L'entusiasmo per la bici arriva quando allenandoti/passeggiando/pedalando stai bene, ti senti libero e dimentichi i problemi.
Se poi l'entusiasmo ti porta all'agonismo è una conseguenza di ciò, ma senza la passione non fai nulla nemmeno lì.
I casi di agonisti che dopo pochi anni non hanno la benchè minima voglia di toccare più una bici nemmeno per una sgambata sono la prova che il limite è quando si sfocia nel fanatismo, mentre l'infinito e dettato dalla passione.
La mia passione per la montagna e lo sci di fondo mi ha portato alla bicicletta; di per se stessa la bici non mi piace, se non ci fossero le salite e i dislivelli nemmeno mi impegnerei a farla.
Non per niente il mio naturale sfogo e attitudine la trovo nella mtb, ma in questa non trovi le salite lunghe della bicicletta da strada.
La bici è un isolarsi, un immergersi in sè stessi, un riflettere, un faticare, una metafora "bella" della vita che è tutta in salita.
Dopo una giornata tra computer,telefoni,rumori di macchinari in continuo funzionamento non c'è niente di meglio che spegnere il telefonino, prendere al propria bici e allenarsi con impegno oppure fare un semplice giro, perchè la bici è quella libertà che la vita moderna non ci dà.
Meglio l'alba tra i monti pedalando o un tramonto di una stupida, dipersiva e rumorosa serata in discoteca in mezzo a chi non sà cosa è la vita vera.
Penso sempre che si viva di giorno e che la notte serva per portare consiglio per il giorno dopo.
Fosse facile farlo capire ai giovani d'oggi sempre più persi tra vizi inutili e tecnologia; non conoscono le risorse infinite della natura e dell'ambiente, sempre più chiusi nei loro ghetti virtuali e nella materialità che il modo offre per lucro.
Si sta bene anche con poco anzi meglio.
La bici è libertà e spensieratezza: poco importa se è giorno o notte. Io voglio libertà.
La bici e gli sci stretti sono gli unici ad offrirmelo.

E lo capisci solo quando gli impegni quotidani ti danno poco tempo e ti responsabilizzano.

Solo così ho capito l'importanza dello sport