L'italiano esterofilo

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
25 Dicembre 2006
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Quindi perchè io dovrei scegliere un prodotto straniero anzicchè uno italiano? Ecco l'esterofilia.


Il problema secondo me è proprio qui.

Tu dici che la globalizzazione non calza in questo esempio, non è affatto così invece.

Se parliamo a livello artigianale il tuo discorso è più che giusto e perfettamente calzante, a livello industriale invece il concetto è, come dicevo, anacronistico.
L' evoluzione industriale causata dall' avvento di internet ha portato a fare in modo che non esista più un prodotto industriale italiano tedesco o inglese, ma esiste solamente un prodotto con scritto sul tubo "tizio", "caio", o "sempronio" e se questo nome suona italianeggiante, americaneggiante o puramente cinese non cambia, in quanto su una stessa fascia di prezzo la qualità del prodotto sarà probabilmente molto simile, indipendentemente dalla nazionalità del marchio commercializzante.
Diversi economisti definiscono questa la quarta rivoluzione industriale, (la terza è stata all' avvento di internet), che ha portato come tutte le rivoluzioni industriali a uno stravolgimento del mercato, con conseguente impoverimento e arricchimento di determinate categorie di popolazione, questo fenomento comunque andrà equilibrandosi nel tempo (legge della mano invisibile di Smith).

Vorrei farti l' esempio di un nostro grande imprenditore, quale Brunello Cuccinelli, che nel 2009, anno della crisi, ha adottato una strategia di marketing controcorrente, aumentando in quell' anno il suo fatturato del 30% (se cerchi su internet troverai ampi reportage sul suo conto).

Opinioni diverse, i forum sono belli per questo o-o
 
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Ambatula

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Vorrei farti l' esempio di un nostro grande imprenditore, quale Brunello Cuccinelli, che nel 2009, hanno della crisi, ha adottato una strategia di marketing controcorrente, aumentando in quell' anno il suo fatturato del 30% (se cerchi su internet troverai ampi reportage sul suo conto).
Si, lo conosco, e condivido il tuo parere.
Ma non in tutto.
Faccio un esempio e spero che sia preso solo per tale.
Se una marca qualsiasi italiana, di qualsiasi prodotto merceologico, decide di produrre fuori dall'Italia, lo fa a causa della globalizzazione. ma non per questo compri un prodotto estero.
Mi spiego: se produci in un Paese dove la manodopera è bassa, la motivazione è da ricercare nella concorrenza che esige prezzi al consumatore sempre più bassi. Sia ben chiaro che non condivido questa politica, ma è una delle cause del livellamento dei prezzi al consumatore, dei costi alti della manodopera italiana, delle certificazioni che in altri Paesi non sono obligatorie, etc....... Infatti se si compra un qualsiasi prodotto artigianale, mediamente, costa di più proprio per i costi di produzione maggiori.
Inoltre, se compro un prodotto italiano, che produce all'estero, sto comunque sostenendo l'economia italiana. Esempio: se compro una Fiat assemblata in Slovenia, non sto sostenendo gli sloveni, ma sto sostenendo la Fiat.
Altro discorso sulla produzione italiana all'estero: quando una grossa azienda decide di produrre all'estero, la fabrica manufatturiera riceve il know-how dalla casa madre, quindi non sono tanto convinto che, ad esempio, i prodotti Nike prodotti a Taiwan non siano di ottima fattura, oppure che i prodotti Cannondale prodotti sempre a Taiwan (?) non siano uguali a quelli prodotti in USA. (esempi, sono solo esempi)
o-o
 

pantera

Velocista
5 Marzo 2009
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da corsa
...e con il titolo non dico niente di nuovo.
Ma io non riesco a rassegnarmi a vedere gente che giustifica acquisti scegliendo marchi stranieri dicendo che sono i migliori.
Fossimo neozelandesi......
Ma siamo italiani!!!! Vantiamo i migliori costruttori di biciclette, siamo invidiati da tutto il mondo, siamo un modello per costruttori e designer stranieri, storicamente siamo stati tra i primi in praticamente tutto..........e poi leggo e vedo gente che denigra la Campagnolo, compra robaccia cinese, compra roba tedesca a poco prezzo, denigra e parla male di marchi storici italiani (Bianchi su tutti!!!!).
Insomma a me questa situazione mi fa veramente inc......are!
Soprattutto perchè chi compra bici cinesi, poi si lamenta della cassaintegrazione e della mancanza di lavoro!!!!!!!!!!
giusto per rimanere sui marchi da te citati campagnilo produce in romania,bianchi produce il top di gamma in cina (quindi non robaccia).
se c'è mancanza di lavoro prenditela con i produttori italiani che producono a l'estero
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
25 Dicembre 2006
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Mi spiego: se produci in un Paese dove la manodopera è bassa, la motivazione è da ricercare nella concorrenza che esige prezzi al consumatore sempre più bassi. Sia ben chiaro che non condivido questa politica, ma è una delle cause del livellamento dei prezzi al consumatore, dei costi alti della manodopera italiana, delle certificazioni che in altri Paesi non sono obligatorie, etc.......


Non sempre si produce in un paese perchè la manodopera è bassa, l' esempio delle bici a taiwan calza a pennello sotto questo aspetto, è inultile negare infatti che il miglior carbonio è a taiwan, come è inutile negare che le migliori cucitrici sono alle mauritius, se poi in questi paesi la manodopera è anche a basso costo, benvenga!






Inoltre, se compro un prodotto italiano, che produce all'estero, sto comunque sostenendo l'economia italiana. Esempio: se compro una Fiat assemblata in Slovenia, non sto sostenendo gli sloveni, ma sto sostenendo la Fiat.

Ecco un altro punto in cui non sono d' accordo. In conseguenza alla globalizzazione comprando un prodotto la cui casa commercializzante è di una certa nazionalità, non sostengo solo questo paese, ma tutti i paesi della catena di produzione.
Porto alcuni esempi per rendere più chiaro il discorso: se compro una Pinarello, non sostengo solo il mercato italiano, ma sostengo anche il mercato tedesco (dico a caso, per fare un esempio), che ci ha messo gli ingegneri, il mercato cinese che ci ha messo la fabbricazione, il mercato indonesiano che me l' ha assemblata e infine anche il mercato dello stato dove viene venduto il prodotto finito.
Il medesimo discorso può essere fatto per qualsiasi categoria merceologica.

Chi si impoverisce, è l' industria che punta al vero made in italy contenendo i costi, dobbiamo invece ben imprimerci nella mente che noi italiani non siamo famosi per gli stracci e le fiat, ma per l' alta sartoria e le ferrari. Inutile che cerchiamo vie di fuga per combattere la concorrenza sul prezzo, ma applichiamoci per arricchire di quella componente estetica che tanto siamo bravi a creare il prodotto la cui produzione poi sara destinata a paesi diversi a seconda della categoria di prezzo a cui apparterrà.

Sottinteso che anche le mie sono solo opinioni o-o.
 

scomed

Pignone
27 Settembre 2004
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Fiorano Modenese
www.bikexp.com
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merida
Ho letto solo commenti che mi confermano che l'italiano medio è esterofilo. A me fa molta rabbia

Penso che l'italiano medio cerca semplicemente il miglior rapporto qualità-prezzo, e i costruttori italiani non fanno niente per migliorare sotto questo aspetto.
Infatti spesso un prodotto italiano si compra meglio all'estero che in italia. Assurdo!
 

lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
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Rose X-Lite Six, Canyon Ultimate CF10
Però se uno compra un prodotto straniero, magari lo fa solo perchè gli piace di più. Su certe cose non si possono fare certi discorsi sennò dovremmo abolire tutte le concessionarie di automobili (esempio) estere in Italia e all'estero fare lo stesso per quelle italiane.
La bici è come l'automobile, se mi piace la BMW non comprerò mai una Fiat, quindi se mi piace una Scott o una Stork o una Focus.... non vedo perchè comprare Pinarello o Colnago.
Secondo me è solo questione di gusti.
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
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Però se uno compra un prodotto straniero, magari lo fa solo perchè gli piace di più. Su certe cose non si possono fare certi discorsi sennò dovremmo abolire tutte le concessionarie di automobili (esempio) estere in Italia e all'estero fare lo stesso per quelle italiane.
La bici è come l'automobile, se mi piace la BMW non comprerò mai una Fiat, quindi se mi piace una Scott o una Stork o una Focus.... non vedo perchè comprare Pinarello o Colnago.
Secondo me è solo questione di gusti.

Senza dubbio, ma il discorso era più centrato su un' altra motivazione, ovvero:

Dato che fino a non troppo tempo fa questo tipo di scelta non era possibile, come influisce questo fenomeno sulla nostra economia? Ecco più o meno ho fatto il punto della situazione :-x
 

lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
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Senza dubbio, ma il discorso era più centrato su un' altra motivazione, ovvero:

Dato che fino a non troppo tempo fa questo tipo di scelta non era possibile, come influisce questo fenomeno sulla nostra economia? Ecco più o meno ho fatto il punto della situazione :-x
Influisce allo stesso modo per il quale in America si vende solo pasta italiana e vestiti idem..... Dobbiamo vantarci di essere i migliori a fare certe cose e saperle esportare all'estero. Ci sono paesi (anche orientali) che fanno prodotti eccellenti e noi non facciamo altro che comprarli.
Ti faccio un esempio: se uno straniero vuole comprare il Parmigiano Reggiano sa che deve essere un prodotto italiano e io so che se voglio un cellulare o un computer o un televisore....... di italiano non trovo proprio un bel nulla, ma questo non significa che non sono buoni.
Altro esempio al contrario: assurdo comprare le mozzarelle blu (tedesche) in Italia quando noi siamo il paese per eccellenza di produzione del prodotto.... e come se i tedeschi venissero a comprare i wrustel da noi;nonzo%
Quindi ci vuole logica nel saper scegliere cosa comprare e cosa no.
 

Ambatula

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2010
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Influisce allo stesso modo per il quale in America si vende solo pasta italiana e vestiti idem..... Dobbiamo vantarci di essere i migliori a fare certe cose e saperle esportare all'estero. Ci sono paesi (anche orientali) che fanno prodotti eccellenti e noi non facciamo altro che comprarli.
Ti faccio un esempio: se uno straniero vuole comprare il Parmigiano Reggiano sa che deve essere un prodotto italiano e io so che se voglio un cellulare o un computer o un televisore....... di italiano non trovo proprio un bel nulla, ma questo non significa che non sono buoni.
Altro esempio al contrario: assurdo comprare le mozzarelle blu (tedesche) in Italia quando noi siamo il paese per eccellenza di produzione del prodotto.... e come se i tedeschi venissero a comprare i wrustel da noi;nonzo%
Quindi ci vuole logica nel saper scegliere cosa comprare e cosa no.

Bravo!!!! D'accordo su tutto!!!!

Per me questo discorso vale anche per le bici.
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
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Ti faccio un esempio: se uno straniero vuole comprare il Parmigiano Reggiano sa che deve essere un prodotto italiano e io so che se voglio un cellulare o un computer o un televisore....... di italiano non trovo proprio un bel nulla, ma questo non significa che non sono buoni.
Altro esempio al contrario: assurdo comprare le mozzarelle blu (tedesche) in Italia quando noi siamo il paese per eccellenza di produzione del prodotto.... e come se i tedeschi venissero a comprare i wrustel da noi;nonzo%
Quindi ci vuole logica nel saper scegliere cosa comprare e cosa no.

Infatti io non ho detto che non sono buoni! Ho detto che i prodotti sviluppati secondo i principi della globalizzazione sono generalmente nel complesso migliori di quelli prodotti in un singolo paese.
Se un cellulare o un pc lo producessero in cina probabilmente sarebbe assemblato in maniera egregia, costerebbe una miseria, ma sarebbe bruttissimo e avrebbe un softwere mediocre. Grazie alla globalizzazione invece abbiamo cellulari disegnati da italiani, quindi molto belli, con sw sviluppati da americani che funzionano in maniera egregia (spesso, non sempre), e assemblati in maniera egregia da cinesi.
Così come il parmigiano, ok è un prodotto italiano, ma la plastica con cui è confezionato da dove viene?
Il mio intento era affermare come la globalizzazione sia un fenomeno negativo solo nel caso in cui il soggetto non la sappia interpretare.
 

maybe

Cronoman
13 Agosto 2009
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cinelli
La globalizzazione è un altro esempio che non calza con il mio concetto.
La globalizzazione è un fenomeno di sviluppo in cui le relazioni a livello mondiale danno come effetto uno scambio economico e culturale tra diversi Paesi nel mondo (spero che almeno su questo siamo d'accordo....)
La globalizzazione ci permette di ampliare la nostra scelta (e teoricamente di alzare il rapporto qualità/prezzo........ma questo è tutto da discutere).
[...]

se dici che la globalizzazione non c'entra, ahimè, stiamo in due paesi diversi. Mi dispiace ma pare ti stia arrampicando sugli specchi (ma alla grande!)
In più servono esempi pratici, dire: "questo mi offre questo a pari livello con questo, scelgo italiano e non straniero" non vuol dire ASSOLUTAMENTE niente.
È poco definirlo qualunquismo, quindi vedi di chiarire perché non hai detto nulla.
Quali sono i prodotti allineati tra loro? Quali sono i prodotti italiani, quali non lo sono? Se avessi studiato un minimo sapresti che gli effetti della globalizzazione si trovano dal più semplice spazzolino da denti al più complesso pc da cui scrivi, ergo dire:
la globalizzazione non mi aiuta, nè economicamente nè qualitativamente, perchè i prodotti che io devo scegliere (stiamo parlando esclusivamente di ciclismo) sono allineati tra loro, sono uguali, hanno lo stesso prezzo (e se non è uguale, è molto simile).
è fuffa, ma fuffa buona :mrgreen:


ps. grazie per il meno :-x
 

lupo solitario

Ammiraglia
3 Febbraio 2008
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Quelle che testo.
Non sono d' accordo.

La globalizzazione non sta impoverendo il mondo, lo sta cambiando, e finchè tutti, dall' operaio all' imprenditore, non si adeguano ai nuovi standard del mondo globalizzato, essi saranno esclusi dal mercato, provocando una reazione a catena che indebolisce l' economia del paese.

La globalizzazione sta quindi impoverendo chi non è così dinamico da adeguarsi alle nuove leggi del mercato, ed essendo noi un paese, dal punto di vista dell' industria, molto conservatore, non possiamo che risentirne.

Riguardo la tua ultima frase sugli aiuti..si è vero, e va benissimo, ma è una medicina in grado di rallentare il dolore, non di annientarlo per sempre.

se la globalizzazione significa spostare la produzione dove costa di meno, sottopagando i dipendenti e portando via il lavoro a chi non può andarsene via, anche perchè sarebbe impossibile essere integrati in ogni parte del mondo in cui si vada, non vedo dove sia il progresso sociale.
Ovviamente il vantaggio solo imprenditoriale ma solo virtualmente perchè prima o poi le aree da sfruttare finiranno e allora tutti in cina.
La qualità si paga anche in termini di manodopera che non deve essere sfruttata in modo da indurla al suicidio come in cina o a vivere in villaggi poveri, per la gloria dei marchi. Non dobbiamo pensare solo da consumatori miopi, dobbiamo pensare che un prodotto deve essere orgoglio di una nazione come la ferrari. o-o
 

yuk

Scalatore
1 Marzo 2007
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triciclo
se la globalizzazione significa spostare la produzione dove costa di meno, sottopagando i dipendenti e portando via il lavoro a chi non può andarsene via, anche perchè sarebbe impossibile essere integrati in ogni parte del mondo in cui si vada, non vedo dove sia il progresso sociale.
Ovviamente il vantaggio solo imprenditoriale ma solo virtualmente perchè prima o poi le aree da sfruttare finiranno e allora tutti in cina.
La qualità si paga anche in termini di manodopera che non deve essere sfruttata in modo da indurla al suicidio come in cina o a vivere in villaggi poveri, per la gloria dei marchi. Non dobbiamo pensare solo da consumatori miopi, dobbiamo pensare che un prodotto deve essere orgoglio di una nazione come la ferrari. o-o

nel mio comune negli ultimi mesi pultroppo 3 suicidi di imprenditori.... Italiani
 

GiacomoOPERA

Apprendista Passista
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se la globalizzazione significa spostare la produzione dove costa di meno, sottopagando i dipendenti e portando via il lavoro a chi non può andarsene via, anche perchè sarebbe impossibile essere integrati in ogni parte del mondo in cui si vada, non vedo dove sia il progresso sociale.
Ovviamente il vantaggio solo imprenditoriale ma solo virtualmente perchè prima o poi le aree da sfruttare finiranno e allora tutti in cina.
La qualità si paga anche in termini di manodopera che non deve essere sfruttata in modo da indurla al suicidio come in cina o a vivere in villaggi poveri, per la gloria dei marchi. Non dobbiamo pensare solo da consumatori miopi, dobbiamo pensare che un prodotto deve essere orgoglio di una nazione come la ferrari. o-o

No io non intendevo quello della globalizzazione, intendevo che la globalizzazione prende in ogni paese ciò che di meglio ha.
 

Ambatula

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se dici che la globalizzazione non c'entra, ahimè, stiamo in due paesi diversi. Mi dispiace ma pare ti stia arrampicando sugli specchi (ma alla grande!)
In più servono esempi pratici, dire: "questo mi offre questo a pari livello con questo, scelgo italiano e non straniero" non vuol dire ASSOLUTAMENTE niente.
È poco definirlo qualunquismo, quindi vedi di chiarire perché non hai detto nulla.
Quali sono i prodotti allineati tra loro? Quali sono i prodotti italiani, quali non lo sono? Se avessi studiato un minimo sapresti che gli effetti della globalizzazione si trovano dal più semplice spazzolino da denti al più complesso pc da cui scrivi, ergo dire:
è fuffa, ma fuffa buona :mrgreen:


ps. grazie per il meno :-x
Se avessi letto con attenzione il mio post ti saresti accorto che ho detto che la globalizzazione non è inerente al mio concetto. E non che la globalizzazione non c'entra in assoluto.....infatti poi ne parliamo con Opera

Non mi sto arrampicando sugli specchi, ma ho esposto le mie ragioni, senza fare elenchi sterili con Cannondale, Pinarello ecc....ecc....che avrebbero solo confuso le idee, focalizzando l'attenzione sui marchi e non sul "concetto".

Se io scrivo in italiano e tu non capisci, non vuol dire che non dico "assolutamente nulla", ma che tu non leggi con attenzione (spero per te che sia così)

Per ultimo, la tua frase "se avessi studiato un minimo" è offensiva e arrogante.