Bestie da vittoria

Discussione in 'Emozioni & Imprese' iniziata da V.b., 27 Novembre 2016.

  1. Cancello del Roero

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    Quello sicuramente, anzi diciamo che è stato l'unico motivo per cui ha deciso di pubblicarlo secondo me, appunto per il modo in cui si pone per tutto il libro snaturandone anche il titolo che, invece per un libro di denuncia vero sarebbe stato perfetto.

    La reazione del "anche gli altri fanno così" è naturale, umana, mi ha fatto specie appunto quell'arroganza di fondo che a volte risultava fastidiosa.
    D'accordissimo su chi fa lo gnorri quando invece dovrebbe risolvere questo problema.

    Rimane nonostante tutto un bel libro interessante
     
  2. Shinkansen

    Shinkansen Moderatore Xeneize

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    Di Luca non è mai stato un mostro di simpatia. Tutt'altro.
     
  3. CLICK17

    CLICK17 Apprendista Cronoman

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    Da quello che vedo non è un libro di "autodenuncia" , anzi viene scritto da uno preso nella marmellata 2 volte.
     
  4. Fabi00

    Fabi00 Pignone

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    Ho letto sia "Bestie da Vittoria" sia "La corsa Segreta" di Hamilton e la cosa in comune che ho riscontrato è il fatto che bisogna fare una scelta ad un certo punto della tua carriera (secondo quello che scrivono loro).

    Il bivio di cui ambedue parlano (curarsi o non curarsi) rappresenta una scelta personale, molti accettano il rischio e entrano in un modo diverso di vedere il ciclismo: un lavoro che richiede "compromessi" e che ha l'obiettivo di vincere costi quel che costi.

    Secondo me non è diverso da quello che succede in molti ambienti lavorativi dove per fare carriera bisogna ingoiare rospi e fare le scarpe ad altri.
     
  5. maurocip

    maurocip Passista

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    E' vero che la scorrettezza ed i colpi bassi spesso avvengono anche nel mondo lavorativo non sportivo ed anche lì c'è chi bara per primeggiare...
    Ma la differenza di base è che il doping mina la salute di chi lo assume, un po' come fare la terra dei fuochi non sotto casa tua ma dentro il tuo corpo....
    Francamente questa cosa mi spaventa molto, fino a che punto uno sia disposto ad arrivare per i soldi ;nonzo%
     
  6. Shinkansen

    Shinkansen Moderatore Xeneize

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    Il doping fra i pro' (qualsiasi professionista di qualsiasi sport) non lo giustifico ma lo capisco. C'è chi ha sacrificato tutto, lo studio in primis, per arrivare nel mondo dei professionisti e ti ritrovi in un mondo dove o mangi la minestra o salti dalla finestra e obtorto collo ti adegui.
    Puoi ritagliarti il tuo spazio facendo il gregario o "accontentandoti" di una carriera minore come cacciatore di tappe o se sei molto molto forte di classiche e sei in pace con la tua coscienza, ma in gruppo guarderesti sempre gli altri con malanimo e rancore, perché in un mondo pulito potresti esserci tu sul podio e non essere un anonimo buon corridore (modesto, secondo i più) che arriva a dieci minuti dal primo. Ma sarebbe dura, perché vorrebbe dire meno soddisfazioni personali, meno guadagni, più difficoltà a collocarti in nuove squadre. Insomma, sarebbe dura.
    Ci sono anche quelli che lo fanno e a cui sta bene così, ma secondo me, sono mosche bianche. I più, sempre secondo me, non corrono nelle squadre Pro Tour.
    Certo, ci sarebbero anche quelli con meno pelo sullo stomaco che approfitterebbero della situazione e approfitterebbero del doping per avere soddisfazioni che non meritano.
    È un discorso molto complesso con innumerevoli sfaccettature che non si può ridurre solo mi dopo/non mi dopo.
     
    A faberfortunae piace questo elemento.
  7. maurocip

    maurocip Passista

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    sicuramente è complesso, altrimenti sarebbe stato debellato.
    Restano 2 certezze:
    1) chi lo sceglie bara (anche in un mondo dove tutti barano)
    2) chi lo sceglie mina il suo corpo e la sua salute.

    Personalmente mi basta o-o
     
  8. Alessiuccio

    Alessiuccio Apprendista Scalatore

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    Mah, io l'ho trovato un libraccio, scritto male, a tratti tirato via e fin troppo romanzato.
    Il fatto che un libro "scorra via" non basta a farne un buon libro. È la storia che tiene in piedi il tutto... ci sono intrighi, retroscena, complotti. A tratti sembra di star leggendo un giallo, il problema è che se doveva suscitare un po' di empatia per il protagonista, alla fine l'effetto è il contrario.
    Ovviamente non l'ha scritto lui, ma poteva trovarsi un copy migliore.
     
  9. Bettina

    Bettina Gregario

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    Ho appena finito il libro e l'unica cosa che penso e che Di Luca sia un debole, un perdente, uno che trovi giusto barare solo perché anche altri lo hanno fatto, lo fanno e lo faranno. Nella vita ogni settore, ogni lavoro, ogni cosa a i suoi furbi e le sue scorciatoie: A mio parere se avesse intrapreso un'altra carriera (lavoro dipendente, libero professionista, altro) avrebbe comunque barato, trovato scorciatoie ed imbrogliato sempre usando la stessa scusa, ossia che lo fanno tutti. Con questa mentalità perdi anche se vinci...come effettivamente ha fatto.
    Mia opinione, discutibile e disposto a ripensarci, ma quando la scusa e "perché lo fanno tutti" io penso questo.
     
  10. Luisito Cornale

    Luisito Cornale Novellino

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    Da quando è stato squalificato il ciclismo UN PO si è ripulito in particolare su alcuni giovani...io sinceramente nn lo ho comprato quel libro perché non voglio andare ad ingrassare uno che sull'INGANNO ha fondato la sua vita...
     
  11. Panchorello

    Panchorello Apprendista Passista

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    a me l'impressione che ha dato il libro è "io anche se forte sono un fesso però l'ambiente è marcio e come me sono fessi quasi tutti gli altri perchè bariamo e mettiamo a rischio la nostra salute per guadagnare; però ci sono i fessi fessi come me e i fessi che sono amati dall'ambiente e dagli sponsor e che quindi sono quasi intoccabili fino a quando verranno sostituiti dal nuovo campione di turno"
    che poi alla fine tutti gli ambienti sono ambienti di mer...figuriamoci dove girano milioni di euro. le stesse cose potrebbe dirle un calciatore, un tennista o un manager di qualunque azienda
     

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