discussione, ma credo abbia un peso maggiore (e mi pare sia parte integrante del tuo messaggio) rispetto ad analizzare una sessione nello specifico
Concordo assolutamente :)
 
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Gregario
19 Dicembre 2020
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cancello a pedali
Tempo sprecato tentare di trovare la logica in una singola seduta di allenamento

Eppure dovrebbe essere possibile farlo, se uno conosce la fisiologia umana, e la scienza dello sport è veramente una scienza.

Non si parla di logica nel lungo termine, ma di logica nell'immediato, dal punto di vista fisiologico.

Esempio: a cosa serve fare 4 minuti a tutta? La risposta più immediata è che serve a stimolare il vo2max. La risposta più completa dal punto di vista scientifico richiederebbe di conoscere almeno altri parametri, come i valori cardiaci, per accertarsi che si sia raggiunto veramente un livello di sforzo significativo. Ma rimaniamo sempre sull'analisi esercizio specifico.

Se invece la risposta inizia a divagare rispetto alla domanda, che era solo sui 4 minuti a tutta, potremmo dire: impossibile sapere a cosa servono, dipende da cosa hai fatto il giorno prima, dipende cosa fai dopo, dipende da cosa mangi, dipende da che gare vuoi fare, dipende se sei anziano e dovresti evitarlo... Questa non è un'analisi dell'esercizio, è un altro tipo di analisi.

Riporto ora l'esercizio come è stato descritto:

Dopo il riscaldamento prevedeva ripetute da 3',30" in Z2 a 90 rpm + 30" a 115 rpm in Z4. Dopo di che 4' di scarico in Z1. Questo per 3 volte variando i 30" da Z4 a Z5 incrementando. La potenza media calcolata è rimasta nella Z2 (circa il 75% del FTP) ma la frequenza cardiaca NON è rimasta in Z2 ma in Z3!

È possibile analizzarlo e capire che effetti possa avere, preso singolarmente? È un esercizio anomalo mai visto? Cosa lo rende anomalo e perché?

Finora ho sempre sentito parlare di miglioramento della zona 2 tramite sessioni lunghe e più regolari possibili, evitando ogni allungo. Ma magari è possibile stimolare qualcosa anche nella modalità molto irregolare dell'esercizio proposto? Non lo so.
 

LIUL

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2 Gennaio 2017
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bo
Eppure dovrebbe essere possibile farlo, se uno conosce la fisiologia umana, e la scienza dello sport è veramente una scienza.

Non si parla di logica nel lungo termine, ma di logica nell'immediato, dal punto di vista fisiologico.

Esempio: a cosa serve fare 4 minuti a tutta? La risposta più immediata è che serve a stimolare il vo2max. La risposta più completa dal punto di vista scientifico richiederebbe di conoscere almeno altri parametri, come i valori cardiaci, per accertarsi che si sia raggiunto veramente un livello di sforzo significativo. Ma rimaniamo sempre sull'analisi esercizio specifico.

Se invece la risposta inizia a divagare rispetto alla domanda, che era solo sui 4 minuti a tutta, potremmo dire: impossibile sapere a cosa servono, dipende da cosa hai fatto il giorno prima, dipende cosa fai dopo, dipende da cosa mangi, dipende da che gare vuoi fare, dipende se sei anziano e dovresti evitarlo... Questa non è un'analisi dell'esercizio, è un altro tipo di analisi.

Riporto ora l'esercizio come è stato descritto:



È possibile analizzarlo e capire che effetti possa avere, preso singolarmente? È un esercizio anomalo mai visto? Cosa lo rende anomalo e perché?

Finora ho sempre sentito parlare di miglioramento della zona 2 tramite sessioni lunghe e più regolari possibili, evitando ogni allungo. Ma magari è possibile stimolare qualcosa anche nella modalità molto irregolare dell'esercizio proposto? Non lo so.
vista l'altissima cadenza io direi che si cerca uno stimolo neuromuscolare per migliorare economia coordinazione del gesto, però in questo la ripetuta dovrebbe essere di 8/10"... la durata (30 secondi) e l'intensità (z4) sono il dubbio
 
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canserbero

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17 Settembre 2017
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Eppure dovrebbe essere possibile farlo, se uno conosce la fisiologia umana, e la scienza dello sport è veramente una scienza.

Non si parla di logica nel lungo termine, ma di logica nell'immediato, dal punto di vista fisiologico.

Esempio: a cosa serve fare 4 minuti a tutta? La risposta più immediata è che serve a stimolare il vo2max. La risposta più completa dal punto di vista scientifico richiederebbe di conoscere almeno altri parametri, come i valori cardiaci, per accertarsi che si sia raggiunto veramente un livello di sforzo significativo. Ma rimaniamo sempre sull'analisi esercizio specifico.
Direi quindi che sei nella posizione di poter valutare a cosa possono servire 30” a >100 rpm in Z4 seguiti da 3’30” in Z2.

Non sto dicendo che è inutile sapere come porre l’enfasi su una componente del sistema piuttosto che su un’altra o altre, attraverso la manipolazione e predisposizione degli esercizi che si fanno in allenamento, solo che lo trovo meno importante del quadro generale. Come dicevo spesso tempo addietro, per scrivere una frase di senso compiuto non è detto che basti prendere 20 vocaboli dal dizionario e permutarli :-)xxxx
 
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22 Marzo 2007
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Eppure dovrebbe essere possibile farlo, se uno conosce la fisiologia umana, e la scienza dello sport è veramente una scienza.
In generale sì. Ma dipende da moltissimi aspetti che operano in parallelo e in serie e che interagiscono in modo complesso ("complesso" nel senso di: necessità di approccio globale perché non si possono risolvere in modo analitico tutti i componenti e tutte le interazioni).
Peraltro la stessa cosa, anche apparentemente banale, può portare a effetti decisamente diversi. Credo, questo, di averlo già condiviso: https://physoc.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1113/JP277619
Lo stimolo applicato è piuttosto diverso nei due sottogruppi, proprio perché si attivano in misura diversa i percorsi adattativi coinvolti (il grafico è basato sui risultati dell'articolo):
1769853369283.png
Oltre a questo, da vedere poi come quegli effetti (tipo i rapporti fra molecole presenti) si traducono effettivamente nel segnale di adattamento (anche qui interagiscono in modo complesso, e ci possono essere "colli di bottiglia" che limitano una risposta).
Non si parla di logica nel lungo termine, ma di logica nell'immediato, dal punto di vista fisiologico.

Esempio: a cosa serve fare 4 minuti a tutta? La risposta più immediata è che serve a stimolare il vo2max
In termini generali, sì. Non è detto che sia sempre il modo migliore per farlo (in base a tipologia dell'atleta, rapidità della cinetica del consumo di ossigeno, periodo/progressione, ecc.).
 
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In riferimento a quei brevi (30") sforzi in Z5 a 115 rpm durante una sessione prevalentemente in Z2, sinceramente ne ho sentito parlare positivamente da più parti e da persone preparate tecnicamente. Sembra sia utile fare questi brevi interventi massimali durante una Z2
servono solo a mettere fatica alle gambe... casomai se proprio vuoi aumentare le rpm visto che stai ragionando di lavorare sulla Z2, potresti farlo mantenendo sempre la Z2 anche ad alte rpm. Così le gambe non si "addormentano" ai soliti 90-95rpm.. anche se 115rpm sono eccessivi.. basterebbe 100-110rmp ma dipende anche dall'età e da come si pedala
Quindi come dice Liul è corretto secondo voi in sessioni di Z2 dare priorità al valore di FC trascurando i watts??
l'allenamento in Z2 è mirato a migliorare/gestire il tuo corpo a quel range di watt.

il problema è che se a livello di Watt sei in Z2 MA in Fc sei in Z3, in questa condizione non stai allenando la Z2 ma la Z3.

E' logico che ad inizio allenamento le zone di Fc e Watt siano le stesse... ma dopo ore ( anche senza introdurre ripetute di alcun genere ) i due parametri si sfasano e questo fa capire quanto tu sia allenato alla resistenza ( disaccoppiamento aerobico ).

Quindi in definitiva allenati in Z2 con i Watt ma tiene sotto controllo quella di Fc. Come questa passa in Z3 allora tiene presente questa.
Altra cosa. se per esempio la Z2 hai 150-200watt, non importa tenere i 190-195watt per allenarsi meglio. E' una zona di endurance.. anche se tieni i 155-175 va più che bene. idem quando "passi" a Fc.. non importa stare sul limite superiore
 
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servono solo a mettere fatica alle gambe...
In generale non è detto che "servono solo", ma è sicuramente un aspetto da considerare: modificare la corrispondenza fra intensità effettiva e percezione dello sforzo (che è uno delle informazioni più dirette da considerare) per intervenire su quell'aspetto della sostenibilità (se e quando serve).
 
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In generale non è detto che "servono solo", ma è sicuramente un aspetto da considerare: modificare la corrispondenza fra intensità effettiva e percezione dello sforzo per intervenire su quell'aspetto della sostenibilità (se e quando serve).
si si.. intendevo dire che se uno allena la Z2, fare sparate in Z5 a 115rpm lo vedrei in allenamenti mirati su reclutamento fibre neuromuscolari.

su un allenamento 3-4h mirato alla Z2, io inserisco solo la parte centrale con 2-3rip in salita in Z3 di 15-20' a 80-85rpm, oppure anche 1-2 rip in Z4 ma bassa di 10-12' sempre 80-85rpm ( non nella stessa seduta ) se voglio appunto fare lavori diversi dalla Z2
 
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pianpianello

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Direi quindi che sei nella posizione di poter valutare a cosa possono servire 30” a >100 rpm in Z4 seguiti da 3’30” in Z2.

Per me può essere un modo per migliorare l'allenamento della zona 2 dandogli in pasto una leggera dose di acido da bruciare, che però andrà a discapito del metabolismo lipidico. Essendo solo 30 secondi a Z4 comunque la perturbazione glucidica dovrebbe essere piccola e recuperabile.

Se nessuno però mi smentisce o conferma questa visione, non so se possa avere senso. Anche perché tutti i guru della Z2 finora hanno sempre fatto capire che le perturbazioni glucidiche in Z2 sono da evitare.

Comunque forse ho letto male, pensavo che i 4 minuti in Z1 facessero parte della singola ripetuta (z2-z4-z1), quindi che dopo i 30 secondi a Z4 ci fossero sempre 4 minuti in Z1, con ampio margine per recuperare senza interferire troppo col metabolismo lipidico. Ma mi sa che sono blocchi solo di z2-z4 in realtà.
 
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