Amici miei,
c'è un proverbio siciliano che dice:-” Le migliori parole sono quelle che non si dicono.”.
In questi giorni avrete tutti maturato la convinzione che andasse fatta della chiarezza in merito alla scelta della data del raduno di febbraio prossimo, nell'acclarata impossibilità di fissarne una, tra quelle da me indicate nell'intento di consentire a tutti di parteciparvi.
Da parte mia, se avessi indicato una data certa e definitiva, dopo avere constatato le avvenute defezioni, qualcuna peraltro inaspettata, avrei escluso qualcuno di noi e questo era incompatibile con lo spirito del raduno, se mi consentite il nostro raduno.
A questo punto, attesa la situazione di stallo, ho pensato di compiere un gesto provocatorio che servisse a richiamare l'attenzione necessaria e il senso di appartenenza ad un progetto, quello del raduno, che non bisognava abbandonare. La nostra amicizia lo chiede da tempo: incontrarci tutti, per non lasciarci più.
Allora io ho scelto il silenzio.
A dire il vero le mie aspettative sono andate oltre. Qualcuno di noi, mi ha contattato personalmente, manifestandomi tutta la sensibilità e l'amicizia di cui c'era bisogno per credere ancora nel progetto del raduno. Io li ringrazio. La loro testimonianza di amicizia mi ha commosso. Mi ha definitivamente legato a loro.
Detto questo, credo che sia opportuno, ritornare alla richiesta iniziale con la quale vi avevo lasciato e cioè quella che voi mi indichiate una data certa, sulla quale potere lavorare per l'organizzazione del raduno e che consenta altresì a tutti voi di potersi programmare compiutamente il soggiorno a Terracina.
E' appena il caso di precisare che fino ad allora non potrò andare avanti nel mio impegno di organizzatore, con probabili ripercussioni sul risultato finale.
Con simpatica e amicale ironia mi congedo da voi, sicuro che riuscirete a decidere , dopo lunghe ed estenuanti riunioni, l'agognata data.
Ora Vi stringo con un abbraccio grande quanto il mondo. Vi voglio bene.
Con amicizia vera, Claudio.
c'è un proverbio siciliano che dice:-” Le migliori parole sono quelle che non si dicono.”.
In questi giorni avrete tutti maturato la convinzione che andasse fatta della chiarezza in merito alla scelta della data del raduno di febbraio prossimo, nell'acclarata impossibilità di fissarne una, tra quelle da me indicate nell'intento di consentire a tutti di parteciparvi.
Da parte mia, se avessi indicato una data certa e definitiva, dopo avere constatato le avvenute defezioni, qualcuna peraltro inaspettata, avrei escluso qualcuno di noi e questo era incompatibile con lo spirito del raduno, se mi consentite il nostro raduno.
A questo punto, attesa la situazione di stallo, ho pensato di compiere un gesto provocatorio che servisse a richiamare l'attenzione necessaria e il senso di appartenenza ad un progetto, quello del raduno, che non bisognava abbandonare. La nostra amicizia lo chiede da tempo: incontrarci tutti, per non lasciarci più.
Allora io ho scelto il silenzio.
A dire il vero le mie aspettative sono andate oltre. Qualcuno di noi, mi ha contattato personalmente, manifestandomi tutta la sensibilità e l'amicizia di cui c'era bisogno per credere ancora nel progetto del raduno. Io li ringrazio. La loro testimonianza di amicizia mi ha commosso. Mi ha definitivamente legato a loro.
Detto questo, credo che sia opportuno, ritornare alla richiesta iniziale con la quale vi avevo lasciato e cioè quella che voi mi indichiate una data certa, sulla quale potere lavorare per l'organizzazione del raduno e che consenta altresì a tutti voi di potersi programmare compiutamente il soggiorno a Terracina.
E' appena il caso di precisare che fino ad allora non potrò andare avanti nel mio impegno di organizzatore, con probabili ripercussioni sul risultato finale.
Con simpatica e amicale ironia mi congedo da voi, sicuro che riuscirete a decidere , dopo lunghe ed estenuanti riunioni, l'agognata data.
Ora Vi stringo con un abbraccio grande quanto il mondo. Vi voglio bene.
Con amicizia vera, Claudio.






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