Desideravo condividere con voi una riflessione circa l'ultima fatica di Dario, il Day Is Done: quando ci riesco, tento di osservare con una certa attenzione le reazioni di una persona, o di un gruppo di persone, che si trovano a vivere da vicino un cambiamento, intendo dire un evento che possa portare o dire qualcosa di nuovo rispetto alla routine, magari anche molto appagante, vissuta fino ad allora.
C'è una vera percezione del cambiamento? Oppure occore del tempo per apprezzarlo ed in seguito metabolizzarlo? Che c'entra tutto ciò con le bdc vi chiederete?
Il Day Is Done è una rivoluzione sotto forma di "otto tubi giuntai", è innovazione nel rispetto della tradizione, è uno sguardo proteso al futuro senza perdere di vista quanto di buono e corretto è stato fatto in passato.
Dico questo perchè onestamente mi aspettavo maggior "clamore" in seguito al parto di questo manufatto, una maggiore curiosità, siamo pur sempre al cospetto di una vera mosca bianca.
Una "macchina da corsa" concepita per essere competitiva sui campi di gara nell'anno 2010, con performances credo simili ad un Marcelo, realizzata in acciaio con tubi oversize e congiunzioni.......Per chi fra voi è appassionato di alta fedeltà, non vi ricorda il guanto di sfida lanciato dagli amplificatori a valvole a quelli a stato solido?
Che anche questa volta Dario agisca da precursore, come accadde tanti anni fa col Tig? Quanti saranno in grado di seguirlo, mi chiedo, senza cadere in una sterile emulazione? Quanti sapranno cogliere lo spirito e le motivazioni che hanno spinto un professionista, al culmine della carriera, a mettersi in gioco in un terreno non ancora esplorato da alcuno?
