Sulla questione della "frullata" non condivido. Io dico che è nulla la potenza "utile", cioè quella che consente al ciclista di avanzare; non che il ciclista non produca potenza! Solo che la potenza prodotta serve solo (credo?) a vincere la forza resistente dovuta agli attriti interni e la forza peso degli arti inferiori (forze piccole). E' da questa considerazione, credo inconfutabile, che nasceva la domanda del mio primo post. Scusate se mi ripeto, ma se la potenza "inutile" (quella della "frullata", per intenderci) è funzione (direi lineare) della rpm sembrerebbe semplice concludere che, nei limiti fisiologici tipici di ogni atleta, sarebbe meglio lavorare a frequenze più basse a parità di potenza.
La tua conclusione IMHO è errata perchè il tuo discorso è incompleto.
La "potenza utile" (esterna) è data dalla "potenza totale" prodotta (interna+esterna) diminuita della "potenza dispersa" (interna+esterna).
L'ottimo in termini potenza si ha sul massimo della curva della potenza utile (che è la differenza delle due) e non sul massimo di quella totale nè sul minimo di quella dispersa.
Non so se mi sono spiegato...
"a vuoto" tu produci pochissima potenza perchè lavori al di fuori dei limiti per cui il tuo corpo "è stato progettato". La contrazione neuromuscolare ha un limite, non può essere aumentata all'infinito mentre "a vuoto" in teoria tu potresti spingere cadenze virtualmente infinite.
Ma allo stesso tempo, a parità di potenza, non puoi portare la cadenza troppo in basso perchè la Forza applicabile sui pedali non è infinita ma hai un limite di forza massima non superabile dal tuo corpo.
Oltretutto la forza applicabile non è costante con le RPM : in generale se tu graficassi la forza (coppia) che sei in grado di produrre sui pedali otterresti probabilmente una curva non molto dissimile a quella di un motore, con la coppia che aumenta fino a raggiungere un massimo per poi ridiscendere.
Proseguendo con il parallelo con l'auto, se il motore è fatto per non superare i 7000 giri e tu lavori costantemente sopra quei giri, nella situazione migliore avrai un rendimento scarsissimo perchè la coppia del motore crolla e la potenza non viene compensata dall'elevato numero di giri. Nella peggiore delle ipotesi lo fonderai. La stessa cosa vale per sparare 200 RPM sulla bici a vuoto (ma anche non a vuoto).
Analogamente se tu lavori a giri troppo bassi il motore produrrà una coppia troppo bassa che unita a una velocità bassa produrrà una potenza bassa.
Come quasi sempre la verità sta nel mezzo : esiste un punto di equilibrio tra le due grandezze in cui si esprime la potenza massima (e solitamente sta poco dopo il punto di coppia massima, esattamente come nei motori).
Ricordati che ciò che ti fa avanzare in bici è solo la potenza che arriva alla ruota (Forza*Velocità) e quindi è la grandezza che tu devi massimizzare, e questo lo puoi fare solo equilibrando nel modo più efficace Forza e Velocità (Cadenza).
Se leggi bene il link che ti ho riportato nel precedente post capisci bene il concetto e il perchè non conviene dal punto di vista della cadenza (se non in allenamento) nè andare troppo bassi nè andare troppo alti.
Il parallelo con il motore però finisce qua :
Un motore è in grado di tenere lo stesso rendimento, la stessa forza e la stessa potenza costanti nel tempo, fino alla fine del serbatoio.
Il corpo umano no.
Un motore se lo tengo a 6000 giri o a 1000 giri per lungo tempo alla fine non subisce (almeno nel breve periodo) conseguenze che ne compromettano il rendimento.
Il corpo umano invece no, se portato per lungo tempo ai limiti le sue prestazioni crollano.
Quindi non si tratta solo di ottimizzare la potenza sostenibile per un certo periodo di tempo ma anche di salvaguardare i muscoli affinchè si sia in grado di portare a termine la gara, di arrivare sull'ultima salita con la freschezza di attaccare o di non staccarsi, di arrivare sull'arrivo con lo scatto per fare e vincere una volata ecc...
Insomma non è detto che produrre la maggiore potenza ad esempio sulla prima salita sia la soluzione più conveniente in un'ottica di gara.
E qui viene in aiuto il reale utilizzo dell'agilità :
Si lavora a un regime di cadenza non ottimale dal punto di vista della produzione della potenza ma che salvaguardia maggiormente "il motore" che altrimenti tenderebbe a "durare meno" o a "logorarsi di più" al diminuire della cadenza.
Come in Formula 1 : ok a ricercare la prestazione ma se manca l'affidabilità...
Se è davvero così il discorso della potenza "inutile" che penalizzerebbe le alte frequenze perderebbe di significato. Ma era proprio questo il dubbio: è possibile implementare una preparazione che abbassi la frequenza di pedalata che produce la massima potenza media utile? (visto che l'atleta non è come un motore meccanico con parametri costruttivi dati!).
Tutto passa IMHO attraverso l'aumento della Forza Resistente ad alte potenze e basse cadenze. Ma ciò in genere va unito ad esercizi di agilità che trasformano il lavoro da bassa cadenza/alta potenza ad alta cadenza/alta potenza.
Le due cose non dovrebbero mai essere scorrelate.
Le argomentazioni tue e di ciclotrainer (chiare e razionali) indirizzano comunque a metodologie di allenamento che nulla hanno a che vedere con la mentalità corrente
Lungi da me suggerire qualunque tipo o metodologia di allenamento.
Io ne faccio puramente un discorso di analisi dal punto di vista della fisica della bicicletta.
Per allenarsi ognuno può scegliersi il metodo che ritiene più opportuno.
Metodi diversi possono portare ai medesimi risultati.
Non sono d'accordo che elogino a ragione, perchè (fra l'altro) non è detto che per un prof 100 RPM corrispondano a una pedalata agile, ma qui non voglio farla lunga.
Se non è agile andare a 100 RPM in salita producendo 400w/500w (quindi potenze, per loro, in soglia o sopra soglia) quand'è che è agile ?
Massimo
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Allenamento in Potenza :
[URL]http://www.bdc-forum.it/showthread.php?t=86673[/URL]