Caro diario.... (PARTE II)

Stefano1964

Apprendista Velocista
19 Settembre 2011
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visto che si parla di commesse..ieri sono andato a fare shopping nel mio solito negozio non ci andavo da un po'

vedo un maglioncino che nonostante sia bello non mi starebbe mai..essendo M mentre io indosso da Xl a salire

la commessa mi dice" ma vedi che sei dimagrito"...(in effetti sono passato da 98 a 95).. provalo vedi che ti va ... io: "si ho perso 3 kg non 3 taglie lei: "provalo che ti va ne sono sicura questa marca calza grande"

cmq per non sentirla più decido di provarlo entro in camerino e mentre lo infilo rischio di affogare cercando di far passare la testa dopo 2 minuti di contorsioni ci riesco e quando l'ho indosso mi sento immobilizzato e avevo l'ombelico da fuori e le maniche mi arrivano all'avambraccio e sento le cuciture che vogliono cedere ..ma sono impossibilitato a muovermi e respiro il minimo indispensabile

nel frattempo la commessa: " allora come va? " io: "insomma è un filino stretto" fammi vedere esci fuori..appena mi vede "eh si ti va troppo picolo"
io: "ok mi fa piacere che l'hai capito...ma ora mi dai un mano a toglierlo ?" nel frattempo ero quasi cianotico
lei munita di piede di porco disincatra il tutto e io riprendo a respirare

cmq una volta tolto il magliocino era tutto deformato ..fortunatamente il padrone era andato a prendersi in caffè in tutto questo e lei lo ripone e lo mette sotto tutta la pila e lei sconsolata vabbè scegli tu io non insisto più

Un maglioncino al posto di una scarpa, interessante....
 

Stefano1964

Apprendista Velocista
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Caro diario, ho problemi seri, di un fatto avvenuto la scorsa estate. Roba importante, con risvolti condominiali.
Mi sa che si va sul penale.
E' successo che stavo cacando qui, a casa mia, con la finestra aperta, come faccio sempre d'estate. E i vicini che stanno di fronte stavano cenando sul terrazzo.
Hanno incominciato a protestare. Io non capisco perché. Non faccio male a nessuno, me ne sto qui buono buono a farmi gli affari miei sulla tazza, come peraltro anche prima che sono caduto.
Mi ero portata pure un'orzata fresca. D'estate ci vuole un poco di refrigerio.

E quelli hanno iniziato a gridare, che è il solito schifo, e che non devo permettermi, sennò fanno questo e quest'altro.
E io ho risposto fate quello che vi pare, brutti figli di mignotta, questo è un paese libero e fino a prova contraria io posso cacare.
Hanno chiamato i Carabinieri.
Dopo un poco sono arrivati, ho riconosciuto il Maresciallo. Che mi ha salutato gentilmente, peraltro.
Dice: "OHE', VOI DI LA', MA CHE STA SUCCERENN'?"
"NIENTE", dico io. "AH, MARESCIA', BUONASERA. VOLETE UN'ORZATA?"
"NO, GRAZIE. MA COSA FATE, COSA FATE?"
"MARESCIA', STO CACANDO, A CASA MIA E IN GRAZIA DI DIO. POSSO OFFRIRVI UN CAFFE' CALDO?"
"NON VOGLIO NIENTE, GRAZIE. MA VOI LO SAPETE, CHE NON POTETE FARE I VOSTRI COMODI ALLA FINESTRA?"
"MARESCIA', E IO MICA STO CACANDO ALLA FINESTRA, IO USO LA TAZZA DEL BAGNO MIO."
"E' LA STESSA COSA, QUESTI SONO ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO."
Dico: "MA PERCHE', MARESCIA', VI RISULTA PER CASO CHE IL CESSO DI CASA MIA E' LUOGO PUBBLICO?"
Dice: "IO MO' SENTO IL GIUDICE, LO TELEFONO, COSI' IL PROBLEMA LO RISOLVE LUI."
"E CHIAMATELO, CHIAMATELO, E FATEVI DIRE QUAL'E' L'ARTICOLO CHE DICE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA, COSI' ME LO IMPARO PURE IO."

Il Maresciallo s'è allontanato un poco sconfitto, mi pareva, così mi ha lasciato libero di completare.
Quelli là, i vicini, intanto gridavano, e così gli ho detto:
"SE NON VOLETE VEDERE RIENTRATE DENTRO, CONTADINI, E IMPARATEVI LA LEGGE, CHE NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA!"

E' arrivata pure la Polizia Municipale. Sembra che in questo paese non tengono altro da fare, che badare agli affari miei.
S'è affacciato il Comandante. Dice:
"UEH, VOI LA' SEDUTO! MA CHE STATE FACENDO, CHE E' QUEST'OSCENITA'?"
Ma quale oscenità? Quando sto seduto si vedono soltanto le spalle e la testa, semmai è quando mi alzo per farmi il bidè che si può vedere qualcosa di più, però mi volto sempre di culo per non impressionare i bambini con la sbadanga.
Ho risposto: "COMANDA', BUONASERA, NIENTE, TENGO UN POCO DI COLITE E LA SERA DEBBO FARE LA CACCA. E VOI, COME STATE? VOLETE UN'ORZATINA FRESCA?"
"MA QUA ARRIVA LA PUZZA! E POI, NON POTETE MICA CACARE ALLA FINESTRA!"
"COMANDA', VI CI METTETE PURE VOI? PRENDETE IL CODICE E LEGGETEMI DOVE STA SCRITTO CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA. TUTTI CACANO, PERCHE' IO NO?"
"MO' VADO A TELEFONARE AL SINDACO, VEDRETE CHE CI PENSA LUI!"
" E ANDATE, ANDATE", dico io, "VEDIAMO IL SINDACO CHE CI DICE. STO ASPETTANDO PURE IL PARERE DEL GIUDICE! INTANTO COMPLETO, SE NON VI DISPIACE."

Così parlando ho finito, mi sono dato una sciacquatina, e quei cafoni dei vicini sempre là, gridavano, si strappavano pure i capelli, per me possono fare quello che gli pare, il diritto alla salute è un diritto costituzionale e io mi prendo cura di me stesso, la sera con la finestra aperta sto fresco fresco e nessuno me lo può impedire.
Se mi fanno il processo spiego tutto per bene. E' un mio diritto.
 
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mazzoblu

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caro diario, oggi come tanti giorni metto sulla bilancia i pro ed i contro.
Sperando in un futuro migliore dove i problemi si risolvono vado avanti. quando mi sento meno teso vado meglio in bici, quando mi sento più giù in bici è meglio che non ci vado.
Stamattina faccio altre cose e la bici la lascio riposare.
Non voglio prendere la bici come obbligo ne ho tante sul groppone
Domani è un'altro giorno.
 

Stefano1964

Apprendista Velocista
19 Settembre 2011
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Triciclo Giordani
In mattinata sono andato per uffici

io vado in giro per uffici pubblici. Possiamo dire che sono un personaggio pubblico, in questo senso. Vado spesso alla Posta.

Sono andato in un palazzone, e sono salito con l'ascensore, all'ottavo piano.
Durante il tragitto mi è venuto uno scoreggione formidabile. E chi se ne fotte, ho pensato, io lo faccio, tanto sto da solo.

Porco boia l'ascensore si è fermato al quinto piano, e sono entrate due gnocche.
Non sapevo dove guardare, lì dentro l'aria si tagliava col coltello.
Per cercare di rimediare ho fatto finta di guardarmi sotto le scarpe, bestemmiando tra me: "Devo aver pestato una merda, ......"
Forse lo stratagemma non ha funzionato.
Comunque, le due gnocche, sono scese pure loro all'ottavo piano, e si sono fermate all'ufficio dove dovevo andare pure io.

A quel punto, la mia credibilità era già azzerata e io non mi ero ancora presentato.

Le due gnocche mi guardavano come se fossi stato un incrocio tra Pietro Pacciani, Donato Bilancia, Enrico Toti e Gianfranco Stevanin. Io mi sentivo pure peggio.

Poi mi ero portato pure il lettore mp3 e allora sentivo nella cuffia le musiche e cantavo "Viva la rivoluzione, viva la rivoluzione", poi mi sono accorto che c'era una Sezione di Polizia e io stavo proprio lì davanti, vabbè.

Per fortuna che io non ho tanto la faccia da rivoluzionario. Più che altro sembro un poco fesso.

La Polizia non mi arresterebbe mai, con questa faccia, per lo Stato sarebbe un gramo affare tenermi in galera.
Io ci starei benone. Già il fatto di stare tutto il giorno in ciabatte, sarebbe un toccasana per i miei piedi. Penso.

Bene, ho parlato con un Direttore Generale. Forse.
In realtà non ho capito bene con chi ho parlato, senonché si trattava di uno vestito bene.
Per la verità ha parlato più che altro lui. Io dicevo ogni tanto vabbè.
Non ho mica capito tutto. Però ho preso appunti.

Alla fine me ne sono andato. Ero andato là per trovare una soluzione a un problema, però io con tutti i paroloni mi perdo, dopo un poco non ci capisco più un cazzo.
Ho detto che ci avrei pensato, ho salutato con le buone maniere, cioè senza fare rutti.

Poi ho ripreso la busta di nailon dove metto le carte del lavoro, ho chiamato l'ascensore, prima a voce e poi col bottone, sono sceso giù e me ne sono andato al centro commerciale.

Quando vado ad Asti ci passo sempre. Ogni tanto fanno le svendite della carta igienica.
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
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Caro diario, ho problemi seri, di un fatto avvenuto la scorsa estate. Roba importante, con risvolti condominiali.
Mi sa che si va sul penale.
E' successo che stavo cacando qui, a casa mia, con la finestra aperta, come faccio sempre d'estate. E i vicini che stanno di fronte stavano cenando sul terrazzo.
Hanno incominciato a protestare. Io non capisco perché. Non faccio male a nessuno, me ne sto qui buono buono a farmi gli affari miei sulla tazza, come peraltro anche prima che sono caduto.
Mi ero portata pure un'orzata fresca. D'estate ci vuole un poco di refrigerio.

E quelli hanno iniziato a gridare, che è il solito schifo, e che non devo permettermi, sennò fanno questo e quest'altro.
E io ho risposto fate quello che vi pare, brutti figli di mignotta, questo è un paese libero e fino a prova contraria io posso cacare.
Hanno chiamato i Carabinieri.
Dopo un poco sono arrivati, ho riconosciuto il Maresciallo. Che mi ha salutato gentilmente, peraltro.
Dice: "OHE', VOI DI LA', MA CHE STA SUCCERENN'?"
"NIENTE", dico io. "AH, MARESCIA', BUONASERA. VOLETE UN'ORZATA?"
"NO, GRAZIE. MA COSA FATE, COSA FATE?"
"MARESCIA', STO CACANDO, A CASA MIA E IN GRAZIA DI DIO. POSSO OFFRIRVI UN CAFFE' CALDO?"
"NON VOGLIO NIENTE, GRAZIE. MA VOI LO SAPETE, CHE NON POTETE FARE I VOSTRI COMODI ALLA FINESTRA?"
"MARESCIA', E IO MICA STO CACANDO ALLA FINESTRA, IO USO LA TAZZA DEL BAGNO MIO."
"E' LA STESSA COSA, QUESTI SONO ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO."
Dico: "MA PERCHE', MARESCIA', VI RISULTA PER CASO CHE IL CESSO DI CASA MIA E' LUOGO PUBBLICO?"
Dice: "IO MO' SENTO IL GIUDICE, LO TELEFONO, COSI' IL PROBLEMA LO RISOLVE LUI."
"E CHIAMATELO, CHIAMATELO, E FATEVI DIRE QUAL'E' L'ARTICOLO CHE DICE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA, COSI' ME LO IMPARO PURE IO."

Il Maresciallo s'è allontanato un poco sconfitto, mi pareva, così mi ha lasciato libero di completare.
Quelli là, i vicini, intanto gridavano, e così gli ho detto:
"SE NON VOLETE VEDERE RIENTRATE DENTRO, CONTADINI, E IMPARATEVI LA LEGGE, CHE NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA!"

E' arrivata pure la Polizia Municipale. Sembra che in questo paese non tengono altro da fare, che badare agli affari miei.
S'è affacciato il Comandante. Dice:
"UEH, VOI LA' SEDUTO! MA CHE STATE FACENDO, CHE E' QUEST'OSCENITA'?"
Ma quale oscenità? Quando sto seduto si vedono soltanto le spalle e la testa, semmai è quando mi alzo per farmi il bidè che si può vedere qualcosa di più, però mi volto sempre di culo per non impressionare i bambini con la sbadanga.
Ho risposto: "COMANDA', BUONASERA, NIENTE, TENGO UN POCO DI COLITE E LA SERA DEBBO FARE LA CACCA. E VOI, COME STATE? VOLETE UN'ORZATINA FRESCA?"
"MA QUA ARRIVA LA PUZZA! E POI, NON POTETE MICA CACARE ALLA FINESTRA!"
"COMANDA', VI CI METTETE PURE VOI? PRENDETE IL CODICE E LEGGETEMI DOVE STA SCRITTO CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA. TUTTI CACANO, PERCHE' IO NO?"
"MO' VADO A TELEFONARE AL SINDACO, VEDRETE CHE CI PENSA LUI!"
" E ANDATE, ANDATE", dico io, "VEDIAMO IL SINDACO CHE CI DICE. STO ASPETTANDO PURE IL PARERE DEL GIUDICE! INTANTO COMPLETO, SE NON VI DISPIACE."

Così parlando ho finito, mi sono dato una sciacquatina, e quei cafoni dei vicini sempre là, gridavano, si strappavano pure i capelli, per me possono fare quello che gli pare, il diritto alla salute è un diritto costituzionale e io mi prendo cura di me stesso, la sera con la finestra aperta sto fresco fresco e nessuno me lo può impedire.
Se mi fanno il processo spiego tutto per bene. E' un mio diritto.



abbiamo a che fare con un pazzo.........................................................................................................................
.........................................................................................................................................................
...il vicino di casa, intendo
 
M

mazzoblu

Guest
Cario Diario, stamattina in bici era un gran freddo,
anche se mi sono coperto due ore di bici mi sono bastate e sono tornato a casa coi piedi congelati.

è venuta giusto a fagiolo, dopo la doccia due lavori in casa,
è passato il prete per la comunione alla nonna.
mia moglie è al lavoro e tanto a casa ci sono io.

l'ho accompagnato al cancello e mi son fermato a parlaci un po'
gli ho detto che ormai la nonna ha i suoi anni, sono 91 tra poco, ed è da aiutare, ed in casa per noi
e comincia ad essere un impegno molto troppo grande.
Ormai non è più da stare sempre in casa da sola.

gli ho raccontato un po' del mio vecchio lavoro
e dei lavori stagionali che faccio per andare avanti
finchè non troverò una soluzione più stabile.

lo sa che mia moglie ha la sua mamma che non sta bene da anni
ed il babbo non ce l'ha più.

le ho detto che per la nonna abbiamo provato col sollievo familiare
ed abbiamo visto che nella casa di riposto ci sta bene e ci sta volentieri poi noi la andiamo a trovare quasi tutti i giorni come facciamo per la mamma da anni ormai.
abbiamo fatto la domanda perchè venga accolta e ci vorranno un po' di mesi.

il prete ha capito la situazione
e non mi ha rimproverato, anzi mi ha appoggiato.

della sua figlia e dei cugini che le vanno dietro, non gli ho voluto dire niente,
perchè tanto le persone cattive è meglio lasciarle lontane.

perchè se muore mio fratello io non posso dire ai miei nipoti "hai la casa" "ti sei sposato col vestito che volevi" "ai 4 soldi in banca del tuo babbo"
però però però ... e mia mamma vecchia la vengo a vedere si e no una volta l'anno...

Mia mamma se rimango solo io come figlio è mia mamma in un modo o nell'altro quando sarà vecchia ed avrà bisogno ci penserò io perchè vengo io prima dei miei nipoti non lascio che i miei nipoti si occupino di mia mamma al posto mio, mi vergognerei come un cagnaccio

tra vent'anni ci posso essere anch'io
i miracoli non li fa nessuno,
ma non mi comporterò come si è comportata lei.

e adesso
andiamo avanti per la strada più giusta.
 
M

mazzoblu

Guest
nello stile Stefano1964 mi viene da dire

se incontro certa gente
come Richy Menphis nel film Natale a Cortina... adesso se po'?...
manvedi dann'anneten'affanculo!! Scusa (con mia moglie).. ma ne valeva la pena!

aooooo

tè si n'a merda o voi siete di stronzi.. e per forza
danna merda possono nascere solo dì stronzi
anfami !!!
a pezzi de merda !!!
 

Stefano1964

Apprendista Velocista
19 Settembre 2011
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Boh?!
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Triciclo Giordani
Caro diario, oggi pomeriggio ero nel laboratorio a parlare con una mia cliente, evento rarissimo.
Oltretutto si trattava di una cliente pagante, roba che vedo due o tre volte l'anno.

Mentre ascoltavo le sue richieste su un coso da aerografare, ero impegnato a rivedermi sul monitor del portatile il filmato di una memorabile strombazzata che ho fatto con un'amica sulla scrivania, e che ho ripreso con la telecamera che mi ha prestato il mio amico Cesare.

Ovviamente non potevo sentire l'audio, ma comunque mi sono accorto che c'era troppo dialogo ed ho deciso di tagliare i momenti morti.
Comunque. Ho pensato che non avrei potuto far niente per la signora, e così l'ho mandata via, che io non ho tempo da perdere. In questi casi ho un sistema collaudato: chiedo un acconto terrificante, e così sono sicuro che non rivedrò mai più il cliente.

Ci mancano soltanto questi rompicoglioni che ogni tanto pretendono di farmi lavorare.

Una volta finalmente libero, ho pensato che la monotonia del filmato dipendeva in gran parte dalla mia staticità, e dalla scarsa plasticità della posa.
La prossima che viene a trovarmi la trombo appesa al lampadario, così almeno dondola.

Ma, udite udite, mentre ero lì che pensavo a come salvare quel filmato per farne un serio porno artigianale per mio privatissimo uso e consumo, ho inteso il citofono che suonava. Minchia, ho pensato, la posta a quest'ora? Mai avrei potuto pensare ad un altro cliente, non è mai successo che arrivassero in due nella stessa settimana.

E infatti non era un cliente, bensì uno dei soliti monatti, un venditore di calzini, o di quadretti di Totò, o di sistemi infallibili per il Superenalotto, o un rappresentante di una compagnia telefonica.
Li riconosco subito, questi soggetti, perché in genere arrivano con una borsa.

E io gli butto addosso l'acqua, dal pianerottolo delle scale, prima ancora che salgano.

Ma non era uno dei soliti monatti. Era un rivenditore di magnifici cd, non propriamente originali ma insomma.
Ho preso al volo la compilescion di Sanremo, così gliela passo a Mescaleros.
Poi l'ho mandato affanculo.

E ora canto Ti regalerò una rosa. Io, capite, io che non ho mai regalato un fiore in vita mia.
Io che, quando esco con una donna, le chiedo sempre com'è andata di corpo, perché sono gentile e preoccupato per la sua salute.
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
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Caro diario, oggi pomeriggio ero nel laboratorio a parlare con una mia cliente, evento rarissimo.
Oltretutto si trattava di una cliente pagante, roba che vedo due o tre volte l'anno.

Mentre ascoltavo le sue richieste su un coso da aerografare, ero impegnato a rivedermi sul monitor del portatile il filmato di una memorabile strombazzata che ho fatto con un'amica sulla scrivania, e che ho ripreso con la telecamera che mi ha prestato il mio amico Cesare.

Ovviamente non potevo sentire l'audio, ma comunque mi sono accorto che c'era troppo dialogo ed ho deciso di tagliare i momenti morti.
Comunque. Ho pensato che non avrei potuto far niente per la signora, e così l'ho mandata via, che io non ho tempo da perdere. In questi casi ho un sistema collaudato: chiedo un acconto terrificante, e così sono sicuro che non rivedrò mai più il cliente.

Ci mancano soltanto questi rompicoglioni che ogni tanto pretendono di farmi lavorare.

Una volta finalmente libero, ho pensato che la monotonia del filmato dipendeva in gran parte dalla mia staticità, e dalla scarsa plasticità della posa.
La prossima che viene a trovarmi la trombo appesa al lampadario, così almeno dondola.

Ma, udite udite, mentre ero lì che pensavo a come salvare quel filmato per farne un serio porno artigianale per mio privatissimo uso e consumo, ho inteso il citofono che suonava. Minchia, ho pensato, la posta a quest'ora? Mai avrei potuto pensare ad un altro cliente, non è mai successo che arrivassero in due nella stessa settimana.

E infatti non era un cliente, bensì uno dei soliti monatti, un venditore di calzini, o di quadretti di Totò, o di sistemi infallibili per il Superenalotto, o un rappresentante di una compagnia telefonica.
Li riconosco subito, questi soggetti, perché in genere arrivano con una borsa.

E io gli butto addosso l'acqua, dal pianerottolo delle scale, prima ancora che salgano.

Ma non era uno dei soliti monatti. Era un rivenditore di magnifici cd, non propriamente originali ma insomma.
Ho preso al volo la compilescion di Sanremo, così gliela passo a Mescaleros.
Poi l'ho mandato affanculo.

E ora canto Ti regalerò una rosa. Io, capite, io che non ho mai regalato un fiore in vita mia.
Io che, quando esco con una donna, le chiedo sempre com'è andata di corpo, perché sono gentile e preoccupato per la sua salute.


:mrgreen:

:eek:

Io aspetto...
 

khu

Pignone
11 Luglio 2010
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belun, ma de naòlta
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rimbaud tradotto e squillante de'noantri, alcova d'acciaio
caro diario,
avere cinquant'anni, freschi freschi, e sentire le stesse cose di quando ne avevi venti.
stessi slanci, stessa ingenuita'.
ma il tempo ti bussa, assieme a tutto il resto, ti dice che adesso sarebbe ora di sorridere e appoggiarti allo schienale della poltrona, o mettere il 23, e invece ogni giorno e' peggio e piu' dai, per passione, e piu' contribuisci ad incastrarti. hai rischiato, testa bassa, e quindi non puoi chiudere tutto e andartene a fare il bagonghi a miami o a cuba: ci sono persone, famiglie che dipendono da te e non puoi mollare, se non facendo come fanno i piu' furbi...ma il tempo passa...e non riesco neanche piu' a prendere su', per due o tre ore, la mia bdc.

e' perche' e' natale (equitalia) ???
 

Stefano1964

Apprendista Velocista
19 Settembre 2011
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Cario diario, oggi giornata consumistica.
Sono stato al centro commerciale. Siamo andati io e il mio vicino qua del II piano scala A, quello che è stato all'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Com'è bello il centro commerciale a Natale. Ci stavano tutti gli alberi, appunto di Natale, con le palle, eppoi tanti panettoni e torroni.

Noi non ci siamo comprati niente, perché la roba costa troppo.

Comunque. Quando siamo arrivati là, ho lasciato il mio vicino (che si era vestito da Babbo Natale, perché appunto è quasi natale) al settore dei giocattoli, perché voleva vedere i trenini, e io me ne sono andato a vedere i telefoni cellulari, perché forse l'anno prossimo me ne voglio comprare uno, che va di moda.
Ne voglio uno con la suoneria che fa pure le campane, come il campanile della chiesa che sta vicino a casa mia. E' bello.

Io questi telefoni piccoli non riesco a capirli, ci provo sempre ma tutte quelle funzioni non so adoperarle, la commessa del centro commerciale sono anni che mi spiega ma niente da fare, lascio perdere sempre perché purtroppo non sono ingegnere. Eppoi costano.

Sono tornato al reparto giocattoli, strada facendo mi sono fermato a guardare la roba di cancelleria. In tutto il supermercato si sentiva "TUUUU TUUUUUU, TUUUU TUUUUU!!"

Volevo comprarmi una spillatrice, perché ne ho soltanto sei e se se ne dovesse rompere una andrei in crisi. Poi però non avevo i 5 euri.

Mi sono affacciato al reparto giocattoli, e c'era Babbo Natale che stava regalando i trenini a tutti i bambini, che bella cosa, non potete capire com'erano felici i bambini, le mamme un poco meno perché poi è arrivato un commesso e ha detto che dovevano passare alla cassa, sta di fatto che tutti i trenini sono andati via in un attimo.

Non rientra nella tradizione, ma Babbo Natale si era bevuta una botte di vino a pranzo e quindi quando sono andato a chiamarlo ha fatto un'alitata in faccia che mi ha fatto venire un calo di pressione, allora sono andato al reparto strumenti musicali, sono anni che vorrei comprarmi un trombone ma desisto sempre perché non so suonarlo, come peraltro decine di altri strumenti.

Allora ce ne siamo andati, Babbo Natale era ormai esausto e pure io non mi sentivo molto bene, sarà che quest'aria natalizia affatica molto, oppure il fatto che io là dentro dopo un poco mi sento sempre alienato, disperato, non so nemmeno dire come mi sento ma sta di fatto che se vado in montagna mi sento meglio.

Comunque mi piace sempre fare un giretto, perché ci sono molte cose che forse potrei comprarmi, e un giorno se cambio personalità magari lo farò, non si può mai dire.
Intanto m'informo.
 

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Cario diario, oggi giornata consumistica.
Sono stato al centro commerciale. Siamo andati io e il mio vicino qua del II piano scala A, quello che è stato all'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Com'è bello il centro commerciale a Natale. Ci stavano tutti gli alberi, appunto di Natale, con le palle, eppoi tanti panettoni e torroni.

Noi non ci siamo comprati niente, perché la roba costa troppo.

Comunque. Quando siamo arrivati là, ho lasciato il mio vicino (che si era vestito da Babbo Natale, perché appunto è quasi natale) al settore dei giocattoli, perché voleva vedere i trenini, e io me ne sono andato a vedere i telefoni cellulari, perché forse l'anno prossimo me ne voglio comprare uno, che va di moda.
Ne voglio uno con la suoneria che fa pure le campane, come il campanile della chiesa che sta vicino a casa mia. E' bello.

Io questi telefoni piccoli non riesco a capirli, ci provo sempre ma tutte quelle funzioni non so adoperarle, la commessa del centro commerciale sono anni che mi spiega ma niente da fare, lascio perdere sempre perché purtroppo non sono ingegnere. Eppoi costano.

Sono tornato al reparto giocattoli, strada facendo mi sono fermato a guardare la roba di cancelleria. In tutto il supermercato si sentiva "TUUUU TUUUUUU, TUUUU TUUUUU!!"

Volevo comprarmi una spillatrice, perché ne ho soltanto sei e se se ne dovesse rompere una andrei in crisi. Poi però non avevo i 5 euri.

Mi sono affacciato al reparto giocattoli, e c'era Babbo Natale che stava regalando i trenini a tutti i bambini, che bella cosa, non potete capire com'erano felici i bambini, le mamme un poco meno perché poi è arrivato un commesso e ha detto che dovevano passare alla cassa, sta di fatto che tutti i trenini sono andati via in un attimo.

Non rientra nella tradizione, ma Babbo Natale si era bevuta una botte di vino a pranzo e quindi quando sono andato a chiamarlo ha fatto un'alitata in faccia che mi ha fatto venire un calo di pressione, allora sono andato al reparto strumenti musicali, sono anni che vorrei comprarmi un trombone ma desisto sempre perché non so suonarlo, come peraltro decine di altri strumenti.

Allora ce ne siamo andati, Babbo Natale era ormai esausto e pure io non mi sentivo molto bene, sarà che quest'aria natalizia affatica molto, oppure il fatto che io là dentro dopo un poco mi sento sempre alienato, disperato, non so nemmeno dire come mi sento ma sta di fatto che se vado in montagna mi sento meglio.

Comunque mi piace sempre fare un giretto, perché ci sono molte cose che forse potrei comprarmi, e un giorno se cambio personalità magari lo farò, non si può mai dire.
Intanto m'informo.



Ti serve un editor ma, come sempre, ci sono degli autentici colpi di genio. E io aspetto...
 

Stefano1964

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Grazie vate, sono solo trip passeggeri, anche se ci sono andato al centro commerciale e tutte quelle cose le ho vissute, ma non credo di esternare genialità, solo semplice banalità, come tutto, del resto, anche quando dipingo penso all'inutilità di una pennellata, a cosa serve? Boh!

Vado a dormire che è meglio
 

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Grazie vate, sono solo trip passeggeri, anche se ci sono andato al centro commerciale e tutte quelle cose le ho vissute, ma non credo di esternare genialità, solo semplice banalità, come tutto, del resto, anche quando dipingo penso all'inutilità di una pennellata, a cosa serve? Boh!

Vado a dormire che è meglio


Queste elucubrazioni lascia che le faccia il tuo Agente.

:eek:
 
M

mazzoblu

Guest
Caro diario, vorrei un 2013 migliore

lo speravo anche per il 2011 e questo 2012 è continuato sulla sua brutta scia

ci sono un po' di cose da sistemare
cose importanti

ho deciso che le persone cattive che mi hanno deluso e ferito le tengo lontane
e vado per la mia strada
intanto la bici mi è d'aiuto
ad affrontare anche questo inverno da disoccupato.

quando mi alzo in queste fredde mattine che sento vuote
la bici mi da uno scopo e mi riempie un po' di questo vuoto

mi da uno scopo
mi da la forza di andare avanti
progetti per il futuro ci sono

nel presente pedalo
e nel futuro voglio costruire

la bici mi aiuta a tirare fuori quello che ho dentro
 

Stefano1964

Apprendista Velocista
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Triciclo Giordani
Caro diario, oggi mi sento prof e ti parlerò un poco delle guerre colonialiste di noi italiani.
Lo faccio per puro spirito di sacrificio, e per elevare un poco le vostre conoscenze.

Le guerre del colonialismo iniziarono, com'è noto, nel 1935, con l'invasione dell'Abissinia da parte degli italiani. L'Abissinia non so di preciso dove sta.
Gli italiani, nell'Africa settentrionale, invasero ed occuparono anche la Libia e la Somalia.
Tutto per creare l'Impero.
Le campagne d'Africa furono abbastanza facili. Mi sorge il dubbio che, in realtà, la Libia, la Somalia e l'Etiopia non le volesse nessuno, nemmeno gli autoctoni.
Sta di fatto che, all'epoca, gli italiani costruirono parecchio, in Libia.
Pare che, mentre gli italiani costruivano le strade, i libiani se ne stavano là, a guardare, come fanno pure i vecchi qui dalle mie parti quando c'è qualche lavoro da fare sulla strada.
E sembra che i libiani si davano di gomito, e si dicevano: "Però questi italiani, eh, che belle strade che fanno, sudano un poco però lavorano assai, tutto sommato non abbiamo fatto male a farci invadere".

Poi il Duce decise di invadere l'Albania. In Europa, a questo punto, erano in molti a nutrire seri dubbi.
Gli albanesi no, erano piuttosto contenti. Infatti, anche la campagna d'Albania fu facile.
L'Albania, volendo, potremmo invaderla pure adesso. Tanto gli albanesi sono venuti tutti qua, lì ormai non ci sta più nessuno.
Il problema è: che ci andiamo a fare?

Però io l'idea l'ho lanciata, casomai a Silvio, Monti, Grillo, Bersani venisse in mente di farsi l'Impero.