Le soddisfazioni di un preparatore

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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:-)
quanto hai fatto?
Si, in effeti la onno non è propriamente la mia salita, troppo facile e troppo corta, ci vuole la classica sparata di forza bruta!!!


@Big_63....ma come hai fatto a ricavare il mio peso potenza senza conoscere il mio peso???non lo so nenahce io il mio peso/potenza....

Non mi ricordo bene, ma ho battuto il record che c'è sul sito, bisognerebbe chiede a maicol un forumendolo, ha tenuto il file fatto registrare sul garmin.
Era la prima volta che la facevo, non mi sono lanciato bene, ma invece quelle sono salite che erano adatte alle mie caratteristiche.
Scalatore da cavalcavia:mrgreen: poi ricca di cambi ritmo.

Quando si parla di watt o tempi in salita bisogna vedere quanto e come un'atleta recpera tra una salita e l'altra.
 

oiziorbaf

Apprendista Scalatore
8 Aprile 2005
2.544
75
www.myxperience.net
Non mi ricordo bene, ma ho battuto il record che c'è sul sito, bisognerebbe chiede a maicol un forumendolo, ha tenuto il file fatto registrare sul garmin.
Era la prima volta che la facevo, non mi sono lanciato bene, ma invece quelle sono salite che erano adatte alle mie caratteristiche.
Scalatore da cavalcavia:mrgreen: poi ricca di cambi ritmo.

Quando si parla di watt o tempi in salita bisogna vedere quanto e come un'atleta recpera tra una salita e l'altra.

il record di questo sito dici?
http://www.grimpeur.it/salite/classifica_assoluta.asp?PPrefisso=la_onno

azz....alla faccia.....ecco perché la GF del prosecco e deiva marina sono le tue gare....
Maicol l'ho incrociato oggi....
La prossima volta che vieni, dimmelo così faccio un pò di dietro moto, e aggiorno il mio best time, che è almeno di 20'' buoni di più di te.....:-)
 

peppeviner

via col vento
20 Settembre 2009
7.815
210
45
La Spezia,circondato da salite..... :-)
www.peppeviner.altervista.org
Bici
Scarsa secondo i fanatici.....
Domanda tecnica:
ho provato a fare due calcoli per confrontare O.SIMO E OIZIORBAF con il tuo
atleta e la differenza in termine di W/Kg sui 45' è ancora elevata, stiamo infatti parlando di 5,4 vs 4,6, è una differenza colmabile con l'attuale metodologia e volume di allenamento?
azz....qui si parla inglese tecnico.....nn alla mia portata. questo post è per gli atleti che "invidio".... :-)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
Quando si parla di watt o tempi in salita bisogna vedere quanto e come un'atleta recpera tra una salita e l'altra.

Esatto e in termini di test bisogna valutare lo strumento utilizzato e/o la corretta taratura dello stesso (non è un problema trascurabile), le condizioni di ripetibilità del test, ecc...

Tornando al discorso allenamento rilancio e propongo un concetto molto semplice e banale a livello di miglioramento della performance, ma che forse non è chiaro ai "negazionisti" cioè ai sostenitori del fatto che il mio intervento non sia stato necessario o importante nei miglioramenti dell'atleta.
Ogni persona ha un limite per la propria performance (atteniamoci ai limiti naturali per non andare OT)= più si sale con il miglioramento e più è difficile migliorare= la scala di miglioramento non è lineare ma esponenziale.
E' facile capire allora come migliorarsi dal 70% all'80% del proprio limite sia ben altra cosa che migliorarsi dal 90 al 95% (percentuale di limite approssimato raggiunto ora proprio dall'atleta in questione).
Per migliorare dal 70->80% probabilmente all'atleta x sono sufficienti SFR, i mitologici 1000 km di pianura o addirittura tabelle preconfezionate se non scopiazzate da altri. Per migliorarsi dal 90% (irregular 2009) al 95% non è purtroppo sufficiente....

Ma non mi meraviglio di nulla, nella nazione di 30 milioni di CT della nazionale di calcio ci sta che molti ciclisti si sentano anche preparatori e/o personal trainer se non addirittura fisiologi dello sport :mrgreen:
 

Big_63

Passista
28 Maggio 2009
3.893
622
Bergamo
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Un buon preparatore contribuisce ad ottenere il meglio, su questo non ci sono dubbi,
soprattutto individua le caratteristiche dei propri atleti e "disegna" un allenamento su misura;se paradossalmente irregular potesse allenarsi come un pro i limiti fisiologici potrebbero essere spostati più in la?
Sembra una domanda banale ma molto spesso si sente dire "se potessi allenarmi 30hr come Garzelli chissà che risultati potrei ottenere"
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
è una buona domanda e la risposta non è semplice....se uno "potesse allenarsi come Garzelli" ma non ha dimostrato certe potenzialità a livello giovanile (ci sono moltissimi atleti che per storia sportiva o altro "sbocciano" tardivamente) vuol dire che ha forse perso l'occasione di dimostrare il suo reale livello in un determinato contesto (dove, quando=nelle cat.giovanili).
Il non essere riuscito a fare ciò è una contingenza di fattori, effettivamente essere un buon corridore in certi anni probabilmente e, purtroppo, non era sufficiente (=molti veri talenti bruciati).
A mio parere compito della federazione sarebbe affiancare validi professionisti e preparatori nelle categorie giovanili per non disperdere il capitale umano e atletico che ci appartiene. Questo lo stanno facendo già in diverse nazioni....così meno atleti poi avrebbero probabilmente il rimpianto del SE POTESSI, SE AVESSI....
A livello amatoriale, presupponendo che una persona abbia un impiego e/o una famiglia, le 30h/settimana non lo renderebbero un campione, professionisti bisogna esserlo a 360° e non solo con le gambe e coi Watt ma soprattutto con testa, motivazioni, recupero, stile di vita...
 

davide79

Pedivella
1 Gennaio 2010
429
5
Bergamo
www.strava.com
Bici
S-Works SL5 + Giant TCR ISP
Non mi ricordo bene, ma ho battuto il record che c'è sul sito, bisognerebbe chiede a maicol un forumendolo, ha tenuto il file fatto registrare sul garmin.
Era la prima volta che la facevo, non mi sono lanciato bene, ma invece quelle sono salite che erano adatte alle mie caratteristiche.
Scalatore da cavalcavia:mrgreen: poi ricca di cambi ritmo.

Quando si parla di watt o tempi in salita bisogna vedere quanto e come un'atleta recpera tra una salita e l'altra.
Ma il record del sito è 12.20? preso da inizio salita sul lungolago alla fontana? Lo chiedo perchè un paio di anni fa ho fatto 12.11 ma in gruppo, nella corsa con arrivo al Ghisallo da Onno e ricordo inoltre che Giussani aveva dato a tutto il gruppo un buon 30s! da solo.
 

ciclotrainer

Apprendista Scalatore
25 Novembre 2007
2.639
237
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S3, R3, P3C, SLC-SL TdF, Cinelli Willi'n, Cinelli Experience
Tornando al discorso allenamento rilancio e propongo un concetto molto semplice e banale a livello di miglioramento della performance, ma che forse non è chiaro ai "negazionisti" cioè ai sostenitori del fatto che il mio intervento non sia stato necessario o importante nei miglioramenti dell'atleta.
Ogni persona ha un limite per la propria performance (atteniamoci ai limiti naturali per non andare OT)= più si sale con il miglioramento e più è difficile migliorare= la scala di miglioramento non è lineare ma esponenziale.
E' facile capire allora come migliorarsi dal 70% all'80% del proprio limite sia ben altra cosa che migliorarsi dal 90 al 95% (percentuale di limite approssimato raggiunto ora proprio dall'atleta in questione).
Per migliorare dal 70->80% probabilmente all'atleta x sono sufficienti SFR, i mitologici 1000 km di pianura o addirittura tabelle preconfezionate se non scopiazzate da altri. Per migliorarsi dal 90% (irregular 2009) al 95% non è purtroppo sufficiente....

Non metto assolutamente in discussione il fatto che un preparatore sia utile a costruire la performance, anzi a volte indispensabile con gi atleti diciamo difficili.
Ad esempio nell'ippica, se hai un campione nato e che si fa guidare come vuoi è fin troppo semplice, ma quando certi allenatori, soprattutto nel galoppo, tirano fuori campioni da cavalli viziosi, e te ne tirano fuori non uno ma centinaia, allora sicuramente l'allenatore ha il suo peso.
Il problema è che non si ha a che fare con cavalli, ma con persone che alla fine si chiedono, e ti chiedono il perchè delle cose.
Detto questo, a mio parere il concetto che hai espresso sul limite della prestazione è errato.
Forse è un approccio filosofico, ma tu puoi stabilire il limite di una cosa finita, e quindi se questo limite non lo conosci non ha senso fare calcoli percentuali, a posteriori potrai dire che un atleta è migliorato del 20% sul precedente test o prestazione, che evidentemente non era un limite.
Altrettanto evidente è il fatto che non si può crescere all'infinito, ma quando sei già ad alto livello ogni punto percentuale ha un peso diverso, come hai giustamente detto, e quindi è +difficile, e siccome è +difficile occorre un diverso supporto tecnico.
Tornando alla filosofia, per me il limite è la morte, cioè una cosa finita.
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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Esatto e in termini di test bisogna valutare lo strumento utilizzato e/o la corretta taratura dello stesso (non è un problema trascurabile), le condizioni di ripetibilità del test, ecc...

Tornando al discorso allenamento rilancio e propongo un concetto molto semplice e banale a livello di miglioramento della performance, ma che forse non è chiaro ai "negazionisti" cioè ai sostenitori del fatto che il mio intervento non sia stato necessario o importante nei miglioramenti dell'atleta.
Ogni persona ha un limite per la propria performance (atteniamoci ai limiti naturali per non andare OT)= più si sale con il miglioramento e più è difficile migliorare= la scala di miglioramento non è lineare ma esponenziale.
E' facile capire allora come migliorarsi dal 70% all'80% del proprio limite sia ben altra cosa che migliorarsi dal 90 al 95% (percentuale di limite approssimato raggiunto ora proprio dall'atleta in questione).
Per migliorare dal 70->80% probabilmente all'atleta x sono sufficienti SFR, i mitologici 1000 km di pianura o addirittura tabelle preconfezionate se non scopiazzate da altri. Per migliorarsi dal 90% (irregular 2009) al 95% non è purtroppo sufficiente....

Ma non mi meraviglio di nulla, nella nazione di 30 milioni di CT della nazionale di calcio ci sta che molti ciclisti si sentano anche preparatori e/o personal trainer se non addirittura fisiologi dello sport :mrgreen:

Se il tuo il tuo intervento è stato utile o ncessario a questo od un'altro atleta. Lui piu' di ogn altro puo' dirlo, penso ed immagino di si.
Nelle stagioni agonistiche trascorse ho quasi sempre ricorso ad un preparatore, sempre lo stesso dal 2002 per altro. Ho sempre avuto un rapporto di confronto con lui, non certo asettico.
Lui le SFR me le metteva:mrgreen:.Se facevo riferimento a lui vuol dire che ne sentivo il bisogno, altrimenti i soldi me li tenevo in tasca.

Senza sarei andao forte o piano allo stesso modo?
Non saprei dare una risposta assolutista. Alla fine chi pedala è l'atleta e non il preparatore.

E' sintomatico come molti ragazzi che hanno corso per anni nelle categorie giovanili magari fno agli under una volta che verso i 30nni si mettono a fare gli amatori, in molti casi non sanno cosa fare e non sono pochi.
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
8.895
347
Pampas Lacustre.
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Se guardi il sito ti mostra in 2 foto il punto di partenza e d'arrivo

Si il tempo l'ho preso esattamente dove indicavano le foto, maicol me lo aveva fatto vedere. Il tempo estto non me lo ricordo, quindi non lo scrivo per non per non fare gaffe. Se non ricordo male il record del sito dovrei averlo battuto era la prima volta che la facevo e conoscendola meglio 30secondi nelle stesse condizioni potevo tirarli giu'.

Avevo finito il giro delle Dolomiti da 2settimane. Una gara così anche se fatta molto tirata come l'ho fatta io( ultima tappa S. genesio fatta a 1400 di vam) era il 6sto giorno.
Bene se da un'impegno così recupri bene poi voli.

Si possono fare e disegnare quante tabelle si vogliono, ma quello che fa la diferenza sono sempre i giorni di gara.
Un preparatore in gamba deve dirti quando saper staccar la spina per recuperare.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
Non metto assolutamente in discussione il fatto che un preparatore sia utile a costruire la performance, anzi a volte indispensabile con gi atleti diciamo difficili.
Ad esempio nell'ippica, se hai un campione nato e che si fa guidare come vuoi è fin troppo semplice, ma quando certi allenatori, soprattutto nel galoppo, tirano fuori campioni da cavalli viziosi, e te ne tirano fuori non uno ma centinaia, allora sicuramente l'allenatore ha il suo peso.
Il problema è che non si ha a che fare con cavalli, ma con persone che alla fine si chiedono, e ti chiedono il perchè delle cose.
Detto questo, a mio parere il concetto che hai espresso sul limite della prestazione è errato.
Forse è un approccio filosofico, ma tu puoi stabilire il limite di una cosa finita, e quindi se questo limite non lo conosci non ha senso fare calcoli percentuali, a posteriori potrai dire che un atleta è migliorato del 20% sul precedente test o prestazione, che evidentemente non era un limite.
Altrettanto evidente è il fatto che non si può crescere all'infinito, ma quando sei già ad alto livello ogni punto percentuale ha un peso diverso, come hai giustamente detto, e quindi è +difficile, e siccome è +difficile occorre un diverso supporto tecnico.
Tornando alla filosofia, per me il limite è la morte, cioè una cosa finita.

Semantica più che filosofia e faccio mea culpa...invece di limite mettiamo potenziale che ha anche un valore più positivo.
Potenziale è l'insieme di passato sportivo (es visione tecnico-tattica, non è necessariamente un parametro solo condizionale), talento (difficilmente quantificabile ma non è filosofia, anche qui il passato sportivo può essere un riferimento, SE presente), valori e dati numerici e statistici (miglioramento potenza alla soglia, con che rapporto in proporzione al tempo, situazione W/kg....tutti parametri oggettivi), TEMPO A DISPOSIZIONE ma soprattutto ciò che succede dal momento in cui scende dalla bicicletta al momento in cui la re-inforcherà con implicazioni sul recupero, caratteristiche della prestazione (passista, veloce, scattista, scalatore...), tipologia di gare.
Questi e altri fattori sono dei "paletti", limiti e potenzialità non sono infinite, porsi degli obiettivi graduali di miglioramento è il compito di una preparazione mirata (più è a lungo termine e più è efficace).
 
Ultima modifica:

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
395
65
livorno
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io penso che roberto massa segua un suo concetto e criterio di allenamento, un'idea formatasi con anni di esperienze confortate ovviamente da studio solido e appassionato.
detto questo, credo che egli interpretasse limite quello che in gergo significa obbiettivo a breve, medio o lungo termine.
è evidente che il concetto di limite è correlato fortemente alla condizione momentanea di forma, che sappiamo tutti essere ciclica e oscillante.
la condizione di forma è un'espressione densa di significato.
per un preparatore su strada può significare il riscontro di un certo vattaggio espresso su un particolare percorso in un particolare periodo dell'anno, per un preparatore di palestra può essere la stabilizzazione della potenza in un test su pedana a induttanza in un certo periodo dell'anno.
ma nel fare questo tutti i preparatori parlano di limite o obbiettivo da raggiungere specificatamente in quel periodo dell'anno, più precisamente in quella data specifica.
quanto poi risulta dal test è il potenziale espresso dall'atleta su di un qualsiasi componente prestativo.
la crescita è corretto non è infinita, molti studiosi dell'allenamento hanno cercato di studiare la crescita prestativa, ebbene sono giunti a considerare che ognuno di noi detiene una riserva attuale di adattamento, tutti indistintamente: amatori,dilettanti,professionisti, semplici escursionisti....e via così.
è evidente che questa riserva si esaurisce, il compito del preparatore e qui mi ricollego a quanto detto da roberto massa, è proprio l'opportunità di strutturare l'allenamento in funzione di questa realizzazione. Per fare questo occorre osservare nell'atleta ogni modificazione di una serie di indici definiti funzionali, riportati sopra e che richiamo qui sotto:
1) aumento del livello di allenamento
2) forma sportiva
3) riduzione del livello di allenamento
 

irregular

Pignone
29 Novembre 2006
202
13
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Se il tuo il tuo intervento è stato utile o ncessario a questo od un'altro atleta. Lui piu' di ogn altro puo' dirlo, penso ed immagino di si.
Nelle stagioni agonistiche trascorse ho quasi sempre ricorso ad un preparatore, sempre lo stesso dal 2002 per altro. Ho sempre avuto un rapporto di confronto con lui, non certo asettico.
Lui le SFR me le metteva:mrgreen:.Se facevo riferimento a lui vuol dire che ne sentivo il bisogno, altrimenti i soldi me li tenevo in tasca.

Senza sarei andao forte o piano allo stesso modo?
Non saprei dare una risposta assolutista. Alla fine chi pedala è l'atleta e non il preparatore.

E' sintomatico come molti ragazzi che hanno corso per anni nelle categorie giovanili magari fno agli under una volta che verso i 30nni si mettono a fare gli amatori, in molti casi non sanno cosa fare e non sono pochi.


Io credo che senza allenamento specifico sarei arrivato comunque ad essere competitivo perchè comunque la somma di tutti gli altri fattori che non sto a ripetere e che un preparatore non tui può dare li avrei comunque espressi. In più mi piace approfondire studiare capire per cui comunque anche da solo non mi sarei allenato a caso.
Però mi son fatto però l'idea che l'ausilio di un "preparatore preparato" che non ti fa solo tabelle e tabelline,soprattutto con uno scambio di feedback continui, variazioni dell'allenamento in relazione a quello che Roberto "legge" nei miei dati, inserimento di nuove metodiche che io manco conosco (Tabata per esempio), impostazione dei cicli di carico/scarico nei micro e nei macrocicli etc. ecco io li da solo non ci arriverei ed è li che secondo me può stare (la certezza non si può mai avere) la differenza tra arrivare nei 20/30 e arrivare nei 5.
o-o
 

Big_63

Passista
28 Maggio 2009
3.893
622
Bergamo
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Io credo che senza allenamento specifico sarei arrivato comunque ad essere competitivo perchè comunque la somma di tutti gli altri fattori che non sto a ripetere e che un preparatore non tui può dare li avrei comunque espressi. In più mi piace approfondire studiare capire per cui comunque anche da solo non mi sarei allenato a caso.
Però mi son fatto però l'idea che l'ausilio di un "preparatore preparato" che non ti fa solo tabelle e tabelline,soprattutto con uno scambio di feedback continui, variazioni dell'allenamento in relazione a quello che Roberto "legge" nei miei dati, inserimento di nuove metodiche che io manco conosco (Tabata per esempio), impostazione dei cicli di carico/scarico nei micro e nei macrocicli etc. ecco io li da solo non ci arriverei ed è li che secondo me può stare (la certezza non si può mai avere) la differenza tra arrivare nei 20/30 e arrivare nei 5.
o-o
Quest'anno se quelli della Bianchi dopo le polemiche dello scorso anno,verranno dirottati sul medio, ti giochi il podio.
Se devo essere sincero cmq anche il 2h48' 90°del primo tentativo non è da tutti (ma è vero che pesavi 80Kg ed avevi pochi km di allenamento?)