Io penso che il granfondista in inverno possa farsi le sue uscite domenicali senza massacrarsi di km e variando l'intensità. L'importante è che dopo una variazione di intensità (es. una salita al medio-soglia o una trenata in pianura) si abbia il buon senso di recuperare sul serio e di non arrivare a casa morti.
Se si fa tutte le domeniche una bella uscita di 3h senza stress, dove svaria dal pascolo alla soglia senza troppi patemi e sintetizza via via gli adattamenti specifici su cui lavora in settimana... va benissimo. Non ti scavi e fai comunque distanza.
Se protrae l'uscita invernale fino a 4h o 5h, deve secondo me comunque variare ma stare attento a digerirla per bene. Molti di noi si sparano ste mazzate ogni weekend e poi non hanno i mezzi fisici per recuperarle in una settimana. E si affossano: vedono il cuore che sale sempre meno e pensano che sia la condizione che migliora. E invece si stanno lentamente spegnendo.
L'obiettivo di chi fa gare lunghe è di arrivare fresco, integro e con la migliore cilindrata possibile alla fine dell'inverno. Con quella cominci in primavera a gareggiare e i lunghi... li fai in gara. La prima soffrirai un pò ma se sei fisicamente integro la digerisci e alla successiva andrai meglio. E se non gareggi in Primavera, ti spari qualche bella uscita lunga e dura che recuperi adeguatamente e va benissimo.
Spesso l'errore che facciamo è applicare i principi dei pro alla nostra preparazione; loro possono permettersi cose che per noi sono controproducenti.
Per mille (e una) ragione.