Caro diario, ho problemi seri, di un fatto avvenuto la scorsa estate. Roba importante, con risvolti condominiali.
Mi sa che si va sul penale.
E' successo che stavo cacando qui, a casa mia, con la finestra aperta, come faccio sempre d'estate. E i vicini che stanno di fronte stavano cenando sul terrazzo.
Hanno incominciato a protestare. Io non capisco perché. Non faccio male a nessuno, me ne sto qui buono buono a farmi gli affari miei sulla tazza, come peraltro anche prima che sono caduto.
Mi ero portata pure un'orzata fresca. D'estate ci vuole un poco di refrigerio.
E quelli hanno iniziato a gridare, che è il solito schifo, e che non devo permettermi, sennò fanno questo e quest'altro.
E io ho risposto fate quello che vi pare, brutti figli di mignotta, questo è un paese libero e fino a prova contraria io posso cacare.
Hanno chiamato i Carabinieri.
Dopo un poco sono arrivati, ho riconosciuto il Maresciallo. Che mi ha salutato gentilmente, peraltro.
Dice: "OHE', VOI DI LA', MA CHE STA SUCCERENN'?"
"NIENTE", dico io. "AH, MARESCIA', BUONASERA. VOLETE UN'ORZATA?"
"NO, GRAZIE. MA COSA FATE, COSA FATE?"
"MARESCIA', STO CACANDO, A CASA MIA E IN GRAZIA DI DIO. POSSO OFFRIRVI UN CAFFE' CALDO?"
"NON VOGLIO NIENTE, GRAZIE. MA VOI LO SAPETE, CHE NON POTETE FARE I VOSTRI COMODI ALLA FINESTRA?"
"MARESCIA', E IO MICA STO CACANDO ALLA FINESTRA, IO USO LA TAZZA DEL BAGNO MIO."
"E' LA STESSA COSA, QUESTI SONO ATTI OSCENI IN LUOGO PUBBLICO."
Dico: "MA PERCHE', MARESCIA', VI RISULTA PER CASO CHE IL CESSO DI CASA MIA E' LUOGO PUBBLICO?"
Dice: "IO MO' SENTO IL GIUDICE, LO TELEFONO, COSI' IL PROBLEMA LO RISOLVE LUI."
"E CHIAMATELO, CHIAMATELO, E FATEVI DIRE QUAL'E' L'ARTICOLO CHE DICE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA, COSI' ME LO IMPARO PURE IO."
Il Maresciallo s'è allontanato un poco sconfitto, mi pareva, così mi ha lasciato libero di completare.
Quelli là, i vicini, intanto gridavano, e così gli ho detto:
"SE NON VOLETE VEDERE RIENTRATE DENTRO, CONTADINI, E IMPARATEVI LA LEGGE, CHE NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA!"
E' arrivata pure la Polizia Municipale. Sembra che in questo paese non tengono altro da fare, che badare agli affari miei.
S'è affacciato il Comandante. Dice:
"UEH, VOI LA' SEDUTO! MA CHE STATE FACENDO, CHE E' QUEST'OSCENITA'?"
Ma quale oscenità? Quando sto seduto si vedono soltanto le spalle e la testa, semmai è quando mi alzo per farmi il bidè che si può vedere qualcosa di più, però mi volto sempre di culo per non impressionare i bambini con la sbadanga.
Ho risposto: "COMANDA', BUONASERA, NIENTE, TENGO UN POCO DI COLITE E LA SERA DEBBO FARE LA CACCA. E VOI, COME STATE? VOLETE UN'ORZATINA FRESCA?"
"MA QUA ARRIVA LA PUZZA! E POI, NON POTETE MICA CACARE ALLA FINESTRA!"
"COMANDA', VI CI METTETE PURE VOI? PRENDETE IL CODICE E LEGGETEMI DOVE STA SCRITTO CHE NON POSSO CACARE A CASA MIA. TUTTI CACANO, PERCHE' IO NO?"
"MO' VADO A TELEFONARE AL SINDACO, VEDRETE CHE CI PENSA LUI!"
" E ANDATE, ANDATE", dico io, "VEDIAMO IL SINDACO CHE CI DICE. STO ASPETTANDO PURE IL PARERE DEL GIUDICE! INTANTO COMPLETO, SE NON VI DISPIACE."
Così parlando ho finito, mi sono dato una sciacquatina, e quei cafoni dei vicini sempre là, gridavano, si strappavano pure i capelli, per me possono fare quello che gli pare, il diritto alla salute è un diritto costituzionale e io mi prendo cura di me stesso, la sera con la finestra aperta sto fresco fresco e nessuno me lo può impedire.
Se mi fanno il processo spiego tutto per bene. E' un mio diritto.