Oggi giretto con Capoca.
Il programma prevedeva solita sgambata verso Calestano, giusto per pranzare tranquilli, senza sensi di colpa.
Come al solito a Felino giriamo verso Barbiano (un minimo di salita, cazzo, va fatta) ma al bivio un cartello ci informa che la strada è interrotta. Il cialtrone che è in me (e che occupa il 90% dello spazio disponibile) se la ride: tocca saltare la salita
Via dunque placidi verso il meritato caffè, ad andatura allegra ma non troppo.
Arriviamo a destinazione e tutto mi sorride: il sole splende, il caffè è più buono del solito, insomma mi sento bene e per un attimo penso di proporre al Capoca di continuare verso le fontane più su , magari anche Casasevatica
Ma è un solo attimo; il tempo di arrivare alla fontana per riempire le borracce e torno in me.
Stiamo lì che beviamo e io già penso al ritorno, quando il caro Capoca, questo giovane salentino/scozzese dall'aspetto sereno e affidabile, si trasforma in Caino e con indifferenza mal simulata mi fa: "Ma
e se tornassimo da Fragno e poi giù da Langhirano?".
La borraccia mi si ferma a mezz'aria ma è solo un attimo, riprendo il controllo e torno normale. Fuori. Dentro in quell'attimo ho pensato: "ma come? tu? proprio tu? tu che sai che ho la forma di un baccalà sotto sale messo a mollo, che ho 10 anni e 15 chili più di te, tu mi fai questo? tu quoque? e poi 'ndò cazzo sta Fragno?".
Chiedo con finta indifferenza "e che strada è? ce la si fa?" "ma sì, ce la si fa, è un po' ripida all'inizio ma poi sale regolare per circa 6 km, dopo è tutta discesa fino a Langhirano" risponde ilBieco (d'ora in avanti lo chiameremo così per comodità) guardando con fare vago ora le sue scarpe ora un ramo a caso.
Va be', tanto al massimo faccio una figura di merda e giro la bici; andiamo.
E così giriamo a destra verso Fregno, con ilBieco (decine di metri avanti) che ogni tanto mi urla "come va?" e io che salendo del mio ritmo gli faccio un cenno di rimando che significa che non sto una favola ma ce la si fa (e mentalmente un po' lo 'fanculeggio).
Si sale regolari fino allo scollinamento, e nel mentre mi sorprendo a godermi la salita. Non era poi così dura, dai... E del resto è la giornata ideale per la bici: giornata limpida, sole tiepido e temperatura fresca, una pacchia. Ha ragione Monegasco quando dice che bisogna cercare salite sconosciute.
La discesa è veloce e facile, arriviamo a Langhirano in un baleno. Tra un po' saremo (già?) a casa.
Tornati al nostro punto di ritrovo ci fermiamo un attimo; saluto il buon Capoca (già perdonato e quindi non più "ilBieco") che mi chiede se ci si vede anche domani: allora ci fai? lo sai che sono un cialtrone! perché mi devi umiliare così?
Mi rifugio in corner con una supercazzola sugli impegni familiari, che tanto poi ci sentiamo.
Lo ringrazio (sul serio) per il giro e via a casa. Contento.
Le tre cose belle di oggi:
- il panorama subito prima e subito dopo il valico di Fragno
- un 128 Rally bianco, quasi nuovo, non pensavo ce ne fossero ancora
- l'incontro/scontro con un automobilista che, in una strada stretta vicino casa, ci suona da dietro nonostante noi si sia in fila: io lo mando a quel paese con la mano e lui si affianca e abbassa il finestrino. Non per aggredirmi ma per chiarire che voleva solo avvisarci che era dietro e sarebbe passato. Gli chiedo scusa, avevo mal interpretato il colpo di clacson. Un gesto d'intesa e un saluto. Che bello.