Siamo a livello di teoria pura
Se ipotesi, sperimentazioni e simulazioni coincidono, una teoria può essere considerata come adeguatamente rappresentativa della realtà. Ovviamente non sono sufficienti i risultati di uno studio per giungere ad una teoria.
un certo Caldwell ha riscontrato che il massimo punto di forza varia in relazione con la pendenza, all'8% viene anticipato.
Considera che comunque si tratta di un singolo studio, che deve quindi essere letto alla luce degli altri studi in merito per non avere una visione parziale del problema.
Questa situazione comporterebbe di fatto un'accorciamento della leva, se fai un disegnino ti renderai facilmente conto del fatto, ed è risaputo che una leva + corta richiede maggiore forza
Ovviamente dipende da come imposti il ragionamento, cioè se in termini di AEPF o di componente verticale della forza globale... siccome la componente utile è quella tangenziale, io preferisco continuare a ragionare a parità di braccio della coppia (non ce l'ho con te, Braccio

), cioè relativamente alla lunghezza della pedivella.
Anche perchè questo approccio -se è di interesse ragionare solo in termini di effetto utile (coppia e/o potenza)- mi pare fisicamente più corretto, visto che è comunque la componente tangenziale a produrre l'effetto utile; inoltre è anche più facile da interpretare, siccome in questo modo tutta la variabilità angolare della coppia rimane confinata nella forza, fra l'altro con lo stesso andamento (visto che C=F*r, r=const).
Diverso il discorso se si vuole analizzare il contributo dei singoli muscoli (per capire se vi possano essere differenze nell'applicazione della forza fra salita/pianura), per cui dovrebbe essere necessario ragionare in termini di forza globale applicata (salvo valutarne comunque la componente utile per ottenere una correlazione con le variabili di uscita del sistema).
per cui è normale che in salita la componente forza sia più importante che in pianura, e solo una grande resistenza alla forza permette di esprimere maggior potenza media, e molti hanno una maggiore capacità a ritmi di pedalata +bassi, per cui per me questa è l'ipotesi più plausibile rispetto all'eventuale differenza di FTP tra salita e pianura.
Certamente in salita le resistenze al moto preponderanti (gravità) sono anche quelle più stabili, con conseguente maggiore facilità a mantenere lo sforzo. Oltre a questo, per ora non ho trovato giustificazioni generali che mi abbiano convinto pienamente.
Dal punto di vista del quadrante infatti uno sforzo a 95-100 rpm a medesima potenza verrebbe collocato esattamente nello stesso punto indipendentemente dal fatto che sia salita o pianura, per cui il problema non esiste nei termini nei quali è posto.
A significare che un'analisi a quadranti, da sola, non è comunque esaustiva nel descrivere una certa tipologia di sforzo. D'altronde la self-selected cadence adottata in salita (su una certa pendenza) è tipicamente diversa dalla self-selected cadence adottata in pianura.
una cosa importante e non da tralasciare visto che mi sembra di percepire una grande (forse eccessiva?) focalizzazione su TSS, cito la fonte diretta, cioè Coggan:
Personalmente sono d'accordo, visto che il TSS è "soltanto" una misura globale; non è comunque possibile prescindere dalla conoscenza delle tipologie di sforzo inserite.