Tecnica e dinamica di pedalata

lucas.

Scalatore
17 Aprile 2008
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tornando sul sig. Christoph Fuhrbach e i suoi sandali, mi permetto di dire che ha si fatto una grande prestazione però i suoi sandali vanno bene solo per le cronoscalate ( infatti si distingue solo in quelle). Per il resto non credo sia adatto a percorsi granfondistici variegati ( continui cambi di ritmo, scatti in pianura e cose del genere ) . Quindi grandissimo podista ( quello sì ;-) ) e grande cronoscalatore ma, con i sandali, IMHO , ciclista incompleto.
Scusate l'incursione nel thread ma volevo scrivere la mia opinione.
Per quanto riguarda le pedivelle, logico che la pedivella più corta a parità di forza applicata necessiti di maggior cadenza per compensare la minor leva. Credo però che tra 172.5 e 175 cambi molto poco. Perchè poi va a finire che con la pedivella più corta si scende di un pignone per aumentare il rapporto per non dovere aumentare la cadenza (aumentando la forza poi alla fine). Sarebbe bello però attraverso i calcoli matematici fare una tabella di confronto con lunghezza pedivelle, potenza, forza, sviluppo metrico, pignoni, velocità....non è difficile, ci vuole tempo ;-)
ciao!
 

marcuzzo

Apprendista Velocista
4 Maggio 2007
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dici che non sei d'accordo,ma poi nei fatti mi dai ragione dicendo che a parita' di rapporto e potenza occorre più forza con pedivelle da 155mm
e se questa forza non ce l'hai come fai?o scali rapporto più leggero ecco l'agilità oppure non avendo forza cala la cadenza e di conseguenza la potenza,quindi tutta sta agilità con pedivelle corte non la vedo,provato sul campo con misuratore di potenza
E infatti io intendevo a parità di prestazione(potenza)si va più agili se spontaneamente usi una cadenza di 86 rpm per fare 300 watt medi con pedivelle sensibilmente più corte farai gli stessi watt con il rapporto che ti pare a 90 rpm,sono numeri che ho buttato li naturalmente,credo per 2.5 mm sia difficile trovare differenze sensibili.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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ciao roberto, potresti mettere una tabella con in dati dello stesso percorso effettuato con tacchette "tradizionali" per fare il confornto con questa?

sì, appena riesco faccio articolo su posizionamento midfoot, presupposti e caratteristiche. Su stessa salita a differenza di 9gg +30W. Le condizioni però non erano le stesse venendo ora da 5 gg di guida bikehotel (praticamente ogni gg 3/4h in Z1-2) e quindi c'è stata da una parte una minima super compensazione con il carico precedente, dall'altro lato c'è da dire che erano 2 anni che non riprovavo questa posizione.

tornando sul sig. Christoph Fuhrbach e i suoi sandali, mi permetto di dire che ha si fatto una grande prestazione però i suoi sandali vanno bene solo per le cronoscalate ( infatti si distingue solo in quelle). Per il resto non credo sia adatto a percorsi granfondistici variegati ( continui cambi di ritmo, scatti in pianura e cose del genere ) . Quindi grandissimo podista ( quello sì ;-) ) e grande cronoscalatore ma, con i sandali, IMHO , ciclista incompleto.
Scusate l'incursione nel thread ma volevo scrivere la mia opinione.
Per quanto riguarda le pedivelle, logico che la pedivella più corta a parità di forza applicata necessiti di maggior cadenza per compensare la minor leva. Credo però che tra 172.5 e 175 cambi molto poco. Perchè poi va a finire che con la pedivella più corta si scende di un pignone per aumentare il rapporto per non dovere aumentare la cadenza (aumentando la forza poi alla fine). Sarebbe bello però attraverso i calcoli matematici fare una tabella di confronto con lunghezza pedivelle, potenza, forza, sviluppo metrico, pignoni, velocità....non è difficile, ci vuole tempo ;-)
ciao!

- la posizione dell'Atleta è midfoot, cioè quella che qualsiasi neofita o anche un bambino che sale in bicicletta la prima volta utilizza. Perchè non con appoggio metatarsale? Perchè inconsciamente il nostro organismo punta sempre al minimo dispendio e l'utilizzo di gemelli+soleo (soprattutto i primi) è un dispendio accessorio eccessivo. Questi inoltre sono muscoli fasici (controllo interezione corpo e gravità) e sono i muscoli che hanno una "priorità" a monte (SNC). Utilizzati con scopo dinamico, cioè per produrre movimento e non solo per controllare la relazione con la gravità, ed in questo caso essendo di piccole dimensioni...sono più affaticabili e sono anche muscoli molto "sensibili" nel dare feedback di affaticamento. Non è solo una questione tecnica per cui la signora che va a fare la spesa o il bambino sulla bici a rotelline utilizzano la pianta del piede, è un fattore inconscio di "salvaguardia" energetica e riduzione senso di fatica.
La posizione midfoot sicuramente riduce la capacità di accelerazione e di cambio di ritmo (già scritto in precedenza) ma può essere utile in discipline o prove dove la richiesta di applicazione torque è pressochè costante. Come riferimento, anche se n=1, ho utilizzato questa posizione 2 volte sia in una MF che in una GF e nel primo caso piazzandomi nei primi 10 assoluti (8° se non ricordo male). Quindi non darei giudizi così drastici sul fatto che sia una posizione "SOLO" per determinati scopi. Ovviamente non è per tutti, se un atleta si trova bene con la sua posizione attuale non c'è motivo per cambiare, a meno che sia dotato di buona curiosità e conoscenze specifiche su cosa e come variare la propria postura in relazione a questo cambio tecnico.

- una tabella come sopra proposta sarebbe abbastanza inutile perchè la forza applicata alle pedivelle non è mai costante (vd grafico sopra) mentre i valori a cui andrebbero a far riferimento sono solo quelli medi.
La differenza tra forza media e di picco applicata in genere è in rapporto 1:2, ma ciò che cambia notevolmente è (o può essere) come si raggiunga e si mantiene il picco o la parte predominante propulsiva dell'azione di pedalata (es >arco di spinta efficiente) con azioni anche abbastanza diverse, vd ancora grafico precedente. Più utile una tabella con differenti forme e caratteristiche di coppie torcenti e loro associazione e differenti lunghezze di pedivelle, ma sarebbe comunque ancora solo un modello teorico, anche se un pò più specifico.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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tornando sul sig. Christoph Fuhrbach e i suoi sandali, mi permetto di dire che ha si fatto una grande prestazione però i suoi sandali vanno bene solo per le cronoscalate ( infatti si distingue solo in quelle). Per il resto non credo sia adatto a percorsi granfondistici variegati ( continui cambi di ritmo, scatti in pianura e cose del genere ) . Quindi grandissimo podista ( quello sì ;-) ) e grande cronoscalatore ma, con i sandali, IMHO , ciclista incompleto.

PS un atleta si giudica dai risultati che raggiunge (ovviamente in maniera lecita e sportiva) non dal lato estetico e/o tecnico non "tradizionale" e/o altri fattori di natura puramente soggettiva.
Non penso che molti tra noi possano permettersi di dargli del ciclista "incompleto", fintanto che come minimo non eguagliano o migliorano le prestazioni del signore in questione....altrimenti ricadremmo, sul campo, nella medesima categoria.
Mi sembra di aver letto che partecipi indistintamente a prove come quelle menzionate come anche a distanze molto superiori (record di ascesa in 24h e oltre? vedi giro del mondo...http://translate.google.com/translate?js=n&prev=_t&hl=it&ie=UTF-8&layout=2&eotf=1&sl=de&tl=en&u=http%3A%2F%2Fde.wikipedia.org%2Fwiki%2FChristoph_Fuhrbach) quindi agli antipodi per richiesta metabolica e profilo di prestazione. Non penso quindi sia possibile etichettarlo come "incompleto" anche sotto questo aspetto.
 
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stefano59

Guest
PS un atleta si giudica dai risultati che raggiunge (ovviamente in maniera lecita e sportiva) non dal lato estetico e/o tecnico non "tradizionale" e/o altri fattori di natura puramente soggettiva.
Grandissima verità. Nello sport alla fine contano solo i risultati. Quando Fosbury si presentò alle olimpiadi del 1968 (grandi Olimpiadi quelle!) col suo stile di salto in alto, venne preso in giro da tutti....
Poi, quando vinse la medaglia d'oro, furono in molti a dover ingoiare il rospo ed oggi tutti saltano come lui.
Non penso che molti tra noi possano permettersi di dargli del ciclista "incompleto"
Già....Mi piacerebbe molto diventare un ciclista "incompleto" come lui.....:mrgreen:

Roberto, leggo con interesse i tuoi interventi ed apprezzo la tua preparazione. Permettimi di dare una spiegazione un pochino più terra terra della posizione del piede in centro al pedale....
Come si dice? Ah già "midfoot"; eh bé, detto così è tutta un'altra cosa....

Sono stato bambino anch'io e di giri sulle mie biciclettine ne facevo tanti d'estate. L'appoggio più centrale viene naturale perché si ha una sensazione tattile di maggior presa del piede sul pedale stesso, dato che non ci sono agganci.
Poi ci possiamo anche costruire una tesi di laurea sopra, ma la motivazione di partenza è semplicemente quella.
 

looping

Scalatore
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in costruzione ...
dati numerici primo test "midfoot"
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Complimenti per il risultato !! o-o Una domanda, un cambio cosi' repentino di posizione e perdipiu' spingendo a fondo non ti da problemi alle ginocchia ?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Il cambio non è stato così repentino perchè già in precedenza avevo "sperimentato" questa posizione e sorprendentemente (ma neanche più di tanto, i pattern neuromuscolari una volta acquisiti e ripresi vengono subito ristabiliti) riutilizzandola mi ci sono trovato subito molto comodo (ricordarsi un motto sempre valido: comodità+efficienza=prestazione).
Il risultato a sè non è granchè (330W/64Kg= 5,15W/Kg, potenzialmente e a intensità superiori ci sta forse un ulteriore incremento del 2/3%).
La mia stagione volge ormai al termine e mi piace sperimentare in questa fase :)

Per quanto riguarda eventuali problemi articolari, indipendentemente dalla posizione/scelta tecnica, essi sono sempre un segnale di inadeguata postura e funzionalità del soggetto (elementi spesso latenti) acuiti nel momento in cui il soggetto si approccia ad un gesto e mezzo "simmetrico" come la bicicletta.
Ogni deviazione più o meno marcata (e SEMPRE presente) di asimmetria viene potenzialmente evidenziata da un gesto ripetitivo e ciclico. Il corpo umano si adatta molto facilmente ma con strategie di compensazione che a catena possono creare problematiche anche in distretti non direttamente coinvolti (es. errato o insufficiente supporto arco plantare=disallineamento segmenti arti inferiori=potenziale problema di carico articolazione ginocchio)

@Stefano59: l'utilizzo della pianta del piede in neofiti non è solo una "strategia" di presa ma inconsciamente una scelta di "minor" sensazione di fatica (precedente sommaria spiegazione)
 
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stefano59

Guest
Beh, comunque stimolato dalla discussione (e da un'altro topic, nel quale si parla addirittura di vantaggi nell'utilizzo di pedivelle da 145mm, associati ad un deciso avanzamento dell'appoggio del piede) ho arretrato completamente le tacchette per quanto mi era possibile.
Non è tantissimo, ma è quello che posso fare con le normali Look.
Sulle suole delle mie Northwave, ci sono dei comodissimi riferimenti che permettono di ottenere molto facilmente un montaggio speculare su entrambe le scarpe.
Ho provato a girare un attimo sul rullo e pare tutto ok; questa sera vado a fare un po' scarico, accompagnando mia moglie che sta riprendendo a pedalare. Intanto vedo che sensazioni ho macinando un po' di km in scioltezza; poi magari domani provo a spingere un po' di più.

Il bello della vita è anche sperimentare un po'; tra l'altro, ho la fortuna di avere la muscolatura elastica; non sono mai stato un "difficile" nel posizionamento in sella.
 

Little58

Gregario
6 Marzo 2011
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mi piacerebbe!
Non penso che molti tra noi possano permettersi di dargli del ciclista "incompleto", fintanto che come minimo non eguagliano o migliorano le prestazioni del signore in questione....altrimenti ricadremmo, sul campo, nella medesima categoria.

Quindi Contador puo' essere criticato solo da Schleck, Evans e pochi altri quest'anno. Qualcosa non mi torna ;nonzo%
 

nemorino

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24 Febbraio 2009
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Beh, comunque stimolato dalla discussione (e da un'altro topic, nel quale si parla addirittura di vantaggi nell'utilizzo di pedivelle da 145mm, associati ad un deciso avanzamento dell'appoggio del piede) ho arretrato completamente le tacchette per quanto mi era possibile.
Non è tantissimo, ma è quello che posso fare con le normali Look.
Sulle suole delle mie Northwave, ci sono dei comodissimi riferimenti che permettono di ottenere molto facilmente un montaggio speculare su entrambe le scarpe.
Ho provato a girare un attimo sul rullo e pare tutto ok; questa sera vado a fare un po' scarico, accompagnando mia moglie che sta riprendendo a pedalare. Intanto vedo che sensazioni ho macinando un po' di km in scioltezza; poi magari domani provo a spingere un po' di più.

Il bello della vita è anche sperimentare un po'; tra l'altro, ho la fortuna di avere la muscolatura elastica; non sono mai stato un "difficile" nel posizionamento in sella.

proprio per i motivi descritti sopra da Roberto, se facessi una cosa del genere finirei per non camminare più per qualche giorno

tre settimane fa ho arretrato le tacchette di 2 mm rispetto all'usuale e mi sono beccato infiammazione tendine d'achille sx (scoliosi+bacino ruotato e quindi è come se avessi una gamba leggermente più corta dell'altra che, con l'arretramento tacchetta e conseguente innalzamente sella ha patito il cambio tacchetta)

inoltre l'arretramento della tacchetta (98 mm su di un 43 di scarpe, 3 mm in più rispetto al posizionamento "standard") mi ha procurato solo inizialmente un vantaggio in termini di pedalata superato dai problemi e fastidi e, un errato posizionamento del piede sull'asse pedale - troppo avanzato o troppo arretrato - è causa nota di problemi alle articolazioni

credo che il posizionamento in questione debba essere sperimentato con molta cautela e, per chi non è più del tutto "integro", con tutti gli adattamenti altezza sella/arretramento del caso.. la tendinite è dietro l'angolo (non voglio portare sfiga sia chiaro :mrgreen:)
 

Il fondista

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Personalmente, venendo dallo sci di fondo, il posizionamento metatarsale delle tacchette è di quanto più simile all'attacco dello sci con la scarpa da fondo.
Avendo sviluppato tanta sensibilità con questo sport e trasferita in bici, mi sento così a mio agio che riesco tranquillamente a passare dal gesto pedalato a quello sciato senza problemi fisici alcuni.
Cosa più strana e particolare è la non perdita di agilità che ho nel passare dallo sci alla bici.
Povabile che sia più una qualità neuromuscolare che ho acquisito nella tarda adolescenza, rispetto a una solo ed esclusivamente muscolare nella muscolatura coinvolta nei due sport.
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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in costruzione ...
...credo che il posizionamento in questione debba essere sperimentato con molta cautela e, per chi non è più del tutto "integro", con tutti gli adattamenti altezza sella/arretramento del caso.. la tendinite è dietro l'angolo (non voglio portare sfiga sia chiaro :mrgreen:)

io se lo provo posso prenotare in anticipo il fisioterapista ...cmq i motivi sono come diceva Roberto ..a forza di compensare basta un niente che mi esce fuori un problemino :wacko:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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un pò OT, ma neanche tanto visto che è un aspetto MOLTO tralasciato: il primo requisito di un atleta, a qualsiasi livello ma a maggior importanza negli amatori dove questo è un divertimento/passione e si affianca ad aspetti della vita quotidiana....la funzionalità (mobilità, flessione, riduzione retrazioni...) deve essere messa al primo posto. Poi si può lavorare su tutto il resto. Buona abitudine sarebbe "sacrificare" anche solo 10' dall'allenamento per dedicarli ad esercizi di stretching. Non servono nè attrezzature nè metodiche mirabolanti....
 

Little58

Gregario
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mi piacerebbe!
criticato per cosa? e poi che c'azzecca? manteniamo la discussione in ambiti di serietà e non da scuola dell'infanzia. grazie

Non mi pare di scrivere in arabo e nemmeno di avere il ciuccio in bocca ;nonzo%
Se rileggi bene il mio messaggio compreso il quote, noti che quella frase è un bel modo per dire "Conta solo chi va piu' forte di te, quindi se non lo passi non parlare". In realta' poi scopriamo che l'esecutore della prestazione del suo intelletto non c'ha messo molto, ma c'è il lavoro di uno staff/preparatore dietro. Quindi per criticare mica devi essere piu' forte di qualcuno (che magari lo è per genetica e non per studio/cervello), se studi, approfondisci e scrivi in maniera consona puoi parlare/criticare di chiunque, sportivamente.o-o

Anche se non scali lo Stelvio in 1h20m
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Se rileggi bene il mio messaggio ...

non intendevo dire che "Conta solo chi va piu' forte di te, quindi se non lo passi non parlare" ma che ovviamente SE studi, approfondisci e scrivi in maniera consona puoi parlare CON COGNIZIONE DI CAUSA di chiunque. MA con dati di fatto non per preconcetti (e. è tedesco, c'ha i sandali e mangia i crauti a colazione....).
E' un atleta incompleto? Ebbene sì, gli mancano le scarpe :mrgreen: Contento?

D'altro canto mi sembra che ci siano gli spunti per parlare d'altro e in maniera approfondita e non fare le punte agli str... ufoli (non so se si dica così anche in altre parti d'Italia :mrgreen:)
 
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stefano59

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proprio per i motivi descritti sopra da Roberto, se facessi una cosa del genere finirei per non camminare più per qualche giorno.........
Si, altro che 2mm! Avrò arretrato di 6 o 7, anche perché probabilmente le avevo posizionate piuttosto avanti.
Beh staremo a vedere; problemi muscolo schelettrici non ne ho e come ripeto godo ancora di una buona elasticità.
A ciò si aggiunga che non faccio agonismo, quindi non ho l'ansia di un calendario di gare al quale dovermi per forza presentare al massimo. Ho tutto il tempo per vedere come mi trovo e per dare tempo al fisico di adattarsi.... Magari abbasserò di un paio di mm la sella.
Se, come dice Roberto, una posizione più avanzata del piede è più simile a quella che istintivamente si sceglierebbe (ed in effetti non posso dargli torto), dovrei avvertire una maggiore comodità di pedalata, che poi alla distanza si traduce anche in una prestazione lievemente migliore.
Ma è chiaro che il "motore" che fa girare le mie gambe è sempre quello....

Comunque 2mm mi paiono davvero pochini per far scaturire un'infiammazione ad un tendine così robusto ed importante come quello D'Achille.
Non è che è la conseguenza di un eccessivo abuso di rapporti troppo duri o di troppe SFR?
 
S

stefano59

Guest
un pò OT, ma neanche tanto visto che è un aspetto MOLTO tralasciato: il primo requisito di un atleta, a qualsiasi livello ma a maggior importanza negli amatori dove questo è un divertimento/passione e si affianca ad aspetti della vita quotidiana....la funzionalità (mobilità, flessione, riduzione retrazioni...) deve essere messa al primo posto. Poi si può lavorare su tutto il resto. Buona abitudine sarebbe "sacrificare" anche solo 10' dall'allenamento per dedicarli ad esercizi di stretching. Non servono nè attrezzature nè metodiche mirabolanti....
Parole queste da incorniciare.
Ultimamente devo ammettere che ho perso la sana abitudine di fare un po' di stretching, ma rimedierò.... o-o