azz.. sono uscito con -6/-4°c per 50 km, abbigliamento tecnico (maglia della salute compresa), doppi guanti, sottocasco e fascia orecchie, ecc.. ecc.. e, al rientro, ci ho messo un bel po' a scaldarmi...
Ma guarda, di "fenomeni" così ne ho conosciuti eccome in anni e anni di bicicletta.
Ricordo alla "Parigi-Brest-Parigi" del 2007

la terrificante edizione con freddo e pioggia, al campeggio della zona del via si presentò, regolarmente qualificato, uno studente di Roma - non ricordo manco più il nome, era arrivato in treno, senza la tenda, senza una parola di francese, con la sua bici e addosso la felpa della "Critical Mass"... Bene, i giorni prima del via (pioveva grosso come un braccio) bivaccò sotto le tettoie dei bagni, poi partì con appresso un microscopico bagaglietto, la solita felpa e un misero K-Way, nient'altro. Tutti lo guardavamo piuttosto scettici, nessuno avrebbe scommesso cinque centesimi bucati, eppure questo si fece 1200 km no stop sotto la pioggia e al freddo della Bretagna. E riuscì a farsi omologare entro le 90 ore laddove moltissimi si erano ritirati per gli stenti, oppure (inclusa la sottoscritta e MALGRADO l'abbigliamento ipertecnologico) si erano dovuti arrendere al tempo limite. Come abbia fatto, io non lo so... Eppure di questi viaggiatori tra il "naif", l'indistruttibile e lo scriteriato ce ne sono!
