Opinione L'idea di Bardet di un "Draft" per il ciclismo

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Romain Bardet è notoriamente uno dei corridori più "articolati" nei suoi pensieri tra quelli che si prestano ad interviste, ed in una recente intervista a l'Équipe francese ha, tra le altre cose, fatto un'analisi un po' impietosa dello stato delle cose nel ciclismo attuale. I punti critici sono ormai arci-noti:...
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jacknipper

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conoscendo il funzionamento del draft in usa a me l'idea pare interessante
andrebbe contro il nascere delle squadre dev e un ritorno alle squadre "fucine di talenti", quindi non so quanto possa fare piacere ai grandi team che preferiscono coltivarsi le promesse in casa, con notevoli risparmi immagino
 
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Ser pecora

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conoscendo il funzionamento del draft in usa a me l'idea pare interessante
andrebbe contro il nascere delle squadre dev e un ritorno alle squadre "fucine di talenti", quindi non so quanto possa fare piacere ai grandi team che preferiscono coltivarsi le promesse in casa, con notevoli risparmi immagino

In realtà potrebbero pure prenderseli dalle loro Devo, ma in un numero limitato e secondo l'ordine inverso ai punti.
Sarebbe già qualcosa.
 

jacknipper

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Colnago per la strada & Kona per il fango
In realtà potrebbero pure prenderseli dalle loro Devo, ma in un numero limitato e secondo l'ordine inverso ai punti.
Sarebbe già qualcosa.
quindi anche peggio (per loro)
ripeto, a me pare interessante proprio per dare vigore e senso alle squadre minori, quelle che un tempo forgiavano i campioni presi poi dalle grandi squadre: questo ridistribuirebbe visibilità, sponsor e soldi a tutto il movimento
 

Ser pecora

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quindi anche peggio (per loro)

Si e no. Agli sponsor delle grandi squadre interessa una certa visibilità. Uno sport che si riduce a 2-3 squadre che fagocitano tutto è uno sport che perde anche di interesse. Le varie piattaforme online dove vedere le gare che chiudono o diventano più care è un segnale che dovrebbe farli riflettere.
 

bad

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In realtà potrebbero pure prenderseli dalle loro Devo, ma in un numero limitato e secondo l'ordine inverso ai punti.
Sarebbe già qualcosa.
L'idea di Bardet, come dici nell'articolo, è ancora grezza, ma non è affatto malvagia (imho). Però, come dice qualcuno, potrebbe essere la fine delle Devo*, e va anche bene... si tornerebbe alle vecchie squadre U23 che, quando 'vendono' i loro atleti tramite draft, prendono una quota definita per poter continuare a sfornare giovani campioni.

*Se una Devo lavora bene e fa crescere un talento, poi rischia di perderlo perché scelto, secondo la logica del draft, da un'altra squadra posizionata peggio. Quindi, perché un team WT dovrebbe spendere soldi per una Devo, quando probabilmente non raccoglierebbe i frutti?

Ps: una cosa simile è successa quando, pur non essendo la squadra posizionata peggio, la BMC Devo ha perso Sivakov, che è andato all'Ineos grazie al peso dei soldi.

pps: Bardet dovrebbe aver studiato management (ricordo un articolo qui sul forum), non sono stati soldi "buttati", complimenti a lui
 

bughy

via col vento
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Si e no. Agli sponsor delle grandi squadre interessa una certa visibilità. Uno sport che si riduce a 2-3 squadre che fagocitano tutto è uno sport che perde anche di interesse. Le varie piattaforme online dove vedere le gare che chiudono o diventano più care è un segnale che dovrebbe farli riflettere.
Oddio non sono sicuro di questa cosa, Pogacar ha cannibalizzato il 2024 (ma in parte anche il 2023) ma il ciclismo non sembra in sofferenza sotto l'aspetto mediatico, anzi...il biondino piace con la sua faccia pulita (un po' come Sinner nel tennis).
 

Ser pecora

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Oddio non sono sicuro di questa cosa, Pogacar ha cannibalizzato il 2024 (ma in parte anche il 2023) ma il ciclismo non sembra in sofferenza sotto l'aspetto mediatico, anzi...il biondino piace con la sua faccia pulita (un po' come Sinner nel tennis).

Il "biondino piace" non è uguale a c'è la stessa attrattiva in termini economici. Che è quello di cui si lamentano i team manager delle squadre (UAE e Visma a parte).

Tra l'altro come numero di spettatori il Tour de France ha fatto nel 2024 gli stessi del 2022 ed in flessione (leggera) rispetto al 2023.
Sono saliti i compenso i numeri dei social, in particolare le views dei video di IG e Tiktok, il che è culturale, ma vuole anche dire che sempre meno gente si spara le dirette (considerando anche che il Tour considera "spettatori" chi guarda almeno 1' di diretta tv) e preferisce 30" di highlight. Il che ha un impatto sull'interesse di tanti sponsor.
 

bradipus

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Mi dispiace ma se calcoli solo gli ascolti TV sei rimasto alla "reclame" di Carosello, il mondo è andato avanti e con esso il modo di spingere un prodotto.
Se vuoi vendere qualcosa ora vai su Instagram, YouTube o TikTok dove puoi anche calibrare meglio il tiro, esempio, la mia ragazza è costretta a guardarsi le gare di ciclismo che io guardo, fino a ieri non sapeva cosa producesse Bora, ha visto un reel su IG e mi ha detto "bellissime queste cappe, mi piacerebbe per la casa nuova"...
Al signor Visma, Bora, UAE non interessa il ciclismo, interezza la publicità che esso da...vedrai che al prossimo grosso scandalo doping ci sarà un fuggi fuggi generale.
Piace il visino simpatico e sempre educato, la casalingUa di Voghera non gli interessano i Tour giocati sui fili dei secondi...
I media su cui veicolare il messaggio dipendono dal target di riferimento, e quello del ciclismo resta (ahimé) il maschio di età medio / alta. Che guarda le gare in tv (o sui vari device, ma sempre di trasmissione video si tratta), ed usa i social soprattutto per litigare di politica con i coetanei.

La proposta di Bardet è interessante, ma presuppone alla base l'esistenza di un salary cap, mutuato dagli sport americani.
Dove l'applicazione è relativamente semplice, dato che il tutto si gioca all'interno di una sola nazione, con un sistema normativo di riferimento uguale per tutti.
Per il ciclismo, dove gli attori in gioco rispondono a leggi, norme e regolamenti finanziari e fiscali che fanno capo a n nazioni differenti, la vedo dura.
Ad esempio, come considerare le sponsorizzazioni personali dei vari atleti? E, soprattutto, come individuarle, se fatte transitare da paesi 'opachi' dal punto di vista finanziario? Cosa impedirebbe alla UAE (tanto per non fare nomi) di aprire un bel conto a Dubai ai proprio corridori, senza dir niente a chi dovrebbe controllare?
 
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In realtà potrebbero pure prenderseli dalle loro Devo, ma in un numero limitato e secondo l'ordine inverso ai punti.
Sarebbe già qualcosa.
L’idea di Bardet sembra buona, ma forse il vero problema è che le squadre WT possono correre tutte le gare minori, come dire che una squadra di serie A possa giocare anche in B, C o memo o una NBA nel campionato NCAA.
L’astana ha preso diversi corridori WT per farli correre in gare minori e fare punti rubando quindi visibilità a squadre devo, per esempio.
Poi certo nel WT ottengono pochissimi risultati e visibilità.
Insomma trovare una soluzione è complicato.
 
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Ser pecora

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Mi dispiace ma se calcoli solo gli ascolti TV sei rimasto alla "reclame" di Carosello, il mondo è andato avanti e con esso il modo di spingere un prodotto.

Non ho calcolato solo gli ascolti tv, basta leggere. Che le aziende siano interessate a vendere la loro roba solo tramite i social cozza un filino con la continua battaglia con ASO e RCS sui diritti tv....il ritorno che hanno i canali specializzati nel ciclismo lo vediamo bene ora con Eurosport o gcn+...

Una volta dopo Carosello i bambini andavano a letto
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martin_galante

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Non ho calcolato solo gli ascolti tv, basta leggere. Che le aziende siano interessate a vendere la loro roba solo tramite i social cozza un filino con la continua battaglia con ASO e RCS sui diritti tv....il ritorno che hanno i canali specializzati nel ciclismo lo vediamo bene ora con Eurosport o gcn+...
E' cosi'. Anche se sembra strano, la fruizione dello sport avviene soprattutto in TV. Per esempio, per il calcio la condivisione e' un fattore importante, ma mentre anche un vecchio televisore consente di "guardare la partita insieme", per lo stesso online via computer serve un equipaggiamento molto meno diffuso e piu' costoso. Per il ciclismo, si aggiunge pure il fattore dell'eta' media degli spettatori, intorno ai 95 anni. E forse anche il tipo di fruizione, per cui lasciare la tv accesa con la Sanremo mentre si fa altro ha piu' senso che fare lo stesso con un tablet. Non e' affatto chiaro che questo cambi rapidamente in futuro.



Sull'idea di Bardet, ci sono varie cose che non capisco, principalmente perche' non so come funzioni il sistema dei draft. Consideriamo un corridore giovane che si affacci al WT, non necessariamente un Pogacar, diciamo un atleta di talento che sicuramente qualche squadra prendera', il giovane medio entra nel WT. Ad oggi mettiamo che possa contrattare uno stipendio da 1000 (unita' di misura arbitraria); con questo intendo che e' disposto a prendere uno stipendio di 1000 (cio' tipicamente vuol dire che e' disposto ad andare in Visma o UAE per 900, ma ne vuole 1100 per Cofidis etc). Col sistema dei draft, chi ci rimette? Cioe' alla fine non diventa un modo per pagare meno i corridori, a favore delle squadre?

Pur non conoscendo il sistema americano, c'e' anche un altro dubbio che puo' verificarsi dovuto alla natura internazionale del sistema ciclismo, molto meno presente in un contesto nazionale. Cioe', il valore di un atleta non e' lo stesso in squadre diverse, ed in tal caso ha assolutamente senso che uno vada "nella squadra giusta per lui". Per esempio una squadra con un'anima spiccatamente francese/spagnola/italiana, puo' sicuramente trarre maggior profitto da un atleta 'di casa' che non un'altra squadra. Questo e' un aspetto ancora molto forte del ciclismo moderno. Senza contare atleti che non correrebbero mai per alcune squadre, non ricordo chi di recente ha detto che non correrebbe per UAE, altri sicuramente non correrebbero per Israel, o alcune squadre non prenderebbero mai atleti di certe nazioni, per esempio UNO-X (che non e' WT ma potrebbe diventarlo) ha solo vichinghi.

Secondo me e' normale che le squadre francesi siano in difficolta'. In un gruppo che, molto lentamente, si sta internazionalizzando, la Francia ha 4 WT piu' TotalEnergies che e' comunque top20 per punti. Solo nel WT ha oltre ottanta corridori francesi (piu' appunto gente come Latour o Turgis in Pro),il Belgio oltre settanta corridori. Alla fine, in un contesto che diventa sempre piu' competitivo, Vallonia e qualche provincia francese forniscono oltre 150 atleti WT ed oltre 100 PT, e buona parte del personale delle squadre. Semplicemente queste zone sono rappresentate oltre le risorse che sponsor, pubblico, vivai etc possono giustificare nel futuro.
 
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Sull'idea di Bardet, ci sono varie cose che non capisco, principalmente perche' non so come funzioni il sistema dei draft. Consideriamo un corridore giovane che si affacci al WT, non necessariamente un Pogacar, diciamo un atleta di talento che sicuramente qualche squadra prendera', il giovane medio entra nel WT. Ad oggi mettiamo che possa contrattare uno stipendio da 1000 (unita' di misura arbitraria); con questo intendo che e' disposto a prendere uno stipendio di 1000 (cio' tipicamente vuol dire che e' disposto ad andare in Visma o UAE per 900, ma ne vuole 1100 per Cofidis etc). Col sistema dei draft, chi ci rimette? Cioe' alla fine non diventa un modo per pagare meno i corridori, a favore delle squadre?

Nel draft i giocatori vengono presi da chi ne ha diritto almeno al minimo salariale per 4 anni di contratto + 1 opzionale. Ogni anno successivo al primo possono avere un aumento del contratto del 25%. Poi ci sono i bonus.
Un atleta per entrare nel draft deve dichiararsi "eligible", quindi non può rifiutarsi di andare nella squadra che poi lo pesca (può rifiutarsi di giocare, ma negli Usa è una cosa vista malissimo, e solo pochissimi giocatori -fortissimi- hanno minacciato di farlo obbligando di fatto la squadra al trasferimento -comunque ben remunerato-).
Quindi un minimo è garantito (in realtà solo per i pescati nei turni dall'1 al 7), poi ovvio che i più forti possono avere contratti molto più vantaggiosi, ma c'è anche li un massimo.
Il tutto è calcolato in base al salary cap, che è calcolato anno dopo anno, quindi viene continuamente aggiustato e con lui i contratti, che in gergo vengono "ristrutturati". A complicare le cose c'è poi la possibilità di ristrutturarli da parte delle squadre "rateizzando" il proprio tetto salariale su vari anni (e tagliando brutalmente giocatori inutilmente onerosi per "fare spazio" al salary cap).
In realtà è molto più complicato di cosi, ma mi pare la sostanza.

C'è anche da considerare che l'ammontare dei contratti Usa è sempre lordo. Quindi al netto delle tasse vanno almeno decurtati del 50%.

Pur non conoscendo il sistema americano, c'e' anche un altro dubbio che puo' verificarsi dovuto alla natura internazionale del sistema ciclismo, molto meno presente in un contesto nazionale.

Infatti negli Usa viene tutto più facile perché sono sistemi totalmente chiusi, nazionali, senza retrocessioni o promozioni e totalmente gestiti da leghe private (Nfl, Nba, Nhl, etc.).
E soprattutto con le squadre che hanno un brand loro, a partire dal nome, che genera introiti con merchandising, diritti sfruttamento immagine, tv, etc...
Nel ciclismo cambi sponsor e cambi nome, colori, etc...
Semplicemente queste zone sono rappresentate oltre le risorse che sponsor, pubblico, vivai etc possono giustificare nel futuro.

E' vero, ed il problema mi pare sostanzialmente di chi è legato a sponsor locali. E' chiaro che sponsor che magari sono totalmente assenti in certi mercati non abbiano alcun interesse a correre in certi posti.
Paradossalmente uno sponsor può avere più interesse a finanziare una squadra conti o addirittura amatoriale se gli garantisce la visibilità ricercata, piuttosto che avere una squadra WT che va a caccia di punti in Langkawi o paesi africani.
I grossi sponsor internazionali sono interessati solo ed esclusivamente al Tour ed agli altri GT, che hanno copertura globale (per 3 settimane). Già le classiche monumento lasciano il tempo che trovano.
 

bradipus

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C'è anche da considerare che l'ammontare dei contratti Usa è sempre lordo. Quindi al netto delle tasse vanno almeno decurtati del 50%.
Questo è un dato che mi stupisce, da quanto ne so negli USA l'aliquota federale massima è del 37%, applicata su redditi da seicento e rotti mila dollari (da noi l'aliquota del 35% parte da 28mila euro...).
Poi ci saranno delle tasse statali, ma pensavo che la tassazione per chi guadagna tantissimo fosse decisamente più bassa rispetto a quella del nostro paese.
(Certo, poi si aggiungono i costi di assicurazione sanitaria e previdenza, ma essendo sostanzialmente privati immagino non siano automaticamente legati al reddito).
 

Ser pecora

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Poi ci saranno delle tasse statali

Esatto, che sono variabili da stato a stato, ma possono essere nulle (es. Texas) o alte (California).
Il bello è che le pagano non solo dove risiedono, ma anche a dipendenza di dove giocano.
Un giocatore Usa paga una State Income Tax diversa per ogni partita che gioca fuori casa.
E la paga sul lordo annuale.
Viene chiamata "Jock Tax".
 

bradipus

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Esatto, che sono variabili da stato a stato, ma possono essere nulle (es. Texas) o alte (California).
Il bello è che le pagano non solo dove risiedono, ma anche a dipendenza di dove giocano.
Un giocatore Usa paga una State Income Tax diversa per ogni partita che gioca fuori casa.
E la paga sul lordo annuale.
Viene chiamata "Jock Tax".
Lo sapevo che avrei dovuto fare il commercialista negli USA.
 

danieletesta79

Maglia Iridata
1 Settembre 2012
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Scott Addict rc - Pinarello Grevil
Secondo me sarebbe una buona idea, un draft vero con le squadre che scelgono in ordine inverso alla classifica UCI dell'anno precedente. Seguo l'NBA e capire salary cap è un pò articolato (almeno per me), la cosa che non mi piace è che loro "vendono" il diritto alla loro scelta nelle trade di mercato. E' come se una squadra, ultima in classifica UCI, ha diritto alla prima scelta del prossimo anno ma la cede in cambio di un ciclista già formato.