Sono d'accordo con tutta la tua disamina, meno sul tuo porti al di sopra di tutto ciò, osservando le espressioni musicali nate dal basso (perché alla fine é qui il nocciolo) con sufficienza.
Io ascolto e suono ciò che mi da emozione, perché questo é quello che di solito si cerca nella musica.
A volte -direi sempre- due note ignoranti di blues esprimono stati d'animo e vibrazioni di mille note sparate in trentaduesimi dal supervirtuoso del momento.
Approvo la tua visione scientifica, nel mio piccolo anch'io sono affascinato da giri armonici complessi e virtuosismi strumentali e melodici, e visto che anche i fratellini angus ti smuovono qualcosa, vuol dire che un'anima ce l'hai anche tu

ma a volte fissarsi troppo su dettagli tecnici e pregiudizi derivati da ciò non permette di apprezzare ciò che magari potrebbe piacere e che non sì é mai preso in considerazione proprio perché ci si poneva da un altro punto di vista.
Mi dolgo davvero per il fatto che tu percepisca questa sensazione perche' nella realta' non e' mia intenzione e, probabilmente, nello scritto, manifesto un atteggiamento che non mi e' assolutamente congeniale e che "live" (per restare in tema

) non ho.
Ascolto tutto, e non mi pongo il problema del luogo o dell'altezza dalla quale provengano le note, credimi.
Ma, allo stesso tempo, avendo vissuto l'ambiente dall'interno e da vicino, certe storture e certe furbizie probabilmente le noto un poco prima di altri e, sicuramente, tendono a farmi arrabbiare.
Ascolto volentieri molte cose, e cerco di prendere in considerazione le poche ed infinitesimali perle che a volte un orecchio attento riesce a percepire anche all'interno di cose orrende.
Molte cose semplicemente sono cosi' gia' sentite, gia' fatte, gia proposte da risultarmi noiose.
Mi occorrerebbero ore per spiegare e per condividere esperienze, ascolti, idee, momenti, suoni.....
Ad esempio, raramente le due note delle quali parli nella frase che ho evidenziato in neretto, sono ignoranti o, per lo meno, sono generalmente condite da un tale pathos, una tale storia, un tale trasporto ed una tale musicalita' e capacita' di sintesi e buon senso da risultare alla fine colte.
Non amo Winton Marsalis, anche se gli riconosco una capacita' straordinaria, non ho mai amato malmsteen e altri personaggi del genere proprio per l'incapacita' di mettere la propria buona (nel caso di malmsteen) e strepitosa(nel caso di Marsalis) tecnica e capacita' al servizio dell'espressivita' musicale. Attento, non parlo di feeling perche' e' stato per decenni alibi per gli incapaci: "non ha tecnica ma senti che feeling!".
Parlo di capacita' di utilizzare il linguaggio musicale al fine di esprimere e di utilizzo dello strumento quale espressione della propria voce e non come semplice mezzo di esaltazione delle proprie vanita'.
Ricordo un aneddoto che raccontero' (e detesto farlo, mi sembra di voler a tutti i costi fare il "grosso" ma alla fine qui dentro mi sento tra amici): dopo aver ascoltato in un club un chitarrista considerato fenomenale, all'epoca famoso, in pieno crescendo, alla fine del primo set nel quale aveva fatto numeri da circo (altro che trentaduesimi

) totalmente privi di qualunque tipo di musicalita' o di dinamiche melodiche ma usando la chitarra come fosse un prolungamento non del proprio essere espressivo ma del proprio pene, mi avvicinai insieme ad altri che volevano presentarmelo. All'epoca ero giovane, cazzuto

e me ne potevo beatamente fregare di essere cortese o meno, in particolare in quel frangente. Bene, dopo il saluto di rito, feci una domanda al chitarrista in questione:
"quando finisce il check sound cosi' puoi smettere di riscaldarti e cominci a suonare?"
Ti lascio immaginare l'impatto di tale provocatoria domanda. Da allora in poi ci siamo incrociati piu' volte ma raramente mi ha rivolto la parola.

Ma, d'altro canto, il considerare b.b. king un maestro della chitarra, mi perplime prima e mi fa incazzare dopo.
Non si possono celebrare miti e grandezze e dimenticare musicisti come Reinhardt che, senza due dita, aveva feeling, tecnica, musicalita', capacita' espressiva e qualita' che per i decenni a venire sarebbero state latitanti.
Ma era uno zingaro e non aveva una buona promozione alle spalle

Non posso ascoltare le celebrazioni in onore di hendrix quando, nella stessa epoca, un tale Jeff Beck esplorava territori musicali che il buon hendrix, esaurito dalle pentatoniche, dai riff ripetuti, dalla approssimazione di esecuzione, poteva solo sognare.
Ma Beck non era fico, non aveva il cazzo lungo e visibile, e non e' morto con una spada.
Attento, sto enfatizzando la cosa, ovviamente, per farmi meglio comprendere. Hendrix e' stato un buon chitarrista, per certi versi anche notevolmente avanti. Ma mi piace chiamare le cose con il proprio nome e non mi piacciono le celebrazioni inutili ed esasperate.
Jimmy Page, musicalmente ignorante, tecnicamente mediocre era (e'), altro esempio, stato baciato dal talento, dalla musicalita', dalla capacita' espressiva pura e dall'inventiva. Ho scritto piu' volte che molte delle sue frasi e dei suoi licks sono spesso utilizzati, anche inconsciamente, da grandi chitarristi di generi assai distanti da quello del buon Jimmy.
Detesto i queen, sono come la carta igienica: va bene per tutti. Il celebrato freddy mercury, pur avendo un timbro splendido e una intonazione notevole, dal vivo era deludente. I pezzi live venivano generalmente abbassati di qualche tono.
Eppure, ho ascoltato attentamente ogni album perche' il buon Brian May aveva talento nascosto da vendere.
E, alla fine, avevo ascoltato bene. Avrei voluto condividere con ogni appassionato di musica le jam che ho visto in cui Brian, senza la gabbia dei queen, poteva suonare.
Potrei continuare per ore. Rischierei davvero di apparire saccente ed avere aria di sufficenza.
Dunque mi fermo.
Ma ti prego di credermi: non ho un approccio alla musica scientifico. La musica la ascolto con i piedi e le mani, mi percuote fino al cuore e poi mi esce dalle orecchie. Sembra un percorso inverso da quello che dovrebbe essere ma, in realta', se ci pensi bene, e' cosi' che funziona. Nacquero i tamburi ed il ritmo, per prima cosa, una sorta di genesi.
E si ascoltavano con i piedi ben piantati per terra.
Vibrazioni.
Cosi' come vibrano le anime.
