consigli di guida in discesa

Claudio1982

Gregario
10 Aprile 2010
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Cuneo
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CBT Astral Plus
Ieri sera mentre scendevo una discesa divertentissima e piena di tornanti mi è tornata in mente questa di scussione è il consiglio di pinzare prima il freno posteriore e poi l'anteriore. Ho provato prima timidamente facendo passare meno di mezzosecondo dal pinzare prima l'uno poi l'altro per migliorare nelee successive frenate.
In effetti pinzare il posteriore un secondo (o anche di più???) prima dellanteriore mi da più un senso di stabilità!!! L'ho trovato un ottimo suggerimento!
Grazie.
 

Rox

Apprendista Passista
28 Luglio 2008
833
18
Caserta provincia
www.scuoladiwingtsun.it
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Bianchi - Battaglin - Ducati
Per fortuna me la cavo abbastanza in discesa. :sborone:
Seguo alcune regole/strategie che mi permettono di uscire dalla curva un po' più veloce, ovviamente quando la strada lo permette e sono certo che non ci siano auto che vengono in senso opposto. Presa bassa. Inutile dire che in rettilineo cerco la posizione più bassa e aerodinamica possibile (pancia sulla sella), in curva (tornanti e discese tecniche), prima della curva frenata più potente all'anteriore, allargo il più possibile, peso 50-50 circa, all'inizio della curva distribuisco anche la frenata tra anteriore e posteriore, facendo in modo che a metà curva possa uscire fuori dalla stessa senza toccare i freni, infine spingo sul manubrio e sul pedale dal lato della curva per far piegare di più la bici se devo stringere un po'.
 

flavio-resana

Maglia Gialla
16 Ottobre 2009
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Bianchi Specialissima CV
domanda.... ma allora perché Pantani in discesa assumeva la classica posizione ad uovo? Cioé... meglio il peso avanti o il peso dietro. Sono curioso. Flavio, grazie per i consigli.o-o

perché, probabilmente, essendo molto leggero era preferibile avere un bilanciamento aerodinamico maggiore, ma per chi ha peso consiglio di andare sulla ruota davanti (strada permettendo) anche perché in curve veloci la stabilità è molto maggiore!!!

ovvio che più aumenta la pendenza e più il peso è meglio portarlo verso la ruota posteriore.

Nei curvoni, almeno per me, è preferibile piegare bene la bici e buttare poi il peso dentro la curva, facendo così ho percorrenze nettamente più veloci degli altri...ma ci vuole un minimo di confidenza con le pieghe o-oo-o
però è troppo divertente accidenti!!
peccato che le strade non siano chiuse, altrimenti....:eek:
 

TonyTpb

Maglia Amarillo
21 Novembre 2008
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297
Milano Sud/Ovest
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A proposito di consigli, può essere utile leggere il sguente estratto da un articolo di Luca Salvatelli (leggerei con particolare attenzione l'ultimo consiglio ;) )




Come affrontare in sicurezza e velocità una discesa


La posizione in sella


In sella si deve assumere una posizione naturale, con il gluteo ben centrato in sella e le mani che impugnano la presa in basso.

L'indice delle mani è appoggiato sulla leva del freno e pronto ad intervenire (solitamente basta l'indice, ma chi lo trovasse insufficente può usare indice e medio), lo squardo è fisso in avanti, mai in basso vicino alla ruota, ma lontano. Lo sguardo in avanti serve per anticipare e calcolare dove mettere le ruote, la giusta traiettoria, le insidie dell'asfalto (buche, sporco ecc.). Mentre in rettilineo, come abbiamo detto, si devono far girare le gambe, in curva il pedale interno alla stessa è sempre in alto, onde evitare contatti con l'asfalto. Nelle lunghe discese, quelle più ripide, si può assumere una posizione più aerodinamica possibile, con il gluteo che scivola indietro sulla sella, le coscie parallele al terreno, schiacciate sul busto, e con ginocchia e coscie più strette possibile. I più bravi, e con busto ben flessibile, riusciranno a portare il gluteo fuori dalla sella, che a sua volta farà da appoggio alle coscie ben unite tra loro. Le braccia sono attaccate ai fianchi, mentre la testa rimane con lo sguardo proteso in avanti, ma il busto deve rimanere il più possibile parallelo al terreno. L'estremizzazione di questa posizione era quella assunta spesso da Marco Pantani, che scivolava con il gluteo oltre la sella e con il ventre che si appoggiava sulla stessa. Questo, però, porta ad un minor controllo del mezzo, perciò è meglio evitarla, soprattutto su strade aperte al traffico. Sempre nelle lunghe discese, un'altra tecnica è quella di avere le mani sulla presa alta, affiancate vicino all'attacco e con il busto che si protende in avanti, appoggiandosi selle braccia e con il petto sopra le mani, le gambe sono sempre orizzontali al terreno. Sconsiglio questa posizione, perché non è più efficiente della prima descritta ed ha il grande inconveniente di non avere le mani pronte sui freni, il controllo del mezzo in questo caso è affidato più che mai alla "Dea Bendata".


La frenata


La frenata è una delle parti più delicate. Se si è in posizione aerodinamica ci si rialzare con il busto tornando ben allineati in sella e si azionano entrambi i freni. Più all'anterioire, che ha maggior contatto con il suolo. Per migliorare l'appoggio e la possibilità di agire con più forza sul freno posteriore si può spostare indietro il peso del corpo, portando il gluteo all'estremità posteriore della sella. Si frena con la bici ben dritta, così si ha un maggiore appoggio dei copertoncini sull'asfalto. Con maggior vigore se questo è pulito ed in ordine, mentre se è sconnesso, c'è del brecciolino o si intravedono delle chiazze di gasolio (le varie strisce scure lasciate spesso dai camion) è meglio anticipare la frenata. I freni vanno rilasciati nel momento in cui si agisce sul manubrio per iniziare la piega. Iniziare la piega con i freni ancora in azione porta ad un rallentamento della velocità di discesa in curva e predispone ad un facile bloccaccio delle ruote (visto che in piega il copertoncino è sottoposto a carichi maggiori e quindi potrebbe non reggere la doppia pressione della curva e della frenata). Meglio quindi iniziare la svolta avendo rilasciato i freni, o al limite usando solo il freno posteriore (con parsimonia ed attenzione). Lo stesso freno posterioire può essere usato in curva, sempre con attenzione, qualora ci si accorgesse di avere una velocità troppo elevata e per aiutare la bici a "chiudere" la curva, cioè avvicinarsi maggiormente al centro-interno della curva. In questo caso, si deve fare attenzione a correggere la traiettoria, che subisce delle inevitabili modifiche sotto l'azione del freno posteriore. Qualora si fosse sbagliata completamente l'impostazione e la velocità della curva, come extrema ratio, conviene, per quel che si può, raddrizzare la bici ed agire con forza anche sul freno anteriore. Agire sul freno anteriore in curva, con la bici piegata, è sconsigliabile, perché è veramente facile perdere l'aderenza e cadere, al più si può appena sfiorare il freno, ma la sua azione sarà quasi nulla. Come tecnica di frenata, senza alcun dubbio, meglio avere frenate brevi ma decise, invece che lunghe frenate, ma con bassa pressione (tipico il comportamento di molti cicloturisti) questo perché così il materiale di attrito si surriscalda meno e rimane più efficace. Inoltre è meglio entrare in curva lentamente ed uscire poi con una buona velocità ed una traiettoria perfetta, piuttosto che entrare veloci, richiamare i freni e correggere la traiettoria, si perde più tempo e si esce dalla curva con una velocità inferiore.

La traiettoria


Le traiettorie sono la cosa forse più importante, quelle che richiedono maggiore esperienza ed allenamento.

Lo sguardo in avanti serve proprio per calcolare la migliore traiettoria possibile. La strada, quando è chiusa al traffico, va usata per intero, ogni centimetro ci permetterà di essere più veloci, ma anche più sicuri. Con lo sguardo andremo ad analizzare l'asfalo, scegliendo il percorso più pulito (quello con meno buche e meno sporco), analizzando la curva lontano, sceglieremo il percorso migliore e metteremo la bici sulla linea ideale per effettuare la frenata. Ci porteremo dalla parte opposta della curva e dopo la frenata andremo a piegare dolcemente la bici, eventualmente spostando anche il peso verso l'interno, cercando il "punto di corda", cioè il centro della curva, nella sua parte interna. Se la curva ha una raggio uguale o superiore ai novanta gradi conviene effettuare una manovra "rotonda e pulita", piegando la bici fino al punto di corda, con il pedale interno alla stessa in alto. Poi si lascia il punto di corda, cioè abbiamo fatto la metà della curva, e si punta verso il lato esterno della stessa, lasciando correre la bicicletta. Lo sguardo deve essere già proteso a scrutare la nuova traittoria ideale. Se la strada è in forte pendenza, potrebbe essere necessario richiamare in causa il freno posteriore, mai in modo brusco. Altrimenti, appena la bici è uscita dalla curva, si riparte rilanciando l'azione sui pedali. Se la curva è molto stretta, con un angolo di raggio sotto i 90 gradi, allora conviene "spigolarla". Si punta subito alla corda con la bici quasi dritta, mentre si azionano entrabi i freni, che vengono rilasciati poco prima di aver ragiunto il centro della curva; la bici è quasi dritta, il corpo centrale alla stessa, il pedale interno alla curva sempre in alto. Quindi si rilasciano i freni e si piega quel tanto per girarsi e si rilancia l'azione subito con i pedali, in quanto si è di nuovo con la bici dritta. Nelle curva più aperte, come nelle "esse" e nelle curva in rapida successione, spetta al "colpo d'occhio" stabilire quale è la tecnica migliore e la migliore traiettoria da seguire. La regola generale, in questi casi, è che la traiettoria della curva va scelta in base alla curva immediatamente successiva; ci dobbiamo trovare, quindi, in unscita dalla prima curva nelle traiettoria ideale per affrontare la curva successiva e via di seguito.



Con la pioggia

La pioggia è senza alcun dubbio una insidia in più. Oltre ad ovvie considerazioni, come copertoncini adeguati e mai gonfiati ad un numero eccessivo di bar, prudenza, si deve essere maggiormente attenti alle triettorie da seguire, alla frenata ed alla conduzione in curva. Nelle traiettorie dovremo maggiormente fare attenzione ad evitare zone sporche o con molta acqua, mentre la frenata dovrà essere meno aggressiva, più graduale e controllata, anche se più lunga. Le pieghe in curva meno accentuate e soprattutto svolte in modo meno brusco, più graduale e leggero. Anche in uscita di curva sarà preferibile rilanciare sui pedali con meno vigore, magari attendendo che la bici sia ben dritta. Meglio evitare, in generale, manovre brusche, come veloci cambi di direzione o frenate improvvise.


In gruppo


Il gruppo complica certamente la vita del discesista. Il primo consiglio è fare la propria discesa, ragionando con la propria testa, facendo attenzione a chi ci precede e chi viene dietro. Quindi, seguire comunque le proprie traiettorie, facendo attenzione ad osservare il comportamento di chi ci precede, per evitare di tamponarlo, con uno sguardo ed un orecchio rivolto a chi viene dietro per evitare che ci tamponi. E' buona cosa avere sempre un occhio sulle mani ed i comandi di chi ci precede, così da anticiparne le mosse. Soprattutto in prossimità delle curve è meglio non rimanere in scia, ma spostarsi, a destra o sinistra, in modo da avere una certa libertà d'azione sia nel posticipare la frenata sia per vedere meglio la strada e scegliere, eventualmente, delle traiettorie differenti.


Il sorpasso


Se si vuole sorpassare un avversario, meglio farlo in rettilineo, in uscita di curva e poi, alla fine, in frenata. Sempre, però, in modo rapido, evitando di rimanere affiancati a lungo. Meglio evitare di affiancare un avversario in curva, se cade lui si rischia di essere trascinati a terra.


Curve a dx e a sx


Molti hanno una differente capacità di affrontare le curve a destra rispetto a quelle a sinistra. Niente di preoccupante, alcuni possono avere delle lievissime asimmetrie del busto che portano ad una differente postura in sella. Anche la differente mobilità del busto, tra destra e sinistra, può essere influente, portando ad una maggiore facilità nell'affrontare alcune curve piottosto che altre. In ogni caso, niente di cui preoccuparsi.


Allenarsi alla discesa


I principi fondamentali sono stati detti, ora occorre allenarsi. La cosa migliore è selezionare alcune discese, ma basta anche una sufficientemente lunga, ed allenarsi a mettere in pratica ogni aspetto considerato. Fondamentale è iniziare a capire il limite di tenuta dei copertoncini o tubolari, poi la potenza e gli spazi di arresto dell'impianto frenante, quindi ci si potrà concentrare sulle triettorie e la discesa in piega. Su strade aperte al traffico, poi, è sempre bene tenere un certo margine di sicurezza, che ci permetterà di reagire con tranquillità a qualsiasi tipo di imprevisto.


L'ultimo consiglio


Andare in bici è bello, ma la vita, in generale, lo è ancora di più: mai affrontare una discesa come se fosse l'ultima della propria vita, la prudenza non è mai troppa!

Ieri sera mentre scendevo una discesa divertentissima e piena di tornanti mi è tornata in mente questa di scussione è il consiglio di pinzare prima il freno posteriore e poi l'anteriore. Ho provato prima timidamente facendo passare meno di mezzosecondo dal pinzare prima l'uno poi l'altro per migliorare nelee successive frenate.
In effetti pinzare il posteriore un secondo (o anche di più???) prima dellanteriore mi da più un senso di stabilità!!! L'ho trovato un ottimo suggerimento!
Grazie.
io quel consiglio lo avevo letto qui
 

flavio-resana

Maglia Gialla
16 Ottobre 2009
11.056
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Resana (TV)
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Bianchi Specialissima CV
io quel consiglio lo avevo letto qui

io, dopo anni di esperienza in MTB, ho imparato ad usare moltissimo il freno dietro; oltre a stabilizzare la frenata riesce a dare (con le dovute esperienze del merito) decelerazioni molto importanti, senza andare a riscaldare ed ad affaticare il freno anteriore!!o-o
io il Mostacin ed Asolo li faccio principalmente col freno dietro, salvo alcuni tornanti dove si arriva sparati a 70 all'ora, ma lì anticipo la frenata e poi mi attacco all'ultimo al freno anteriore!!
Non fate l'errore (che vedo fare a molti) di pinzare anteriore e posteriore anche in curva e poi finiscono lunghi o scivolano...in curva MAI (salvo eccezioni) pinzare i freni!!o-o
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
4.244
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Tannhäuser
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Ben8
domanda.... ma allora perché Pantani in discesa assumeva la classica posizione ad uovo? Cioé... meglio il peso avanti o il peso dietro. Sono curioso. Flavio, grazie per i consigli.o-o

le posizioni fuori sella, o a uovo come pantani con le mani sulla parte alta del manubio, o come si usava con la pancia sulla sella, sono molto aerodinamiche, ma anche parecchio pericolose. Io preferisco avere il controllo del mezzo, almeno per avere una qualche chance di scampare un eventuale pericolo.
 

carini70

Passista
6 Gennaio 2006
4.101
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Cadore
www.bdc-forum.it
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SL3-S5 Team
interessante quello che dici. Sicuramente le cose cambiano da bici a bici e da cilcista a ciclista. Io peso 68kg e la mia bianchi via nirone non fa una piega anche se si blocca il posteriore per lunghi tratti, e se sposto il peso indietro sempre il posteriore risulta parecchio efficace.
Le lithion sono le gomme che uso abitualmente perché sono molto resistenti alle forature (usate - mi ha detto un mecca che vi ha partecipato - al girobio per la tappa di gaiole sullo sterrato con ottimi risultati) e hanno una tenuta formidabile sul bagnato, anche a me è partito qualche volta l'anteriore per un attimo ma grazie a dio ho recuperato sempre...

Per quanto riguarda la frenata fin dentro la curva, complimenti, ci vuole pelo... io prima guidavo così (anche in moto - ci sono meno differenze di quanto si possa immaginare su traiettorie e frenate) poi ho cambiato stile, pinzo fin dove posso sul dritto per poi entrare in curva lasciando scorrere la bici... sennò se freno fin dentro la curva poi sono troppo lento per ripartire forse a causa del mio peso. Se invece sei potente nei rilanci, con una bici e ruote leggere, sicuramente è molto efficace fare le curve più "a spigolo" pinzando fino a metà curva. Nel mio caso (bici da 9.5kg, ruote da 2kg, e "pirlota" da 68) invece è meglio conservare l'energia e lasciare scorrere la bici. :mrgreen:
Io anche ho trovato i lithium ottimi come resistenza, molto meno come tenuta....sull'umido poi :afraid:
Per quanto riguarda la frenata solo così riesco a capire dove mollare i freni, se lo faccio prima non riesco a capire esattamente il grip della gomma.
pronti!!
quasi quasi potremmo (una volta presa la condizione x salite lunghe) farci un bel giretto...e poi in discesa divertirci molto :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
Dio ha voluto donarmi un plus sia con gli sci da discesa, sia in bici da corsa, sia in MTB!! senza tralasciare la macchina!:mrgreen:
mi ci aggiungo anch'io se possoo-o
Potete venire al mio raduno qui in montagna verso la fine di agosto....cliccate il link in calce al mio commento o-o
 

umbe25

Apprendista Passista
22 Marzo 2010
874
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prov. torino
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Pina acciaio, Wilier 110 air , Trek superfly 9.8
riesumo il mio vecchio post per dare un'impressione dopo che è passato un pò di tempo.
tra l'estate e l'autunno ho macinato qualche centinaio di chilometri,pochi purtroppo per dei problemi familiari,ma abbastanza da prendere un pò di confidenza col mezzo meccanico.e stando in montagna di discese non nè mancano mai.lunedì ho riesumato la bici dopo il letargo invernale,e mi sono buttato immediatamente giù per la discesa che porta fuori dal mio paese.è stato stupendo accorgersi che mi sembrava di esser sceso solamente il giorno prima.sono andato giù relativamente piano,ma sentivo tutto al suo posto.insomma,con un pochino di esperienza e 2 o 3 dritte giuste ci si riesce tranquillamente a godere la discesa,nonostante prima nè fossi spaventatissimo.
e adesso giù a macinar chilometri!!!!
 

(Ale74)

Maglia Amarillo
17 Agosto 2010
8.430
247
Qua
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sì -il carbonio è tornato ed è pure andato... ora rimetto in pista l'alluminio....
riesumo il mio vecchio post per dare un'impressione dopo che è passato un pò di tempo.
tra l'estate e l'autunno ho macinato qualche centinaio di chilometri,pochi purtroppo per dei problemi familiari,ma abbastanza da prendere un pò di confidenza col mezzo meccanico.e stando in montagna di discese non nè mancano mai.lunedì ho riesumato la bici dopo il letargo invernale,e mi sono buttato immediatamente giù per la discesa che porta fuori dal mio paese.è stato stupendo accorgersi che mi sembrava di esser sceso solamente il giorno prima.sono andato giù relativamente piano,ma sentivo tutto al suo posto.insomma,con un pochino di esperienza e 2 o 3 dritte giuste ci si riesce tranquillamente a godere la discesa,nonostante prima nè fossi spaventatissimo.
e adesso giù a macinar chilometri!!!!

E ricorda che le moto piegano molto di più di una bici in curva......
Significa che puoi raggiungere angoli di piega (con le coperture giuste) molto stretti.....
Te lo dice uno che in discesa ha sempre avuto timore.....poi...tanta ma tanta pratica.....
 

paul 61

Gregario
29 Agosto 2008
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WILIER ESCAPE 07 ; Ibrida Olympia Country
Ragazzi, ma voi non avete problemi a mantenere la presa bassa nelle discese lunghe, diciamo dai 10 km in su? Forse è solo un fatto di resistenza, infatti io faccio strade di montagna solo saltuariamente, purtroppo, ma dopo pochi km di discesa faccio fatica a tenere la posizione corretta, in particolare mi fa male il collo vicino la nuca, dovendo stare con la testa in iperestensione...in certe discese particolarmente ripide, in cui devo agire molto energicamente sui freni, mi si stancano anche le mani e le braccia...mi chiedevo se con più allenamento questo problema si ridimensiona...
 
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gatto nero gatto bianco

Apprendista Cronoman
5 Dicembre 2007
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bagnolo mella
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Ragazzi, ma voi non avete problemi a mantenere la presa bassa nelle discese lunghe, diciamo dai 10 km in su? Forse è solo un fatto di resistenza, infatti io faccio strade di montagna solo saltuariamente, purtroppo, ma dopo pochi km di discesa faccio fatica a tenere la posizione corretta, in particolare mi fa male il collo vicino la nuca, dovendo stare con la testa in iperestensione...in certe discese particolarmente ripide, in cui devo agire molto energicamente sui freni, mi si stancano anche le mani e le braccia...mi chiedevo se con più allenamento questo problema si ridimensiona...



pensa che io ieri ho fatto una discesa di 5 km, e ho ancora oggi il collo che mi duole,:wacko: premetto che ho molta paura e sono molto rigido:wacko:
 

MrSpock

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18 Settembre 2008
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Ragazzi, ma voi non avete problemi a mantenere la presa bassa nelle discese lunghe, diciamo dai 10 km in su? Forse è solo un fatto di resistenza, infatti io faccio strade di montagna solo saltuariamente, purtroppo, ma dopo pochi km di discesa faccio fatica a tenere la posizione corretta, in particolare mi fa male il collo vicino la nuca, dovendo stare con la testa in iperestensione...in certe discese particolarmente ripide, in cui devo agire molto energicamente sui freni, mi si stancano anche le mani e le braccia...mi chiedevo se con più allenamento questo problema si ridimensiona...

Succedeva anche a me, ma passa con la pratica e l'abitudine.

Massimo
 

crybetter90

Apprendista Scalatore
28 Maggio 2010
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Cervélo S2
Ragazzi, ma voi non avete problemi a mantenere la presa bassa nelle discese lunghe, diciamo dai 10 km in su? Forse è solo un fatto di resistenza, infatti io faccio strade di montagna solo saltuariamente, purtroppo, ma dopo pochi km di discesa faccio fatica a tenere la posizione corretta, in particolare mi fa male il collo vicino la nuca, dovendo stare con la testa in iperestensione...in certe discese particolarmente ripide, in cui devo agire molto energicamente sui freni, mi si stancano anche le mani e le braccia...mi chiedevo se con più allenamento questo problema si ridimensiona...

tutta questione di allenamento...a inizio stagione facevo 2 km e male alle mani e ai polsi....poi con l'abitudine fai anche 7-8 km senza cambiare posizione
 

luc.ele

Pedivella
23 Novembre 2009
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Bianchi Infinito Athena 12-29 R3
Ragazzi, ma voi non avete problemi a mantenere la presa bassa nelle discese lunghe, diciamo dai 10 km in su? Forse è solo un fatto di resistenza, infatti io faccio strade di montagna solo saltuariamente, purtroppo, ma dopo pochi km di discesa faccio fatica a tenere la posizione corretta, in particolare mi fa male il collo vicino la nuca, dovendo stare con la testa in iperestensione...in certe discese particolarmente ripide, in cui devo agire molto energicamente sui freni, mi si stancano anche le mani e le braccia...mi chiedevo se con più allenamento questo problema si ridimensiona...

L'allenamento e la flessibilità muscolare contano di sicuro, poi il tipo di curva (compact o no) e l'altezza dello sterzo. Secondo me un po' di dolore al collo è però inevitabile, visto che in discesa bisogna alzare gli occhi per vedere più lontano possibile e non solo la ruota davanti. Tuttavia è difficile che ci sia una discesa tanto veloce in ogni suo punto e con curve sempre così strette da non permettere di fare alcuni pezzi rilassatori in presa alta sui comandi.
Mai notati dolori a mani e braccia. Sarà che prediligo discese lunghe e veloci con curve ampie dove conta più la traiettoria dei freni.
 

wizbiz

Novellino
30 Ottobre 2009
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Bianchi Infinito
Quello che più mi colpisce dei post su questo argomento è che sembra che nessuno abbia la più pallida idea di come curva un mezzo a due ruote.
Penso che la paura derivi semplicemente da non aver capito come la bici curva effettivamente e quindi una volta che hai frenato non sai come farla girare.
Perchè non hai paura in auto? Perchè sai che se giri il volante la macchina curverà come vuoi tu e quanto vuoi tu. Hai tutto sotto controllo quindi non hai paura.
Molti ciclisti (e anche molti motociclisti) non sanno perchè la bici curva, i migliori lo fanno d'istinto (magari credendo di fare una certa cosa, inutile, ma compiendo inconsapevolmente altri gesti utili) i peggiori vanno dritti e "sentono" che la bici non gira.

bye,
Marco o-o
 

FabriBiscione

Pedivella
24 Febbraio 2012
435
5
Puglia
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Bottecchia Duello 2012 montata Campagnolo Veloce, ruote Mavic Aksium
Mi permetto di porvi questo quesito utilizzando questa discussione interessantissima sulle discese...
L'altro ieri ero in compagnia di un mio amico, io con la mia nuova Bottecchia Duello e lui con una favolosa Cinelli Saetta, avevamo inziato da qualche metro una discesa particolarmente ripida a circa 60km orari. Le condizioni dell' asfalto non erano il max in quanto essendo riparato dagli alberi, l'umidità accumulatasi nel corso della notte non si era asciugata del tutto. Ammetto ahimè che la velocità era un pò elevata ma è successo questo: ad un tratto mi sono accorto che stavo finendo addosso al compagno che mi precedeva e ho avuto l'istinto di frenare col posteriore: a quel punto è successo l'irreparabile:ruota post che ha deviato tutta da un lato, io sono finito con la schiena per terra urtando violentemente la nuca e frantumando il casco:cry::cry:
Fermo restando l'inesperienza e la c0gli0nagine che mi ha contraddistinto in questo episodio, la mia domanda è: come si frena in presenza di un ostacolo improvviso durante le discese? Inutile dirvi che questa esperienza mi ha portato ad un pò di timore nello scendere su strade che presentano buche, pietrisco o sul bagnato
 

abarthkit

Velocista
5 Dicembre 2010
5.098
245
Casa sul lago maggiore
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Bici
GIANT TCR SL0 ISP 2012
Frenare bilanciando la potenza con tutti e due i freni..... Facendo maggior pressione su quello anteriore..... E soprattutto stare in campana... Non si è in gara quindi ogni imprevisto è dietro l'angolo... Cmq ti è andata bene.... Perché cader a 60 km/h con la Bdc i danni potevano avere conseguenze ben peggiori.... Buona Pasqua!
 

Ice70

Apprendista Cronoman
23 Settembre 2011
3.329
73
Rimini
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troppe!
Guarda io sono una pippa in discesa... vado molto più piano rispetto ai miei compagni... più che altro è un timore mio perchè appunto le velocità a volte sono molto alte ed un piccolo imprevisto può avere (come è successo a te) avere conseguenze a volte gravi...
Visto che non sono pagato per correre (e tengo famiglia) cerco almeno in discesa di essere più prudente che in altre situazioni...
Detto questo ritorna presto in sella ed all'inizio falle piano con calma passando il tempo ti abituerai di nuovo a percorrerle più velocemente.
Una buona indicazione te la può dare un compagno avanti a te riguardo traiettorie e frenate... ma occhio alle distanze di sicurezza!
o-o
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.066
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
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7 Tour de France consecutivi!
Mi permetto di porvi questo quesito utilizzando questa discussione interessantissima sulle discese...
L'altro ieri ero in compagnia di un mio amico, io con la mia nuova Bottecchia Duello e lui con una favolosa Cinelli Saetta, avevamo inziato da qualche metro una discesa particolarmente ripida a circa 60km orari. Le condizioni dell' asfalto non erano il max in quanto essendo riparato dagli alberi, l'umidità accumulatasi nel corso della notte non si era asciugata del tutto. Ammetto ahimè che la velocità era un pò elevata ma è successo questo: ad un tratto mi sono accorto che stavo finendo addosso al compagno che mi precedeva e ho avuto l'istinto di frenare col posteriore: a quel punto è successo l'irreparabile:ruota post che ha deviato tutta da un lato, io sono finito con la schiena per terra urtando violentemente la nuca e frantumando il casco:cry::cry:
Fermo restando l'inesperienza e la c0gli0nagine che mi ha contraddistinto in questo episodio, la mia domanda è: come si frena in presenza di un ostacolo improvviso durante le discese? Inutile dirvi che questa esperienza mi ha portato ad un pò di timore nello scendere su strade che presentano buche, pietrisco o sul bagnato

diciamo che si dovrebbe modulare la frenata con entrambi i freni, spostando il peso del corpo leggermente verso il posteriore, poi però la cosa fondamentale è prestare sempre la massima attenzione in discesa e lasciarsi sempre un piccola margine di sicurezza per frenare, non stiamo facendo una gara e non ci stiamo giocando la vittoria!!!
comunque ti è andata bene!!!