Ragazzi, in quanto a spettacolo tra i big della classifica è meglio la Vuelta, ma se la Rai avesse dato la diretta vi avrei sfidato a guardarvi la corsa quando mancano 80 Km dal traguardo, col gruppo bello compatto e i pochi fuggitivi che ogni volta hanno scarsissime probabilità di arrivare al traguardo. Senza contare i paesaggi nettamente inferiori. Se si guarda il finale certamente è positiva ma nella sua interezza perde dal Tour de France, che è certamente più godibile a prescindere da chi lo corre.
La Vuelta ha preso la strada degli arrivi in salita secchi e tappe brevi anche perché non hanno molte altre possibilità e sanno che la competitività, rispetto alle altre due grandi corse a tappe, è inferiore. L'eccessiva assenza di cronometro, tutta in favore dei corridori spagnoli, è una grande pecca, non dico di mettere 90 Km come al Tour (che se fossero stati bilanciati con le tappe di salita sarebbero stati giusti, deve vincere il più forte e non il più bravo in salita) ma quando si arriva a inserire soltanto 39 Km, peraltro su un percorso vallonato, c'è qualcosa di sbagliato.
Molti considerano la cronometro come lo scotto da pagare per gli scalatori, quando è semplicemente un atto che fa parte delle gare e della completezza dei corridori. Dovrebbe vincere il più forte in tutti i campi, non quello che in salita magari riesce a fare differenze ma poi paga 5' su una crono lunga. E se gli scalatori decidono di non migliorare questa specialità (vedi Rodriguez, che di certo non fa molti allenamenti a riguardo), non possono certo lamentarsi.