Oetztaler Radmarathon 2012

robyboris

Apprendista Velocista
15 Agosto 2010
1.753
226
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Treviso
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Canyon Ultimate Cf Slx
curiosità un po' OT,stamattina salendo verso la dorsale del montello ho incrociati un finisher della oetzy di quest'anno credo, ero curioso di sapere se era qualcuno del forum. eran più meno le nove e un quarto.
Oddio ;nonzo%:mrgreen:tu salivi da Biadene e io scendevo,l'orario può essere benissimo quello,io stavo aspettando due dei miei che si erano fermati alla fontana del Cubano,poi sei quello che mi ha urlato "grande quella maglia"allora mi sa proprio che ci siamo incrociatio-o
 

marperon81

Apprendista Velocista
22 Giugno 2011
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78
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milano/alta padovana
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specialized roubaix + possente cancello che mi da tante soddisfazioni
Oddio ;nonzo%:mrgreen:tu salivi da Biadene e io scendevo,l'orario può essere benissimo quello,io stavo aspettando due dei miei che si erano fermati alla fontana del Cubano,poi sei quello che mi ha urlato "grande quella maglia"allora mi sa proprio che ci siamo incrociatio-o

yes confermo, beh almeno con i segni distintivi finalmente riesco ad incrociare qualcuno del forum :-x eri in giretto di scarico post-impresa?
 

robyboris

Apprendista Velocista
15 Agosto 2010
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Canyon Ultimate Cf Slx
yes confermo, beh almeno con i segni distintivi finalmente riesco ad incrociare qualcuno del forum :-x eri in giretto di scarico post-impresa?
o-oUn piacere anche mio incrociare qualcuno del forum,la comunicazione qui anche se molto utile e piacevole allo stesso tempo è un pò freddina,ieri anche se è stato un attimo con la tua frase è stato un vero piacere:eek:Beh giretto di scarico, dipende da uno come lo valuta;nonzo%dopo il Cubano siamo saliti sulle Pianezze fino a Casere Budui e poi rientrati a Treviso con 110 km e 1300 mt. di dislivello,ma escluso il ritorno direi molto veloce:wacko:per il resto è stato un giro fatto in tranquillità fortunatamente:mrgreen:
Spero di rincontrartio-o
Fine O.T.
 

FiondaStanca

Pignone
15 Ottobre 2009
164
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Ok. Ci ho messo un po’ a metabolizzare l’evento, ma ora provo a raccogliere le idee per postare le mie impressioni sulla mia prima Oetztaler. Devo ammettere che mi ci è volta tutta la scorsa settimana per recuperare fisicamente da quanto speso. Complice un virus contratto poco prima della gara, infatti, sono stato costretto a rimanere a letto qualche giorno. Il digiuno forzato ha fatto il resto.

Sono un ciclista novello, anche se purtroppo non più giovane (40). Dopo 2 anni di bici quest’anno mi ero proposto questo trittico: 9 Colli lungo, Marmotte e Otztaler.

Premetto che l’obiettivo era arrivare a Solden, possibilmente senza l’ausilio del carro scopa. Altro obiettivo era respirare quell’atmosfera che avevo assaporato nei vari messaggi dei partecipanti al forum. Non perché fossi scettico, piuttosto curioso e desideroso di provare le stesse sensazioni.
Devo dire che effettivamente (e qui i condizionamenti psicologici direi che non possano negarsi) già dal viaggio verso Solden si viene pervasi da un misto di sensazioni che vanno dalla frenesia, all’esaltazione, il tutto condito da sprazzi di timore nei momenti in cui la ragione fa capolino. L’affrontare in auto la salita del Rombo, peraltro già percorsa più volte in moto, regala sensazioni strane. La prima (sbagliatissima): “non mi pare sto granchè, c’è anche un falsopiano in mezzo in cui si può rifiatare”. Ignaro che da lì a poco avrei avuto molto tempo per maledirla.
All’arrivo al paesino (in cui ero già stato in altre occasioni e sempre trovato deserto) il venerdì si respira già un’atmosfera da evento. C’è molta tranquillità, però si capisce che è una calma apparente: in realtà l’agitazione e la tensione emotiva sono palpabili e non risulta difficile riconoscere tra la gente chi parteciperà alla maratona e chi si trova lì solo in veste di accompagnatore o semplice turista. Tutti hanno il loro obiettivo: chi la vittoria, chi il tempo, chi solo arrivare al traguardo. Questo ha poca importanza e pare importare poco anche all’organizzazione, visto che è una delle rare competizioni in cui puoi trovare un trattamento simile (direi di primissimo livello) sia per i primi che per gli ultimi.
La Freizeit Arena è il campo base ed il luogo in cui i granfondisti possono trovare tutto per ogni necessità. Luogo di ritrovo per fare conoscenze, per mangiare (mensa-ristorante), per svagarsi (spettacoli più o meno belli, ma comunque caratteristici), per rilassarsi (piscina e zona massaggi), per sistemare la bici (assistenza meccanica), per fare gli ultimi acquisti (stand fieristici) e per fare tutto quello che non si è avuto il tempo di fare prima (persino depilazione, capelli ecc).
Tutto il paese di Solden pare in questi giorni ruotare attorno all’Oetztaler e nessuno se ne chiama fuori. Ristoranti, negozi, alberghi, tutti vivono per quest’evento. Alcuni alberghi organizzano persino la colazione per i ciclisti il giorno della gara. Tale servizio è fruibile da tutti, basta prenotarsi ed il gioco è fatto. I ristoranti hanno menù dedicati a base di carboidrati. Insomma il contorno c’è tutto.
La sera della vigilia poi la Freizeit Arena è esaurita in ogni ordine di posto: le gradinate piene, il parterre pieno, le scalinate piene. Tutti in attesa di conoscere le previsioni per la giornata di domani.
E le previsioni sono poco tranquillizzanti. In pratica potrebbe piovere, potrebbe rasserenarsi, non si esclude anche un po’ di nevischio in quota. Insomma il messaggio è chiaro: preparatevi per ogni evenienza.
Ed infatti è così. Dopo una notte insonne passata con l’orecchio alla finestra, suona la sveglia. Almeno non piove più. Ricca colazione (troppo ricca) e poi in griglia, ovviamente nelle ultime posizioni. L’umidità lasciata dalla pioggia notturna si fa sentire, ma tra un gomito, un manubrio piantato nel fianco e qualche tedesco che ti saluta dandoti qualche ruotata, arriva l’ora del via. Colpo di cannone e piano piano ci si comincia a muovere. La discesa fino all’attacco del Kuhtai scorre via velocemente e tutto sommato senza patire troppo. Poi inizia la salita. Continuo a ripetermi i consigli di chi ha già affrontato questa manifestazione e che qui riassumo: “ti devi sempre chiedere se non stai andando troppo piano. La risposta deve sempre essere negativa. Ma il dubbio deve accompagnarti per tutto il tempo”.
Arrivo in vetta, mantellina e discesa velocissima. Giunti ad Innsbruck inizia la lunga e dolce salita verso il Brennero (con pioggerellina fine ma intensa). Questa è una finta salita che frega. Frega perché ti invita a spingere e quello che spendi qui ti mancherà più avanti.
Comunque, ben coperto dietro qualche compagno di fatica, arrivo al ristoro. Io da buon polentone il ristoro me lo sono goduto. Certo chi passa con altre velleità probabilmente lo troverà scomodo, ma alla mia andatura non crea certo problemi.
Discesa fino a Vipiteno ed attacco alla salita del Giovo. Spunta addirittura qualche raggio di sole. La salita è bella e regolare. Il paesaggio aiuta a sopportare la fatica. Con andatura tranquilla raggiungo la vetta. Qui però inizio ad avere le prime avvisaglie di quello che da lì a breve diventerà un problema. Mal di stomaco e di pancia (scoprirò che si trattava di un virus) e difficoltà nel tenere una qualsiasi posizione in sella. Scollino il Giovo con 6h e 30’. Tempo da pensionato direte voi, ma per me va anche troppo bene. Troppo bene infatti. Da qui inizia una lenta agonia che mi accompagnerà fino alla cima del Rombo ed anche oltre. Sono costretto a fermarmi più volte. Non riesco a mangiare, fatico a bere e pedalare è diventato un gesto difficilissimo. Credo di non aver superato nessuno, in compenso mi hanno “sfilato” non so quanti ciclisti. Dopo aver visto quasi tutti i santi del paradiso, compreso quelli in odore di beatificazione, vedo in lontananza la famigerata galleria. Quella che in tanti identificano con la meta. Non io. Lo scollinamento è ancora lontano, in più spira un vento gelido e sempre e comunque contrario. Faccio fatica a mantenere l’equilibrio, ma sono arrivato fin qui e non posso mollare. Mi trascino in vetta e mi butto in discesa. Non guardo più neanche il tempo. Ormai penso solo ad arrivare. Il freddo non aiuta il mio stomaco e le gambe faticano a muoversi. La vecchia dogana mi fa conoscere santi di cui ignoravo l’esistenza. Passa anche quella. Il vento trasforma la discesa in qualcosa di poco piacevole. Cerco di attacarmi alla ruota di qualcuno, ma ormai tutti mi sembrano di un’altra categoria. Finalmente ecco Solden, applausi, curva a destra e arrivo. Emozione unica davvero. Se allo scollinamento del Giovo avevo 6h30, dal Giovo all’arrivo ci ho messo più di 5h. Credo sia un record. Ma va bene così.
Dopo due ore di doccia bollente mi stendo un po’ sul letto e poi, anche se sto proprio male, la maglia di finisher me la vado a prendere costi quel che costi.
Espletata ogni formalità faccio giusto in tempo a scendere e vedere uno strano fermento. Non capisco cosa stia accadendo, ma poi realizzo. Sono tutti in trepida attesa degli ultimi. Ormai è buio, fa un freddo cane e continua a tirare un vento fastidioso. Finalmente, scortati dai fari dell’auto di fine corsa, arrivano gli ultimi due concorrenti. Tifo da stadio e pelle d’oca. Questo è in assoluto il ricordo più bello che mi sia rimasto. I due vengono messi sotto le luci dei riflettori per le telecamere ed avvolti in grosse coperte di lana. Due ali di bambini muniti di fiaccole li scortano all’interno della Freizeit Arena, dove vengono portati sul palco e intervistati. Ora c’è troppa gente e abbandono, ma la festa continua.
Chiusa la prima esperienza. Che dire? Esperienza meravigliosa. Ringrazio i vari forumendoli (uno su tutti Clodovico, ma mi spiace non citarne altri che mi hanno fornito utili consigli e indicazioni. Si considerino ringraziati tutti) che, grazie all’entusiasmo dei loro racconti, mi hanno spinto ad avventurarmi in questa manifestazione. Devo dire che, rispetto a Marmotte e Nove Colli, mi ha dato certamente qualcosa in più, nonostante la difficoltà fisica. Che faccio torno?? Mah? Vedremo. Diciamo che una settimana costretto a letto non mi consente un giudizio distaccato in questo momento. Intanto buone pedalate a tutti.
 

Virenk

Maglia Iridata
19 Novembre 2005
12.379
28
Piana Maremmana
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Bici
bmc
Ok. Ci ho messo un po’ a metabolizzare l’evento, ma ora provo a raccogliere le idee per postare le mie impressioni sulla mia prima Oetztaler. Devo ammettere che mi ci è volta tutta la scorsa settimana per recuperare fisicamente da quanto speso. Complice un virus contratto poco prima della gara, infatti, sono stato costretto a rimanere a letto qualche giorno. Il digiuno forzato ha fatto il resto.

Sono un ciclista novello, anche se purtroppo non più giovane (40). Dopo 2 anni di bici quest’anno mi ero proposto questo trittico: 9 Colli lungo, Marmotte e Otztaler.

Premetto che l’obiettivo era arrivare a Solden, possibilmente senza l’ausilio del carro scopa. Altro obiettivo era respirare quell’atmosfera che avevo assaporato nei vari messaggi dei partecipanti al forum. Non perché fossi scettico, piuttosto curioso e desideroso di provare le stesse sensazioni.
Devo dire che effettivamente (e qui i condizionamenti psicologici direi che non possano negarsi) già dal viaggio verso Solden si viene pervasi da un misto di sensazioni che vanno dalla frenesia, all’esaltazione, il tutto condito da sprazzi di timore nei momenti in cui la ragione fa capolino. L’affrontare in auto la salita del Rombo, peraltro già percorsa più volte in moto, regala sensazioni strane. La prima (sbagliatissima): “non mi pare sto granchè, c’è anche un falsopiano in mezzo in cui si può rifiatare”. Ignaro che da lì a poco avrei avuto molto tempo per maledirla.
All’arrivo al paesino (in cui ero già stato in altre occasioni e sempre trovato deserto) il venerdì si respira già un’atmosfera da evento. C’è molta tranquillità, però si capisce che è una calma apparente: in realtà l’agitazione e la tensione emotiva sono palpabili e non risulta difficile riconoscere tra la gente chi parteciperà alla maratona e chi si trova lì solo in veste di accompagnatore o semplice turista. Tutti hanno il loro obiettivo: chi la vittoria, chi il tempo, chi solo arrivare al traguardo. Questo ha poca importanza e pare importare poco anche all’organizzazione, visto che è una delle rare competizioni in cui puoi trovare un trattamento simile (direi di primissimo livello) sia per i primi che per gli ultimi.
La Freizeit Arena è il campo base ed il luogo in cui i granfondisti possono trovare tutto per ogni necessità. Luogo di ritrovo per fare conoscenze, per mangiare (mensa-ristorante), per svagarsi (spettacoli più o meno belli, ma comunque caratteristici), per rilassarsi (piscina e zona massaggi), per sistemare la bici (assistenza meccanica), per fare gli ultimi acquisti (stand fieristici) e per fare tutto quello che non si è avuto il tempo di fare prima (persino depilazione, capelli ecc).
Tutto il paese di Solden pare in questi giorni ruotare attorno all’Oetztaler e nessuno se ne chiama fuori. Ristoranti, negozi, alberghi, tutti vivono per quest’evento. Alcuni alberghi organizzano persino la colazione per i ciclisti il giorno della gara. Tale servizio è fruibile da tutti, basta prenotarsi ed il gioco è fatto. I ristoranti hanno menù dedicati a base di carboidrati. Insomma il contorno c’è tutto.
La sera della vigilia poi la Freizeit Arena è esaurita in ogni ordine di posto: le gradinate piene, il parterre pieno, le scalinate piene. Tutti in attesa di conoscere le previsioni per la giornata di domani.
E le previsioni sono poco tranquillizzanti. In pratica potrebbe piovere, potrebbe rasserenarsi, non si esclude anche un po’ di nevischio in quota. Insomma il messaggio è chiaro: preparatevi per ogni evenienza.
Ed infatti è così. Dopo una notte insonne passata con l’orecchio alla finestra, suona la sveglia. Almeno non piove più. Ricca colazione (troppo ricca) e poi in griglia, ovviamente nelle ultime posizioni. L’umidità lasciata dalla pioggia notturna si fa sentire, ma tra un gomito, un manubrio piantato nel fianco e qualche tedesco che ti saluta dandoti qualche ruotata, arriva l’ora del via. Colpo di cannone e piano piano ci si comincia a muovere. La discesa fino all’attacco del Kuhtai scorre via velocemente e tutto sommato senza patire troppo. Poi inizia la salita. Continuo a ripetermi i consigli di chi ha già affrontato questa manifestazione e che qui riassumo: “ti devi sempre chiedere se non stai andando troppo piano. La risposta deve sempre essere negativa. Ma il dubbio deve accompagnarti per tutto il tempo”.
Arrivo in vetta, mantellina e discesa velocissima. Giunti ad Innsbruck inizia la lunga e dolce salita verso il Brennero (con pioggerellina fine ma intensa). Questa è una finta salita che frega. Frega perché ti invita a spingere e quello che spendi qui ti mancherà più avanti.
Comunque, ben coperto dietro qualche compagno di fatica, arrivo al ristoro. Io da buon polentone il ristoro me lo sono goduto. Certo chi passa con altre velleità probabilmente lo troverà scomodo, ma alla mia andatura non crea certo problemi.
Discesa fino a Vipiteno ed attacco alla salita del Giovo. Spunta addirittura qualche raggio di sole. La salita è bella e regolare. Il paesaggio aiuta a sopportare la fatica. Con andatura tranquilla raggiungo la vetta. Qui però inizio ad avere le prime avvisaglie di quello che da lì a breve diventerà un problema. Mal di stomaco e di pancia (scoprirò che si trattava di un virus) e difficoltà nel tenere una qualsiasi posizione in sella. Scollino il Giovo con 6h e 30’. Tempo da pensionato direte voi, ma per me va anche troppo bene. Troppo bene infatti. Da qui inizia una lenta agonia che mi accompagnerà fino alla cima del Rombo ed anche oltre. Sono costretto a fermarmi più volte. Non riesco a mangiare, fatico a bere e pedalare è diventato un gesto difficilissimo. Credo di non aver superato nessuno, in compenso mi hanno “sfilato” non so quanti ciclisti. Dopo aver visto quasi tutti i santi del paradiso, compreso quelli in odore di beatificazione, vedo in lontananza la famigerata galleria. Quella che in tanti identificano con la meta. Non io. Lo scollinamento è ancora lontano, in più spira un vento gelido e sempre e comunque contrario. Faccio fatica a mantenere l’equilibrio, ma sono arrivato fin qui e non posso mollare. Mi trascino in vetta e mi butto in discesa. Non guardo più neanche il tempo. Ormai penso solo ad arrivare. Il freddo non aiuta il mio stomaco e le gambe faticano a muoversi. La vecchia dogana mi fa conoscere santi di cui ignoravo l’esistenza. Passa anche quella. Il vento trasforma la discesa in qualcosa di poco piacevole. Cerco di attacarmi alla ruota di qualcuno, ma ormai tutti mi sembrano di un’altra categoria. Finalmente ecco Solden, applausi, curva a destra e arrivo. Emozione unica davvero. Se allo scollinamento del Giovo avevo 6h30, dal Giovo all’arrivo ci ho messo più di 5h. Credo sia un record. Ma va bene così.
Dopo due ore di doccia bollente mi stendo un po’ sul letto e poi, anche se sto proprio male, la maglia di finisher me la vado a prendere costi quel che costi.
Espletata ogni formalità faccio giusto in tempo a scendere e vedere uno strano fermento. Non capisco cosa stia accadendo, ma poi realizzo. Sono tutti in trepida attesa degli ultimi. Ormai è buio, fa un freddo cane e continua a tirare un vento fastidioso. Finalmente, scortati dai fari dell’auto di fine corsa, arrivano gli ultimi due concorrenti. Tifo da stadio e pelle d’oca. Questo è in assoluto il ricordo più bello che mi sia rimasto. I due vengono messi sotto le luci dei riflettori per le telecamere ed avvolti in grosse coperte di lana. Due ali di bambini muniti di fiaccole li scortano all’interno della Freizeit Arena, dove vengono portati sul palco e intervistati. Ora c’è troppa gente e abbandono, ma la festa continua.
Chiusa la prima esperienza. Che dire? Esperienza meravigliosa. Ringrazio i vari forumendoli (uno su tutti Clodovico, ma mi spiace non citarne altri che mi hanno fornito utili consigli e indicazioni. Si considerino ringraziati tutti) che, grazie all’entusiasmo dei loro racconti, mi hanno spinto ad avventurarmi in questa manifestazione. Devo dire che, rispetto a Marmotte e Nove Colli, mi ha dato certamente qualcosa in più, nonostante la difficoltà fisica. Che faccio torno?? Mah? Vedremo. Diciamo che una settimana costretto a letto non mi consente un giudizio distaccato in questo momento. Intanto buone pedalate a tutti.


Oetztaler... Oetztaler...
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
649
Milano Milano
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Bici
Feathery Princess & Dark Mistress
Bel racconto FIondaStanca e grazie. Grazie per avermi fatto venire i brividi leggendolo e grazie per avermi a tua volta ringraziato. L'avere ispirato una persona che cosi bene ha colto lo spirito della manifestazione mi fa' veramente un grandissimo piacere.
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
14.555
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Feathery Princess & Dark Mistress
davvero bei ricordi e ancora grandi emozioni a ripensarci.

Se proprio devo fare un piccolo appunto :lookaround:
ancora con ste' cavolo di lattina sulla maglietta :bua::bua::bua::bua:
Pensa tu che c'e gente che nemmeno viene pagata e va' in giro con magliette con nomi di imbianchini/promotori finanziari/concessionari auto :-).

Manifestazione organizzata in modo superlativo per un solo motivo, quello di farci soldi, e nessuno lo nasconde per fortuna. Anzi credo che se qualcuno gli facesse notare la mancanza di intento filantropico lo guarderebbero abbastanza allibiti.
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
14.755
3.029
64
Settequerce (Bolzano)
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Scapin Dyapason
davvero bei ricordi e ancora grandi emozioni a ripensarci.

Se proprio devo fare un piccolo appunto :lookaround:
ancora con ste' cavolo di lattina sulla maglietta :bua::bua::bua::bua:

Pensa tu che c'e gente che nemmeno viene pagata e va' in giro con magliette con nomi di imbianchini/promotori finanziari/concessionari auto :-).

Infatti! La maggiorparte delle maglie di società amatoriali sono dei cartelloni pubblicitari (...orrendi). Ben venga la lattina della Red Bull nella maglia della Ötztaler
 

ricky80

Gregario
1 Ottobre 2008
518
14
crema
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più che altro perché il logo redbull con i due tori è molto bello, bastava usare quello invece della lattina ...

ecco appunto quello sarebbe stato forse meglio , anche perche' la maglietta e' semplice e pulita nella grafica e la lattina sul :cù: stona un pochino.
Va beh dai, mi accontento di come e' andata la trasferta :ola:
e poi non c'e' 2 senza 3 , il prossimo anno ci tocca ancora bella cumpa
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Genova
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Bici
Colnago 50 Anniversary
Pensa tu che c'e gente che nemmeno viene pagata e va' in giro con magliette con nomi di imbianchini/promotori finanziari/concessionari auto :-).

Infatti! La maggiorparte delle maglie di società amatoriali sono dei cartelloni pubblicitari (...orrendi). Ben venga la lattina della Red Bull nella maglia della Ötztaler

Sono d'accordo, ma spesso i soldi arrivano alle società per rimpinguare i magri bilanci. Anche la nostra attuale ha diversi sponsor e a me, sinceramente, non piace, però: 2 mila da uno, mille e cinque da un altro, alla fine ci paghi l'ordinaria amministrazione.
 

il pallavolista biciclant

Apprendista Passista
17 Giugno 2010
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Bici
Cannondale caad12
Io ho quella del 2010, una tamarrata assurda! Rossa, blu e l'immagine di un corridore multicolor e dietro il percorso...proprio brutta ma è quella che metto con più orgoglio!!
Quella di quest'anno non mi pare male, anzi!!
 

Tapinaz

Maglia Iridata
3 Giugno 2005
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Parco agricolo sud Milano
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C50 e RCA
............ faccio giusto in tempo a scendere e vedere uno strano fermento. Non capisco cosa stia accadendo, ma poi realizzo. Sono tutti in trepida attesa degli ultimi. Ormai è buio, fa un freddo cane e continua a tirare un vento fastidioso. Finalmente, scortati dai fari dell’auto di fine corsa, arrivano gli ultimi due concorrenti. Tifo da stadio e pelle d’oca. Questo è in assoluto il ricordo più bello che mi sia rimasto. I due vengono messi sotto le luci dei riflettori per le telecamere ed avvolti in grosse coperte di lana. Due ali di bambini muniti di fiaccole li scortano all’interno della Freizeit Arena, dove vengono portati sul palco e intervistati......

Grazie, parole emozionanti... da evangelizzazione ciclistica :friends:
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Scapin Dyapason
Sono d'accordo, ma spesso i soldi arrivano alle società per rimpinguare i magri bilanci. Anche la nostra attuale ha diversi sponsor e a me, sinceramente, non piace, però: 2 mila da uno, mille e cinque da un altro, alla fine ci paghi l'ordinaria amministrazione.
OT
La nostra società ha deciso che le maglie sociali NON debbano avere alcun sponsor essendo formata da appassionati adulti che lavorano e che possono permettersi di acquistare l'abbigliamento, che viene venduto al prezzo d'ingrosso, quindi vantaggioso. Se un giorno dovesse cambiare idea e sulle maglie comparissero nomi di idraulici, carrozzerie, pizzerie, bar etc etc (come fu all'inizio)....beh, cambierei squadra.o-o
Fine OT...scusate